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  1. #31
    Partecipante Esperto L'avatar di 559venere
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ciao 559venere
    Decisamente l'argomento merita. Ed è questo il motivo principale che mi spinge a discuterne con voi.

    con un atteggiamento così rigido e giudicante, come quello che state tenendo, se questa madre avesse incontrato voi, sareste riusciti/e a costruire uno spazio di pensiero tale da consentire a questi genitori di riflettere sulle motivazioni della loro richiesta? Oppure, come penso io, li avreste fatti fuggire a gambe levate, perdendo così un'opportunità di esplorare la loro domanda?

    Tutto qui, cari colleghi. Tutto qui.

    Buona vita

    Guglielmo
    Nessun atteggiamento rigido, almeno per quanto mi riguarda e fino a prova contraria qui non siamo in una seduta clinica quindi ognuno può dire tutto ciò che gli pare anche in modo non consono alla sensibilità di quello che tu vedi come un paziente, ma che in realtà non è perchè qui è stata chiesta una nostra opinione semplicemente. Quando c troveremo di fronte ad una situazione del genere nel nostro lavoro poi ognuno si comporterà in modo più consono alla propria formazione e alla propria esperienza sul campo, ma ora cerchiamo di essere noi stessi ed esprimere ciò che pensiamo in base a ciò che l'argomento ci ha suscitato, data la scarsità di elementi che abbiamo a disposizione e sempre con l'umiltà di poter cambiare idea qualora cambi il contesto e la situazione. Con questo chiudo, il mio intervento non vuole essere un attacco a te willy, ma semplicemente un mio essere in disaccordo con ciò che hai scritto in merito a questo argomento. ciriciao
    Ultima modifica di 559venere : 12-03-2008 alle ore 17.31.49

  2. #32
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    Willy,non mi sembra proprio di averlo fatto,anzi


    Citazione Originalmente inviato da .*Grace*. Visualizza messaggio
    aiutiamo loro nell'accettazione di questa figlia

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
    We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
    We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It

    29 Giugno 2013, Milano
    Jon Bon Jovi

    vinciamonoigrace(at)hotmail.it

  3. #33
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Ok. Sapevo che avrei sollevato un bel vespaio con un post del genere. Ma chiediamoci una cosa: posto che questa non è una stanza di consulenza, siamo così poco disposti a farci sorprendere dai nostri pensieri? Ad esplorarne i motivi? A riflettere sul perché delle nostre posizioni? A concedere a noi stessi il beneficio del dubbio su quel che pensiamo e sul perché lo pensiamo?
    In fondo, il titolo di questa stanza è "rilessioni di psicologi su di un mondo che sembra impazzito". Sembra. Il che potrebbe anche voler dire che non lo è. Che una qualche forma di razionalità è presente anche nelle azioni che paiono meno contenerne. Forse.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  4. #34
    Moderatore OPS L'avatar di Dasavivi
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    Ciao a tutti,
    rileggendo gli interventi mi trovo un po' confusa. Non ho letto a menadito, stamane, tutto il 3d perchè scrivevo a singhiozzo dall'ufficio come spesso mi capita. E mi dispiace. Ciò su cui rifletto è questo: se i genitori affermano che lo scopo della loro scelta (la chirurgia) è quello di "agevolare" la vita relazionale della piccola figlia, mi chiedo se effettivamente è questo il risultato che otterrebbero con una operazione, solo questo. Beh, credo che se li avessi di fronte è proprio questo che domanderei. Non sara' un'operazione al viso che impedira' a bulletti di ridere della bambina a scuola quando parlera' o quando sbagliera' a usare le parole, etc. Intendevo dire solo questo. E ciò non toglie che abbiamo pochi elementi su cui riflettere. Questo mio pensiero era rivolto ad un'intevista (almeno cosi riportata) dei genitori che mi era arrivata alle orecchie. Cioè in questo caso non mi sembra una soluzione che possa aiutare per quel fine.
    Poi si puo' discutere se serva ad altro e ben venga perchè no.

  5. #35
    piccirilla
    Ospite non registrato
    vorrei farvi una domanda molto provocatoria.
    visto che giudicate questi genitori in maniera assolutamente negativa,se voi un giorno scopriste di aspettare un figlio che ha la sindrome di down,che fareste?
    l'aborto è meno spregevole del gesto di questi genitori?

