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  1. #31
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

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    Dio non esiste.

    Dio non ha creato il mondo.

    L'uomo ha creato Dio perché è miserabile.
    Che dono della sintesi! Potresti approfondire?

    Praticamente l'uomo si è inventato il trascendente per dare a qualcuno la responsabilità delle cose terrene? Possibile.

    Possibile anche che l'uomo abbia tentato di dare nome a qualcosa che non riesce a descrivere ma che tuttavia sente come presente.

    Faccio fatica a credere che tutta l'umanità si sia autosuggestionata...

  2. #32
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

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    Faccio fatica a credere che tutta l'umanità si sia autosuggestionata...
    Da piccola cosa ti hanno costretto a fare? Andare in chiesa, il catechismo, la morale, ogni insegnamento era farcito delle "loro" idee.

    Non "tutta l'umanità", ma "ogni singolo".

  3. #33
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

    Citazione Originalmente inviato da aMara835 Visualizza messaggio
    No, ma l'idea della reincarnazione mi ha sempre colpito.
    Sarebbe sensato in effetti se attraverso più vite fossimo in grado di volta in volta di perfezionarci e supplire alle nostre mancanze.
    Infatti.
    Molto più sensato che l'idea di un paradiso o di un inferno ipotetici...

    Per quanto mi riguarda ho accumulato ricordi precisi nel corso della mia vita.
    Esperienze che mi hanno convinto che l'Anima non si incarna una sola volta ma più volte e con lezioni precise da apprendere di volta in volta.

    Del resto nella stessa religione cristiana dei primi secoli questo concetto era predicato e sostenuto.
    Solo in seguito la chiesa, per questioni legate al potere e al dominio delle folle volle eliminarla dalla propria dottrina.

    Del resto la stessa Anima deve apprendre, di vita in vita, a passare dalla paura del potere di un dio esterno e vendicatore, alla consapevolezza che sono le azioni compiute e le scelte prese che ci portano o meno ad evolvere.

  4. #34
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

    Citazione Originalmente inviato da Cercatore Visualizza messaggio
    Da piccola cosa ti hanno costretto a fare? Andare in chiesa, il catechismo, la morale, ogni insegnamento era farcito delle "loro" idee.

    Non "tutta l'umanità", ma "ogni singolo".

    Quello che mi è stato insegnato da bambina l'ho dolorosamente rigettato, e dopo questa devastante pars destruens sono passata cautamente a una pars construens basata su di me, sui miei pensieri, su ciò che IO sento e credo.

    Il Dio dei cristiani? Non è quello in cui credo io.
    Io credo nell'esistenza di qualcosa che non ha un nome, ma c'è, perchè può essere intuito, non conosciuto, sia chiaro!
    E se mi si viene a dire che la mia intuizione non è una prova dell'esistenza di Dio, rispondo che è una prova per me.

    Confondere il dogma con la fede è un errore tanto comune quanto pericoloso.

  5. #35
    consulente_
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    Dio non esiste.

    Dio non ha creato il mondo.

    L'uomo ha creato Dio perché è miserabile.
    W il rispetto per i credenti sei un vero campione eheheh
    Millenni di storia, di spiritualità, di persone che testimoniano e vivono...ma la verità l'ha cercatore

  6. #36
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

    ehilà!!!
    qualche giorno fa ho scritto che avrei cercato di dire la mia qui, a proposito della questione spiritualità----ma non ne ho avuto tempo e in realtà nemmeno tanta voglia....in realtà, per correttezza più che per par condicio, non ho scritto nemmeno sull'altro 3d, quello sulla religione cristiana.
    Vorrei dirvi che ho apprezzato alcune delle cose scritte qui, ma non al momento non trovo modo di contribuire alla discussione in modo costruttivo. Mi chiedo, in realtà, a cosa potrebbe servire raccontarvi la mia esperienza di spiritualità....mi sembra una cosa talmente personale che mi sembra anche strano condividerla...
    eccezion fatta per qualche sparuto brandello, che ho già esternato nel 3d aperto da Azzurra, non credo di aver molto da dire.
    Non scrivo nè qui, nè lì, ma leggo le vostre opinioni con grande rispetto.
    Mi sento a disagio a parlare della mia fede...anche perchè non amo parlarne, ma dimostrarla con ogni gesto che faccio...con il mio approccio alle persone.
    Ho sentito di fare questa puntualizzazione perchè non vi ho lasciati in tredici...solo che non ho contributi da dare...al momento....
    a presto...
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

  7. #37
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    Morgana
    Anche non dicendo nulla si dice qualcosa contrariamente a quello che si pensa...

    bellissimo avatar

  8. #38
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

    Citazione Originalmente inviato da Alessia Va Visualizza messaggio
    Il viaggio dell'Anima

    Ora vi faccio una domanda:
    Avete mai avuto l'impressione di essere già vissuti, in altri luoghi, epoche e "corpi"?
    Non solo l'impressione, ma la certezza soggettiva.

