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  1. #31
    Partecipante L'avatar di sempresmile
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    rutigliano
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    [QUOTE]Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    [B]counselor :laureato con una formazione di 3 anni (tirocinio compreso ) eccellente


    Scusa eh, ma che significa questa frase?
    Un counsellor è un laureato in non si sa cosa, con 3 anni di corso fatto mentre studiava o dopo?
    Io so di una mia amica che ha fatto solo i 3 anni di psicologia, ha



    ognuno e' libero di scegliere che percorso di studi fare per essere
    bravi psicologi e couselor certo e' che sicuramente dopo la laurea anche se di 5 anni in psicologia non mi sento di aver acquisito conoscenze tecniche e stumenti terapeutici efficaci....!!ma con questa specializazzione e al fine di questo corso triennale puoi dire di sentirti seriamente preparata fin da subito. e poi se avro' la necessita' o sentiro' il bisogno di terminare il mio percorso formativo potro' decidere di prendermi la specializazzione in psicoterapia.
    ha dimenticavo il counseling entrando nello specifico dell'analisi .si focalizza su 4 aree di intervento:

    -comportamentale
    -sociale
    - e pensate un po' anche quello storico

    lo psicoterapeuta invece oltre a queste 3 ne ha un'altra
    -feomenologica

    e comunque non dimenticatevi che del couneling se ne sta parlando ora ,m nasce negli anni '50 fino a che nel 1993 venne costituita la s.i.co. societa' italiana di counseling .fino a questo momento di riconoscimento della professione del counselor,in italia non venivano date molte alternative a chi avesse un problema ,ma l'unica strada riconosciuta era quella della psicoterapia .e' semplice ora capire il perche'di tanti malesseri irrisolti ;rivolgersi ad un psicoterapeuta viene vissuto come qualcosa che immediatamente va ad etichettare la propria situazione come grave e la persona come malata .quindi sapete cosa succedeva e che secondo me succede anche oggi ,che la maggior parte delle persone che vivono un disagio preferisce restare sola con il proprio problema,piuttosto che pensare di essere "malato" questa decisione non e' positiva in quanto lascia il soggetto solo con il suo problema irrisolto(e gli psicoterapeuti senza na lira swear: )

    E'facendo questo ragionamento e andando a ritroso nel tempo che ho preso la decisione di iscrivermi a questo master!!!

    io vi inviterei solo ad essere piu' riflessivi e meno precipitosi nel dispensare informazioni errate ...piuttosto fate bagaglio di quello che vi viene detto da chi il corso triennale lo ha gia fatto(beato lui o lei) e da chi lo sta facendo!!se vogliamo lavorare ...!!.......

  2. #32
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    "fino a questo momento di riconoscimento della professione del counselor,in italia non venivano date molte alternative a chi avesse un problema ,ma l'unica strada riconosciuta era quella della psicoterapia "


    Ecco, fin che ci sarà gente che dice queste cose, continuerà ad esserci confusione...Scusa eh, ma ti sei dimenticata un piccolo particolare: parli di un'unica alternativa al counselling, ossia la psicoterapia. Ma lo psicologo allora lo uccidiamo??? Lo volete capire che lo psicologo non lavora solo con la patologia?
    Se una persona sta passando un periodo poco felice per svariati motivi, metti perchè le è morto il gatto (sto sdrammatizzando), si può rivolgere allo psicologo, mica per forza allo psicoterapeuta!!! Lo vogliamo capire?
    Facciamo casino tra di noi del settore, pensa te cosa possono pensare i pazienti...Vabeh, cmq ciascuno scelga la strada che preferisce. E in bocca al lupo.

  3. #33
    Partecipante L'avatar di sempresmile
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    15-10-2004
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    Scusa eh, ma ti sei dimenticata un piccolo particolare: parli di un'unica alternativa al counselling, ossia la psicoterapia. Ma lo psicologo allora lo etcccccc


    non ho capito quello che vuoi dire puoi essere piu' chiara!!

