Che tristezza, la notizia è fresca fresca. La potete leggere qui.
Che tristezza, la notizia è fresca fresca. La potete leggere qui.
ditemi se non è una vergogna??
E chi ha detto che l'omosessualità non è una patologia ?
Devo ricordare che non vi è stata alcuna dimostrazione scientifica nè che l'omosessualità non è una malattia, ne tantomeno che lo sia!
All'interno della psicologia vi sono molte correnti di pensiero (spesso messe a tacere) che sostengono l'aspetto regressivo dell'omosessualità, anche all'interno della teoria psicoanalitica (tra questi potete andarvi a leggere : Bergeret, Socarides, Rado, Bergler ecc) dove l'omosessualità è definita come condizione patologica difensiva, risultato di un'arresto dello sviluppo psicosessuale, i cui elementi basilari sono il narcisismo, l'autoerotizzazione e le identificazioni patologiche !
Per non parlare dell'ambito cognitivo americano ecc dove di teorie patologizzanti ce ne sono a bizzeffe!
Devo anche ricordare che la psicologia è diersa dalla medicina, dove è possibile stabilire un rapporto diretto tra sintomo e causa, in psicologia ogni teoria ha una sua dignità alla pari delle teorie che sostengono che l'omosessualità non è una malattia !E non sarà certo il presidente dell'arcigay a stabilire quali teorie e metodi hanno diritto di cittadinanza e quali no !
Io penso che se qualcuno vive la propria omosessualità come un problema ha diritto di rivolgersi a qualcuno così come chi non la vive come un problema ha il diritto di vivere come meglio crede,senza dover chiedere il permesso a Mancuso!
Altrimenti I veri oscurantisti che mettono limiti alla ricerca scientifica e psicologica rischiano di diventare, paradossalmente, proprio quelli che amano definirsi progressisti e di mente aperta!
Saluti!!!!
Per correttezza posto interamente la risposta di Tonino Cantelmi, presidente dell'AIPPC, che verrà pubblicata a breve sul quotidiano "Liberazione":
Caro Davide, sarebbe bastata una richiesta di intervista e ti avrei spiegato tutto, senza che nascesse questa inutile caccia alle streghe (vedi quello che dichiara Mancuso sulla base delle tue affermazioni).
Mi spiace ma, permettimi di dirlo, l'articolo è davvero squallido: forzature, anche nel linguaggio, falsità, deformazioni della realtà, ironia sulla sofferenza, danno un quadro distorto della realtà. Gli avvocati valuteranno il danno da richiedere, ma in questa sede mi preme comunicarti il dispiacere di chi ,come me e come i miei collaboratori, lavorano con passione e con onestà. Ripeto, sarebbe bastata una richiesta di intervista (non mi sono mai sottratto alla stampa ed al dialogo): tutto avviene alla luce del sole.
E' facile, forzando e storpiando la realtà, ridicolizzare le persone, ma oltre che non rispettoso, è anche oltraggioso per professionisti che ogni giorno lottano contro la sofferenza con tutto se stessi. Non riconosco alcune affermazioni che mi attribuisci, trovo che alcune frasi hanno un linguaggio che non mi appartenga e che decontestualizzate assumano significati persino opposti.
Mi sembra che trattiamo tutti i pazienti con rispetto e dignità. Alcune tue affermazioni sono del tutto false, come avremo modo di dimostrare. Ho trovato poi davvero offensivo le illazioni su terapie "forzate" su minorenni: abbiamo dati per disconfermare tali illazioni e per mostrarti quanti ragazzi (non
c'entra l'omosessualità) ci consultano per il disagio che vivono (vorrei farti notare che i pazienti con omosessualità , che mi contattano per vari motivi, sono davvero la minoranza) e che invece nessun minorenne ha avuto accesso a terapie "forzate".
Quell'articolo nel complesso offende me, i miei collaboratori ed i pazienti. Mi auguro che tu voglia tentare una rettifica onesta e anche tranquillizzare Mancuso: non ci sono persecutori, nè "psicosantoni fanatici" (basterebbe leggere i libri e le pubblicazioni scientifiche che ho fatto), nè ultracattolici e non c'è alcun pregiudizio, ma solo la voglia di aiutare chi chiede liberamente aiuto. Infatti persone omosessuali che richiedono il nostro aiuto e non intendono mettere in discussione il loro orientamento sono accolti, rispettati ed aiutati rispettando la loro dimensione valoriale e la loro scelta. Sono sicuro che un gran numero di persone omosessuali che ho avuto in terapia potranno confermarti il rispetto per le loro scelte.
