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  1. #31
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: psicologia e psicoterapia

    Originariamente postato da paolo clemente
    Hai ragione, psicosarix, non bisogna sovrapporre la psicologia clinica e la psicoterapia [...]
    ... sono contenta perchè quando si usano termini più precisi tutto torna al suo posto come in questo caso! ... so che questo è il forum della psicoterapia, ma troppo spesso questa viene sovrapposta alla psicologia (detto in modo generale, comprendendo tutte le aree) e questo crea non pochi problemi alla crescita delle aree psicologiche non cliniche ... in questa situazione tutti gli strumenti diventano importanti per il lavoro dello psicologo, per permettergli di emergere ... anche se sono consapevole dei limiti dei test... non sono totalmente d'accordo sull'opinione che ne hai nell'uso clinico ... però riconosco che i test per l'area clinica non sono strumenti buoni come per le altre aree (infatti volutamente non ho nominato i test clinici nel post precedente) ... sì penso ci sia ancora molto lavoro da fare e limiti da superare ... xò sono contenta che anche tu ne riconosca la validità d'impiego nelle altre aree , questo secondo me è importante!


  2. #32
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492

    Re: psicologia e psicoterapia

    Originariamente postato da paolo clemente
    Hai ragione, psicosarix, non bisogna sovrapporre la psicologia clinica e la psicoterapia, ma neanche separarle del tutto. Intanto è ncessario distinguere tra la psicologia clinica e le altre branche della psicologia (del lavoro, sperimentale, ecc..). Dunque la psicologia clinica è quella che, secondo la legge, si dovrebbe occupare di diagnosi senza spingersi fino alla psicoterapia. Ma si tratta di una distinzione virtuale, perché il processo di costruzione della diagnosi è già psicoterapeutico. Nella clinica come nel tennis è fondamentale avere una buona impostazione di base perché è molto più difficile correggere un'impostazione sbagliata piuttosto che fornire ad un principiante l'impostazione giusta. Se lo psicologo vorrà fare il clinico e dunque, prima o poi, farà lo psicoterapeuta, va educato da subito a trovare l'unico piuttosto che il tipico. Non si può pensare di addestrarlo alla diagnosi standard per poi riconvertirlo alla diagnosi centrata sul cliente. Se invece vorrà diventare uno psicologo scolastico o delle organizzazioni, allora bisognerà impratichirlo nei test e in altri strumenti che danno risposte rapide su ciò che l'utenza desidera. Questi strumenti costituiscono solo apparentemente delle scorciatoie perché
    le informazioni che forniscono sono viziate dallo strumento stesso. Le scale Weschler, tanto per fare un esempio, non misurano il Q.I. ma soltanto l'intelligenza scolastica. Lo standard va bene per chi ha una committenza che gli chiede di selezionare personale o individuare i soggetti meglio scolarizzati, ma non per il clinico che lavora con l'individuo e per l'individuo.
    Concordo con ciò che tu dici. Non credo sia un problema di usare o non usare il dsm o i test psicologici. Vi sono approcci psicoterapeutici più tecnici, vedi il cognitivo comportamentale che usano tali strumenti ed altri più umanistici, vedi il sistemico, che prediligono altri strumenti.
    All’ interno di tutti gli approcci la mission è chiara, cercare di aiutare la persona a risolvere problemi psicologici. Questo è l’ aspetto fondante e discriminante.
    La tua posizione è un pò idealista. Vedi, ci sono sempre stati e ci saranno sempre persone, molte delle quali autodidatte o quasi che si pongono obiettivi di aiuto alla persona. Ci sono persone che dopo qualche viaggio in India propongono meditazioni e altre tecniche per raggiungere la pace interiore. Un mercato di persone che non hanno professionalità , deontologia o un ordine professionale.
    E’ chiaro che noi non possiamo essere confusi tra questi pseudoprofessionisti ma è anche chiaro che questo mercato è alimentato dalle nostre scuole di formazione !.
    Le scuole di formazione tirano in ballo la dignità dell’ intera categoria formando figure che non posseggono degli studi specifici in medicina o psicologia.
    Sono le stesse scuole di formazione che alimentano un mercato di pseudopressionisti a beneficio dei loro guadagni ed ai danni della dignità degli psicologi.
    E’ talmente evidente che questo tipo di tolleranza non è giustificabile da qualunque lato si voglia guardare al problema. La loro sporca azione ricade inevitabilmente su di noi e sulla nostra ingiusta esclusione da un mercato che potrebbe portarci lavoro e guadagni dignitosi.
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  3. #33
    Neofita
    Data registrazione
    13-10-2006
    Residenza
    Olbia, Sassari
    Messaggi
    7
    sai, rubens, non mi dispiace essere definito idealista o romantico. Intendo la psicoterapia come un percorso di individuazione in cui è centrale la relazione. Se non sottopongo i miei clienti a test psicologici - so che tanti clinici lo fanno - è principalmente perché non mi piace che mi percepiscano come un esperto che dispensa risposte; preferisco invece che mi vedano come un maieuta che fa domande. E' la stessa ragione per cui alcuni psicoterapeuti con una formazione medica, pur potendo somministrare farmaci, lasciano che siano altri a farlo per non rovinare il rapporto simmetrico che si è instaurato col cliente. Per quanto riguarda poi tutte le forme di concorrenza sleale che il mercato offre, ci sono sempre state e sempre ci saranno, anche senza il contributo delle scuole di formazione: bisogna rassegnarci a convivere con tarocchi e selvaggi. E' vero, anch'essi pretendono di occuparsi dell'individuo, ma come lo fanno? Se i loro clienti sono soddisfatti, pace, niente da dire: ognuno è libero di curarsi come crede. Ma la maggior parte della gente non è così sprovveduta e sa distinguere tra un venditore di fumo e una persona preparata. La differenza principale è che il primo scimmiotta il medico col suo 'furor sanandi', mentre il secondo si caratterizza soprattutto per il suo 'non fare': non dare risposte, non dare consigli, non prescrivere alcunché... sembra facile, ma è la cosa più difficile da fare perché sia il senso comune che il modello medico spingono nella direzione opposta.
    Chiudo ringraziando sia te che psicosarix per gli importanti riscontri che mi avete dato.

