
Originalmente inviato da
gieko
Per riprendere la domanda di fondo di kluver_bucy, al di là di scontri tra correnti di pensiero, studi sull'efficacia e quant'altro, credo che bisogna partire dalla constatazione che lo stato dell'arte della psicologia, ed in particolare della psicoterapia, mostra come vi siano ancora molte modalità di funzionamento dell'essere umano, della psiche, del soma, delle interazioni tra essi, della psicopatologia che non sono state comprese. L'essere umano è complesso, forse molto più di quanto si sia pensato fino a tempi recenti, e gli strumenti che abbiamo a disposizione per capirlo sono insufficienti.
Ciò detto, ecco perchè penso che sia importante ricorrere ad un'epistemologia contemporanea che, tentando di avvicinarsi alla complessità, possa rendere più ragione anche dei fenomeni psicopatologici.
Non me ne abbia luigi '84 che vede "un tramonto epistemico", se non sono d'accordo con lui dal momento che ci sono diverse correnti, ad esempio in psicoanalisi, che hanno rafforzato la loro tenuta epistemica e non hanno certo perduto il discorso della soggettività. Così come spero che non se la prendano tatee e valevalens se trovo semplificatorio un metodo che vede nel solo trattamento sintomatologico la risoluzione dei problemi, quando ci sono patologie "asintomatiche" (penso ad esempio al narcisismo, ai disturbi dipendenti, etc) dove la tenuta epistemica del loro modello mi appare decisamente in difficoltà.
Empirisimo sì, ma con l'accortezza di considerare che spesso i risultati che si osservano sono ciò che più o meno implicitamente ci aspettiamo, e considerando che il sintomo si può estinguere anche per altre cause, anche non venendo trattato, anche dopo poche sedute, e che ciò non è sempre significativo.
Mi trova d'accordo l'indicazione di Parsifal sul fatto che ci siano comunità più ampie (cognitivisti, sistemici, psicoanalisti) che hanno avuto modo, proprio per la loro numerosità, di complessificare il loro sapere a tal punto da raggiungere maggiore validità rispetto ai costrutti teorici. Penso che questa possa essere una direzione da seguire per costruire teorie, metodi e tecniche fondate, ovvero coerenti e sufficientemente ampie da curare le differenti forme di psicopatologia. E questo per evitare un eclettismo ed un relativismo (tipo l'affermazione: "ad un certo tipo di paziente corrisponde un certo tipo di terapia"), questi sì pericolosi.
Saluti