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  1. #31
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
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    2,536
    E dunque come li definiresti, dopo che sei stato informato della "pericolosità" riguardo l'assunzione continuata di certe sostanze (nicotina, catrame, alcol, eroina, cocaina, oppiacei, droghe sintetiche...) e della pericolosità riguardo la non assunzione di certe sostanze (cibo)? Posso capire il fumatore accanito di canne di bambù e tabacco della tribù del villaggio Ficki Ficki (per dire) della Nuova Guinea, che non conosce le possibili conseguenze del fumare.. ma noi? Noi siamo informati su quello che può succedere.. e un fumatore (come me) può dire che ama la vita fino alle viscere.. e i polmoni? Non sto parlando di una tendenza al suicidio "malata".. ma di un avvio lento-veloce al "termine", qui i rischi si conoscono e sembra che siamo pure disposti a morire per continuare con i nostri vizi.

  2. #32
    prima di tutto...
    Originariamente postato da alborr
    Ma sei veramente un mito vivente
    ma mi stai veramente viziando!!!

    tornando al discorso del thread. Anche secondo me sono due argomenti differenti...se mi parli di dipendenze entrano in gioco molti fattori (tra cui può anche esserci un istinto di morte...ma nn lo vedo - almeno in generale- come il fattore principale). E poi, il fatto di conoscere la pericolosità di qualcosa nn impedisce di pensare secondo il principio di piacere piuttosto che quello di realtà (potrà capitare agli altri ma nn a me!)...un residuato dell'onnipotenza infantile.
    Per quello che riguarda l'anoressia poi potrei scrivervi un trattato (la mia "specialità" sono i disturbi dell'alimentazione e del peso)...quindi se volete darmi il via pensateci bene prima!!!
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  3. #33
    SuperManu
    Ospite non registrato
    Come dice Mia io le definirei dipendenze e proprio per queste difficili da combattere. L'Avvio-lento e veloce al termine si può avere anche con determinati lavori a contatto con sostanze pericolose e i lavoratori sanno che fanno male eppure continuano a maneggiare queste sostanze,hanno anche loro tendenze suicide?

  4. #34
    Ospite non registrato
    Per quanto nei so io, questi comportamenti rientrano nelle condotte parasuicidarie.
    Con questo termine ci si riferisce a tutti quei comportamenti in cui "il soggetto non è primariamente orientato verso la morte" (Kreitman, 1969), tuttavia attua delle condotte che, in modo inconscio o preconscio, arrecano alla sua persona un possibile danno anche irreversibile. Un esempio di questo è dato da coloro che deliberatamente fumano, si drogano, si alcoolizzano, attuano comportamenti sessuali a rischio (ad esempio di gravi malattie), a coloro che attuano condotte alimentari eccessivamente restrittive (anoressia) o al contrario lassiste (obesità). Naturalmente in questa condotta rientrano anche coloro che guidano a velocità folli, magari senza casco o senza cinture di sicurezza.
    Insomma, le condotte parasuicidarie spingono il soggetto ad esporsi eccessivamente a rischi potenzialmente molto autolesivi fino ad essere mortali, anche se l'intenzionalità non è immediatamente visibile.

  5. #35
    SuperManu
    Ospite non registrato
    Molto interessante Alborr....
    Parasuicidarie mi sembra più giusto ma la differenza continua ad essere così sottile cioè l'intenzionalità non è visibile ma la consapevolezza? o sono la stessa cosa?

  6. #36
    ...parlo solo per i DCA...perchè per il resto nn saprei esprimermi (anche perchè probabilmente sono cose che vengono interpretate in modo diverso a seconda dell'orientamento...un cognitivista parlerebbe piuttosto di mancanza di controllo degli impulsi credo...io interpreterei a seconda della storia di chi ho davanti...)...mi sembra riduttivo considerare -ad esempio- il sintomo anoressico solo come condotta parasuicidaria...
    parliamo cmq (sia in questo caso che in quello dell'abuso di alcool o droghe) di problematiche che implicano un'interazione tra psiche e corpo (i DCA sono perpetuati dalle stesse condotte alimentari...)...boh quello che volio dire è che nn mi sembra un'interpretazione a 360 gradi...
    scusate
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  7. #37
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
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    SuperMAnu i lavoratori di cui parli tu, cioè di coloro che "maneggiano" materiale cancerogeno (ad esempio uranio in Congo, amianto in Sud Africa) senza alcuna protezione, lo fanno per poter continuare a mangiare..

    Mia, io non ho detto che l'anoressia è un sintomo derivante SOLO da una condotta parasuicidaria (Alborr e Kreitman) o da una tendenza suicida.. so allo stesso tempo che dietro un sintomo c'è l'invio di messaggi celati e/o evidenti.. adesso, quando vedo una ragazza o un ragazzo che "vuole scomparire" fisicamente, mi viene da pensare che sta inviando un'informazione evidente; è questo il primo feedback che ricevo personalmente.. stessa storia per l'eroinomane uscito da una o più overdose. "Dietro" ogni persona c'è una storia e questa può essere ricordata con dolore, e il dolore difficilmente fa vedere il "domani" positivamente.. ad esempio il futuro prossimo dell'eroinomane è quello di andarsi a cercare l'ennesima dose, il pensiero dominante dell'anoressica/o è quello di trovare la maniera per vomitare o "meglio" saltare il pranzo.
    Sono d'accordo riguardo il principio di piacere (uhmmm), l'eroina sarà un "viaggio" spettacolare, sensazioni incredili, fuga dalla realtà e dal dolore, accostamento alla morte ..
    per l'anoressia stesso principio di piacere, incubo per il cibo, "assilli" di familiari e amici, ospedalizzazione..

