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  1. #31
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    1. noi italiani siamo dei fessi? Hai decisamente un'ottima immagine di te stessa.

    2. Il discorso è uno: o rispettano le leggi, o tornano a casina. Questa è la pecca dell'attuale governo. E tutto solo per i voti.

    3. Forse non hai capito che il crocifisso non è un simbolo di fede – allora non hai capito ciò che intendevo io – ma un simbolo della cultura italiana: vuoi cancellare gli anni trascorsi dal 300 al 2010 con uno schiocco di dita?

    4. Sedici extracomunitario, ritieni implicito che non fanno parte della tua comunità, il che dice che li consideri estranei, e ciò che dicevi prima viene a crollare; in altre parole, hai costruito un castello di carte.

    5. Infatti io penso che "La legge è uguale per tutti"; non ho mai detto di concedere l'indulto agli italiani.

  2. #32
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da neuropsy33
    1. noi italiani siamo dei fessi? Hai decisamente un'ottima immagine di te stessa.
    non c'è nulla di male a dire che il proprio Paese rischia davvero e per negligenza di diventare una sorta di terzo mondo e non c'è nulla di male a dire che, se non fosse per l'UE che ci sta dando una mano, saremmo nella m... fino al collo.
    siamo fessi si, perchè per colpa della nostra attuale e pregressa classe dirigente stiamo perdendo il treno che dovrebbe farci fare un salto di qualità notevole.
    prendi la svezia e prendi la cina. la seconda produce beni e servizi di un certo livello e, grazie a questa produzione e vendita a basso costo, sta importando ricchezza, nel suo piccolo, nonostante il tipo di governo. e lo fa anche in italia con successo. la prima invece produce beni e servizi ad un livello più alto, lo sta iniziando a fare anche in italia in modo eccellente (non parliamo della finlandia e della storica germania) e importa ricchezze. per non parlare dell'organizzazione del lavoro, che la porta ad essere il paese con uno dei più alti pil al mondo.
    noi ci troveremmo al punto della svezia se non ci fossimo messi a fischiettar guardando i passeri. e questo avremmo dovuto farlo esportando servizi di altissimo livello (per questo ti dico che ormai è inutile che ce la prendiamo coi cinesi: noi non possiamo campare di magliettine e cinture): trasporti aerei (alitalia!), produzione alimentare (parmalat!), industria automobilistica (fiat!). tutto questo lo stiamo mandando al macero.
    io stessa avrei potuto prenotare un aereo per oslo con alitalia, per farti in esempio. ma c'è di nuovo la compagnia in sciopero. mi sono collegata su sterlig (compagnia scandinava) e ho trovato lo stesso biglietto a 300 euro in meno con la sicurezza, in più che partirò certamente. tu cosa avresti scelto al posto mio? e non sono piccolezze!
    sono fessi gli italiani, ma non sono fessa io, che appena trovo una possibilità per andarmene me ne vado volentieri e senza mezzi termini lasciando l'italia a piangere sul latte (parmalat) versato.

    2. Il discorso è uno: o rispettano le leggi, o tornano a casina. Questa è la pecca dell'attuale governo. E tutto solo per i voti.
    tu stai facendo una pappardella di tante cose e risponderti è difficile e complesso.
    comunque, in poche parole, è come chiedere ad una madre altoatesina di non ammazzare il figlio, o chiedere ad uno spaccino napoletano di non spacciare.
    le rispettano le leggi? ovunque troverai chi non le rispetta.
    vorrei che ti mettessi nei loro panni: vieni in un paese che non conosci, ti propongono un lavoro fantastico che poi è spacciare o vendere tappeti. non pensi che per sbarcare il lunario uno non si butta a non rispettare le leggi?
    ci sono state volte in cui io non avevo un centesimo bucato nel portafogli (una volta mi hanno anche derubata in treno e i controllori, che mi chiesero il biglietto, non credevano a quello che mi era successo). non potevo fare una telefonata, non avevo documenti, non potevo comunicare con nessuno nè mangiarmi un panino. mi sono messa alla stazione di bologna a chiedere l'elemosina per fare quella maledetta telefonata.
    in quel momento il mio pensiero è stato: adesso mi infilo tra la folla e metto la mano dentro la borsa a qualche signora. giuro: è stato uno dei momenti più tristi della mia vita. ma è stato anche il momento in cui mi sono sentita come loro, in cui non ero più nessuno, puzzavo per le 15 ore di freccia del sud, non avevo più documenti, niente soldi e la gente mi stava alla larga.

