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  1. #31
    Partecipante Affezionato L'avatar di Jorja
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    Citazione Originalmente inviato da dadina79 Visualizza messaggio
    "No, il disturbo da dismorfismo corporeo non viene diagnosticato in presenza di disturbi alimentari..."

    Non ho detto questo...Alberto può avere o un Disturbo del comportamento alimentare o un D. di Dismorfismo corporeo.

    Accerterei:

    - analisi della domanda: Alberto sembra andare da solo dallo psicologo senza essere indotto da qualcuno (da accertare meglio); in genere chi ha un disturbo dell'alimentazione è demotivato e non consapevole del disturbo.

    - anamnesi ponderale: storia del suo peso, se è stato sempre in sovrappeso, abitudini in famiglia, se c'è storia familiare di sovrappeso, se è la prima volta che fa uso di diete.

    - "non è mai contento del proprio aspetto, è particolarmente preoccupato del suo sviluppo muscolare": questa affermazione mi farebbe pensare a disturbo di dismorfismo corporeo perchè sembra esserci preoccupazione per un difetto fisico (muscoli braccia non in rilievo, l'addome non definito) assolutamente non vera invece di esserci preoccupazine eccessiva per il solo peso corporeo (come avviene nell'anoressia nervosa)

    - "si guarda ogni giorno allo specchio per molto tempo, concentrandosi su braccia e addominali": utilizzo di rituali di controllo tipici del dismorfismo corporeo da fare diagnosi differenziale con il d ossessivo compulsivo perchè qui i rituali di controllo non riguardano solo l'aspetto fisico".

    - accertare la presenza di stati depressivi, ansioni, condizioni mediche e uso sostanze-farmaci

    - anamnesi familiare: rapporti con la famiglia di origine

    - presenza di una compromissione del funzionamento sociale, accertare lavoro e area sessuale

    Test: MMpi-2 per presenza di ansia, depressione

    Terapia supportiva-espressiva: favorire un corretto rapporto con la realtà, rielaborare i termini del disturbo. Approccio cognitivo:modificare i pensieri disfunzionali.
    Sul DSMIV c'è scritto che non si parla di disturbo da diismorfismo corporeo se si è in presenza di disturbi alimentari... comunque la problematica peso-cibo mi sembra talmente forte che fare una diagnosi differenziale con altri disturbi dell'asse I mi sembra un pò forzata... solo che , chiedendolo, non saprei cosa mettere...
    Può darsi che si tratti di fare la diagnosi differenziale tra Anoressia Nervosa e Bulimia?

    Alla fine si parla di un dimagrimento importante, e non si ha notizie sul peso attuale... magari appare "tonico e muscoloso" ma il peso è al di sotto della norma... e non si sa se il peso è stabile o in diminuzione...
    Anche la paura tremenda d'ingrassare fa pensare a un disturbo della sfera alimentare...

    Per il resto, si dovrebbe indagare se è presente anche un disturbo dell'umore e che di entità è... e poi dai dati sembrerebbe che sia una personalità di tipo ossessivo-compulsiva o narcisistica...

    Somministrerei anche lo STAI per valutare l'ansia di stato e l'ansia di tratto... e l'MMPI per avere un qadro più dettagliato sulla sintomatologia e sul tipo di personalità...

    Non so, ma per diagnosi differenziale non s'intende qualcosa "che potrebbe giustificare ugualmente gli stessi sintomi"?

  2. #32
    Partecipante Affezionato L'avatar di Jorja
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    Metto il testo:

