
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Mi sembra che i termini “cattiveria” e “cattivo, siano stati decodificati in modi diversi dai diversi utenti che hanno scritto.
Non so bene,quindi, dove andare a parare nella risposta: vediamo se azzecco qualcosa.
1- Non credo che la cattiveria, intesa come volontà di fare del male agli altri, sia un istinto innato. Penso piuttosto che sia un’alterazione di comportamenti volti alla sopravvivenza della specie.
2- Questa che ho definito alterazione, può dipendere da molte variabili, rappresentate dagli accadimenti della vita e come questi vengono vissuti.
3- Ritengo che si possano compiere azioni dannose verso altre persone anche del tutto involontariamente.
4- Infine, distinguerei azioni “cattive” che rientrano nel campo della psicopatologia, da quelle “reattive” (gli altri ti fanno diventare cattivi di peste 1987).
Ci si potrebbe dilungare ancora per molto, ma penso di aver dato qualche indicazione sia a Marguerite sia a peste.
Ciao. Lucio