    3. Forse non hai capito che il crocifisso non è un simbolo di fede – allora non hai capito ciò che intendevo io – ma un simbolo della cultura italiana: vuoi cancellare gli anni trascorsi dal 300 al 2010 con uno schiocco di dita?
    ma il simbolo puoi anche averlo nel portafoglio, nella catenina, nel fermacapelli. non è stato cancellato nulla!
    la chiesa impèra felice come non mai nel belpaese.

    4. Sedici extracomunitario, ritieni implicito che non fanno parte della tua comunità, il che dice che li consideri estranei, e ciò che dicevi prima viene a crollare; in altre parole, hai costruito un castello di carte.
    se io ti voglio parlare dei teletubbies e li chiamo "zazzamiti", tu capisci che parlo dei teletubbies? no.
    ecco perchè non le ho chiamate "persone che non hanno la cittadinanza italiana, ma neanche quella europea e sono negri o gialli o rossi", mi sembrava più economico chiamarli extracomunitari così capivi subito di cosa stavo parlando.
    che poi sono extracomunitari, eh? burocraticamente è così.

    5. Infatti io penso che "La legge è uguale per tutti"; non ho mai detto di concedere l'indulto agli italiani.
    quoto.

  3. #33
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    Mi dispiace, intervengo su due, tre punti, e in maniera disordinata, ma vorrei partecipare molto di più alla discussione.

    Devo dire, esiste anche nella società civile, politicizzata e di sinistra, una certa ritrosìa a "dare la parola" ai diretti interessati, cioè i migranti, a permettere loro di intervenire direttamente nelle questioni che li riguardano e questa è una cosa taciuta anche nell'ambiente per ovvie ragioni. Purtroppo fino a che non saranno i migranti a prendere la parola, non sapremo mai cosa davvero vogliono e cosa rispondere e bisognerebbe smetterla anche di credere di saperlo: la maggior parte delle persone che migrano, non lo fanno perché pensano di essere furbi, non avete idea di quanti confessano che avrebbero tanto voluto rimanere nel proprio paese piuttosto che abbandonarlo e sottoporsi a discriminazioni continuate e quotidiane. Certo, esiste una percentuale di stranieri che la mattina si sveglia pensando a come fregare il prossimo, come esiste una percentuale di italiani che si sveglia pensando la stessa identica cosa. Questo dobbiamo mettercelo bene in testa (o solo ammetterlo!) e finirla di fare gli stinchi di santo che puntano il dito. La deriva del razzismo democratico è davvero molto pericolosa.

    Per il resto rimanderei ai contributi interessantissimi di Guglia: non vorrei allarmarvi, ma la percentuale di migranti che arrivano via mare è RIDICOLA paragonata a quella di coloro che arrivano via terra. Va da sé che l'interesse sugli sbarchi a lampedusa è semplicemente politico-giornalistico. Subiamo una rappresentazione della realtà così distorta e riusciamo ad accettarla proprio perché risponde ad un nostro intimo bisogno di criminalizzare. Se i giornalisti ricominciassero a raccontare la realtà, noi tutti saremmo meno inclini ad adagiarci sulle nostre brave considerazioni stagionali sull'immigrazione clandestina.

    Mi preme, infine, fare un piccolo appunto che non vuole essere, da parte mia, nemmeno un giudizio di merito, ma semplicemente una piccola considerazione, puntualmente ignorata: le persona si spostano, migrano, per motivi così differenti tra loro che noi ci arroghiamo troppo spesso, in maniera davvero intollerabile, direi, il diritto di sindacare (ancora una volta, come al solito) sulle scelte di vita altrui senza saperne davvero nulla. Può esistere una differenza tra un migrante economico, una persona che scappa da una guerra o una donna che lascia la propria famiglia per andarne a curare un'altra in un paese totalmente sconosciuto? E questo, ripeto, non implica un giudizio, ma il dramma che spesso vivono i migranti è la spersonalizzazione, quella che deve subire, ad esempio, una donna rinchiusa in un centro di permanenza temporanea senza motivo, magari insieme a dei criminali internazionali. Mai provato ad immedesimarvi in una situazione del genere?

