
Originalmente inviato da
ikaro78
Mi sembra un punto importante questo, vorrei provare a fare alcune sottolineature, anche perchè ho la sensazione che abbiamo lasciato il nostro Charlie con 1 pugno di mosche in mano ed è rimasta forse inevasa la questione iniziale del post, ovvero: A cosa serve la psicoanalisi?. Trovo comunque che l'intervento di Luigi (dislocare l'Io), sia una risposta davvero preziosa a questa domanda. Vado un po' oltre. Francesca dice: "Da una parte si chiede, ma non è detto che si sappia ciò che si vuole". Sono assolutamente d'accordo e, aggiungo, "non è detto che si sappia ciò che si chiede". Su questo punto, mi sembra che Charlie non sia in accordo e in fondo quello che ci dice, peraltro legittimamente è: "Questo chiedo e questo voglio, puoi darmelo? Sì o no? Nì? Cosa vuol dire nì?". Ora, non so come siano andate le cose, visto che Charlie non ce lo racconta, ma a questo livello qualcosa non ha funzionato. Mi spiego, quando Charlie dice "come si fa a sapere che per TUTTI è così" (riferendosi alla frase di Gieko) in fondo chiede, mi pare, "come posso essere sicuro dell'esistenza dell'inconscio?". Ebbene, è questo che secondo me non ha funzionato. Nel senso che i colloqui preliminari all'analisi dovrebbero avere il fine di mostrare al soggetto il fatto che l'Io non è padrone in casa propria e che quindi il sintomo ha un senso che gli sfugge, che sfugge alla coscienza. Questo significa anche far sì che il sintomo da lamento divenga sintomo analitico e come tale interpretabile sotto transfert. Se si dà per scontato questo lavoro -magari facendo subito stendere il paziente sul divano o facendo interpretazioni selvagge, non perchè errate, ma perchè assolutamente fuori tempo per il soggetto- è chiaro che il paziente che chiede aiuto perchè sta male e si sente rispondere "in realtà inconsciamente vuoi quest' altro..." se ne va incazzato e non è stato aiutato in nessun modo -non tanto a livello del "come fare per..." (per questo ci sono i life coach!!) quanto al livello dell'articolazione della domanda- ma qui la responsabilità è solo ed esclusivamente dello "psicoanalista" (o supposto tale), non della psicoanalisi come tale.
Saluti,
ikaro