  6. #36
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Citazione Originalmente inviato da piccirilla Visualizza messaggio
    vorrei farvi una domanda molto provocatoria.
    visto che giudicate questi genitori in maniera assolutamente negativa,se voi un giorno scopriste di aspettare un figlio che ha la sindrome di down,che fareste?
    l'aborto è meno spregevole del gesto di questi genitori?
    Dal mio punto di vista, la risposta è

    a) La richiesta di questi genitori non è "spregevole". È una richiesta.

    b) Non sono una donna e non posso avere figli. Ne riparliamo quando avrò i superpoteri di trasformazione del patrimonio genetico.

    Se posso farti una domanda provocatoria io, Piccirilla: perché definisci "spregevole" il gesto di persone che non conosci affatto e delle quali nulla conosci?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  7. #37
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    A volte si è un po' usciti dal seminato, ma provo a rispondere a un po' di cose che ho letto.

    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    scusa cosa c´entra, col fatto che "esiste, esiste" allora lo dobbiamo legittimare?
    Questa paura del legittimare esce fuori ogni due per tre in questa stanza...e faccio fatica a capire.
    Se si dice che una cosa nel mondo c'è, esiste; chi ha mai detto che si sta dicendo che si è d'accordo, la si legittima? Anche perchè le cose, che non ci piacciano oppure no, continuano ad esistere nel mondo allo stesso modo. Se ne può prendere atto e basta, senza essere pienamente *contenti* che ci siano.
    Oppure a volte ci piace vivere nel mondo ideale dove tutto è perfetto, magnifico e gli essere umani buoni e altruisti...

    Citazione Originalmente inviato da 559venere Visualizza messaggio
    però personalmente non mi sento di mettermi nei panni di questa madre, quanto piuttosto della bambina che soffre più di tutti della situazione
    Come ben dicono gli attori, è sempre *più facile* metterci nei panni delle persone deboli o che noi vediamo come deboli. Ma il nostro lavoro è mettersi anche nei panni di persone che noi vediamo/sentiamo molto lontane da noi stessi (eh... se no sarebbe mooolto più semplice).
    Se io a priori dico che non mi sento di mettermi nel panni di questa madre, cosa succede il giorno che questa ipotetica madre entra nella mia stanza e vuole una consulenza? Come faccio a lavorare con lei? Le dico "no, guardi, io mi metto solo nei panni di sua figlia, nei suoi non ci provo nemmeno"?


    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Tutti i miei interventi finora hanno solo lo scopo di sollevare una questione, che per me è importante, e che nessuno ha finora colto (il che vuol dire che io mi sono sbagliato nel giudicarla importante? Chissà...): con un atteggiamento così rigido e giudicante, come quello che state tenendo, se questa madre avesse incontrato voi, sareste riusciti/e a costruire uno spazio di pensiero tale da consentire a questi genitori di riflettere sulle motivazioni della loro richiesta? Oppure, come penso io, li avreste fatti fuggire a gambe levate, perdendo così un'opportunità di esplorare la loro domanda?


    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ok. Sapevo che avrei sollevato un bel vespaio con un post del genere. Ma chiediamoci una cosa: posto che questa non è una stanza di consulenza, siamo così poco disposti a farci sorprendere dai nostri pensieri? Ad esplorarne i motivi? A riflettere sul perché delle nostre posizioni? A concedere a noi stessi il beneficio del dubbio su quel che pensiamo e sul perché lo pensiamo?
    In fondo, il titolo di questa stanza è "rilessioni di psicologi su di un mondo che sembra impazzito". Sembra. Il che potrebbe anche voler dire che non lo è. Che una qualche forma di razionalità è presente anche nelle azioni che paiono meno contenerne. Forse.
    Ancora d'accordo con te: se voglio parlarne come del più e del meno, non vengo su Ops o nello specifico in questa stanza, ma vado al bar del paese dove i vecchietti sono disponibilissimi a dire la loro su un sacco di cose. Se invece uno viene qui si suppone che un filo di psicologia la conosca (o almeno la vuole conoscere) e prova a guardare queste notizie con un filo di occhio professionale.
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

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  8. #38
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    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio
    A volte si è un po' usciti dal seminato, ma provo a rispondere a un po' di cose che ho letto.