  4. #34
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Rispondo a Pinga (che bel nick che hai scelto! ):

    Mi hai parlato di un episodio senz'altro toccante e triste; ti racconto una mia esperienza, anche se leggermente OT, forse perché il confronto su questo mi piace molto.


    Nacqui nel lontanissimo 1974 da una famiglia MODESTISSIMA, per non definire quasi povera. Mi mantenevano agli studi fino alle superiori, dopodiché Medicina mi ha obbligato a rinunciare a moltissime cose. Come saprai, alla facoltà è necessario un obbligo di frequenza di almeno l'80 % delle lezioni, fra mattina, pomeriggio, sera e tirocini; poi c'è lo studio, e purtroppo di tempo per lavorare, essendo obiettivi e realistici – mi spiace per quei ragazzini che arrivano a medicina pensando di fare i comodi loro! –, non ce n'è.
    Prima di iscrivermi ho dovuto lavorare per un anno intero come operaio – pur non sapendo fare praticamente nulla del mestiere avendo una preparazione superiore tecnico-informatica – percependo uno schifo e lavorando in un luogo altrettanto schifoso, con un datore di lavoro che allora chiamavamo "padrone"; ho dovuto pagare i libri per il test di ammissione, ahimé, altri soldi; passai il test essendo fra i primi 180.

    Trovai l'appoggio dei miei genitori, in debito estremo con la banca per il mutuo della casa, che mi mantennero loro – come ti ho detto, di lavoro non se ne parla – in cambio che io studiassi come un dannato. Non potevo permettermi un attimo di relax; lo stress fu tale addirittura da compromettere i miei rapporti con gli altri e con la fidanzata che mi lasciò. 6 anni durissimi; il terzo anno mi misi in testa (guarda come ti rovina medicina) di non mangiare più per non gravare ulteriormente sulla famiglia, nonostante fossi consapevole dei rischi di quell'atto. Poi misi la testa a posto, deperito com'ero, pesavo solo 46 kg ed ero praticamente uno zombie.

    Girovagando a Brescia, vedevo ragazzi e ragazze che, nei bar, si scolavano tazze di caffé e bottiglie di birra (per la verità, gli alcoolici non posso reggerli se non per poche dosi) con abiti firmati, e io là al freddo con indosso un maglione tarocco e senza più l'amore che potesse reggermi mentalmente. E ancora sulle panchine con il libro e le fotocopie in mano, rovinato dai costi delle continue tasse scolastiche e senza nemmeno un familiare medico che potesse in qualche modo raccomandarmi.
    Passando vicino ai ristoranti e alle pizzerie mi mettevo subito l'anima in pace, con gli occhi velati di lacrime: quei sapori che per tutta l'adolescenza avevo gustato con amici e amiche erano ora del tutto inarrivabili.

    Sapessi che vergogna di fronte agli altri; era difficile persino pagare un controllo odontoiatrico, figuriamoci il resto. Ricordo però un'uscita che feci da solo al centro commerciale, e mi ricordo perfettamente della bella ragazzina (avrà avuto 18 anni, io ne avevo 24-25) che mi sorrise con così tanto calore che ritrovai in un certo senso la serenità.
    Gli esami estivi erano un problema enorme per me; anche quando potevo offrire lezioni, tutto veniva rovinato da un praticantato in clinica che spuntava fuori all'improvviso come opportunità per guadagnare punti, e così non potevo perderla.

    All'esame di laurea, gratificazione enorme, il massimo dei voti, e così una borsa di studio per un'eventuale specializzazione. Ovviamente, mi toccò aspettare ben due anni prima di entrare a causa dei soliti raccomandati. Ne approfittai per lavorare in un laboratorio; poi l'esame per la specializzazione, fui uno fra i primi. Ed eccomi qua, ho realizzato i miei sogni da poco e sono in procinto di iscrivermi o a Neurologia o a Psichiatria.

    Tornando IT: come mai tutta questa avversione per la chiesa odierna? Cosa ti hanno fatto?

