Gli ostacolo sociali all'ascolto dell'abuso
Il trauma sessuale (e il trauma in generale) minaccia dunque l’integrità della mente. Le difese nei confronti del riconoscimento e dell’elaborazione del trauma coinvolgono innanzitutto la vittima che ha subito l’abuso e ovviamente il suo autore che è interessato a negarla. Tali difese si estendono all’eventuale testimone, che potrebbe dare informazioni sui fatti e sulla vittimizzazione del bambino (cfr. F. Borgogno, Originalità e creatività del concetto di trauma nel pensiero e nell’opera di Sándor Ferençzi) e, a maggior ragione, si ritrovano nella comunità scientifica e nella comunità sociale, che non ha assistito direttamente alla violenza e che pertanto può facilmente metterla in dubbio, minimizzando o, addirittura, negando in particolare tre aspetti: a) l’esistenza e la consistenza delle esperienze traumatiche; b) gli effetti distruttivi che il trauma potrà generare nell’evoluzione individuale della vittima, nei suoi comportamenti sociali e nella trasmissione intergenerazionale della violenza; c) le proprie responsabilità indirette nella genesi della violenza e le proprie responsabilità dirette nell’indispensabile attivazione di un intervento di supporto alla vittima e di riparazione del danno.
Come la vittima e come l’autore anche la comunità scientifica e la comunità sociale tendono a rifiutare il trauma come materiale inelaborabile e impensabile. Se le difficoltà e le resistenze della vittima all’ascolto e alla metabolizzazione mentale del trauma sono massicce, le difficoltà e le resistenze della comunità e delle sue stesse istituzioni preposte alla cura e alla tutela lo sono ancora più intensamente. Se il soggetto traumatizzato, anche quando si difende strenuamente dal ricordo del trauma, conserva un interesse anche inconsapevole a riprendere contatto con la verità del suo passato per poterla elaborare (e lo fa per es., seppure non intenzionalmente, ritornando sui trascorsi eventi traumatici attraverso i suoi sintomi intrusivi), la comunità sociale sembra spesso interessata a seppellire la verità della sofferenza delle vittime.