    Il problema, per me, non è tanto la certezza dell'esperienza, ma il senso profondo della stessa, in quanto implica prendere posizione sulla questione controversa della "reincarnazione".

    Da un punto di vista razionale, attualmente, utilizzo tale concetto come un concetto euristico, per spiegare una serie di fenomeni altrimenti per me incomprensibili.

    Da un punto di vista dell'esperienza soggettiva, ho avuto, al riguardo, una storia lunga e travagliata.
    Per molto tempo ho rigettato l'ipotesi della “reincarnazione” in quanto credevo di ritrovare, nella concezione di una ”scintilla divina” che si sperimenta nella materia una concezione di stampo gnostico e neoplatonico (filosofie al tempo distanti dalla mia formazione culturale), che ha in sé insita una concezione negativa della corporeità. La corporeità è vista come luogo di prova, di esercizio, non come vera patria.
    Inoltre (ero ancora cattolico praticante), l'idea di un uomo come “scintilla divina” era una concezione che sembrava rifiutare il concetto di creaturalità. Una creatura non può essere identica al creatore.
    Nella concezione cristiana, l'essenza spirituale è, comunque, creata. E' ad immagine di Dio, ma è creata. Che “è ad immagine di Dio” vuol dire che è chiamata ad essere come Dio l'ha pensata. Come potrebbe essere l'Idea di Platone in campo filosofico.
    La religiosità si fonda sul riconoscimento di essere creature chiamate alla pienezza, a partecipare alla pienezza divina, ma creature.
    C'è un'alterità incolmabile fra creatore e creatura. Anche se l'Amore tende a colmare l'abisso.


    Solo più tardi, l'incontro con tradizioni culturali diverse, le esperienze di meditazione e contemplazione mi hanno consentito di comprendere tutto ciò in senso diverso.


    Il senso diverso è che non si deve pensare al passato, ma al futuro, in prospettiva.
    “Tu sei” vuol dire “tu sei chiamato ad essere”.
    “Tu sei scintilla di Dio” non vuole dire che tu, in origine, sei come Dio, ma che tu sei chiamato a partecipare all'essenza di Dio che è Amore. E' nel tuo destino di creatura realizzarti in una comunione perfetta col creatore.
    Il “paradiso terrestre” non è una condizione che può essere posta in un passato storico. E' la condizione alla quale siamo chiamati. Logicamente, si intende, non storicamente. Siamo chiamati ad essere come siamo stati concepiti nella mente di Dio.


    Ma siamo creature libere. E la libertà esige il tempo e l'esperienza del limite.
    Il paradiso non poteva essere un prima, ma solo un poi. L'esito di un'esperienza.


    Cristo rappresenta la piena realizzazione dell'ideale cui siamo tutti chiamati: l'uomo che è in comunione inscindibile con Dio.


    Padre – Figlio – Spirito.
    Dio è un Dio che genera. La generatività è un elemento essenziale dell'idea di Dio. Dio ama la creatura che genera. Per questo è Padre. Ma, da buon padre, vuole che la creatura generata sia libera di accettare questo amore..
    Il Figlio è la piena realizzazione dell'essere umano, secondo la libertà dei figli di Dio.
    Lo Spirito è la Potenza divina che tutto penetra. Il Principio fecondatore. La Luce che tutto illumina, La Potenza che tutto risana.
    Il Figlio è legato al Padre con il legame dello Spirito.


    Per lo Spirito, si può parlare di “Scintilla divina”. L'essere umano partecipa dello Spirito divino.
    L'essere non è Dio, ma lo Spirito divino innalza lo spirito umano ad altezze sconosciute.


    La creazione, l'atto di creazione si esprime storicamente attraverso diverse dimensioni.
    L'essere umano si caratterizza perché è un'unità inscindibile di Spirito e carne (materia).
    Lo Spirito costituisce l'impronta divina, il progetto originario, il sistema operativo, per così dire, dell'essere umano. Il corpo è l'hardware, ciò che permette l'espressione nel tempo e nello spazio.
    Il corpo è vibrazione di particelle. Quando la vibrazione è inferiore, si ha una materia più densa. Man mano che cresce la vibrazione, cresce anche l'immaterialità (si parla di anima vegetativa, etc.). Ma si tratta, comunque, di materia.
    Lo Spirito è altro dalla materia. E' una sostanza diversa.
    L'uomo è fatto di materia e di Spirito.
    Gli Angeli, secondo la tradizione, sono fatti solo di Spirito.
    Gli esseri inanimati sono fatti solo di materia.
    Gli esseri animati, diversi dall'uomo, sono fatti di di materia vibrante che chiamiamo anima.
    Ma fra l'anima degli animali (che è materiale) e lo Spirito dell'uomo c'è una cesura.