    In merito agli extracomunitari, ti dirò che la parola in sè mostra l'ipocrisia di chi li considera a tutti gli effetti parte della comunità. Perché questa parola la utilizzano anche quelli a favore del loro arrivo in Italia? Perché anche loro utilizzano il metodo di suddivisione del mondo, pur essendo per il "Tutto è di tutti"? Alla base c'è ancora una tendenza all'egocentrismo, cosa che non sradicherai mai dalla mente dell'uomo. Avrebbero potuto usare un altro termine per definirli, che ne so, "Pincopallini", però non l'hanno fatto, e si adagiano sull'extracomunitari. Prova a pensarci.

  5. #35
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da alita
    ...il dramma che spesso vivono i migranti è la spersonalizzazione, quella che deve subire, ad esempio, una donna rinchiusa in un centro di permanenza temporanea senza motivo, magari insieme a dei criminali internazionali. Mai provato ad immedesimarvi in una situazione del genere?
    Alita, grazie. Leggerti è come sentire il vento di primavera dopo le nevicate!

    La spersonalizzazione tra i migranti esiste, ecome. Ricordo un incontro con un migrante sahrawi, in quel di Pontassieve, una decina d'anni fa. Mi raccontava del suo paese, della sua storia, di come avesse dovuto fuggire lasciando famiglia e figli nel deserto per non essere ucciso dai soldati marocchini. Molte cose. Di come fosse arrivato, tramite Gibilterra, la Spagna, la Francia e le montagne cuneesi.
    Quel che gli pesava di più era che si sentiva sospeso tra due mondi, e non appartenente a nessuno dei due. Non poteva più tornare e, se anche avesse potuto, non sarebbe più riuscito a vivere nel deserto. Ma qui era un rifugiato e, come tale, non poteva lavorare, non poteva sposarsi, non poteva vedere la sua famiglia e non poteva costruirsene un'altra.

    Sia pure in gradi differenti, questa sensazione di sospensione, di essere intrappolati in una terra di nessuno, l'ho riscontrata negli anni anche in altre persone. Anche in migranti con regolare permesso di soggiorno. E ci sarebbe da pensarci, anche dal punto di vista professionale, a cosa significa vivere in un tempo e in un mondo che non ti appartiene.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #36
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da neuropsy33
    Rispondo a Pinga (che bel nick che hai scelto! ):


    Trovai l'appoggio dei miei genitori, in debito estremo con la banca per il mutuo della casa, che mi mantennero loro – come ti ho detto, di lavoro non se ne parla – in cambio che io studiassi come un dannato. Non potevo permettermi un attimo di relax; lo stress fu tale addirittura da compromettere i miei rapporti con gli altri e con la fidanzata che mi lasciò. 6 anni durissimi; il terzo anno mi misi in testa (guarda come ti rovina medicina) di non mangiare più per non gravare ulteriormente sulla famiglia, nonostante fossi consapevole dei rischi di quell'atto. Poi misi la testa a posto, deperito com'ero, pesavo solo 46 kg ed ero praticamente uno zombie.

    Girovagando a Brescia, vedevo ragazzi e ragazze che, nei bar, si scolavano tazze di caffé e bottiglie di birra (per la verità, gli alcoolici non posso reggerli se non per poche dosi) con abiti firmati, e io là al freddo con indosso un maglione tarocco e senza più l'amore che potesse reggermi mentalmente. E ancora sulle panchine con il libro e le fotocopie in mano, rovinato dai costi delle continue tasse scolastiche e senza nemmeno un familiare medico che potesse in qualche modo raccomandarmi.
    Passando vicino ai ristoranti e alle pizzerie mi mettevo subito l'anima in pace, con gli occhi velati di lacrime: quei sapori che per tutta l'adolescenza avevo gustato con amici e amiche erano ora del tutto inarrivabili.
    I tuoi racconti sono sempre toccanti.Ho una curiosità: ma ti chiami Garrone?

  7. #37
    neuropsy33
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    Parsifal, rispetta il mio passato, perché ciò che è capitato a me, un domani potrebbe capitare a te. E se tu sei sempre stato tanto fortunato da poter fare ciò che volevi nella vita, se sei un raccomandato che trova tutto facile, la cosa non mi riguarda. Provo un'antipatia forte per le raccomandazioni.
    Ma che persona sei che fai commenti del genere anche su una cosa che mi ha causato sofferenza per sei lunghi anni? Sorvoliamo questo inutilissimo OT e continuiamo l'argomento principale; trovo più maturi i bambini che ho in clinica rispetto a te. Un comportamento davvero infantile.

