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  1. #31
    Partecipante Affezionato L'avatar di cap
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    06-07-2004
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    bologna
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    ciao a tutti, anche io sono educatrice presso una cooperativa e ho la laurea in psicologia. concordo decisamente con il fatto che l'educatore e lo psicologo siano due professioni altrettanto valide e difficili, e credo che ci sia un errore a monte nel mancato differenziamento nell'area di intervento delle due professioni. hanno creato una sorta di conflitto di interessi tra le due classi, perchè la figura dello psicologo è indefinita e senza reali opportunità lavorative. ciò costringe tanti giovani psicologi a buttarsi nel campo educativo, che è così affine al nostro, ma non è il nostro. insomma quello che voglio dire è che forse non dovrebbero assumerci per fare gli educatori, ma dovrebbero assumerci per fare il nostro lavoro. il problema è che nell'area psicologica non ci sono sbocchi!!! per esempio trovo che il fatto che uno psicologo non possa diventare insegnanti di sostegno, un'assurdità illogica e ingiusta. secondo me alla professione di insegnante di sostegno dovrebbero accedere esclusivamente gli psicologi e gli educatori specifici(cioè quelli con indirizzo sulla salute mentale, non so bene il nome).
    a ogni professione deve essere permesso di fare il proprio lavoro nella propria area!!!
    Ultima modifica di cap : 17-12-2006 alle ore 20.54.32

  2. #32
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    il fatto che il nostro lavoro non è nemmeno quello dell'insegnante di sostegno. non so tu, ma io ne so ben poco se non nulla di didattica e programmi ministeriali, obiettivi minimi e quant'altro.
    il lavoro dello psicologo è indefinito, questo è vero. ma nella scuola il suo posto non è nè l'educatore nè l'insegnate di sostegno, ma fare formazione, supervisione, progetti su integrazione, emozioni, autostima,... sportelli di ascolto, supporto ai genitori,... e questo solo per quanto riguarda gli aspetti del lavoro dello psicologo nelle scuole.
    il punto semmai è che nessuno vuole pagare per farci fare questo, perchè in fondo nessuno pensa che ciò serva....
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

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  3. #33
    Partecipante Super Esperto L'avatar di June81
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    Ma come posso fare x cercare delle cooperative sociali nei miei dintorni? C'è qualke sito, devo rivolgermi a qualcuno? Aiutatemi, ditemi la vostra..thanks
    ...Infinity is a great place to start...

  4. #34
    Partecipante Affezionato L'avatar di cap
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    Originariamente postato da June81
    Ma come posso fare x cercare delle cooperative sociali nei miei dintorni? C'è qualke sito, devo rivolgermi a qualcuno? Aiutatemi, ditemi la vostra..thanks
    in che zona le cerchi? ti posso dire quelle di bologna, altrimenti puoi cercare su google

  5. #35
    Partecipante Super Esperto L'avatar di June81
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    26-07-2004
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    caserta
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    Io sono della provincia di caserta..su google basta digitare "cooperative sociali?"..nn sono molto pratica..
    ...Infinity is a great place to start...

  6. #36
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    ragazze, guardate anche i post indietro che abbiamo già scritto + volte come trovare le coop della vostra zona
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  7. #37
    saradreams
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    sì ma....

    ...qualcuno invece lavora come PSICOLOGO presso una cooperativa?? E se sì, cosa ha fatto?

  8. #38
    Matricola
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    21

    lavorare in coop sociali

    CIao a tutti,
    ho visto solo ora questo 3d e mi associo a moltissime delle cose che avete detto.... ....solo laureata in psicologia, vecchio ordinamento,ho fatto 6 mesi di tirocinio in una coop sociale e poi ho dato la mia disponibilità a lavorare (ero appena rimasta senza lavoro- ex legge 285) e quindi ero disposta a tutto.....
    Mi è stato offerto di lavorare come assistente scolastica o assistente polivalente che dir si voglia..... ho accettato perchè non avevo nessuna voglia di starmene a casa ad aspettare che qualcuno mi chiamasse....
    continuo questo lavoro da quasi 2 anni e sinceramente al voglia di cambiare è tanta.....

    per quanto mi riguarda le esperienze che ho avuto modo di fare sono state molto utili, ho trovato colleghi capaci che mi hanno dato molto e gli stessi bambini/ragazzi che ho seguito (soprattutto autismo) ma ovviamente avrei voglia di mettermi in gioco come psicologa............ho iniziato la scuola di specializzazione e spero che anche questo mi aiuti a fare qualcosa di diverso....

    andando su cose pratiche: la tariffa oraria è un pò misera ma ho amiche che lavorano per altre coop che prendono meno di quanto prendo io, che non hanno rimborso benzina (a me lo danno solo se esco da un certo chilometraggio- di fatto per andare al lavoro tutti usano un mezzo e non viene rimborsato), se il ragazzo è assente e non sono avvisata segno 1 ora e mi viene pagata, se sono avvisata non segno niente, non vengo pagata e NON RECUPERO..... ossia, se la coop ha qualche sostituzione da farmi fare mi pagano le ore che faccio altrimenti me ne sto a casa a far nulla....

    da circa un anno mi hanno integrato le ore che faccio come assistente scolastica con alcune ore in un centro per i disturbi alimentari (esperienza bellissima) come OSS......

    Devo pur vivere e quindi fino ad ora ho accettato tutto.....ma sinceramente, visto che si dice anno nuovo vita nuova vorrei far muovere qualcosa nella mia situazione professionale....

    Spero di non avervi annoiato.....