    Come essere animato l'uomo è contraddistinto dall'identità materiale, carnale.
    Io, Hermes, sono Hermes e non posso essere, carnalmente, altro... Non posso sicuramente essere vissuto 500 o 1000 o 2000 anni fa. L'essere animato è unico, irripetibile... e muore, si dissolve dopo la morte. Permane solo come ricordo, come identità mnemonica. Come software animico, per così dire.
    Come Spirito, l'uomo è contraddistinto dall'identità della sostanza spirituale, che è, sì, personale (perché creata), ma non è storica, non muore con la morte fisica... è immortale.
    Può esprimersi anche attraverso diverse identità storiche, materiali e animiche. In questo senso, si può parlare, per me, di "reincarnazione", non in altro senso.
    Queste identità, dopo la morte fisica, continuano come grumi di ricordi. Io sono io, ma sono tanti.
    L'unicità è rispettata. Lo Spirito personale è unico, in quanto creato. Le varie forme storiche (materiali e animiche) sono uniche.
    Le diverse esperienze storiche fanno parte dell'identità dello Spirito come sostanza (qualcuno parla di Anima superiore).


    Più avanti, se avrò tempo e può interessare a qualcuno, posso sviluppare il discorso. Ciao a tutti.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 21-07-2008 alle ore 19.30.43

  9. #39
    consulente_
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

    Hermy, ti leggo sempre con piacere ma c'è un punto che vorrei chiederti...sulla non esistenza.
    Come la vedi un anima che consciamente desidera l'autodistruzione, il dissolvimento?
    La mia visione personale è che ad un certo punto l'involuzione faccia "allontanare" quello spirito sino a lasciare un "softwere " molto base ma senza più applicazioni...come un hd formattato.
    Che ne dici?

  10. #40
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    Citazione Originalmente inviato da consulente_ Visualizza messaggio
    Hermy, ti leggo sempre con piacere ma c'è un punto che vorrei chiederti...sulla non esistenza.
    Come la vedi un anima che consciamente desidera l'autodistruzione, il dissolvimento?
    La mia visione personale è che ad un certo punto l'involuzione faccia "allontanare" quello spirito sino a lasciare un "softwere " molto base ma senza più applicazioni...come un hd formattato.
    Che ne dici?
    La metafora che usi, consulente, è molto interessante. Con il tuo quesito ci inoltriamo in pieno in quella zona problematica in cui (come diceva il mio maestro G. Bateson) anche gli angeli temono di avventurarsi.
    Io posso provare solo a dire quello che ho estratto dalle mie esperienze attuali, senza alcuna pretesa.

    Se pensi a Dio come a una Mente, l'angelo, l'uomo, l'animale e la pietra possono essere considerati come cellule diverse di questa mente. Anche la cellula è una piccola mente. C'è una struttura che le connette. La singola mente fa parte della più grande Mente Divina.
    Le vie che connettono l'angelo alla Mente Divina non sono le stesse che connettono l'uomo o la pietra, anche se, in certi casi, queste vie possono intrecciarsi.
    Il male, il "peccato" è quando la singola mente si distacca dai circuiti della Mente... e si isola.
    Se vuoi, per usare una metafora analoga alla tua, è come se il software della mente si fosse escluso dalle connessioni con il Sistema Operativo.
    Al medesimo istante, si danna.
    Il diavolo è un angelo che si è isolato, ha pensato di potere funzionare con il proprio software, distaccato dal Sistema Operativo, e si è dannato.

    Ma questa operazione, essendo la Mente un sistema complesso, funziona come una specie di virus (per restare in metafora) che tende a sconnettere il software di altre menti dal Sistema Operativo. Il potere diabolico si esprime come potere di isolare la singola mente dal flusso vitale dei circuiti della Mente.
    Chi si isola avvizzisce. E' come un albero senza radici. Un fiore senza linfa.

    Non mi stupisco che, in simili condizioni, la mente (non quella che alcuni chiamano l'Anima superiore) tenda all'autodistruzione.
    Ma spesso l'autodistruzione può essere considerata un grido, un'estrema nostalgia di riconnessione... estrema perché, essendo la mente completamente invasa dal virus, l'ultima possibilità di riconnettersi è proprio, per rimanere in metafora, la riformattazione del sistema.
    Lo penso come un gesto che esprime nostalgia di Dio, della connessione con la Mente vitale.

  11. #41
    consulente_
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    Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...

    concordiamo assolutamente...ma l'autodistruzione è praticabile, la ritieni possibile ecco? Era questo che intendevo con l'estrema dissoluzione, "la seconda morte".