  8. #38
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Bè ma è un complimento,è un personaggio buono Garrone;almeno io me lo ricordo così.
    Io invece sono cattivo e raccomandato; cioè per farti capire il livello pensa che mi ero fatto raccomandare alle elementari per avere il banco vicino al termosifone.Cioè pensa quanto ero pessimo: io l'unico a starmene al caldo in mezzo alla sofferenza dei compagni; e tutto solo perchè sono nipote di uno sceicco mediorientale.Ti sembra un buon motivo?a me no.

  9. #39
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Ma la voglia di prendere in giro gli altri non ti passa mai? Ti inviterei a rispettare il passato altrui, con o senza personaggi buoni; io non ho mai detto di essere un personaggio buono. Obiettivamente, ho avuto grandi difficoltà, e se scrivi queste continue ed inutili prese in giro evidentemente è perché non sai cosa voglia dire vivere senza mangiare.

    Come dice Willy, Buona vita.

  10. #40
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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    Vi prego di non continuare su questa linea.

    Muovere attacchi agli altri utenti, anche mascherandoli da frecciatine leggere non è necessario ai fini della discussione, e rispondere agli attacchi ponendosi sullo stesso livello ed accentuando il tiro non è funzionale alla discussione, ne peggiora i contenuti, va OT ed è noioso da leggere.

    La discussione è difficile ma si mantiene su buoni livelli dialettici, che gli ultimi quattro post hanno peggiorato.
    Per questo motivo, vi chiedo gentilmente di riprendere la discussione restando in tema e di non continuare a scambiarvi vivaci complimenti.

    I commenti di OT e flame ssuccessivi a questo post verranno cancellati e i postatori sanzionati.
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  11. #41
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    - Credo nella sofferenza di chi spende tutto per affrontare un viaggio della speranza.
    - Credo nella disperazione di chi lascia tutto per una destinazione ignota.
    - Credo nelll'incazzatura di chi si vede rubare la macchina.
    - Credo nella necessità di fermare chi mette a rischio la vita altrui perchè spaccia davanti alle scuole o guida in stato di ebrezza.
    - Credo nella determinazione di chi lavora 14 ore al giorno senza tutela di diritti.
    - Credo nella volontà di farsi una vita nuova e di integrarsi di chi ha passato mille sventure e sopporta la discriminazione.
    - Credo che quando sei disperato sei più incline agli atti violenti e illeciti, ma credo anche che questo non sia una giustificazione.
    - Non credo che siamo tutti uguali: se io nasco in una cultura con determinati valori e con una morale ed un'etica specifica non posso essere uguale a chi è cresciuto dall'altra parte del mondo; ma questo non vuol dire che ci sia una supremazia di una cultura sull'altra.
    - Non credo esista solo una grande chiesa: credo Che Guevara è molto diverso da Madre Teresa... e le diversità vanno rispettate e riconosciute.
    - Credo all'ingiustizia di doversi barricare in casa senza la libertà di poter uscire di casa la sera per paura di stupri, scippi e violenze.


    Però credo anche che con la riflessione, l'incontro, la giurisprudenza, il tempo, la solidarietà, il braccio di ferro (quando serve) e la comprensione si possa gestire il problema della convivenza e trasformarlo da problema a risorsa. Perchè credo che un sistema chiuso (o autarchico per chi è di nostalgica memoria) sia un sistema destinato a deteriorarsi, ad invecchiare e morire; mentre un sistema osmotico trova nello scambio una fonte di rinnovamento, di miglioramento e di vita.

  12. #42
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Sono decisamente valori buoni.

    Ricordiamo però che noi italiani stiamo vivendo un periodo di sottomissione agli stranieri. Insomma, anche un po' di orgoglio nazionale, esattamente come quando l'Italia ha vinto ai Mondiali! Stiamo facendo entrare cani e porci, che con la loro condotta ingiustificata (come ha ben detto Andrea) arrecano danni alla reputazione di chi è qui in regola.