  8. #38
    stavo rispondendo ad Alborr in attesa che tu esplicitassi meglio la tua linea di pensiero Accadueo
    ma il tuo "sono d'accordo sul principio di piacere" è ironico? se no...ok...se si...ti dico solo due parole: beneficio secondario.
    Per quel che riguarda la storia dietro ogni persona (penso si sia capito) sono d'accordo con te.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  9. #39
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    2,536
    si Mia .. purtroppo l'ho inteso in senso ironico.. ed hai ragione riguardo le due parole anche se le metterei tra le virgolette

  10. #40
    SuperManu
    Ospite non registrato
    Poi la faccio finita sull' argomento del lavoro
    Non c'è bisogno di andare tanto lontano per trovare persone che lavorano con materiali tossici è ovvio che le popolazioni del Terzo Mondo ( ho sempre odiato questo termine) devono adattarsi a qualunque cosa pur di lavorare però anche un gommista, un fabbro, un muratore lavorano tutti i giorni con sostanze nocive e questo accade in Italia.

    Beneficico secondario? Cos'è?

  11. #41
    il beneficio secondario...come te lo spiego?un vantaggio che si ricava dallo stato di malattia...che rende più difficile la guarigione, dando un rinforzo positivo ai comportamenti patologici...ti faccio un esempio (stupido ma serve a capire). Prendi un anoressica: la sua malattia potrebbe avere il beneficio secondario di attirare su di se l'attenzione di un genitore che magari prima della malattia era assente (psicologicamente o fisicamente..)..-
    Io pensavo anche al fatto che il sintomo permette di focalizzare il dolore su qualcosa di definito senza che la persona debba così affrontare il suo stare male...

    Cmq rimango della mia idea, nn dico che in alcuni casi queste problematiche nn possano essere ricondotte ad una condotta parasuicidaria, ma penso che in altri casi questa sia una componente minore e in altri può nn esserci...e quando parlavo inizialmente di principio di piacere...intendevo che potrebbero sussistere delle modalità di pensiero magico infantile

    potrà capitare agli altri ma nn a me
    a cui il soggetto dovrebbe rinunciare a favore del principio di realtà.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  12. #42
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
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    apro una parentesi..
    il mio fanciullo invincibile è stato dilaniato dagli attacchi di panico a "favore" del principio di realtà.. brutto colpo! Sto cercando di curarlo ma la cosa è complessa..mah

  13. #43
    SuperManu
    Ospite non registrato
    Mia sei stata chiarissima grazie
    Finalmente sto imparando i termini tecnici evviva

  14. #44
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da Mia_Wallace
    .mi sembra riduttivo considerare -ad esempio- il sintomo anoressico solo come condotta parasuicidaria...

    X MIA

    mi trovo in sintonia con questa tua replica, Mia. naturalmente il fatto che questo comportamento abbia una quota di suicidarietà non significa che con questo termine si debba per forza spiegare tutto. Questo ovviamente è solo uno degli aspetti dell'anoressia, ma non spiega certamente le ben più complesse dinamiche anoressiche.

    X SUPER MANU
    Parasuicidarie mi sembra più giusto ma la differenza continua ad essere così sottile cioè l'intenzionalità non è visibile ma la consapevolezza?

    CIò che fa la differenza tra il suicidio, il tentato suicidio ed il parasuicidio è proprio l'intenzionalità di uccidersi. Il problema della definizione di questi comportamenti è ancor oggi dibattuto
    "L’atto suicidario, secondo l’OMS (W.H.O., 1982), è un attentato alla propria vita, con un grado variabile di intenzione di morte. Da questa definizione si desume che il suicidio è un atto suicidario con esito fatale.
    Per mancato suicidio si intende “il fallimento accidentale di misure idonee a causare la morte” (Cazzullo, 1987, pag.9), ovvero si tratta di un atto suicidario, in cui i mezzi di attuazione sono idonei alla morte, e la volontà del soggetto è di uccidersi, ma che per questioni del tutto fortuite non compromettono la sopravvivenza dell’autore.
    Il parasuicidio è un comportamento suicidario, in cui la volontà del soggetto non appare consciamente orientata verso la propria morte.
    pragmatica sembra la definizione di Conti e Toschi secondo cui “Condotte parasuicidarie sono tutti quei comportamenti potenzialmente in grado di determinare la morte, senza che vi sia da parte del soggetto, una determinazione precisa in questo senso (come l’anoressia mentale, le tossicodipendenze, il rifiuto dei trattamenti ecc.) ” (1994, pag. 531). Si tratta quindi di un atto che potrebbe esitare nella morte del soggetto, ma che ha un carattere di intenzionalità dubbio. Ci si riferisce a questo anche con il termine di equivalente suicidario"
    Tratto da Alberto Borromeo (2001) "IL TENTATO SUICIDIO IN ADOLESCENZA: ASPETTI FENOMENOLOGICI E COMPRENSIONE PSICOANALITICA" tesi di Laurea in Psicologia Università degli Studi di Padova Relatore:Chiar.mo Prof.IVANO SPANO

  15. #45
    corsehill70
    Ospite non registrato
    Io sono assolutamente una profana, ma sarei particolarmente interessata al disturbo del narcisismo. Potrei avere delucidazioni? è un disturbo curabile?

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