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Discussione: Psicologia e pedofilia

  1. #31
    lorelai.
    Ospite non registrato

    caso di pedofilia..da che parte state??

    tutti credo che sarete informati sugli ultimi eventi di quel paesino in cui le maestre e altre persone avrebbero abusato di bambini molto piccoli...a quanto pare il pease si è spaccato in 2:da una parte chi sostiene che i bambini si vedeva che erano traumatizzati perchè non volevano più andarci a scuola e dall'altra quelli che sostengono che le maestre non possono essere state perchè sono brave persone, che vanno sempre in chiesa(come se fosse una rassicurazione con quello che succede nelle chiese! ). i pediatri sono d aquesta parte perchè dicono di non aver mai riscontrato segni di violenza,gli psicologi dicono che i bambini portano i segni psicologici di abusi...io propendo per la colpevolezza perchè non mi fido di insegnanti,di dottori & co..


    voi che ne pensate??

  2. #32
    ciao lorelai,
    ne stavamo già parlando in questa discussione, quindi ho unito puoi iniziare a leggere i nostri interventi precedenti, credo che, in parte, rispondano alla tua domanda.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  3. #33
    lorelai.
    Ospite non registrato
    ooooooooooops non credevo si parlasse di questo episodio ma in generale...chiedo scusa!

  4. #34
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Monza
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    devo dire che mi è difficile dire *da che parte sto* in questo caso, anche perchè non l'ho seguito molto e perchè credo che ci sia davvero tanta confusione in questo momento intorno a questo paese.

    comunque, volevo postare uno stralcio che forse ci può far capire e comprendere alcune posizioni (prima di scagliarci contro qualcuno):

    Gli ostacolo sociali all'ascolto dell'abuso

    Il trauma sessuale (e il trauma in generale) minaccia dunque l’integrità della mente. Le difese nei confronti del riconoscimento e dell’elaborazione del trauma coinvolgono innanzitutto la vittima che ha subito l’abuso e ovviamente il suo autore che è interessato a negarla. Tali difese si estendono all’eventuale testimone, che potrebbe dare informazioni sui fatti e sulla vittimizzazione del bambino (cfr. F. Borgogno, Originalità e creatività del concetto di trauma nel pensiero e nell’opera di Sándor Ferençzi) e, a maggior ragione, si ritrovano nella comunità scientifica e nella comunità sociale, che non ha assistito direttamente alla violenza e che pertanto può facilmente metterla in dubbio, minimizzando o, addirittura, negando in particolare tre aspetti: a) l’esistenza e la consistenza delle esperienze traumatiche; b) gli effetti distruttivi che il trauma potrà generare nell’evoluzione individuale della vittima, nei suoi comportamenti sociali e nella trasmissione intergenerazionale della violenza; c) le proprie responsabilità indirette nella genesi della violenza e le proprie responsabilità dirette nell’indispensabile attivazione di un intervento di supporto alla vittima e di riparazione del danno.
    Come la vittima e come l’autore anche la comunità scientifica e la comunità sociale tendono a rifiutare il trauma come materiale inelaborabile e impensabile. Se le difficoltà e le resistenze della vittima all’ascolto e alla metabolizzazione mentale del trauma sono massicce, le difficoltà e le resistenze della comunità e delle sue stesse istituzioni preposte alla cura e alla tutela lo sono ancora più intensamente. Se il soggetto traumatizzato, anche quando si difende strenuamente dal ricordo del trauma, conserva un interesse anche inconsapevole a riprendere contatto con la verità del suo passato per poterla elaborare (e lo fa per es., seppure non intenzionalmente, ritornando sui trascorsi eventi traumatici attraverso i suoi sintomi intrusivi), la comunità sociale sembra spesso interessata a seppellire la verità della sofferenza delle vittime.
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

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  5. #35
    Matricola L'avatar di kamizappa
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    Io credo che il problema delle donne che abusano sessualmente dei figli è reale, solo difficile da dimostrare. Negli uomini invece è molto più facile verificare, il rossore nei genitali dei bambini, sperma ecc.

    Io credo che la donna realmente gode quando fa stare bene il proprio partner o l'uomo in generale, mentre per l'uomo è diverso, lui vuole godere e mantenere la propria virilità.

    Quindi a parere mio una donna, madre, potrebbe abusare sessualmente di un bambino o figlio, a modo suo per farlo stare bene (per il suo piacere inconscio). Mi ricordo una storia di una madre che aveva rapporti con il proprio figlio perchè aveva paura che egli cercasse un'altra donna.

