è vero guglielmo... forse sono stata un pò superficiale nella mia spiegazione, ricadendo nel baratro di colei che dà per scontato e quindi non riuscendo ad essere esaustiva...
bè guarda.. intanto direi le motivazioni, le finalità, gli obbiettivi cambiano in modo determinante i canoni della "relazione"... sorvolo su tutte le note tecniche (es. non dispensa consigli, non consola, non offre superalcolici (ordinariamente)) ma soprattutto si distungue per il fatto che con il barista c'è un rapporto simmetrico con il proprio terapeuta no!! e magari quando si arriva ad averla la terapia è finita o è finita male!!
che dici?
condivido:
"Per questo, anche se quando mi metto a discutere sostengo le mie tesi con passione, e anche con forza, so abbastanza bene - credo - che quel che dico non è la verità. Non è neanche la mia di verità. È solo un taglio, uno dei tanti, attraverso il quale leggere la realtà. È anche un tentativo di individuazione, di costruire e condividere una visione personale del mondo. È anche un tentativo di guarire una ferita primaria. E molte altre cose ancora, che scoprirò col tempo, mentre faccio questo mestiere strano."
a presto, ciao








è vero guglielmo... forse sono stata un pò superficiale nella mia spiegazione, ricadendo nel baratro di colei che dà per scontato e quindi non riuscendo ad essere esaustiva...
)) ma soprattutto si distungue per il fatto che con il barista c'è un rapporto simmetrico con il proprio terapeuta no!! e magari quando si arriva ad averla la terapia è finita o è finita male!!
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