Come ti ho ben chiarito nei nostri colloqui, diamo aiuto e sostegno anche a coloro che vogliono invece verificare aspetti inerenti la loro omosessualità, senza avere alcuna preclusione ed adottando percorsi terapeutici ben accetti dalla comunità scientifica. Non ritengo corrette un mucchio di cose da te scritte, che ti saranno contestate in modo adeguato. Tuttavia, poichè spero nella tua onestà intellettuale, mi attendo una rapida ed onesta valutazione da parte tua di questa mia richiesta di rettifica, anche dando alla stessa il rilievo pari al tuo articolo.
f.to Tonino Cantelmi
Nel dsm (bibbia per i convinti della catalogazione) pare sia stata abolita da qualche tempo....
sulla "scientificità" o meno potremmo disquisire da ora fino alla notte dei tempi, persino della matematica o fisica, delle scienze forti.
Vorrei rammentare come si potrebbe trovare un piccolo e condiviso terreno di incontro se cominciassimo a parlare di persone e non di patologie che identificano e sostituiscono le persone.
Mi spiace disilluderti, ma i buchi neri in medicina non sono pochi e queste correlazioni dirette, dato A allora B, sono quantomeno una rarità.
e neppure alla diocesi o al vaticano...
quello che affermi lo trovo estrememamente grave
certo che se uno vive l'omosessulità come un disagio lo psicologo deve cercare di dargli sostegno ma questo disagio è dovuto all'omosessulità in sè o alla società omofa e discriminatrice?
non mi risulta che un omosessule sia mai andato da uno psicologo a chiedergli di guarirlo se non dietro spinte di familiari, parenti, amici o associazioni di cui magari faceva parte
la dimostrazione scientifica che non sia un malattia c'è eccome
non c'è nessuna differenza psico fisica tra un omosessuale e un eterosessuale
forse devi vedere anche un po' il dsm IV
se uno psicologo cerca di guarire l'omosessulità penso che sia da "guarire" lui
visto che poi parli di psicanalisi
proprio freud non accettava l'idea dell'omosessulità come malattia e sino alla fine cerco di elaborare una teoria che spiegava tale orientamento senza alcuna patologizzazione di essa
e alla fine riprese la teoria delle pulsioni e di come il bambino alla nascita rivolgesse le sue pulsioni indistintamente a persone del suo stesso sesso e a persone del sesso opposto
non è vero che in psicologia tutto va bene
stai snaturando la psicologia in sè
e NON ESISTE NESSUNA CURA RIPARATIVA ANCHE PERCE' NON SI DEVE RIPARARE UN BEL NULLA!!!
i libri poi dove si parla di queste pseudio tecniche guarda caso sono tutti pubblicati da case editrici cattoliche
mi auguro che l'ordine intervenga subito e prenda i dovuti provvedimenti
Ultima modifica di magicbox : 28-12-2007 alle ore 13.37.53
Mi sa che hai le idee un pò confuse :
-Cominciamo da Freud, nei Tre saggi sulla teoria sessuale, nella nota n°15 aggiunta nel 1914 si dice "la psicoanalisi si rifiuta con grande energia di separare gli omosessuali come un gruppo di specie particolare dalle altre persone" (e ci mancherebbe! )ma ciò non gli impedisce di affermare qualche riga + sotto "in tipi invertiti si si può constatare il predominio di costituzioni arcaiche e di meccanismi psichici primitivi; l'attenersi alla scelta oggettuale narcisitica ecc..." puoi andartelo a leggere. In ogni caso Freud aveva la sua opinione così come tanti altri hanno la loro, quello che voglio dire è che il dibattito su questo tema in psicopatologia è ancora aperto!
-Che non ci sia differenza fisica tra omosessuali e etero mi pare chiaro, mentre per quello che riguarda l'aspetto psicologico ho già citato gli autori che la pensano diversamente in ambito psicoanalitico, quindi se ti va te li puoi leggere, oppure puoi far finta che non esistono!
