Parsifla e vincenvang, dite:
"Quella sulla razionalità é una critica fatta dalle persone che conoscono solo parzialmente il cognitivismo.è un problema loro quindi."
"Dire che il cognitivismo si occupa solo di razionalità è una inesattezza. Mi meraviglia che nonostante sia io che parsifal diciamo che non è così, ci si continua a dire il contrario... come si chiama questa? rigidità?"
Benissimo, sarà una mia ignoranza, non ho problemi ad ammetterlo. Spiegate però come il cognitivismo lavora su un canale che non è quello razionale-cognitivo, così ci capiamo meglio.
Poi Parsifal ha detto;
"Come è concepito l'essere umano mi sembra una domanda troppo poco definita.è lo stesso della domanda: che cosa significa essere vivi.Prova a definire la questione in termini psicologici.Altrimenti si rimane bloccati sul limite maggiore delle teorie psicoterapeutiche,la loro mancanza di definizioni operative di ciò che affermano"
Mi sembra invece importante che un psicoterapeuta abbia un idea generale di come funzioni l'essere umano sano e patologico, per poi poter produrre una teoria ed una tecnica dell'intervento a livelli sempre più specifici. Già vincentvang una sua teoria l'ha espressa...
Ancora:
"Rispetto al sintomo: le alterazioni cognitive non sono una descrizione,sono un funzionamento della mente.Se il funzionamento della mente è alterato,qualsiasi considerazione sui significati,semplicemente,non esiste;non esistono funzioni del sintomo da indagare.Tutte queste considerazioni iniziano ad avere senso solo quando la mente funziona normalmente."
Mi sembra che si postuli un funzionamento mentale del tipo "tutto o niente", mentre credo che anche in condizioni definite psicopatologiche ci sia una modalità di significare alterata o comunque ristretta, e che il sintomo abbia la funzione di segnalare proprio la situazione di impasse in cui si trova il soggetto. Se no si arriva al paradosso che il sintomo psichico non ha un significato psichico.
Infine:
"rispetto all'ultima domanda: semplicemente non si può dare significati nuovi a ciò che resta ignoto"
Non è una questione di esperienza ignota, ma di esperienza significata in maniera limitata. Accedere ad un livello di complessità e ricchezza maggiore permette di amplificare il significato, di risignificare.
vincentvang:
"se sappiamo che il nostro comportamento ci fa star male perchè lo continuiamo a metterlo in atto?"
Evidentemente c'è qualcosa che si pone oltre il livello di "conoscenza razionale" che impedisce di essere in un altro modo.







Rispondi citando
OT
e nel farlo vi lascio riproponendovi questo koan zen,che evidentemente mi piace molto