    Come ben dicono gli attori, è sempre *più facile* metterci nei panni delle persone deboli o che noi vediamo come deboli. Ma il nostro lavoro è mettersi anche nei panni di persone che noi vediamo/sentiamo molto lontane da noi stessi (eh... se no sarebbe mooolto più semplice).
    Se io a priori dico che non mi sento di mettermi nel panni di questa madre, cosa succede il giorno che questa ipotetica madre entra nella mia stanza e vuole una consulenza? Come faccio a lavorare con lei? Le dico "no, guardi, io mi metto solo nei panni di sua figlia, nei suoi non ci provo nemmeno"?
    Allora rispondo ancora una volta a questa cosa visto che mi hai chiamata in causa: parlare in questa stanza ed esprimere la propria opinione al riguardo è assolutamente lontano e diverso dal parlare nel contesto clinico in cui potrei trovarmi se avessi personalmente questo caso!!!! Se mi trovassi di fronte a questa ipotetica madre che chiede il mio aiuto non le direi assolutamente, a-priori e così senza saper niente di lei, "no mi dispiace mi metto solo nei panni di sua figlia" anzi! Ma poi sei sicura che sia la bambina la persona più debole?? Ho dei dubbi al riguardo Prima di scrivere magari andiamo a leggere cosa è stato scritto prima e non diciamo cose assurde visto che comunque siamo tutti psicologi in formazione!!! ciao

  9. #39
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    Citazione Originalmente inviato da 559venere Visualizza messaggio
    Allora rispondo ancora una volta a questa cosa visto che mi hai chiamata in causa: parlare in questa stanza ed esprimere la propria opinione al riguardo è assolutamente lontano e diverso dal parlare nel contesto clinico in cui potrei trovarmi se avessi personalmente questo caso!!!!
    é vero che è diverso, ma la domanda che mi faccio è: se nemmeno qui si riesce a esplorare ipotesi diverse,a farsi doamnde e porsi dei dubbi, come si fa a farlo nella stanza dove c'è una persona che ci comunica oltre che con le parole anche con il non verbale e la *pancia* una marea di cose?

    Se mi trovassi di fronte a questa ipotetica madre che chiede il mio aiuto non le direi assolutamente, a-priori e così senza saper niente di lei, "no mi dispiace mi metto solo nei panni di sua figlia" anzi!
    Era chiaramente una provocazione la mia per spostare l'ottica dalla bambina alla madre. Anche per la semplice probabilità che noi in consultazione potremmo avere la madre che porta questo tipo di richiesta e non una bambina di due anni.

    Prima di scrivere magari andiamo a leggere cosa è stato scritto prima e non diciamo cose assurde visto che comunque siamo tutti psicologi in formazione!!! ciao
    A parte che ho letto tutto,sta tranquilla, chiariamo un altro punto. Non è detto che chi sia qui sia uno psicologo in formazione: ci sono studenti di psicologia, psicologi già formati, terapeuti, e gente che non studia né sa di psicologia ma è interessato.
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  10. #40
    piccirilla
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Dal mio punto di vista, la risposta è

    a) La richiesta di questi genitori non è "spregevole". È una richiesta.

    b) Non sono una donna e non posso avere figli. Ne riparliamo quando avrò i superpoteri di trasformazione del patrimonio genetico.

    Se posso farti una domanda provocatoria io, Piccirilla: perché definisci "spregevole" il gesto di persone che non conosci affatto e delle quali nulla conosci?

    Buona vita

    Guglielmo
    infatti "SPREGEVOLE" faceva parte della provocazione,visto che la maggior parte ha considerato negativo il comportamento di questi genitori.

    e visto che era una domanda provocatoria ,ho messo un termine forte,MA se qualcuno ha letto il mio intervento iniziale a questa discussione,ha capito che forse qui sono l'UNICA che non giudica questi genitori.

    se non l'avete letto vi invito a farlo,è tra i primi credo.
    Ultima modifica di piccirilla : 13-03-2008 alle ore 12.15.19

  11. #41
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Al di là della provocazione però, il punto è che non si può fare classifiche di "chi è meglio o peggio", se il genitore che decide di abortire o quello che davanti alla disabilità dal figlio fa richieste come quelle dell'intervento chirurgico. Sono due situazioni differenti, in momenti differenti e che tirano in ballo questioni diverse.

