No, per me la distruzione (almeno finché siamo in un regime storico) è sempre distruzione dell'essere fisico, emozionale e mentale, non dell'Anima (o Scintilla divina). Può essere un'autodistruzione per distacco, per disconnessione dall'Anima superiore (quella che alcuni chiamano disconnessione dalla "corda divina", con conseguente perdita di senso della propria esistenza). O può essere una scelta esperienziale, un passaggio obbligato per acquisire consapevolezza (voluto e programmato, per motivi a noi sconosciuti, dall'Anima superiore, nell'ambito di una più ampia visione gestaltica della storia di una persona).
L'unica autodistruzione dello Spirito (dell'Anima) è quella di separarsi dall'Origine Divina. Ma non posso ammettere che sia irreversibile, proprio in quanto legata alla libertà di ogni creatura, almeno prima della fine dei tempi.
Anche grandi teologi cristiani (pensa ad Origene) ritenevano, con la teoria dell'apokatastasi, che, alla fine dei cicli, anche i demoni (compreso Lucifero) avrebbero potuto redimersi.
E' ovvio: c'è sempre la possibilità, almeno teorica, di rendere stabile, con le proprie scelte, tale situazione di separazione (in questo caso, alla "fine dei tempi"sarebbe l'inferno, come come condizione irreversibile) e questa sarebbe la "seconda morte".
Io preferisco pensare che ci sia per tutti la possibilità, attraverso l'apprendimento storico, protratto nei cicli temporali, di riconnettersi con la propria Origine divina.
