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  1. #31

    Riferimento: Ex-allievi del corso sul danno biologico psichico.

    Ciao,
    a parte l'ignoranza che regna sovrana in Italia, basta guardare il penoso livello raggiunto dal dibattito politico e il livello di pressapochismo imperante a tutti i livelli professionali, direi anche che è difficile che un'assicurazione che deve risarcire un danno accetti di buon grado una richiesta di risarcimento maggiore di quella che si aspetta. Quando lo studio di infortunistica ha presentato la tua relazione (una richiesta di un risarcimento più alto, in pratica) alla compagnia chiamata a risarcire il danno, non poteva certo aspettarsi che l'avrebbero accolto a braccia aperte, anche contando che, pure lui, non sapendo di che cosa si trattasse, non avrà sicuramente saputo difendere la sua posizione.
    Quando l'assicurazione, spesso, non riconosce il risarcimento richiesto si va in causa (non solo per i danni psichici), prima, in genere, si tenta una conciliazione stragiudiziaria, e poi, nel caso, si va in causa. Allora, e solo allora, la tua relazione diventa una vera e propria consulenza tecnica. Prima è soltanto un parere. Quindi, se il tuo cliente vuole provare deve fare causa all'assicurazione. Adesso non so come sia realmente la situazione nella tua zona, ma credo che ovunque dipenda dalle persone che incontri e un medico-legale non fa primavera.
    Direi che ti converrebbe contattare direttamente il medico-legale e spiegarti. Non voglio nemmeno sapere che cosa può aver detto un perito assicurativo, già di suo del tutto inconsapevole di quel che aveva in mano, a un medico legale, sopratutto per quel che riguarda la percentuale (che non è medico-legale la nostra, ovviamente, è solo un suggerimento, e bisogna andarci con molto tatto e diplomazia, perchè altrimenti si rischia di dare l'impressine di voler entrare nel campo professionale altrui).
    Col medico-legale, secondo me, ci devi parlare tu, e spiegarti. Non lo puoi lasciar fare ad altri, magari anche solo con il pretesto di chiedere se ritiene opportuno inserire una valutazione psicologica nella sua perizia medico-legale, così come vorrebbero i clienti e se preferisce che nella stessa valutazione psicologica tu dia anche un'indicazione percentuale dell'invalidità psichica o se non ne ha bisogno. Insomma, bisogna comprendere bene le rispettive competenze, i rispettivi ruoli e rispettarli. E non preoccuparti delle assicurazioni, che cercano sempre di risparmiare. Andare in causa non è così strano...
    Carmen
    Carmen Pernicola
    Psicologa, CTP in cause civili e minorili, esperta nella valutazione del danno biologico psichico e dei danni non patrimoniali e nella tutela dei minori in cause di separazione e divorzio, psicologa oncologica, Consulente ACT (Acceptantion and Committment Therapy).
    Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio, n. 10410
    [email protected]

  2. #32

    Riferimento: Ex-allievi del corso sul danno biologico psichico.

    Citazione Originalmente inviato da Metronomo Visualizza messaggio
    Ciao Carmen, mi chiamo Andrea, ho letto attentamente il tuo libro, per quanto riguarda la stesura di una relazione, ad esempio incidente stradale, seguo molto la tua traccia, ma ho notato che alcuni avvocati sono scettici quando indico la percentuale del danno, preferirebbere una relazione senza specificare la quantificazione...che ne pensi?
    Ciao, mi fa piacere che il mio libro ti sia in qualche modo utile. Per quel che riguarda gli avvocati ci sono quelli che ti chiedono di dargli una mano a quantificare il danno e quelli che preferiscono fare da soli. Se la vogliono gliela dai, se non la vogliono non gliela dai. Magari fatti gentilmente spiegare le motivazioni. Mi sembra legittimo chiedere, anche per capire e per fare esperienza. Tanto l'avvocato chiede, ma la quantificazione del danno la decide sempre e soltanto il Giudice e le tabelle dei tribunali ancora riportano pochissimi danni psichici.
    Un saluto,
    Carmen
    Carmen Pernicola
    Psicologa, CTP in cause civili e minorili, esperta nella valutazione del danno biologico psichico e dei danni non patrimoniali e nella tutela dei minori in cause di separazione e divorzio, psicologa oncologica, Consulente ACT (Acceptantion and Committment Therapy).
    Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio, n. 10410
    [email protected]

  3. #33
    Neofita
    Data registrazione
    18-10-2005
    Residenza
    copertino
    Messaggi
    4

    Riferimento: Ex-allievi del corso sul danno biologico psichico.

    grazie Carmen, sei stata gentilissima, i tuoi suggerimenti sono stati molto importanti per me. cercherò di contattare il medico legale, presentarmi e spiegarmi con parzimonia, anche solo per cercare di fargli capire il perché di quella consulenza e il modo in cui ho lavorato. Senza pretendere troppo cercherò di chiedergli se può inserire la consulenza nella sua perizia, spiegandogli il perchè di quei punteggi e se lui ritiene opportuno valutarli per la quantità che lui ritiene consono al suo operato.
    grazie ancora, a presto.

  4. #34

    Riferimento: Ex-allievi del corso sul danno biologico psichico.

    Ciao ragazzi, volevo chiedervi un'informazione riguardo il corso del 2008. Ma per caso vi ricordate le date in cui si e' effettuato il corso?
    Grazie

  5. #35
    Matricola
    Data registrazione
    20-04-2005
    Residenza
    la spezia
    Messaggi
    16

    Riferimento: Ex-allievi del corso sul danno biologico psichico.

    Buongiorno Carmen,
    dopo aver letto il tuo libro mi sono imbattuto in alcune perizie CTP.
    Spesso, in sede legale di discussione, mi viene contestato il punteggio di valutazione, come mi devo comportare?
    La tabella di menomazione psichica è riconosciuta? è contestabile?
    Grazie.
    Andrea

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