    Se vogliamo parlare della richiesta di questa madre di fare un'operazione di chirurgia plastica alla figlia di due anni con sindrome di Down, ci sono milioni di spunti. Non è necessario giudicare la signora, né tantomeno tirare in ballo altre questioni. Willy ha iniziato con degli argomenti interessanti: ne vogliamo parlare?
    Ultima modifica di LuisaMiao : 13-03-2008 alle ore 14.07.24
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  12. #42
    piccirilla
    Ospite non registrato
    infatti,ma la mia provocazione consisteva proprio in questo.

    sono decisioni talmentepersonali,intime,che nessuno di noi è in grado di poter giudicare.
    invece molti,sono andati contro questi genitori,perchè non è "morale" "ritoccare" una bambina down.
    secondo questa logica,nulla è morale.

  13. #43
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Le decisioni sono personali e hai ragione nel dire che non le possiamo giudicare.
    Ma discutere delle motivazioni che possono sottostare a una richiesta di questo tipo, all'effetto che potrebbe avere o meno questo intervento sulla bambina e sulla sua vita così come sui genitori, etc etc etc è un altro piano. Il piano cioè di confronto e di discussione *professionale* (con tutti i limiti che ci sono sia nell'uso della rete, sia per le poche infromazioni che abbiamo).
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  14. #44
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Io ho una persona handicappata in famiglia e non vorrei mai che avesse un aspetto diverso.

    Innanzi tutto è bellissimo, e chi non vede la sua bellezza... beh, mi dispiace per queste persone.
    E poi anche se non fosse così, non sarebbe importante... chi giudica dall'aspetto è altrettanto handicappato ai miei occhi.

    E poi siamo schietti: un down può essere ben inserito e tutto ma nella maggior parte dei casi non sarà mai come gli altri ragazzi. Pensare che cambiare il volto possa renderlo più simile a loro è una stupidaggine... semmai è importante un buon lavoro di integrazione e di educazione!

  15. #45
    Postatore Epico L'avatar di Arte1misia
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    A me spaventa un po' questa modalità di affrontare temi così delicati. Vediamo se riesco a farmi capire.

    È una cosa egoistica? Sì, probabilmente lo è. Quasi certamente lo è. Ma siamo sicuri che l'egoismo sia sempre sbagliato? Non conosciamo i genitori, non abbiamo alcuna informazione su di loro. Non sappiamo come pensino, come sono cresciuti, quali siano le loro credenze, le loro speranze, le loro capacità di reggere una situazione simile. Però siamo estremamente rapidi nel condannarli, nel volergli "cambiare il cervello", nel sapere, noi, cosa dovrebbero fare, loro.

    Poi, bellissima questa dichiarazione: "Tanto, a loro, non cambia nulla". Avete tutti, evidentemente, il dono di saper leggere nelle menti altrui. Ma io sono solo psicologo, non parapsicologo, e questo dono non lo possiedo. Quindi, prima di dichiarare recisamente cosa c'è nella testa di un'altra persona faccio la fatica di chiederglielo.



    Certamente, si riconoscono per il loro aspetto. E, grazie a questo aspetto, vengono regolarmente discriminati, si nega loro una prenotazione alberghiera, un lavoro, affettività e sessualità. Chissà, forse è meglio che le cose restino come sono, con i bei segnali di diversità visibili. Non so, resto dell'idea che sia più utile pensare, valutare caso per caso, immaginare possibilità diverse...



    Suppongo fosse una domanda. No, non sarebbe più semplice, evidentemente, dato che non accade. Fosse così semplice, la domanda on si porrebbe, e non ci sarebbe stato neanche l'articolo del quale si discute. Ma, a quanto pare, qui si confondono spesso i desideri (legittimi, ma desideri sono e rimangono) e la realtà delle cose (che mi pare un poco differente dai nostri desiderata).

    Proviamo a pensarci

    Buona vita

    Guglielmo
    Sono d'accordo con te, Willy! Soprattutto sul rispetto e sul non essere così sicuri di essere i depositari della Verità.
    Citazione Originalmente inviato da ironica82 Visualizza messaggio

    e la soluzione sarebbe cambiarli? sottoporli a interventi chirurgici invasivi? io non credo assolutamente.
    Sono d'accordo con te quando dici che bisogna valutare caso per caso certo , ma qui si da un parere generico e poi come io non posso entrare nella sua mente e sapare quello che vogliono veramente , neanche tu lo puoi sapere tantomeno i loro genitori, il discorso è lo stesso anzi in parte lo condivido , ma se non possiamo dare manco una nostra opinione la discussione non si doveva neanche aprire.