  4. #34
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Tu hai detto che prima della comparsa della figura del counsellor, l'unica alternativa per una persona era andare dallo psicoterapeuta. Ma qui ti sbagli, perchè mentre tutti gli psicoterapeuti sono psicologi, non tutti gli psicologi sono psicoterapeuti. Quindi il lavoro di "appoggio" che tu dici spetti al counsellor, lo può fare benissimo anche il semplice psicologo clinico!
    Il messaggio che passi è che la psicopatologia spetti allo psicologo o allo psicoterapeuta, mentre ogni altro aspetto sia affrontabile dal counsellor. E non è così, perchè lo psicologo non lavora solo in presenza di patologie, ma anche in semplici casi in cui serve un sostegno per una fase particolare che la persona sta vivendo. Hai capito?
    Per tirare una conclusione, per me esistono due figure professionali che si differenziano: lo psicologo e lo psicoterapeuta. Il counselling è il nome che hanno voluto dare ad un'attività che già prima di essere definita spettava allo psicologo. Tutto qui. E' come se domani qualcuno si svegliasse e creasse la figura, che ne so, del preventivatore (passami l'orribile neologismo), cioè colui che va nelle scuole a fare prevenzione. Ti butta lì tutta una serie di competenze che questa figura deve avere e ti sforna corsi specialistici ad hoc. Peccato che fino al giorno prima il semplice psicologo abbia svolto le stesse mansioni senza essere chiamato in modo diverso.
    Non so se mi sono spiegata...Questo cmq è il mio punto di vista.

  5. #35
    Partecipante Figo L'avatar di valex82
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    purtroppo non è vero che tutti gli psicoterapeuti sono psicologi, dato che alcuni sono medici, o in alcuni casi anche antropologi...

    comunque a parte queste sottigliezze, concordo con voi che sia più semplice trovare le differenze tra il counselor e lo psicoterapeuta che tra il counselor e lo psicologo.

    il counseling è uno strumento che può arricchire la psicologia, ma non può sostituirsi ad essa, perchè una formazione di tre anni, costituita da 96 ore di lezione annue (ed altro, tipo terapia di gruppo e residenziali) possa equivalere una formazione di cinque anni.

    lo psiocologo ha dalla sua la possibilità di fare diagnosi, e può somministrare test, cosa utile anche con pazienti non patologici.
    inoltre ha una base teorica che gli permette di interpretare meglio i problemi e disturbi del paziente.
    inoltre lo psicologo (dopo anni di lotte) è riconosciuto e tutelato dalla legge.

    forse vi sembra poco, ma allora dovremmo prendercela con l'università, che non ci dà gli strumenti per essere operativi (a parte ai pochi fortunati che sono riusciti a fare un tirocinio decente, tema su cui sarebbe opportuno discutere ulteriormente, ma non è questo il momento...).

  6. #36
    Partecipante L'avatar di sempresmile
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    vale se hai un contatto msn vorrei chiederti delle cose immediate ...e' urgente sai il perche'!!! ti mando un pm con il mio contatto.ho scoperto che la tua scola sta anche a bari

  7. #37
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Originariamente postato da nico
    e scusa... invece sapresti dirmi la differenza fra un counselor ed uno psicologo?
    La differenza tra counselor e psicologo sussiste prevalentemente nella finalità dell'intevento nonché nell'area di interesse cui l'intervento medesimo si esplica.

    Fin dalla sua strutturazione teorico-pratica (intorno agli anni '50) il counseling si è distinto dall'intervento psicologico e da quello psicoterapeutico in quanto orientato da una parte alla prevenzione del disagio e dall'altra al potenziamento degli strumenti che la propria epistemologia ritiene già insiti nel cliente.

    Da questo punto di vista non si può parlare di intervento psicologico in senso stretto, bensì di intervento socio-psico-pedagogico.

    Tale posizione la si ritrova in autori-chiave come Carkhuff (l'allievo di Rogers che si allontanò da Rogers proprio per sviluppare un intervento di counseling con un taglio maggiormente socio-pedagogico).

    Tale posizione è stata recentemente ribadita dal Prof. Pio Scilligo durante un suo intervento ad una tavola rotonda svoltasi a Roma.

    Tale posizione è quella prevalentemente assunta da alcune associazioni di categoria di counseling.

    Tale posizione è quella prevalentemente in essere nei paesi anglosassoni dove la figura del counselor si differenzia da quella dello psicologo pur convivendoci pacificamente.

    Io credo che il problema non risieda tanto nella definizione delle competenze (problema comunque annoso poiché sarebbe peregrino non vedere in taluni aspetti del counseling labili confini con altri interventi) quanto in una definizione di tipo strettamente politico.

    Ovvero: facciamo sì che il counseling sia professione autonoma o la vincoliamo all'essere prima psicologo? Questo credo sia il tema da affrontare.

    Analogamente si potrebbe chiedere: facciamo sì che la Psicoterapia sia una professione autonoma o la vincoliamo all'essere prima psicologo o medico?

    E ancora: che differenza c'è tra psicoterapia e psicoanalisi?

    Sono cioé questioni importanti che nascono perché da una parte la società muta il proprio interesse verso le discipline psicologiche dove la psicologia (lo ripeterò fino alla noia) non è stata minimamente in grado di cavalcare l'onda del cambiamento. Dall'altra perché le epistemologie sottese ai modelli e i modelli medesimi cambiano nel corso del tempo.