  4. #34
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da paolo clemente
    sai, rubens, non mi dispiace essere definito idealista o romantico. Intendo la psicoterapia come un percorso di individuazione in cui è centrale la relazione. Se non sottopongo i miei clienti a test psicologici - so che tanti clinici lo fanno - è principalmente perché non mi piace che mi percepiscano come un esperto che dispensa risposte; preferisco invece che mi vedano come un maieuta che fa domande. E' la stessa ragione per cui alcuni psicoterapeuti con una formazione medica, pur potendo somministrare farmaci, lasciano che siano altri a farlo per non rovinare il rapporto simmetrico che si è instaurato col cliente. Per quanto riguarda poi tutte le forme di concorrenza sleale che il mercato offre, ci sono sempre state e sempre ci saranno, anche senza il contributo delle scuole di formazione: bisogna rassegnarci a convivere con tarocchi e selvaggi. E' vero, anch'essi pretendono di occuparsi dell'individuo, ma come lo fanno? Se i loro clienti sono soddisfatti, pace, niente da dire: ognuno è libero di curarsi come crede. Ma la maggior parte della gente non è così sprovveduta e sa distinguere tra un venditore di fumo e una persona preparata. La differenza principale è che il primo scimmiotta il medico col suo 'furor sanandi', mentre il secondo si caratterizza soprattutto per il suo 'non fare': non dare risposte, non dare consigli, non prescrivere alcunché... sembra facile, ma è la cosa più difficile da fare perché sia il senso comune che il modello medico spingono nella direzione opposta.
    Chiudo ringraziando sia te che psicosarix per gli importanti riscontri che mi avete dato.
    Grazie a te Paolo per la tua spontaneità e sincerità.
    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  5. #35
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da paolo clemente
    [...] Chiudo ringraziando sia te che psicosarix per gli importanti riscontri che mi avete dato.
    grazie a te!!! è dal confronto che nasce anhce una maggior consapevolezza di noi stessi
    buon lavoro! .

  6. #36
    Dicktened
    Ospite non registrato

  7. #37
    loredanasp
    Ospite non registrato
    Io penso che prima o poi bisogna fare fare qualcosa di concreto per evitare che questo avvenga, forse noi psicologi dovremmo allearci un pò e tutelare in qualche modo il nostro ordine...non immagino cosa...attualmente.
    Senz'altro parlarne ci aiuta ad aumentare la consapevolezza del problema, ma non lo risolve...
    Secondo voi cosa si potrebbe fare?

  8. #38
    L'avatar di crissangel
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    11-09-2006
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    4
    Alcuni utenti che partecipano a questa come ad altre discussioni hanno già delineato chiaramente quello che si potrebbe tentare di fare, di questo li ringrazio molto (in particolare Psicosarix e Quattrostracci) io avevo posto loro la stessa tua domanda...adesso alla Camera si è iniziata a discutere la riforma della professione, vedremo che cosa ne uscirà fuori. Senza supporti legislativi è molto più difficile agire
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  9. #39
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
    Data registrazione
    08-09-2005
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    535
    Premetto che non ho letto tutto il thread ma solo il primo messaggio lasciato da Wrubens.
    Volevo darti il benvenuto nella triste e incoerente vita della disciplina chiamata psicologia.
    Io ho svolto il tirocinio nella mia Ulss (eheehehehe Criss, noi veneti siamo indietro...) con una tutor laureata in psicologia quando consisteva ancora di 4 anni. A 22 anni quindi era bella che laureata e dopo aver lavoricchiato un pò si è iscritta ad una scuola di specializzazione ed ora è regolarmente psicoterapeuta.
    Ahimè, in questa Ulss lavorano anche persone che provengono da facoltà come pedagogia o che non hanno frequentato scuole di specializzazione, ma che grazie ai tempi che furono e alle riforme di allora, hanno goduto di un salto di qualifica.
    Quasi tutti gli psicologi che lavorano nella mia Ulss sono abbastanza in là con gli anni, hanno molta esperienza però tutto questo lo devono alla fortuna di essere nati in quegli anni. L'esame di stato allora nemmeno sapevano cosa fosse (e anche adesso molti di loro non sanno in cosa consiste).
    Diciamo che a loro tempo hanno goduto di una specie di indulto, che li ha fatti passare da insegnanti o pedagoghi (si dice così???) a psicologi-psicoterapeuti!
    Ahimè, non possiamo farci niente, se non sperare che se ne vadano in pensione presto!