    CASO - Psicologia clinica
    Alberto ha 29 anni, vive con i genitori e svolge occasionali lavori come interprete, dopo essersi laureato in
    Lingue. A 26 anni, poiché era notevolmente in sovrappeso, intraprese una dieta abbastanza drastica, che gli
    fece raggiungere in breve quello che lui riteneva il proprio peso forma. Da allora ha continuato a controllare la
    dieta, preoccupandosi di ingerire i cibi giusti, non grassi e nutrienti, soprattutto in funzione dell’intensa attività
    in palestra che egli svolge per più di 3 ore al giorno.
    Possiede attualmente una forma fisica invidiabile: alto, atletico e muscoloso; eppure non è mai contento del
    proprio aspetto: è particolarmente preoccupato per il suo sviluppo muscolare, specialmente rispetto alle
    braccia e all’addome. I muscoli della braccia non sono mai sufficientemente in rilievo, almeno a suo parere
    (sebbene siano davvero molto sviluppati), e soprattutto l’addome non è mai adeguatamente definito
    (sebbene i suoi muscoli retti addominali siano estremamente visibili e rilevati al di sotto di una pelle che non
    presenta alcuno strato di adipe).
    Si guarda ogni giorno allo specchio per molto tempo, concentrandosi su braccia e addominali. E’ angosciato
    dall’idea di potere “mettere su pancia” e anzi nota con orrore che il proprio addome è, a suo parere,
    sporgente e “rilasciato” (in realtà è perfettamente piatto e ben formato).Ciò lo spinge ad essere ancora più
    attento alla dieta e si cucina personalmente i pasti, utilizzando prodotti molto naturali, biologici e genuini, per
    cui frequenta solo negozi specializzati e garantiti. Inoltre, s’impegna ancora di più in palestra, con esercizi
    sempre più specifici per gli addominali e le braccia, arrivando a sforzarli a tal punto da indursi dolori e talvolta
    strappi. I periodi di minore attività conseguenti a tali incidenti sono per lui terribili, perché è convinto che
    ingrasserà in modo orribile. Tale estrema attività fisica e queste preoccupazioni alimentari occupano gran
    parte del suo tempo, per cui trascura il poco lavoro che riesce ad ottenere, ha abbandonato i suoi vecchi
    amici e frequenta solo i suoi compagni di palestra, parlando con loro unicamente di attività fisica, esercizi e
    diete proteiche e supplementi alimentari per fare aumentare la massa muscolare. La sua fidanzata lo ha
    lasciato da un anno perché si sentiva poco al centro della sua attenzione.
    Alberto si è rivolto per un aiuto psicologico, in quanto si sente depresso e molto ansioso in qualsiasi
    momento della giornata, senza particolari motivi, ed è appunto per migliorare l’umore e ridurre l’ansia libera
    che ha deciso di recarsi da uno psicologo.
    Il candidato elabori i seguenti punti:
    �� indichi un inquadramento diagnostico, evidenziandone le basi e la diagnosi differenziale;
    �� precisi possibili approfondimenti su particolari aree da indagare con il colloquio e/o con test specifici;
    �� individui un preciso indirizzo psicoterapeutico, ritenuto, per motivi che vanno chiaramente specificati,
    particolarmente indicato, cui eventualmente inviare il paziente.

  3. #33
    Partecipante Affezionato L'avatar di dadina79
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    La diagnosi differenziale è quel processo che per la presenza di alcune caratteristiche piuttosto di altre fa decidere la presenza di un disturbo piuttost di un altro.
    Ma alcune volte capita che i disturbi siano in comorbidità, cioè possono essere diagnosticati insieme.

    Dal DSM-IV-TR CASE STUDIES:
    " Al pari dei soggetti affetti dai Disturbi dell'alimentazione,quelli che soffrano di Disturbo di Dismorfismo corporeo hanno un' immagine distorta del proprio corpo, ma ciò non è correlato al forte timore di guadagnare peso e non è associato ad un basso peso corporeo. Se il problema relativo all'immagine corporea è correlato all'anoressia nervosa non è necessario formulare una diagnosi aggiuntiva di disturbo di dismorfismo corporeo, In alcuni casi, tuttavia, possono essere presenti entrambi i disturbi: ad esempio un soggetto che soddisfa i criteri per l'anoressia nervosa e manifesta anche una preoccupazione patologica per il proprio naso, che cosidera brutto."

    E' un dilemma!!!più complicato no eh???
    CARPE DIEM!!!!

    FORZA SIENA, FORZA LA ROBUR!!!