    Invece per un uomo è diverso lui lo fa per se stesso, sicuramente per una carenza di empatia, probabilmente dovuta al fatto che essi siano stati violentati a loro volta da piccoli (la maggior parte di essi ha sofferto molto per questo).

    In questo caso mi sento di dire: Sono fiero di essere Italiano, la violenza per me non aiuta proprio un bel niente (risposta a chi ha dato una soluzione come la seguente). In molti stati dell'usa vi è l'uso della castrazione. A questo punto ritengo che sia meglio la pena di morte (etica più giusta per me anche se altrettanto sbagliata).
    Vi chiedo di immaginare come vi sentireste se vi togliessero il vostro giocattolo, e vi liberassero?
    Sinceramente credo che potrebbero essere solo molto più pericolosi (non hanno più nulla da perdere, forse hanno perso anche la famiglia). Meglio quindi la pena di morte (parere personale).
    E' dimostrato la violenza chiama solo altra violenza.

  6. #36
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    uhmm un parere interessante il tuo kami niente da dire.
    Dal mio punto di vista la castrazione CHIMICA, mi pare sia utile in casi in cui il soggetto non è ni grado di controllare i suoi istinti, e se un soggetto viene privato degli stimoli che lo possono portare a fare del male, la società può ancora ricavarne qualcosa di utile da lui.
    SUlla pena di morte, credo che sarebbe utile e giusta solo nel caso quella persona sia un pericolo assoluto, al punto che non è possibile tenerlo isolato o a bada in nessun modo, cosa che con i moderni mezzi credo sia virtualmente sempre evitabile.

  7. #37
    Matricola L'avatar di kamizappa
    Data registrazione
    17-04-2007
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    Originariamente postato da Angelus_Laguna
    uhmm un parere interessante il tuo kami niente da dire.
    Dal mio punto di vista la castrazione CHIMICA, mi pare sia utile in casi in cui il soggetto non è ni grado di controllare i suoi istinti, e se un soggetto viene privato degli stimoli che lo possono portare a fare del male, la società può ancora ricavarne qualcosa di utile da lui.
    SUlla pena di morte, credo che sarebbe utile e giusta solo nel caso quella persona sia un pericolo assoluto, al punto che non è possibile tenerlo isolato o a bada in nessun modo, cosa che con i moderni mezzi credo sia virtualmente sempre evitabile.
    ti ringrazio .. Io comunque credo che eliminare un istinto (senza autorizzazione del malato) può non essere utile, anzi potrebbe peggiorare la situazione (non siamo animali, abbiamo la ragione). Chi ci assicura che questa persona in preda alla rabbia e all'umiliazione, non commetta reati, magari molto simili a quelli che faceva prima, contro la causa dei suoi problemi (i bambini o donne).
    Se prima lo faceva per piacere, adesso potrebbe farlo per vendetta (la penetrazione può avvenire anche con oggetti )

  8. #38
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    Assolutamente vero: concordo.
    La mia visione era più idilliaca diciamo, troppo all'acqua di rose a pensarci meglio, come hai espresso perfettamente sopra.
    Nel caso in cui un soggetto più che sottoposto a condanna si rende conto che viene messo in cura, tramite castrazione chimica ovviamente, può poter saggiare e vivere in modo diverso da prima e vederne la "salubrità". Ovviamente poi, dopo un periodo di cure sarebbe da visionare come si comporta il soggetto in astenzione e via discorrendo.
    Se non c'è modo di tenere " a bada" un soggetto che è GIA' rilevato come istabile, pienamente daccordo: bisogno tenerlo incapace di fare del male nel modo meno invasibile possibbile per lo stesso soggetto, imho.
    Diciamo che nutro la speranza che a volte , sopprimento un istinto che si rivlea strumento di atrocità, il soggetta si senta tolto da quella "pressione" e inizi a riflettere in modo più sano. Come dire: abbassiamo la pressione per non far sovraffatticare il cuore, che poi si normalizza nel battito e ricrea una condizone di salute se non ottimale più gestibile.

