se tu hai bisogno di assumere qs prospettiva, perchè ti da' un'ancora di sicurezza e certezze, puoi liberamente farlo, ma cerca di capire che è solo la tua personale "migliore" credenza, che probabilmente, ti permette di stare sufficientemente bene. La gerarchia dei bisogni di Maslow, è una teoria utile e conosciuta, fondata su 5 livelli, a cui ne aggiunse un'altro, il sesto quello dei bisogni spirituali e di trascendenza. Ora, il fatto che tu citi Maslow, che comprese i bisogni di trascendenza dell'uomo, non è un po' contraddittorio con la tua posizione prettamente empirista o sperimentalista dell'esistenza?
tra l'altro, ridurre i bisogni del'uomo a delle priorita' fondate su un'unica teoria, o anche due, mi sembra davvero una visione altamente limitante; se gli uomini non avessero appunto provato disagi nel loro essere nel mondo, se non avessero cominciato ad interrogarsi sul senso di moltissime cose, probabilmente, si sarebbero gia' estinti, o sarebbero rimasti indietro di secoli rispetto alla loro evoluzione antropologica, storica, psicologica e sociale.
E' altrettanto logico che la capacita' di interrogarsi sia da una parte, figlia di incertezze dettate dalla ricerca di un senso dovuta al proprio "non essere animali" la cui vita si fonda solo su certi biosogni e soddisfazione degli stessi ma sull'aver acquisito la consapevolezza di esserci e di essere destinati poi a non esserci piu', e che i tentativi di trovare qs risposte, abbiano comportato e comportino delle sofferenze, parlando di un tipo di sofferenza che è intrinseco nell'essere umano e che in alcuni puo' amplificarsi, diventando fonte di disagio, perchè probabilmente, hanno dentro di se' un percorso ancora incompiuto come persone.
Esisterebbero forse testimonianze artistiche di altissimo livello, come La Divina Commedia, la poetica di Foscolo, Leopardi, Manzoni, (solo per citarne alcuni tra i piu' famosi, sz voler far torto ad altri, come Tasso, ad es.), gli Ermetici,
i quadri di Michelangelo, di Leonardo Da Vinci, oltre a tutte le sue pre-invenzioni, se qs uomini non avessero vissuto certe tensioni interne che gli hanno permesso di dare forma a cio' che ci hanno lasciato a testimonianza di se' e del loro operato, nei secoli?
Tralascio volontariamente l'opera di grandissimi filosofi, dai greci piu' antichi, come Pitagora a testimonianza che sempre l'uomo ha avuto bisogno di porsi domande da qd si differenzio' dagli animali, non basando piu' la propria vita su esclusive priorita' (quali, tra l'altro? da parte tua, perchè non lo hai detto, tranne citare Maslow) di bisogni ma divenne autocosciente del proprio esistere e del proprio "pensare", oltre che del proprio "esserci".
I bisogni possono cambiare nel corso dell'evoluzione umana ed ontologica ma il mancato raggiungimento della propria priorita' di bisogni, non esaurisce certo il discorso del disagio esistenziale, è solo un tentativo di ridurre a qualcos'altro trasformandolo in una credenza base attorno cui far girare il tutto, cio' che è di per se' un discorso che riguarda l'uomo tutto nel suo essere e nella sua storia.
Se qs credenza fa str bene, per me ben venga, ma non tentiamo di esaurirci o annullarci discorsi molto piu' complessi.








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