Ps. Sono mortificato, ma non so bene per quale motivo alle volte il msg che posto viene duplicato.. se qualcuno mi dice come posso eliminare i miei post, vi sgravio dalle repliche dei miei msg (già di per se prolissi).
Thanks
Ps. Sono mortificato, ma non so bene per quale motivo alle volte il msg che posto viene duplicato.. se qualcuno mi dice come posso eliminare i miei post, vi sgravio dalle repliche dei miei msg (già di per se prolissi).
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Sergio
Credo sarebbe da folli far credere alla mamma di un'anoressica che in poche sedute il problema sarà risolto!E spero non esistano professionisti così!
Oltretutto so per certo che i due colleghi, da me sopra citati, si orientano verso terapie più brevi quandi si trovano di fronte situazioni di disagio che possono trarre giovamento anche da poche sedute, non per situazioni ben più radicate e gravi!
Resta in me il dubbio su come ci si possa reinventare.
So per certo che alla fine del mio percorso di specializzazione non sarò in grado di proporre al mio paziente una terapia di tipo psicoanalitico,perchè non mi sono formata in questa direzione, quindi se mi troverò di fronte chi cerca una terapia di questo tipo,sarà mia premura inviare ad un collega il paziente!
Sergio, se clicchi su EDIT, in basso a destra, dovrebbe aprirsi una pagina dove trovi CANCELLA, prova così!!
Rossellab,
non mi riferivo specificatamente al tuo approccio cognitivo-comportamentale, che personalmente - sebbene non sento mio per impostazione - ritengo abbia dei meriti nonchè dei limiti (com'anche le terapie psicoanalitiche).. credo sia solo importante conoscerli e sapere di essere focalizzati su specifici aspetti e operare in linea con detrminati obiettivi. Ho personalmente conosciuto valevoli professionisti che riconoscevano il valore del proprio operato, quanto l'impossibilità di mettere in atto percorsi differenti per i propri pazienti, oltre le proprie competenze, e rimandavono per essi ad altri professionisti, dimostrando un umiltà ed una onestà intellettuale raramente riscontrabili.
Nel tuo msg credo tu abbia dimostrato la stessa neutralità di giudizio (che mi auguro rimarrà tale al termine della tua formazione). Nondimeno credo, e auspico, che anche una terapia "del profondo" debba saper effettuare una adeguata analisi della domanda, nonchè riconoscere le esigenze e le risorse del richiedente, e nell'eventualità saper delegare ad altre figure che possano meglio rispondere alla domanda posta dal paziente.
Ma questo mutuo, ed onosto, scambio tra professionisti a mio parere resterà a lungo una chimera, data lo scarso orizzonte professionale di alcuni professionisti ancorati alla propria tecnica (presenti senza dubbi trasversalmente in tutti gli approcci esistenti).
Ps. Ho provato innumerevoli volte con Edit e Cancella, ma niente..
vabbè, ve li tenete finchè non interviene il moderatore deus ex-machina.
Saluti,
Sergio
Sergio
Devo precisare che nell'introdurre l'argomento non facevo riferimento alle varie scuole di psicoterapia nè agli approcci. Posso assicurarvi che la situazione a livello economico (e sarò pragmatica e poco sognatrice ma ora è questo il mio problema) è uguale o molto simile per tutti gli approcci...
quello che però mi ha proprio sconfortato e ammetto mi ha deluso, è la sensazione che queste scuole siano a compartimenti stagni, non lasciano la possibilità ad un candidato di entrarvi, anche se ha le tasche vuote... non ci sono borse di studio, non ci sono incentivi, non lasciano insomma nessuna speranza a chi come me sta messo male..e allora che fare? Rinunciare per sempre al "sogno" di cui parla principessa, adeguarsi e scegliere un percorso non proprio desiderato, orientarsi verso un approccio diverso magari più economico, solo perchè non si ha la possibilità? Visto che si parla tanto di efficacia della psicoterapia, della lunghezza delle stesse, perchè non si fa un accenno anche all'aspetto economico, proibitivo per i piccoli psicologi di provincia??
Se la tua vita arde, la poesia è la cenere. (Leonard Cohen)
La psicologia è come la luna: illumina il buio (Anonimo)
Drssa-Rita-Romano
Non ho considerato le tue parole un "attacco" al mio approccio, Sergio!!
Ho parlato dell'approccio cognitivo-comportam in quanto è l'approccio da me scelto!