    "Istrice amato torna per ogni strada a stamburar, come l'estate il cuor riscaldi e il sangue fai vibrar. Bella contrada apri il tuo cuore più della tua porta, sei ormai risorta e più nessuno vincerti potrà"

    "Certe notti somigliano ad un vizio che tu non vuoi smettere, smettere mai.....certe notti da farci l amore fin quando fa male fin quando ce n'è..."

  4. #34
    Partecipante Affezionato L'avatar di Jorja
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    Citazione Originalmente inviato da dadina79 Visualizza messaggio
    La diagnosi differenziale è quel processo che per la presenza di alcune caratteristiche piuttosto di altre fa decidere la presenza di un disturbo piuttost di un altro.
    Ma alcune volte capita che i disturbi siano in comorbidità, cioè possono essere diagnosticati insieme.

    Dal DSM-IV-TR CASE STUDIES:
    " Al pari dei soggetti affetti dai Disturbi dell'alimentazione,quelli che soffrano di Disturbo di Dismorfismo corporeo hanno un' immagine distorta del proprio corpo, ma ciò non è correlato al forte timore di guadagnare peso e non è associato ad un basso peso corporeo. Se il problema relativo all'immagine corporea è correlato all'anoressia nervosa non è necessario formulare una diagnosi aggiuntiva di disturbo di dismorfismo corporeo, In alcuni casi, tuttavia, possono essere presenti entrambi i disturbi: ad esempio un soggetto che soddisfa i criteri per l'anoressia nervosa e manifesta anche una preoccupazione patologica per il proprio naso, che cosidera brutto."

    E' un dilemma!!!più complicato no eh???
    Direi che fare ipotesi di comorbilità sia un pò azzardato visto che non si hanno nemmeno i dati per fare una diagnosi... no?

  5. #35
    Partecipante Affezionato L'avatar di Jorja
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    Metto la stesura del primo caso...

    NECESSITO DI PARERI!
    Ultima modifica di Jorja : 13-01-2009 alle ore 05.06.41

  6. #36
    Partecipante Affezionato L'avatar di dadina79
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    Ciao, oggi ho cercato di svolgere il caso di Damiano (II sessione 2004) e sinceramente non è chiaro, ci sono pochi dati. Avrei inquadrato i sintomi in un Disturbo dell'Umore, ipotizzando l'alternanza di episodi maniacali a episodi depressivi maggiori ("frequenti cambiamenti dell'umore). Approfondirei "saltuario abuso di alcol" per capire se i sintomi sono l'effetto di uso di sostanze (disturbo dell'umore indotto dall'uso di sostanze). Per la diagnosi differenziale ho delle difficoltà.........AIUTOOOOOOOOOOO!
    CARPE DIEM!!!!

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  7. #37
    Partecipante Affezionato L'avatar di kliketta
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    si in effetti quel caso e' tutt'altro che chiaro...
    comunque secondo me c'e' da stare attenti a cosa chiedono alla fine... sul caso di damiano c'e' scritto: " indichi quale potrebbe essere il percorso diagnostico per arrivare a formulare una corretta diagnosi e suggerisca una strategia d'intervento appropriata" ...
    secondo me in questo caso piu' che la diagnosi volevano vedere come ci si arriva... il che potrebbe anche essere peggio
    forse mi sbaglio, ma credo che bisogna davvero prestare attenzione a tutto quello che c'e' scritto... non solo nel caso ma anche alle domande finali.
    baci e buona serata a tutte....

  8. #38
    Partecipante Affezionato L'avatar di dadina79
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    Ciao, domani è il gran giorno e per questo oggi ho un grande bisogno di confrontarci il più possibile. Qui di seguito metto un caso:

    Un commerciante sui 40 anni, S.B., si presenta con la moglie a una consultazione psicologica. E' molto teso, sudato, parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. L'uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria, ansia e preccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei due figli di sei e otto anni. La moglie, interrogata dallo psicologo, dice che in famiglia va tutto bene, solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni. Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro, che considera modesto rispeto alle proprie aspettative giovanili.

    Quali ipotesi diagnostiche?

    Se ritiene opportuno proseguire, almeno in fase diagnostica, i colloqui solo con S.B. o anche con la moglie?

    CARPE DIEM!!!!

