comunque, per gli stessi motivi, penso anche che gli intensi sentimenti che provi e che ci trasmetti sono... la tua parte sana! però non bisogna fermarsi e ripartire...
comunque, per gli stessi motivi, penso anche che gli intensi sentimenti che provi e che ci trasmetti sono... la tua parte sana! però non bisogna fermarsi e ripartire...
bella domanda manuelas.
la mia risposta è perchè ?
perchè hai filmato, cosa stavi provando in quel momento, cosa sentivi l'urgenza di fare, e dopo averci riflettuto una buona mezzoretta passare all'altro atto.
cioè avere messo in rete il filmato. anche lì quale sensazione ti dava? qual era la fantasia circa chi avrebbe visto il filmato? facciamoci una fantasia sopra.
Il giudizio morale arriva poi da solo quando è il momento. Ma occorre andare all'esplorazione del senso personale che quelle azioni hanno assunto per il paziente. perchè c'è un senso. ed è sempre personale
infatti!a perte che il senso è per definizione personale e quindi diverso per ognuno di noi..e poi la prima domanda che mi verrebbe in mente è proprio perchè!....non solo perchè l'hai fatto, ma perchè senti il bisogno di parlare di questo oggi, qui!..secondo me sarebbe già tanto che un ragazzino andasse dallo psicologo con una sensazione di turbamento o incertezza di quello che ha fatto, vorrebbe dire che stà prendendo coscienza!..cosa che credo non molti facciano subito...........e riflettendoci un po'di più, ecco che ne penso: io penso semplicemente che avolte davanti a casi eclatanti come questi, cerchiamo sempre una risposta altrettanto eclatante, che si trova dietro a chissà quali risvolti mentali...............invece forse noi per il nostro stupore crediamo che ci debba essere per forza una motivazione intrinseca..secondo me spesso non c'è. Sarò cruda, sarò semplicistica..ma forse queszti ragazzi avevano semplicemente curiosità ad assistere alla morte, la stessa curiosità che ci spinge ad ascoltare notizie di omicidi..e l'hanno ripresa e ridicolizzata per poca consapevolezza..io la vedo così..poca consapevolezza di quello che significa, poca empatia forse
curiosità ad assistere alla morte...
non è affatto "semplicemente" che ci devi mettere davanti.
se c'è questa curiosità non è perchè sono fatti così, o perchè sono superficiali, o perchè sono ignoranti.
la morte, l'orrore, il dolore è qualcosa che attrae magniticamente a volte, pur respingendo, perchè spaventa. l'attrazione sta nell'illusione di dominare tutte queste sensazioni distanziandosi, raffreddandosi, filmandole, cioè in altre parole disumanizzandosi per non provare emozioni.
sono ragazzi che hanno problemi con le emozioni di base, ecco perchè non riescono a tollerare quelle estreme.
... lì devi riagganciare il filo di arianni di dove sono finite le emozioni di base
in questi ragazzi
arianna...
ma perchè io scrivo una lettera e la mia tastiera ne scrive un'altra?
Fastfred ti chiedo la cortesia di usare il bottone edit se devi aggiungere concetti ad un messaggio che hai appena postato, oppure se devi correggere, altrimenti il thread si allunga esponenzialmente per nulla.
Grazie![]()
"Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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io dico semplicemente curiosità perchè penso che sia una cosa naturale sentirsi attratti di fronte a cose che sono un tabù, che ci incuriosiscono e allo stesso tempo ci fanno molta paura........e cmq non ho proprio dato dell'ignorante stupido idiota a nessuno, tantomeno lo penso...
anzi aggiungo anche che semmai il problema non è nella curiosità anche morbosa, ma nel modo in cui viene gestita dopo! questo è il mio pensiero
Ultima modifica di estela84 : 15-11-2007 alle ore 20.18.33
si si ma io non intendevo dire che tu hai dati dell'idiota a qualcuno. scrivevo in generale sul fatto che a volte si riconduce al carattere ciò che è, secondo me, un mondo da esplorare. Ma non mi riferivo a te in particolare.
d'accordo anche sul fatto che il problema e come gestire il dopo.