Per il resto condivido in pieno il tuo ultimo post.
Si tratta di saper essere onesti e consapevoli dei propri limiti, e credimi nel mio caso forse avrei bisogno di un incitamento al contrario, ritenendomi sempre "poco all'altezza" delle situazioni che mi si presentano!E anche questa è una pecca, lo so, ci "lavorerò" su, durante il percorso.
Per questo ti dicevo che nutro dei dubbi verso chi vuole a tutti i costi reinventarsi e proporsi con alternative, che per forza di cose imèprovvisa all'occorenza....quando sarebbe più giusto e onesto inviare a chi di dovere!
P.S. Non sono ROSSELLAB...ma in fondo la Rossella di Via col vento diceva una gran cosa:
"Domani è un altro giorno!"
(Sarà per questo che mi hai chiamata Rossella?)
Sergio
Hai centrato il punto.
Ed io, per aspetto economico, non intendo solo l'investimento iniziale per la specializzazione, ma soprattutto le possibilità di ritorno a ciclo ultimato, tra 5 anni, in un mondo in cui già ora la psicoterapia è in caduta libera.
Mi sembra di sentir l'orchestrina del titanic suonare a tutto spiano mentre la barca affonda.
Da questo punto di vista, il tirocinio in ospedale che sto svolgendo mi sta veramente aprendo gli occhi sul contatto con la gente reale, con il concreto approccio al mondo del disagio psichico. Ed in molti mesi di servizio non ne ho incontrato UNO e dico UNO che abbia fatto ricorso e tantomeno serio a psicoterapie.
La gente vuole risposte rapide, vuole farmaci, vuole celerità.
Ora, se mi si chiede cosa ne penso, pure io sono contrario e credo che sia una follia un mondo dove gli psicofarmaci la fanno da padrone e dove non c'è rispetto per il tempo e i modi della psicoterapia ma, d'altro canto, è questo il mondo lavorativo con il quale dovrò confrontarmi ed io non intendo fare il barbone in nome dell'Aventino psicanalitico.
Purtroppo, lo ripeto, qui c'è gente che scrive benissimo e disserta alla grande, rimango veramente colpito dalla bellezza fideistica dei vostri messaggi, a tratti mi ricordate Sant'Agostino, ma, purtroppo, là fuori è dura per tutti, soprattutto quelli che non hanno i mezzi per rinchiudersi in uno studio con finiture in radica e mobili d'epoca.
Qui non dovreste spendere kb in lodi reiterate delle vostre convinzioni, dovreste, voi che potete, fornirci dei dati reali.
Sarebbe utile sapere, per esempio, le cifre sull'utenza psicoterapeutica italiana a livello privato. E, tra questa, la percentuale ad indirizzo psicanalitico. E confrontare i dati con quelli di 10 e 20 anni fa.
Possiamo riportare il discorso al dato concreto o continuiamo a filosofare sui meccanismi di difesa?
Não sou nada.
Nunca serei nada.
Não posso querer ser nada.
À parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo.
Mi sembra che nessuno abbia detto che la professione di psicoterapeuta sia una passeggiata (e questo indipendentemente dagli orientamenti), e chi ti scrive non lavora in studi con finiture in radica e mobili d'epoca, ma si è organizzato in maniera tale da poter avere uno studio.
Non mi risulta che ci siano statistiche generali disponibili, soprattutto risalenti a 10 o 20 anni fa. Sono dell'idea che le statistiche trovino il tempo che trovano perchè la situazione è estremamente variegata e sarebbe impossibile raccogliere dati attendibili sia per numero (considerando l'utenza privata) che per tipologia (orientamento, durata, frequenza). Non so se gli ordini abbiano dati in proposito.
Ad ogni modo, di recente è uscito un articolo sul Corriere della Sera in cui si è stimato che circa 50.000 milanesi (5% della popolazione) si è rivolta a psicologi e psicoterapeuti. Ovviamente non è dato sapere se si sia trattato di un semplice consulto, di una ventina di sedute o di otto anni di analisi a quatto sedute alla settimana. Su quest'ultimo punto e a proposito dei piccoli centri, mi viene in mente che a Pavia (che conta circa 70.000 abitanti, una città di media grandezza, insomma) ci sono 7 psicoanalisti della SPI, di cui 2 o 3 didatti. Da ciò che so non muoiono di fame. Non so darti dati su terapeuti ad orientamento analitico od altro orientamento, ma mi sembra un dato interessante...