  10. #40
    tinuviel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da carlgustav
    wru...è da mettersi le mani nei capelli ma purtroppo è questa la realtà...qualche tempo fa mi si è presentata una psicoterapeuta...ma in realtà ho poi capito che aveva fatto un corso da counseler...casulamente poi sono passato davanti al suo studio...e sulla targa c'era scritto PSICOTERAPEUTA...
    l'importante è tenere duro nelle nostre convinzioni!!!


    Conosco anch'io casi simili, purtroppo.

    Per me il problema riguarda anche la precezione confusissima che le persone hanno del nostro iter professionale.

    Sto facendo il tirocino di specializzazione in psicoterapia in un reparto ospedaliero e un medico, specializzando anch'egli, cade dalle nuvole quando gli spiego che NON si tratta del mio tirocinio post-lauream.
    Gli spiego la differenza e lui, caduto dalle nuvole, alla fine dice:"Ah ma allora anche voi se volete fare gli psicoterapeuti vi specializzate, e quindi studiate per 10 anni. Come noi."

    Mi domando: se un medico, per quanto poco sveglio, non conosce la differenza di iter tra psicologo e psicoterapeuta, come posso pretendere che tutta la fatica che stiamo facendo venga riconosciuta dalle persone normali?

    Ma di che mi lamento su queste "sottigliezze"se, come dite in tutto il 3d, molti si appropriano in scioltezza dei titoli e non ne pagano -mai-alcuna conseguenza?
    Ultima modifica di tinuviel : 14-02-2007 alle ore 16.24.55

  11. #41
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Chiaraaaaaa
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    Originariamente postato da Allanon77
    Sono pienamente d'accordo....basti pensare che l'altro giorno un mio amico si è puppato una prima seduta da uno "psicoterapeuta" che in realtà è laureato in lettere straniere...per non parlare di vari psicologi, molti dei quali con cariche nolto alte, che mi becco settimanalmente in ASL...l'unica è puntare sulla qualità del nostro lavoro ragazzi! Se ci siamo fatti un mazzo a capannina a sei piani non è mica x citare a memoria i sonetti di Shakespeare!!
    ciauz

    Grandioso!!! vuol dire che con la mia laurea in lettere posso spacciarmi per psicoterapeuta????



    Ragazzi ma è folle!!!! Ma non potete farci nulla?

    E poi quale garanzia possono offrire questi sedicenti professionisti ai pazienti?
    Per voi è un problema professionale, certo, ma è anche una seria trappola per chi necessita di un terapeuta

    In bocca al lupo, di cuore

    Chiara
    Ultima modifica di Chiaraaaaaa : 15-02-2007 alle ore 12.41.31

  12. #42
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    io una volta ci credevo, nell'ordine degli psicologi, nella professionalità e nella competenza, poi circa un'anno fa, parlando con un'operatore della fondazione papa paolo sesto, mi disse che le psicoterapie erano uno scandalo ,che le facevano gente non iscritta all'albo e non competente di psicologia e neanche psicoterapeuta, non ci volli credere, vi giuro ,ho pensato che il tipo era dis informato e aveva capito male.
    CHIEDO AMMENDA PUBBLICAMENTE!

  13. #43
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    difatti ad esempio , le facoltà di lettere stanno pushando (premendo) i loro laureati come selezonatori, poichè chi studia lettere ma molte doti empatiche.

    sorvoliamo sulla grande opinabilità dell'affermazione, ma per dire, visto come si candidano bene per posti di lavoro?
    le nostre facoltà il nostro ordine non ci candida a niente....

    comunque noi vogliamo cambiare le cose...
    leggerete su questi forum prossimamente come possiamo alzarci da soli.....
    avrete ben presto notizie, per intanto vi auguro una buona giornata!!!!!

  14. #44
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Chiaraaaaaa
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    post scriptum:

    ora capisco perchè un mio prof di letteratura all'università diceva sempre:

    "Se avete un problema, non rivolgetevi mai ad uno psicologo. meglio un amico o un prete... non serve a nulla, ma almeno è gratis...."

    E' un mondo difficile...................

  15. #45
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    Long Island, N.Y.
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    quando mi sono iscritto a psicologia, mi hanno detto che lo psicologo era il mestiere del futuro e che serviva da tutte le parti,
    forse si riferivano al 3000 d.c.??
    e a tutte le parti significa addetto vendite, commesso, rappresentante , tutte le arti, si tranne che a fare lo psicologo!!!
    respekt::

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