    Un grandissimo in bocca al lupo a tutti

  9. #39
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da sociopeto
    rimborso benzina (a me lo danno solo se esco da un certo chilometraggio- di fatto per andare al lavoro tutti usano un mezzo e non viene rimborsato)
    è vero, ma io credo che parlassimo della benzina consumata per il bambino o ragazzo che si segue in domiciliare: ad esempio, io e la mia collega lo ritiriamo da scuola e con la macchina andiamo in piscina, in palestra,... e poi lo riaccompagniamo a casa. a volte si parla di 100 km alla settimana o anche di più. e visto quanto pagano all'ora, dove li tiri fuori i solid per la benzina? e poi, perchè ce li deve mettere l'educatore?

  10. #40
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da cap
    ciao a tutti, anche io sono educatrice presso una cooperativa e ho la laurea in psicologia. concordo decisamente con il fatto che l'educatore e lo psicologo siano due professioni altrettanto valide e difficili, e credo che ci sia un errore a monte nel mancato differenziamento nell'area di intervento delle due professioni. hanno creato una sorta di conflitto di interessi tra le due classi, perchè la figura dello psicologo è indefinita e senza reali opportunità lavorative. ciò costringe tanti giovani psicologi a buttarsi nel campo educativo, che è così affine al nostro, ma non è il nostro. insomma quello che voglio dire è che forse non dovrebbero assumerci per fare gli educatori, ma dovrebbero assumerci per fare il nostro lavoro. il problema è che nell'area psicologica non ci sono sbocchi!!! per esempio trovo che il fatto che uno psicologo non possa diventare insegnanti di sostegno, un'assurdità illogica e ingiusta. secondo me alla professione di insegnante di sostegno dovrebbero accedere esclusivamente gli psicologi e gli educatori specifici(cioè quelli con indirizzo sulla salute mentale, non so bene il nome).
    a ogni professione deve essere permesso di fare il proprio lavoro nella propria area!!!
    per esempio trovo che il fatto che uno psicologo non possa diventare insegnanti di sostegno, un'assurdità illogica e ingiusta. secondo me alla professione di insegnante di sostegno dovrebbero accedere esclusivamente gli psicologi e gli educatori specifici

    Sono assolutamente d'accordo su questo.

    Per quanto mi riguarda, vorrei proprio fare l'educatrice, e non la psicologa....quindi non mi dispiacera' dopo la laurea lavorare in questo ambito!

  11. #41
    Partecipante Esperto L'avatar di valeria_cen
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    Originariamente postato da LuisaMiao
    è vero, ma io credo che parlassimo della benzina consumata per il bambino o ragazzo che si segue in domiciliare: ad esempio, io e la mia collega lo ritiriamo da scuola e con la macchina andiamo in piscina, in palestra,... e poi lo riaccompagniamo a casa. a volte si parla di 100 km alla settimana o anche di più. e visto quanto pagano all'ora, dove li tiri fuori i solid per la benzina? e poi, perchè ce li deve mettere l'educatore?
    veramente succedono qs cose??
    ogni volta che sputi per aria ti ricasca sempre...

    S.M.

    visitate il sito www.borgocometa.it

  12. #42
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    Originariamente postato da valeria_cen
    veramente succedono qs cose??
    e sì... proprio così....

  13. #43
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    Originariamente postato da Violinfrau
    per esempio trovo che il fatto che uno psicologo non possa diventare insegnanti di sostegno, un'assurdità illogica e ingiusta. secondo me alla professione di insegnante di sostegno dovrebbero accedere esclusivamente gli psicologi e gli educatori specifici
    puoi spiegare pe quale motivo per te solo lo psicologo dovrebbe fare l'insegnate di sostegno?
    io non la penso così e vorrei capire meglio il tuo pensiero

  14. #44
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Secondo me perche' lo psicologo ha conoscenze piu' approfondite ad esempio sulle caratteristiche delle varie patologie, del ritardo mentale ecc.., e sui modi per affrontarle.
    L'insegnante di sostegno invece molto spesso non sa neanche che cosa sono e non ha idea di come approcciarsi a certe patologie, non sa proprio come prenderle e come intervenire.

  15. #45
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Ha conoscenze approfondite sulle caratteristiche delle patologie, è vero. Ma basta questo per fare l'insegnate di sostegno? Non credo: lo stare a scuola e insgenare, la parte didattica o delle autonomie, non rientrano nell'ambito dello psicologo.

    Durante il corso di specializzazione per il sostegno, il lavoro è sulle patologie: e come sempre, c'è chi lavora bene e con coscienza, e chi invece è convinto che fare l'insegnate di sostegno sia meno faticoso.... La cosa che si può lamentare è che esiste un corso unico per tutte le patologie e disabilità, mentre magari si potrebbe pensare a diversi ambiti di intervento (Un conto è un bambino autistico, un conto uno con una disabilità fisica e basta).

    Il lavoro dello psicologo è impostato in un modo totalmente diverso da quello dell'insegnate: nella nostra mente, si incontra il bambino per 1 h alla settimana e si lavora su quello che accade fuori dalla stanza dello psicologo, nella vita dell'insegnante c'è la vita quotidiana come merenda, andare in bagno, intervallo con la terra in testa, la diarrea e il raffreddore, fotocopie e compiti da preparare e correggere,...

    Ecco perchè non credo che lo psicologo non sia la figura adatta a fare l'insegnante di sostegno (e con questo non voglio dire che uno non possa cambiare "strada"e dopo la laurea in psioclogia andare a fare l'insegnate di sostegno... )
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