    Signori, ci stiamo solo rovinando. Come ho già detto, fra poco avrò una famiglia. Molti di noi hanno la famiglia. E questa famiglia rischia perché qualcuno irregolare ci "ruba" posti di lavoro, la famiglia rischia perché qualcuno irregolare è talmente esaurito da commettere furti, stupri e violenze.

  13. #43
    L'avatar di crissangel
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    Originariamente postato da Andrea1975

    Però credo anche che con la riflessione, l'incontro, la giurisprudenza, il tempo, la solidarietà, il braccio di ferro (quando serve) e la comprensione si possa gestire il problema della convivenza e trasformarlo da problema a risorsa. Perchè credo che un sistema chiuso (o autarchico per chi è di nostalgica memoria) sia un sistema destinato a deteriorarsi, ad invecchiare e morire; mentre un sistema osmotico trova nello scambio una fonte di rinnovamento, di miglioramento e di vita.
    Sono assolutamente d'accordo con te e con questa buona sintesi che hai fatto.
    Ringrazio inoltre, per le riflessioni pacate e profonde sulla questione, Willy e Alita che delineano in maniera molto più chiara di quanto riesco di solito a fare io i lati sommersi della questione, quelli cui si da meno voce e che non vengono mai gridati, nè dalla stampa nè da chi vede il negativo del fenomeno.

    Una ulteriore riflessione sullo status dell'irregolare: egli non è sempre un clandestino, nella maggior parte dei casi è una persona che ha messo il gioco tutto di sè e che ha oltrepassato una frontiera che lo pone in una dimensione del tutto diversa rispetto a quella che aveva prima. Spesso è una persona che ha regolarizzato la sua presenza in un altro Paese e non ha rubato niente a nessuno, tantomeno i posti di lavoro in quanto si è affidato alla legislazione del Paese ospitante, argomento su cui si è già detto abbastanza mi pare. Una persona che poi si vede negare il rinnovo del permesso e per questo diventa irregolare ma non clandestino e ancora si ritrova a vivere una situazione di spersonalizzazione sia a livello ontologico sia a livello legale, sociale e lavorativo.
    Mi è capitato d parlare co irregolari e clandestini negli sportelli gratuiti che le amministrazioni di sinistra hanno chiuso (li fanno entrare per i voti e forse è vero, ma poi chiedono in qualche modo il "pizzo" ) e molte volte mi è stata confermata questa visione, quella sostenuta e ben argomentata, lo ripeto perchè amo la chiarezza cui io spesso non arrivo, da Willy e Alita; e poi la sensazione che l'ultima frontiera della illegalità sia essa stessa a volte, sottolineo a volte, una sorta di costrizione.
    Poi dopo, io bazzico a Padova da più di 10 anni tra università, master, scuola di specializzazione, amicizie, tirocini e storie varie e gli occhi li abbiamo tutti. Andare un po più a fondo non sempre è facile ma è l'anima del dinamismo e del cambiamento. processi lunghi, voluti, pensati al di là delle urgenze e delle emrgenze, al di là dei fatti di cronaca, necessariamente nera, che non esauriscono se non una piccola parte della realtà dell'immigrazione.

    Se poi ci si fossilizza semplicemente sulla dimensione del rischio, della perdita e del danno, credo che le cause vadano ricercate oltre e che una integrazione non sarà mai del tutto possibile nè il "problema" superato in senso dialettico: non scompaiono i lati negativi nè si accettano passivamente, ma si cercano risorse e strumenti per una progressione funzionale di un fenomeno che alla fine dei conti, in questo nostro pianeta e in questo nostro Paese non è nemmeno il primo delle emrgenze in senso di "pericolo"
    Ultima modifica di crissangel : 19-07-2007 alle ore 18.03.39
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  14. #44
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da neuropsy33
    Sono decisamente valori buoni.

    Ricordiamo però che noi italiani stiamo vivendo un periodo di sottomissione agli stranieri. Insomma, anche un po' di orgoglio nazionale, esattamente come quando l'Italia ha vinto ai Mondiali! Stiamo facendo entrare cani e porci, che con la loro condotta ingiustificata (come ha ben detto Andrea) arrecano danni alla reputazione di chi è qui in regola.