    Un'altra questione è invece quella degli abusi: perpetrati non tanto da counselor in buona fede, quanto da scuole di formazione che, per ampliare l'offerta formativa e cavalcare l'onda economica, formano figure ibride.

    Nella maggior parte delle scuole di formazione insegnano psicologi e psicoterapeuti, ma non counselor. Con il risultato che, non sapendo un acca di counseling, non insegneranno un bel niente.

    Il mio approccio rogersiano mi porta a dire che quando molti psicologi sostengono di fare counseling in realtà stanno fecendo un colloquio psicologico. Punto e basta. Fare counseling è altro dal fare una seduta psicologica o psicoterapeutica. Fare counseling implica l'acquisizione di un bagaglio di competenze che lo psicologo non ha in virtù dell'aver conseguito una laurea in psicologia.

    Se prendiamo ad esempio in considerazione un esame a caso, teoria e tecnica del colloquio psicologico, vediamo come manchino completamente tutti quei punti cardine del colloquio di counselng. Perché? Semplicemente perché un colloquio psicologico lo si conduce diversamente da un colloquio di counseling.

    Concludo. Se vogliamo sostenere che per essere counselor dobbiamo a monte essere prima psicologi non c'è problema: è una posizione come un'altra. Con una sua fondatezza, una sua ragion d'essere, che difende degli interessi, etc. Ma non sosteniamo che lo psicologo è in grado di fare counseling perché non è così. E soprattutto non cadiamo nell'errore di tradurre "counseling" con "consulenza psicologica" in quanto saremmo semplicemente irrispettosi nei confronti di chi è da più di 50 anni che si occupa di counseling e sa bene che quest'ultimo con la consulenza psicologica nulla ha a che vedere.

  8. #38
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    "Fare counseling implica l'acquisizione di un bagaglio di competenze che lo psicologo non ha in virtù dell'aver conseguito una laurea in psicologia."


    Una frase, fra le tante, che mi ha colpito particolarmente.
    Sono sempre più convinta che la nascita del cosidetto counselling, 50 anni fa, non sia servita ad altro che a dare lavoro a persone che forse faticavano ad inserirsi nella psicologia, o che forse erano un pò confuse.
    Scusatemi se insisto con il mio parere personale, forse ciò che scrivo potrà anche risultare ai vostri occhi ridicolo, ma io continuo a non vederci differenze tra counsellor e psicologo. E soprattutto non capisco perchè il colloquio di uno psicologo debba per forza di cose essere psicologico! Credo che uno psicologo abbia (o dovrebbe avere) le competenze necessarie per riconoscere quando è il caso di fare un colloquio psicologico o quando è il caso di fare altri tipi di colloqui.
    Boh. Non so se è la febbre o la mia naturale incapacità di capire.

  9. #39
    Partecipante Figo L'avatar di valex82
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    che cosa vuol dire che il colloquio con uno psicologo non debba per forza di cose essere psicologico?
    scusa, ma stavolta sono io che non capisco...
    se vai da un avvocato hai bisogno di una consulenza legale...
    se vai dal medico hai bisogno di una consulenza sulla tua salute fisica...
    di cosa hai bisogno se vai da uno psicologo se non di una consulenza psicologica (intendendo con questo termine una consulenza relativa alla propria psiche, o salute mentale)?
    di una chiacchierata? non credo perchè per questo ci sono gli amici...
    di una confessione? non credo perchè per questo ci sono i preti...

    quali sono altri tipi di colloqui che uno psicologo deve avere con un paziente?

  10. #40
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Intendevo dire che un colloquio non deve per forza essere strettamente psicologico, con tanto di schema base rigido e uso di test. L'aiuto che uno psicologo può dare non riguarda solamente problemi mentali.
    Quello che volevo dire è che lo psicologo non è capace di affrontare solo situazioni patologiche, ma anche situazioni in cui serve il cosidetto appoggio di counselling.

  11. #41
    laurauccello
    Ospite non registrato
    ciao scusate se il mio intervento vi può sembrare fuoriluogo ma volevo qualche notizia riguardo la scuola di specializzazione in valutazione clinica della sapienza. c è qualcuno che ha provato l'esame o la frequenta già? esistono delle domande degli anni precedenti dalle quali regolarsi per il programma? grazie

  12. #42
    Partecipante Figo L'avatar di valex82
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    Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    Quello che volevo dire è che lo psicologo non è capace di affrontare solo situazioni patologiche, ma anche situazioni in cui serve il cosidetto appoggio di counselling.
    su questo sono d'accordo, anche se credo che, paradossalmente, nel campo della salutogenesi (che parolone eh?) forse il counselor ha più strumenti...del resto può occuparsi solo di questo.