-Che ci siano persone che vivono la loro omosessualità come un problema a causa delle derisioni e discriminazioni di cui possono essere oggetto non ci sono dubbi e che possono chiedere aiuto per assecondare i familiari ecc, ma questo non può essere preso come criterio per stabilire ciò che è patologia da ciò che non lo è; Anche un sadico o un masochista nella magior parte dei casi non cerca alcun aiuto perchè ha già trovato una adeguata soluzione erotica ai propri problemi, e magari si rivolge ad un terapeuta per assecondare i desideri di un partner esasperato o perchè commette un reato ecc, ma ciò non toglie che si tratti pur sempre di una patologia, che per quello che mi riguarda si è liberi di vivere come meglio si ritiene a condizione di non ledere la libertà degli altri !
-Che il disagio degli omosessuali che chiedono aiuto sia dovuto solo "alla società omofoba e discriminatrice", se in alcuni casi può essere anche vero, mi sembra però una generalizzazione eccessiva e anche un pò pretenziosa visto che non conosci il vissuto soggettivo di tutti coloro che vivono questa condizione!
Leggete il mio thread "Istituto di Psicologia - Università Gregoriana" avrete informazioni su questi "Psicologi di matrice cattolica" ....
queste pseudo cure faranno tanti omosessuali repressi che diventeranno davvero infelici
mi spiace
conosco questi personaggi
e so che per il dio Denaro e che per compiacere e stare nelle grazie di una parte rilevante della società come il clero cattolico si fa questo e più di questo
questo è un quesito che mi pongo da tanto tempo...come facciamo noi psicologi ad essere cattolici o comunque credenti, visto che non facciamo altro che dimostrare scientificamente tutto l'opposto di quello che professa la chiesa...non possiamo assolutamente essere amalgamati alla figura di prete o di missionari: assolutamente no..., nn lo siamo, siamo a servizio dell'uomo in quanto essere fatto di carne...ma lo spirito? quanto il comportamentismo o il cognitivismo o la psicoanalisi (filoni fondanti la psicologia..) ci hanno trasmesso circa l'anima...nn posso identificarla con l'inconscio.. o cn la black box... io sn credente..ma agnostica...però i miei studi e i miei miti familiari mi hanno sempre un pò fuorviata: famiglia cattolicissima, fidanzato ateo, studi classici e prettamente umanistici..e infine scientifici....hmm....
Concorderai sul fatto che Freud è anche uomo del suo tempo e nel 1914 predominavano altre idee sulla sessualità, in particolare sull'omosessualità.
Mi sembra quindi ovvio che il suo pensiero fosse comunque in linea con quelle che erano le idee del tempo.
Ma adesso, se ti documenti con gli scritti degli psicoanalisti contemporeanei, troverai che molte cose sono cambiate, anche in aperto contrasto con quelle dello stesso Freud (pur rimanendo psicoanalisti) e non solo sull'omossessualità.
Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
Keats
Sulla questione dell'omosessualità, della terapia riparativa, etc. forse varrebbe la pena aprire un apposito 3d, altrimenti si rischia di andare in O.T..
Forse è la religione cattolica che non va d'accordo con la psicologia e soprattutto con la Scienza. Avete idea di cosa abbia scritto l'attuale papa nell'ultima enciclica in proposito?
Se allo psicologo venisse vietato avere una religione di appertenenza io mi preoccuperei comunque, vorrebbe dire che in tal caso la psicologia vorrebbe diventare essa stessa religione.
Inoltre non penso che la psicologia possa pronunciarsi sul vissuto spirituale di qualcuno, ma al massimo su quanto sia sano tale vissuto. Molti hanno provato ad indagare le personalità dei santi ed a abozzarne un profilo psicologico. Ecco, mutatis mutandis, io non condivido nemmeno questo.
Fondamentalmente sono per la non invadenza dei campi altrui e la non sovrapposizione/confusione dei livelli.
Se un professionista aggiunge qualcosa della sua religione io penso che in quel preciso istante abbia smesso di esercitarla.
Se parliamo di interventi psicologici tutto sommato, forse e dico forse, non ci saranno gravi conseguenze.
Se parliamo di psicoterapia la vedo dura.
io sono cattolica e come voi psicologa, mi definisco senza timore una psicologa cattolica ed i miei pazienti sono informati di questo. Essere cattolico non esclude il corretto svolgimento della professione. Non credo che bisogni postporre la fede alla psicologia o viceversa..queste due realtà possono a mio avvico camminare insieme....
consiglio di leggere "Psicologia e Teologia in dialogo" di Cantelmi ed altri