  9. #39
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da kamizappa
    In molti stati dell'usa vi è l'uso della castrazione.
    Vi chiedo di immaginare come vi sentireste se vi togliessero il vostro giocattolo, e vi liberassero?
    Kami.....
    guarda che la castrazione di cui si parla, come fa' notare Angelus, è chimica...pertanto reversibile.
    A riguardo della castrazione chimica non saprei, a mio avviso non risolve il problema, anche se tempo fa' ho assistito ad una intervista ad un pedofilo(di quelle in cui alterano la voce e schermano l'immagine) in cui l'intervistato avrebbe ben visto questo tipo di soluzione, perchè la vedeva come un modo per arginare i propri impulsi.
    Per quel poco che so' concordo con la visione che vede in una sessualità repressa lo spostamento dell'oggetto d'amore su di un bambino, (sulla pedofilia femminile so' dire ben poco, appunto perchè, come sulinari può testimoniare, ad oggi esistono pochi studi a riguardo ed è più rara), ma non so' quanto sarebbe etico eliminare, vita natural durante, gli impulsi sessuali di una persona.
    Forse potrebbe essere utile nel corso di una terapia, nel caso venissero concessi gli arresti domiciliari(per evitare casi di "scapegoat theory" nelle carceri).
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  10. #40
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    Originariamente postato da kamizappa
    (la penetrazione può avvenire anche con oggetti )
    questo avviene anche quando il soggetto non è "castrato".
    Però concordo con te sul fatto che eliminare un istinto possa non essere utile, anche perchè la sessualità è una parte del nostro essere, e, una volta sospesi i farmaci, la pulsione si ripresenta tale e quale a prima. Però ti assicuro che sono gli stessi pedofili a richiederla, per cui, magari, potrebbe essere utile nel corso di una psicoterapia.
    Anche se, dal momento che la psicoterapia avviene mentre il soggetto è ancora recluso, non vedo proprio come questi impulsi possano sfogarsi...(massimo, so' che gli impulsi degli altri carcerati si sfogano nei confronti del pedofilo...appunto per il principio di cui parlavamo prima del bisogno di avere qn da incolpare, con il quale paragonare tutte le nostre colpe).
    Non credo molto all'utilità degli arresti domiciliari, anche sotto castrazione. inoltre, se gli istinti fossero presenti nel corso della psicoterapia, sarebbe possibile interpretarli, cosa che diventerebbe più difficile sotto castrazione chimica....

    edit: vorrei fare presente che abbiamo dato in automatico la definizione di "pedofili" agli attori della vicenda, mentre mi risulta che ad oggi non siano ancora state effettuate valutazioni o diagnosi che ne attestino la natura dei loro eventuali disurbi mentali, mentre è senza dubbio fortemente sospettato il reato di "molestie sessuali a minori".
    Ultima modifica di riversky : 06-05-2007 alle ore 20.33.27
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  11. #41
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    Si parla della perizia fatta dalla psichiatra

  12. #42
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Io non ci vedo niente di male sul fatto che lei si sia iscritta all'albo all'età di 57 anni, c'è da chiedersi se l'albo esisteva prima, e poi cosa vuol dire?
    Vi sembra facile il percorso di studi che deve affrontare uno psichiatra? Inoltre trovo fuori luogo il riferimento al "tirare su col naso".

    Cioè, può darsi che sta povera Crista abbia fatto una perizia con tutti i crismi, con interpretazione di disegni(e , anche lì... la certezza assoluta non la puoi mai avere...) e , fra le altre cose, le sia scappata quella frase.
    Cioè, magari io sto facendo la valutazione ad un paziente e noto che si è messo i pantaloni rossi, gli faccio una domanda tipo: -come mai, oggi, i pantaloni rossi?, -ed un giornalista scrive che faccio le perizie in base al colore dei pantaloni....

    Stiamo attenti....

    Trovo invece giusta l'osservazione delle telecamere. Vero che i bambini avevano paura, ma esistono anche gli specchi e le telecamere nascoste...
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  13. #43
    Yezidism
    Ospite non registrato
    Ciao, ho sentito anch'io che i pedofili li hanno rimessi in libertà, d'altronde gli italiani facevano tanto gli schizzinosi che la pedofilia in olanda è ormai un partito, quando abbiamo assistito a ringnano laziale ad ondate umane che pretendevano l'intoccabilità dei pedofili.
    Ormai viviamo in una nazione dove se fai le foto ad un politico che va con i trans ti danno quasi il carcere a vita (come il caso di Corona) se poi 6 pedofili violentano o abusano di 15 bambini dopo 3 giorni li si rimanda a casa.
    Io in questa storia non ho capito l'eccessivo zelo del prete nel manifestare l'innocenza degli arrestati per pedofilia, mi viene da pensare però che i bambini parlavano di un "UOMO NERO" non vorrei che gli inquirenti sbagliando hanno arrestato un benzinaio di colore proprio perchè non avevano capito che l'uomo nero poteva essere direttamente il prete del paese.

  14. #44
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    nell'orbita di Anarres
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    Scusate, ma il sito di Parsifal lo avete almeno aperto?

  15. #45
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    stando al sito, viene sommariamente detto che tutte le accuse sono crollate.
    anche se non capisco bene in base a COSA hanno smontato le prove. ^ ^ ;

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