
Originalmente inviato da
willy61
A me spaventa un po' questa modalità di affrontare temi così delicati. Vediamo se riesco a farmi capire.
È una cosa egoistica? Sì, probabilmente lo è. Quasi certamente lo è. Ma siamo sicuri che l'egoismo sia sempre sbagliato? Non conosciamo i genitori, non abbiamo alcuna informazione su di loro. Non sappiamo come pensino, come sono cresciuti, quali siano le loro credenze, le loro speranze, le loro capacità di reggere una situazione simile. Però siamo estremamente rapidi nel condannarli, nel volergli "cambiare il cervello", nel sapere, noi, cosa dovrebbero fare, loro.
Poi, bellissima questa dichiarazione: "Tanto, a loro, non cambia nulla". Avete tutti, evidentemente, il dono di saper leggere nelle menti altrui. Ma io sono solo psicologo, non parapsicologo, e questo dono non lo possiedo. Quindi, prima di dichiarare recisamente cosa c'è nella testa di un'altra persona faccio la fatica di chiederglielo.
Certamente, si riconoscono per il loro aspetto. E, grazie a questo aspetto, vengono regolarmente discriminati, si nega loro una prenotazione alberghiera, un lavoro, affettività e sessualità. Chissà, forse è meglio che le cose restino come sono, con i bei segnali di diversità visibili. Non so, resto dell'idea che sia più utile pensare, valutare caso per caso, immaginare possibilità diverse...
Suppongo fosse una domanda. No, non sarebbe più semplice, evidentemente, dato che non accade. Fosse così semplice, la domanda on si porrebbe, e non ci sarebbe stato neanche l'articolo del quale si discute. Ma, a quanto pare, qui si confondono spesso i desideri (legittimi, ma desideri sono e rimangono) e la realtà delle cose (che mi pare un poco differente dai nostri desiderata).
Proviamo a pensarci
Buona vita
Guglielmo