Ma anche il problema è, che se si liquida la faccenda come un'amoralità di questi ragazzi, cosa che mi sembra di intravedere nei commenti del preside, si rende ancora più difficile far sì che questi ragazzi si accostino a un momento di riflessione. fuggiranno dal capire quello che hanno fatto perchè se ci pensano credono di essere dei miseri.
sì, in linea di massima la pensiamo alla stessa maniera, solo che mi chiedo cosa sia cambiato rispetto anche solo a qualche anno fa.......però ti dirò: forse se quando avevamo noi 15 anni alla tv ci avessero proposto tutti questi dettagli morbosi, probabilmente anche noi li avremmo seguiti incuriositi..e probabilmente qualcuno avrebbe fatto una foto, ma solo qualcuno, non così tante persone come è successo oggi!..........l'altro giorno ho avuto un seminario sui disturbi alimentari, e la prof ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere: ha detto che oggigiorno tutte queste pseudo campagne informazione in realtà non prevengono comportamenti disfunzionali, ma anzi: in qualche modo essendo spiegati agli adolescenti, ed essendo presentati come cose da non fare, diamo loro un modello sul quale trasgredire....quindi tutte queste notizie in continuazione su adolescenti che fanno filmini porno o che riprendono tutto, o che molestano i prof, in realtà, alimentano gesti simili proprio perchè sono considerati estremi e da non fare!
secondo me, rispetto a qualche anno fa, in riferimento all'episodio della ragazza, è cambiato che tutti hanno un telefonino che filma. Ciò ha provocato il fatto che qualsiasi episodio eccitante, o turbante, o proibito è diventato fonte di una caccia tra gli adolescenti che poi lo mettono su internet.
Se ci pensi Youtube, il più grosso fenomeno recente di internet dopo google, è nato così. Oggi si filma tutto. e filmare è un modo per rappresentare, per comunicare, per mettere all'indice, per emulare, per essere notati, per essere popolari.
La tua professoressa credo che sottolinei una distanza tra i criteri di una comunicazione di massa fatta da adulti e i temi dell'adolescenza.
il problema è che quando si diventa adulti si dimentica di come si ragionava quando si era adolescenti
ma se un ragazzo viene in consulenza e ti porta questa cosa...se io dico PERCHé non cado già nel giudizio?
cioè mi sembra che in teoria la facciamo facile, ma in pratica quando si tratta di psicologia o terapia vera e propria nessuno di noi sa cosa fare...
credo che in primo luogo sia importante come si chiede perchè... dal tono, il viso e l'emozione che noi stiamo provando.
e poi, possiamo chiedere altre cose: cosa hai pensato? cosa provavi? cosa provi ora a ripensarci? cos'hai immaginato che succedesso? cosa hai pensato leggendo cosa ha detto il preside? cosa gli vorresti rispondere?... e le domande possono essere mille seguendo ciò che il ragazzo ci porta.
Não sei o motivo pra ir
só sei que não posso ficar
não sei o que vem a seguir
mas quero procurar.
(Mafalda Veiga)
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grazie luisamiao, mi sembra importante sapere come portare tt questo nella pratica, almeno per me lo è perchè lavoro con adolescenti e mi pongo questi interrogativi...
Secondo me, oggi l'adolescente considerato individualemente non è cambiato di molto rispetto a "ieri". Si sono trasformate le modalità di volere apparire nel gruppo per un adolescente.
Se negli anni '80 il ragazzino, per sentirsi riconosciuto doveva avere l'orecchino, vestirsi firmato con il sogno di ritrovarsi in una foto di gruppo all'interno della rivista "Il Paninaro" e fare il punk a carnevale, oggi per loro è anche importante esserci con i filmati che riescono a catturare.
Quando avevo 12 anni il mio mito coetaneo era quello che aveva una mega collezione di figurine, oggi probabilmente il mio mito sarebbe stato il ragazzetto che avrebbe avuto una mega collezione registrata di scherzi telefonici, filmati strani e canzoni strambe.
Personalmente, riguardo alla storia della compagna investita e rispetto alla questione del filmare il tragico evento, ritengo che sia accaduto anche perchè in quella circostanza era presente il gruppo e l'idea di popolarità (dell'esserci, dell'essere riconosciuto, dell'apparire) nella mente dell'adolescente.
L'adolescente ha emozioni "bastarde", seguono il branco e vanno dove trovano cibo. Se può risultare utile per essere riconosciuti dal gruppo, prendono a calci persone "solitarie" oppure filmano il cervello dilaniato della compagna. Ma a pensarci, c'è poi così tanta differenza rispetto all'adulto al punto da stupirsi?
ciaociao