    I genitori di una bambina di due anni con la sindrome di Down favorevoli all'operazione per attenuare le caratteristiche del viso. "Così la piccola sarebbe accettata dalla società".
    (Repubblica.it - 10 marzo 2008)
    LONDRA - Chirurgia plastica per correggere le caratteristiche fisiche della sindrome di Down. Il caso che fa discutere la Gran Bretagna è finito sui giornali quando la famiglia Kirwan - lui chirurgo plastico di fama mondiale, lei moglie bellissima e ritoccata - ha ammesso pubblicamente che sta valutando l'ipotesi di un intervento estetico per la figlia Ophelia, due anni, affetta da sindrome di Down.

    L'operazione correttiva, spiega la madre Chelsea al Daily Mail, potrebbe rendere la vita più facile alla piccola e renderla più accetta in una società dove l'apparenza è tutto. La candida ammissione ha suscitato un acceso dibattito, che ha al centro la piccola Ophelia - del tutto inconsapevole, con i suoi occhi chiari e il ciuffo biondo - che potrebbe trovarsi in futuro i lineamenti alterati chirurgicamente per attenuare i segni caratteristici della sindrome di Down. In particolare, l'operazione correggerebbe gli occhi "leggermente troppo distanti fra di loro" spiega il padre Laurence, "le labbra sottili, il naso piatto, la lingua che fuoriesce dalla bocca, il collo grosso".

    La famiglia sostiene che l'intervento, che, eventualmente verrebbe fatto quando la bambina compirà 18 anni, servirebbe ad accrescerne l'autostima e ad evitare che Ophelia venga giudicata esclusivamente in base al suo aspetto e non alle sue capacità. Se qualcuno obietta scandalizzato che i genitori vogliono solo nascondere la sindrome, e hanno l'ossessione di un figlio perfetto, creato in sala operatoria, i Kirwan non sono soli: il quotidiano britannico riporta il caso di un'altra famiglia, con una bimba down, Giorgia Bussey, che a cinque anni ha già subito diversi interventi estetici.

    Se ai Kirwan e ai Bussey sembra perfettamente legittimo, molte proteste si sono levate e c'è chi ha accusato questi interventi di essere una forma di abuso sui minori.

    Critiche pesanti sono arrivate dall'Associazione per la sindrome di Down, che accusa: nessuno dovrebbe sottoporsi a un'operazione estetica per divenire più accettabile per la società. Della stessa opinione anche molte famiglie con figli down, che vedono con orrore quella che rischia di diventare una pericolosa tendenza.

    "Il nostro istinto naturale come genitori è amare i nostri figli. Non guardare in faccia i nostri piccoli e riflettere su quello che potremmo correggere chirurgicamente negli anni a venire" commenta Rosa Monckton, moglie del giornalista Dominic Lawson e madre di Domenica, che oggi ha 12 anni ed è down. Ma la questione divide e il dibattito continua.




    Le due famiglia fanno scelte diverse, personalmente sono d'accordo con quella che rimanda alla maggiore età delle figlia, invece non so cosa dire di quella della bimba di 5 anni. mi viene da pensare intanto che è dolorosa la chirurgia estetica, non ho conosciuto molti down per giudicare quanto siano discriminati. Comunque la scelta dovrebbe partire da un bisogno reale del bambino non da una paura dei genitori. Ovviamente l'estetica nella nostra società è importante, ma non tutti sono portatori delle stesse esigenze.
    Non sono contraria a priori alla correzione chirurgica per un down come per chiunque altro.
    Io mi sono trovata con un problema estetico per i miei figli. L'endocrinologo prospettava una cura per aumentare l'altezza. Devo dire che ero molto combattuta, fra le possibili ricadute della cura e il fatto che la statura bassa poteva essere un handicap per la vita non tanto relazionale quanto affettiva -anche se sono dei bei ragazzi, sono in effetti molto bassi- e l'affermazione lavorativa -forse è più relativa la statura in questo campo- dei gemelli. Uno era propenso a farla e l'altro del tutto contrario.
    Per cui non credo sia facile decidere!
    Ci sono tanti pro e contro...io rispetterei le scelte di queste persone invece di portarle in piazza!

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