    Signori, ci stiamo solo rovinando. Come ho già detto, fra poco avrò una famiglia. Molti di noi hanno la famiglia. E questa famiglia rischia perché qualcuno irregolare ci "ruba" posti di lavoro, la famiglia rischia perché qualcuno irregolare è talmente esaurito da commettere furti, stupri e violenze.
    Ciao Neuropsy

    Devo dire che sono molto incuriosito, e alquanto perplesso, dalla tua visione del mondo. Ti chiedo, se te la senti, alcune spiegazioni circa le tue affermazioni. Te le chiedo perché le sento lontane dalla mia esperienza e dalla mia storia e, quindi, mi riesce difficile capire da dove vengano.

    A me non pare che stiamo vivendo un periodo di "sottomissione agli stranieri". Circa duecento anni fa la terra dove vivo ora era Regno Lombardo-Veneto e comandavano gli Austriaci. Poco prima era dei Francesi, prima ancora del Ducato di Venezia (con alcune incursioni del Ducato di Milano). Oggi mi pare che a governarci ci siano persone che abbiamo contribuito a scegliere. Nel bene e nel male, siamo noi italiani a decidere chi ci governa. Quindi non riesco a comprendere che cosa starebbero governando "gli stranieri". E, poi, chi sarebbero questi "stranieri"? Gli statunitensi che hanno basi militari sul nostro territorio? Gli Svizzeri delle multinazionali farmaceutiche? I Francesi? Gli Inglesi e i Tedeschi dei fondi pensione? Chissà. Lavoro in un gruppo multinazionale da più di vent'anni, assieme a gente che viene dai cinque continenti. Vedo che i capitali non hanno confini, e vincono. Mi pare strano rinchiudere le persone e lasciare libere le merci.

    Orgoglio nazionale. Legittimo. Ma non lo capisco. Sono orgoglioso di essere un essere umano. Su questo pianeta vi è un'unica razza (o specie, se preferisci) umana. Le sue varietà sono interfertili. Tutti gli altri confini sono immaginari.

    Stiamo facendo entrare cani e porci. Stanno entrando. Certo, non chiedono il permesso, alcuni. Altri non possono chiederlo. Altri lo chiedono, ma gli viene rifiutato. In un sistema non esiste un solo colpevole, per quanto possa esistere un "paziente designato". Il comportamento di un collettivo è sovradeterminato.

    La tua futura famiglia rischia comunque. Come ogni essere vivente. Tra il 2002 e il 2004, secondo l'OMS, gli inquinanti (PM10) hanno provocato, in Italia, circa 8000 decessi. Quanti sono i morti causati dai migranti? Per tumore al polmone abbiamo 35000 morti/anno. quanti morti provocati da migranti? Questa percezione di pericolo, a fronte di un rischio assai basso è la cosa che mi sconcerta di più. Soprattutto quando ad esprimerla sono persone che hanno a disposizione gli strumenti culturali e conoscitivi necessari ad una corretta valutazione delle informazioni disponibili. A te, qualche migrante ha rubato o ruberà un posto di neuropsichiatra? Ho serissimi dubbi. E non credo che la tua compagna sia una badante, o un'addetta alla raccolta rifiuti, né penso coltivi pomodori a Ragusa. Da dove ti viene questa percezione?

    Grazie e buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  15. #45
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da biz
    Muovere attacchi agli altri utenti, anche mascherandoli da frecciatine leggere non è necessario ai fini della discussione, e rispondere agli attacchi ponendosi sullo stesso livello ed accentuando il tiro non è funzionale alla discussione, ne peggiora i contenuti, va OT ed è noioso da leggere.
    quoto e aggiungo.
    io e neuropsy non ci stavamo insultando a vicenZa sol perchè la pensiamo diversamente. se siamo neve gelata (che peraltro io adoro! ) uno se lo tenga per sè, che poi si diventa prevedibili e noiosi a dire sempre le stesse cose.
    io stavo facendo un discorso ben più generico, poi arrivano quelli "macipensiamoallasoggettività?" come se chi abbia scritto prima di te fosse un automa privo di sentimenti. che noia
    ok la soggettività, io stessa ho raccontato soggettivamente come mi sono sentita senza soldi. forse qualcuno legge solo quello che vuole leggere e dice solo quello che vuole dire. pazienza, ma ormai ci sono abituata.

