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  1. #31
    Partecipante Assiduo L'avatar di Popino79
    Data registrazione
    08-02-2005
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    Cagliari
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    Citazione Originalmente inviato da biancaluce Visualizza messaggio
    Qualora si prospettassero gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del paziente o di terzi penso che sarebbe doveroso da parte di un professionista valutare di derogare la riservatezza, per esempio



    Inoltre ribadisco il fatto che il comportamento di questo psichiatra non fa di lui un non professionista e non possiamo permetterci giudizi così pesanti per il seplice fatto che neanche sappiamo quale sia stato l'iter seguito dal professionista in questione!
    Giudizi sul professionista no ma giudizi (non sapendo niente del colloquio) sul paziente/cliente si.

    Qualcosa non mi torna

  2. #32
    Partecipante Affezionato L'avatar di biancaluce
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    12-05-2007
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    Piemonte
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    Citazione Originalmente inviato da Popino79 Visualizza messaggio
    Giudizi sul professionista no ma giudizi (non sapendo niente del colloquio) sul paziente/cliente si.

    Qualcosa non mi torna
    E scusa come fai a dare giudizi su un cliente non sapendo nulla, non solo del colloquio, ma della persona stessa se non uno solo degli aspetti problematici della sua esistenza?!

  3. #33
    Partecipante Assiduo L'avatar di Popino79
    Data registrazione
    08-02-2005
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    Cagliari
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    Citazione Originalmente inviato da biancaluce Visualizza messaggio
    E scusa come fai a dare giudizi su un cliente non sapendo nulla, non solo del colloquio, ma della persona stessa se non uno solo degli aspetti problematici della sua esistenza?!
    E' infatti il punto su cui sto battendo. Questo (dal mio punto di vista) è ciò che non deve essere fatto: identificare la persona con il disturbo. Facendo così non sarà più "Davide che soffre per un comportamento X ecc..." ma sarà annullato Davide e da quel momento in poi si chiamerà con il nome del disturbo: "esempio: non Davide, ma "IL PEDOFILO".

    Già i pazienti di per sè tendono ad indentificarsi con il problema. Figuriamoci se ci mettiamo anche noi. Meglio occuparci di altro no?

  4. #34
    Partecipante L'avatar di plinius11
    Data registrazione
    17-01-2005
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    Catania
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    sono molto daccordo con l'ultima affermazione:

    ciò che non deve essere fatto: identificare la persona con il disturbo. Facendo così non sarà più "Davide che soffre per un comportamento X ecc..." ma sarà annullato Davide e da quel momento in poi si chiamerà con il nome del disturbo: "esempio: non Davide, ma "IL PEDOFILO"
    purtroppo ho paura che per quanta formazione abbiamo fatto spesso lasciamo che il nostro mondo emotivo prenda il sopravvento e ci porti a considerazioni affrettate finendo di non vedere più l'altro...

    goodnight

  5. #35
    Partecipante Assiduo L'avatar di Popino79
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    08-02-2005
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    Cagliari
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    Citazione Originalmente inviato da plinius11 Visualizza messaggio
    sono molto daccordo con l'ultima affermazione:



    purtroppo ho paura che per quanta formazione abbiamo fatto spesso lasciamo che il nostro mondo emotivo prenda il sopravvento e ci porti a considerazioni affrettate finendo di non vedere più l'altro...

    goodnight
    Ecco perchè molte volte io penso che anche quando si sceglie una scuola, prima di andare a vedere "cosa ci piace", "che tipo di approccio", "che materie si fanno", "come è organizzata", "quanto costa"... dobbiamo scegliere (è solo un mio punto di vista ovviamente) tenendo presente questa responsabilità che abbiamo nei confronti delle persone. Ho anche sentito colleghi che vorrebbero "evitare" il percorso individuale... e li mi crolla il mondo addosso.

    Giustamente plinius11 esprimi la tua paura e la tua condivido. Si può studiare e sapere anche il DSMIV a memoria, ma non basta, anzi, è ancora troppo poco. Ogni paziente/cliente ha qualcosa da insegnarci, questo non bisogna mai dimenticarlo.

    Un abbraccio a tutti

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