  13. #43
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ... due volte la settimana devo prendere un treno ... in uno di questi viaggi ho incontrato una ragazza, italo-inglese, che in inghilterra (è per poco in Italia) si occupa di counseling nella scuola.

    l'ho incontrata nuovamente ieri ... ho approfittato per chiederle "Ma cosa fa un counselor? mi fai un esempio per favore che di definizioni ne ho tante?" ... perchè , secondo me, che quando non si riesce a capire è meglio vedere cosa fa una persona, per comprenderne il lavoro.

    mi ha fatto due esempi.

    caso a) una ragazza è andata da lei (è al primo anno di quella che per noi sono le superiori) perchè è terrorizzata dalle interrogazioni dell'insegnate di matematica. è una bravissima studentessa, in generale ha buoni voti, e solo in matematica ha questo "blocco", nel resto va bene. la matematica è sempre stata ostica per lei e così difronte a questa insegnate (molto esigente) si blocca e non riesce a far bene. nei compiti scritti riesce meglio. mi ha spiegato che il suo lavoro è consistito nell'aiutare questa ragazza ad avere maggior fiducia e stima in se stessa (autostima), a modificare le sue idee sulla sua riuscita in matematica e ad avere una atteggiamento meno "pauroso" rispetto alla prof. e che questo lavoro è stato fatto in poche sedute (3 da circa 1 ora), attraverso specifiche tecniche.

    caso b) una sua studentessa ha perso il padre per un infarto. la ragazza sogna spesso il padre, ha sonni agitati, è sempre triste perchè che "lui non c'è più", il suo rendiemnto scolastico è peggiorato moltissimo, piange spesso ed esce meno con le amiche per stare accanto alla mamma. dopo un colloquio approfondito e visti tutti i "segni" l'ha inviata ad uno psicologo di sua conoscenza "pechè il lutto è un evento drammatico che può influenzare profondamente la persona e non bisogna essere superficilai nel trattarlo", mi ha detto.

    ... in un altro thread ... ho scritto di una biologa che ho conosciuto ... che ha fatto un corso di counseling e che sta trattando un caso di lutto ... che a mio parere presenta parecchi "segni" di disagio psicologico e che dovrebbe essere seguita da uno psicologo.

    se la ragazza del treno non mi ha detto delle "panzane" ... io credo che la differenza fra l'Italia e l'Inghilterra siano chiare ...

    ... mi sono fatta l'idea che in Italia ci sia molta ... troppa ... confusione ... e che molti non facciano davvero i counselor ... ma gli "psicologini" e che troppi psicologi scambino il counseling per praticantato psicologico (visto la troppa teroia dell'univ. ... dato indiscutibilmente vero!!!)

    ... forse effettivamenente urge una seria riflessione ... anche secomdo me ...




    Ultima modifica di psicosarix : 08-12-2006 alle ore 20.55.06

  14. #44
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Scusa Psicosarix, ma secondo te i casi a) e b) non sono dei casi che spesso si trova ad affrontare lo psicologo? Non ti sentiresti in grado, senza aver fatto corsi di counselling ma solo con la tua laurea ed altre competenze accumulate con l'esperienza ( o corsi di psicologia scolastica magari, visto il caso a), di fare qualcosa per queste due persone??? Io onestamente continuo a non vedere la necessità di frequentare corsi magari triennali per affrontare casi come questi, tanto più che nel caso b) la persona è stata mandata giustamente da uno psicologo! Cos'è, vogliamo spennarle ste persone? Non era meglio che si fosse rivolta da subito ad uno psicologo?
    Non so voi, ma colloqui motivazionali, o per aumentare l'autostima, li vedo alla portata degli psicologi. Ma ovviamente c'è gente che la psicologia non l'ha manco mai vista, però ha frequentato un corso di counselling e si trova a seguire questi casi. Per me è assurdo.

  15. #45
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    E cmq l'ignoranza e la confusione regna anche tra i "pazienti". Non ci capiscono niente tra psicologi, psicoterapeuti e counsellor, e arrivano a contattare un counsellor per affrontare le conseguenze di un lutto! Quindi si spendono i loro bei soldini per poi:
    a) essere presi in carico dal counsellor, che al 90% non risolve i problemi, vista la gravità della situazione
    b) venire spediti da uno psicologo ( e intanto però il counsellor si è preso i soldini).

    Ovviamente, tutta questa confusione siamo noi addetti ai lavori ad aumentarla.

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