  12. #42
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Citazione Originalmente inviato da consulente_ Visualizza messaggio
    concordiamo assolutamente...ma l'autodistruzione è praticabile, la ritieni possibile ecco? Era questo che intendevo con l'estrema dissoluzione, "la seconda morte".
    No, per me la distruzione (almeno finché siamo in un regime storico) è sempre distruzione dell'essere fisico, emozionale e mentale, non dell'Anima (o Scintilla divina). Può essere un'autodistruzione per distacco, per disconnessione dall'Anima superiore (quella che alcuni chiamano disconnessione dalla "corda divina", con conseguente perdita di senso della propria esistenza). O può essere una scelta esperienziale, un passaggio obbligato per acquisire consapevolezza (voluto e programmato, per motivi a noi sconosciuti, dall'Anima superiore, nell'ambito di una più ampia visione gestaltica della storia di una persona).
    L'unica autodistruzione dello Spirito (dell'Anima) è quella di separarsi dall'Origine Divina. Ma non posso ammettere che sia irreversibile, proprio in quanto legata alla libertà di ogni creatura, almeno prima della fine dei tempi.
    Anche grandi teologi cristiani (pensa ad Origene) ritenevano, con la teoria dell'apokatastasi, che, alla fine dei cicli, anche i demoni (compreso Lucifero) avrebbero potuto redimersi.
    E' ovvio: c'è sempre la possibilità, almeno teorica, di rendere stabile, con le proprie scelte, tale situazione di separazione (in questo caso, alla "fine dei tempi"sarebbe l'inferno, come come condizione irreversibile) e questa sarebbe la "seconda morte".
    Io preferisco pensare che ci sia per tutti la possibilità, attraverso l'apprendimento storico, protratto nei cicli temporali, di riconnettersi con la propria Origine divina.

  13. #43
    Postatore Compulsivo L'avatar di peste1987
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    Dio non esiste.

    Dio non ha creato il mondo.

    L'uomo ha creato Dio perché è miserabile.
    Sai, anche io inizialmente la pensavo come te.
    Poi ho riflettuto (grazie anche a questo forum e a tutti quelli che vi partecipano) e da quel momento non ne sono poi più così convinta.
    La domanda che si è fatta spazio nella mie mente è stata " e se avessero ragione loro?"
    Nella vita non bisognerebbe escludere mai nulla, perchè "è nel momento in cui dubiti di volare, che perdi per sempre la facoltà di farlo"
    Io creo sogni, voi li uccidete

    -----------------------

  14. #44
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Citazione Originalmente inviato da peste1987 Visualizza messaggio
    Nella vita non bisognerebbe escludere mai nulla, perchè "è nel momento in cui dubiti di volare, che perdi per sempre la facoltà di farlo"

  15. #45
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    No, per me la distruzione (almeno finché siamo in un regime storico) è sempre distruzione dell'essere fisico, emozionale e mentale, non dell'Anima (o Scintilla divina). Può essere un'autodistruzione per distacco, per disconnessione dall'Anima superiore (quella che alcuni chiamano disconnessione dalla "corda divina", con conseguente perdita di senso della propria esistenza). O può essere una scelta esperienziale, un passaggio obbligato per acquisire consapevolezza (voluto e programmato, per motivi a noi sconosciuti, dall'Anima superiore, nell'ambito di una più ampia visione gestaltica della storia di una persona).
    L'unica autodistruzione dello Spirito (dell'Anima) è quella di separarsi dall'Origine Divina. Ma non posso ammettere che sia irreversibile, proprio in quanto legata alla libertà di ogni creatura, almeno prima della fine dei tempi.
    Anche grandi teologi cristiani (pensa ad Origene) ritenevano, con la teoria dell'apokatastasi, che, alla fine dei cicli, anche i demoni (compreso Lucifero) avrebbero potuto redimersi.
    E' ovvio: c'è sempre la possibilità, almeno teorica, di rendere stabile, con le proprie scelte, tale situazione di separazione (in questo caso, alla "fine dei tempi"sarebbe l'inferno, come come condizione irreversibile) e questa sarebbe la "seconda morte".
    Io preferisco pensare che ci sia per tutti la possibilità, attraverso l'apprendimento storico, protratto nei cicli temporali, di riconnettersi con la propria Origine divina.

    Io oserei dire che la separazione altro non è che una illusione, dettata dall'essere calati dentro una realtà materiale, o laddove materiale non sia, con frequenze diverse da quelle della Fonte Originaria.
    In quanto Anima siamo parte della Fonte.
    Chi non ha Anima ma ha comunque Spirito partecipa alla Costruzione dell'Universo in quanto tale e dunque non è separato dal Tutto pur non avendo questa Connessione Diretta con la Fonte.
    Sono d'accordo con la conclusione del tuo pensiero, salvo sostituire il termine "riconnettersi" con "ritornare a Casa" ma in fondo il significato non cambia...


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