Pienamente d'accordo, anche se non è facile identificare cosa o chi tuteli il paziente.
Personalmente sono però dell'idea che, paradossalmente, in primo luogo il paziente si tuteli da sè, e questo perchè penso che, anche nelle più gravi situazioni, sia il soggetto ad essere padrone di "casa propria". Ovviamente a volte la propria tutela è quantomeno bizzarra, ma questo è un altro discorso.
In secondo luogo penso che l'altro vertice di tutela sia l'Istituzione (istituti di psicoterapia, supervisori, comunità di colleghi...) - quello che qualcuno (T. Ogden) definisce il Terzo.







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