    Originariamente postato da neuropsy33
    Rispondo a Pinga (che bel nick che hai scelto! ):
    sono la sorella di pingu, io, mica cavoli

    Perché anche loro utilizzano il metodo di suddivisione del mondo, pur essendo per il "Tutto è di tutti"? Alla base c'è ancora una tendenza all'egocentrismo, cosa che non sradicherai mai dalla mente dell'uomo.
    non è una questione di tutto di tutti.
    io stavo facendo un discorso generico, passando dalla soggettività (perchè davo per scontato che ognuno ha la propria storia, spesso drammatica) all'analisi di una situazione sociale ed economica molto complessa come quella nostra e sulle possibili soluzioni per arginarla.
    insomma, volevo evitare di fare psicologia scontata.

    Ricordiamo però che noi italiani stiamo vivendo un periodo di sottomissione agli stranieri.
    ehi neuro, ti ricordo che fino a 70 anni fa quelli che sognavano l'abissinia, l'etiopia e la russia eravamo noi quindi non facciamo troppo i vittimisti.
    non credo che gli stranieri ci stiano rubando nulla: siamo noi che dovremmo industriarci a fare quello che non stiamo facendo, fino ad appellarci alla magliettina taroccata che uno schiavo cinese te la fa ad un centesimo e poi te la rivendono qui a 15 euro.
    se guardi bene i negozi italiani (soprattutto in franchising) tutto è "made in china, thilandia, bangladeshm etc..." e se è "made in italy" è perchè il prodotto è rifinito in italia ho ha applicato un piccolo pezzettino che è made in italy, ma non è interamente fatto in italia.
    ti sei mai chiesto perchè?

    arrecano danni alla reputazione di chi è qui in regola.
    la reputazione mia, come italiana, me la sta rovinando prodi e, prima di lui, berlusconi, e prima di lui, craxi. non il cittadino che viene dalla siria e tiene moglie e otto figli.
    a me a berlino i turchi mi ridevano in faccia perchè avevamo "mafia e berlusconi", non cittadini di colore che spacciano.
    diciamo che forse c'è tutto un problema a monte.

    orgoglio italiano
    mi vergogno di essere italiana, non mi rispecchio in chi mi governa. quando non vengono rispettati i diritti umani, quando viene rispettato solo il proprio culo in una poltrona, mi vergogno.
    io ho solo me stessa e la mia vita, orgogliosa di essere al mondo, voglio sentirmi cittadina a casa mia a palermo così come a parigi così come ad instanbul.
    in italia non ti sanno neanche sentire cittadino italiano perchè non c'è più garanzia di diritti umani MINIMI, figuriamoci se riesci a garantire un trattamento UMANO ad un extracomunitario. sfido io che si buttano nella criminalità: lo farei anche io!
    non sono per niente orgogliosa, credimi. e se la nazionale vince LORO prendono i miliardi, mica io. cosa posso festeggiare?

    E questa famiglia rischia perché qualcuno irregolare ci "ruba" posti di lavoro
    se io andassi in canada mi offenderei enormemente nel sentirmi dire che rubo un posto di lavoro che mi sono guadagnata con un colloquio brillante e un buon cv.
    sono ben felice di avere una collega psicologa del burundi (io stessa lavorerò - si spera - con una psicologa tedesca immigrata in italia che, valutato personalmente, rulla, ma davvero), può essere solo un modo per apprendere cose nuove, come se lavorassi con un collega di torino.
    se poi x mi ruba il lavoro sono io che valgo poco, non gli altri che mi rubano il lavoro.
    ma poi te che parli, che sei medico e lavori e puoi permetterti un matrimonio? il mio ragazzo è architetto, ha 33 anni, non lavora perchè c'è la mafia di destra che dà i lavori ai professionisti di destra e siamo nella m... fino al collo perchè non possiamo sposarci.
    e in tutto questo gli extracomunitari non c'entrano proprio.
    insomma, mi sembra riduttivo ricondurre tutti i propri mali o pseudo tali alle persone che vengono nel nostro paese a cercar fortuna.
    Ultima modifica di pinga : 19-07-2007 alle ore 17.58.01

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