Magari Pavia è un'isola felice di gente particolarmente sensibile al richiamo dell'inconscio. Sicuramente i dati del Corriere sono poco attendibili e puzzano di promozione dettata dall'Ordine della Lombardia. Non c'è dubbio che crisi economiche, cambiamenti culturali, rendano la psicoterapia meno appetibile e la psicoanalisi a maggior ragione. Sono però dell'idea che chi sa lavorare non rimane a spasso, anche se all'inizio si fatica non poco.
Può essere che sia una strada molto meno facile di quanto si pensasse, ma magari durante il percorso si trovano anche risorse che permettono di arrivare dove si pensava.
Saluti
Ultima modifica di gieko : 23-10-2008 alle ore 21.46.40
gieko
Ah, dimenticavo, ci sono servizi in piccoli centri con una buona percentuale di utenza (circa 10%) che segue un percorso psicoterapeutico ad orientamento psicodinamico della durata media di circa 1 anno e mezzo.
Giusto per dire che non è che chi ha altre opinioni ed esperienze parla a vanvera.
Ultima modifica di gieko : 23-10-2008 alle ore 21.57.53
gieko
Il problema economico è reale e penso che ne siano tutti consapevoli....cmq ci sono scuole che hanno borse di studio...magari ti "abbuonano" una rata...
Davvero, quello che posso consigliare è di non demordere e con un lavoro magari riesci a pagarti la specializzazione...
Tutto il resto della discussione è interessante anche se rispetta poco l'argomento del 3d e si parla solo di psicoanalisi utilizzandola pressoché come sinonimo di psicoterapia...
Cmq tra le scuole di specializzazione ci terrei a segnalare anche tutte le scuole universitarei tipo psicologia clinica, psicologia del ciclo di vita, neuropsicologia...
Buona serata da una psicologa della provincia
Ma certamente, infatti il punto è proprio questo: solo 1 piccolo numero di persone che bussano alla porta dello psicoanalista arriveranno ad intraprendere 1 analisi (intendo qui con 1 setting classico), ma questo non significa che per avere effetti terapeutici il malcapitato uomo della strada debba stare per anni sul divano, per quello ci vuole un "desiderio deciso" che va ben oltre la psicoterapia, così come ci vuole un "desiderio deciso" per pensare di intraprendere il training psicoanalitico, ma ci tengo a precisare che la crisi economica c'è anche per me e per Gieko, anche noi facciamo i conti (in tutti i sensi) con la difficile realtà, come dire... babbi sì, nababbi (putroppo) no...Nondimeno credo, e auspico, che anche una terapia "del profondo" debba saper effettuare una adeguata analisi della domanda, nonchè riconoscere le esigenze e le risorse del richiedente, e nell'eventualità saper delegare ad altre figure che possano meglio rispondere alla domanda posta dal paziente.
Saluti,
ikaro
Forse avresti dovuto pensare a Medicina e Chirurgia, non ti pare?
Sigmund - quello vero! - cominciò così.
Ma cogli la mia domanda come pura provocazione: sul titanic ci sei salito coi tuoi piedi, o ti hanno bendatto e condotto su?
Ora se ti stanno antipatici gli "orchestranti" è un altro punto, la cosa importante è capire se la barca affonderà o meno, e noi che chance abbiamo di salvarci.
Volendo anche cogliere i tuoi interrogativi quali costruttivi spunti di riflessione (anche se paiono più delle convinzioni "catastrofiche" che dei dubbi), proviamo a rispondervi:
1. le tariffe delle scuole di specializzazione (non solo quelle psicoanalitiche, come sottolineano giustamente i colleghi) sono folli..
2. la richiesta di psicoterapia è in caduta libera e fra 5 anni ne parleranno solo i libri di storia (e quache psichiatria ridendo con i colleghi in corsia)
ERGO: non conviene proprio che tu cominci questo dispendioso quanto inutile percorso.
E' semplice.. è quasi un sillogismo aristotelico.
Rispondendo alla collega (primo-eli??): nessuno qui utilizza psicoanalisi e psicoterapia come sinonimo.. è stato preso come esempio paradigmatico (se non erro proproi da Sigmund) di percorso formativo "da nababbi"
Saluti,
S.
Sergio
Lo aggiungo pure io, soprattutto dove non si pensava......magari anche dove non si pensava nemmeno!
[aggiungo io, col tuo permesso]
"Penso dove non sono, sono dove non penso" (JL)