
Originalmente inviato da
gieko
Vedo che continuate ad evitare di rispondere all'interrogativo centrale: la compatibilità tra tecnica prescrittivo-suggestiva e necessità che sia il paziente a trovare liberamente, mediante le proprie capacità auto-organizzative, modalità di essere differenti. Credo che questo sia un punto importante proprio perchè si scontra con le difficoltà che, stando a quanto mi si dice, sono presenti nel trattamento di disturbi di personalità con la TBS. Sarei curioso di sapere come si può pensare di intervenire su strutture narcisistiche o perverse (tanto per fare due esempi) con le tecniche che vengono descritte. Ricordo che, dal punto di vista epistemico, la non applicabilità di un metodo sulla più ampia gamma di patologia possibile costituisce un grave limite alla validità della teoria e del metodo stesso.
Per quanto riguarda il cambiamento delle strutture percettivo-reattive mi sembra che ci sia capiti male: parlo di trasformazioni, non di adattamento conseguente a processi di suggestione, che è cosa ben differente. E' in questo senso che ritengo un cambiamento sul piano cognitivo ciò che è stato descritto. Ciò che manca è sempre il ruolo del soggetto come costruttore di una propria realtà.
Sull'anoressia che dire... a parte che la rapidità della guarigione viene narrata da terapeuti di orientamento strategico (non me la sono inventata...), il bisogno tragico di essere magre è appunto modalità di organizzazione di quel soggetto, che si conosce come tale, in quel dato momento, e ha necessità di riconoscersi in questo modo (come con tutte le altre patologie, del resto).
Infine le vostre dichiarazioni sull'analisi mi paiono alquanto stereotipate. Lungi da me sostenere che l'analisi sia la panacea di tutti i mali, tuttavia devo ricordare che accanto a mancanza di processi trasformativi totale o parziale (solitamente evidenti ben prima di 10 anni), sono presenti analisi riuscite. Ribadisco poi che non è così infrequente vedere pazienti che hanno fatto trattamenti sintomatici che successivamente hanno avuto ricadute, peggioramenti, e che si ripresentano dal professionista con 5 o 10 anni di "ritardo" rispetto al medesimo problema strutturale.
Quasi dimenticavo il discorso sulla proiezione. Cara sara, in psicoanalisi si lavora sulle proiezioni che sono certamente possibili e presenti ma che gli analisti grazie al training personale effettuato, sanno gestire al fine del processo analitico. Cosa che non mi sembra sia teorizzata da altri approcci (con il rischio di non accorgersi nemmeno che si sta lavorando su materiale proprio e non del paziente).
Saluti