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  9. #39
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    CASO CLINICO II

    B. è una vedova di 36anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare ormai da sola. La donna riferisce al primo colloquio, che da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l'uso dei tranquillanti o sonniferi. Tende a isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre, anch'essa vedova, ma quasi non pare di esserle d'aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quano il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo. B. non se la sente di riprendere il lavoro sopseso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.

    Approfondimenti?

    Ipotesi diagnostica?

    Piano di intervento (metodo e obiettivi)?
    CARPE DIEM!!!!

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  10. #40
    Partecipante Affezionato L'avatar di kliketta
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    interessante.... o per meglio dire: che casino!
    ora, l'ho letto un po' velocemente, direi disturbo d'ansia un po' in generale... ma di sicuro c'e' da valutare tutta una serie di cose: i rapporti con la moglie (soprattutto per disf sex), valutare se ci sono stati problemi di salute nel nucleo familiare o nella famiglia d'origine in modo da capire se le preoccupazioni per la salute sua, della moglie e dei figli siano ragionevoli o meno (aspetti deliranti?!), valutare la presenza di eventi stressanti, il livello socio-economico che non fa mai male.... valutare l'insorgenza (era cosi anche prima?!)....
    insomma io direi che prima di fare una diagnosi sarebbe comunque il caso di continuare i colloqui anche con la moglie... visto soprattutto il fatto che lei sembra l'opposto: tranquilla e silenziosa mentre lui e' agitato, suda etc....
    credo che poi alla fine siano un po' legate l'una all'altra, anche perche' chiedono se sia il caso di continuare i colloqui con tutti e due proprio in fase diagnostica....
    pero' ripeto... ho dato solo una letta veloce...

  11. #41
    Partecipante Affezionato L'avatar di kliketta
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    domanda.... ma voi vi portate bigliettini, foglietti o cose simili?!
    ...e se si... come fate?!
    io non l'ho mai fatto perche' ho sempre pensato che fosse stupido copiare all'università.... ma visto che tanto questo esame e' una presa in giro, tutto sommato un aiuto non credo faccia male....
    no?!

  12. #42
    Partecipante Affezionato L'avatar di dadina79
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    niente bigliettini........tanto non riesco a copiare!
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  13. #43
    Partecipante Affezionato L'avatar di dadina79
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    CASO 3

    A. è uno studente di 20 anni che frequenta il secondo anno dell'Universtà lontano dalla sua famiglia. Giunge a un servizio pubblico in uno stato di grande agitazione psicomotoria, accompagnato dai suoi genitori, che lo hanno raggiunto da qualche giorno perchè chiamati dagli amii di appartamento del figlio.
    I genitori riferiscono che da alcuni giorni il figlio è particolarmente angosciato e ha comportamenti insoliti e bizzarri. Si chiude in camera rifiutando di uscire e di parlare, continua a studiare per ore ininterrottmente, è trascurato nell'igiene ersonale, si ispeziona a lungo il corpo con la convinzione di avere sintomi gravi e deformazioni somatiche indotte da misteriose sostanz che gli sono entrate dentro. Inoltre insonne ed eccessivamente infastidito dai rumori provenienti dagli appartamenti dei vicini, e anzi sostiene che i vicini, con i quali aveva in passato avuto piccoli dissidi, litighino parlandomale di lui.
    A. è figlio unico e i genitori lo descrivono cme un ragazzo abbastanza tranquillo, che non ha mai dato problemi particolari, soprattutto negli studi, anche se è sempre stato un ò solitario, con pochi amici. Inoltre è sempre stato perfezionista e ordinato, gelosodelle proprie cose e insofferenteverso ogni forma di disordine e i intrusione nella sua stanza, e fortemente religioso.
    Tuttavia gli inizi degli studi universitari ha progressivamente generato uncrescente stato di malessere e ansia, che si è aggravato di recente, dopo un esame superat. A. si è incupito e progressivamente isolato.In quei momenti sembra perdere, a volte, il contatto con la realtà.
    Durante il colloquio con lo psicologo emerge, tra l'altro, una personalità eccessivamente rigida, con continui riferimenti a Dio, che A. vie come una figura severa ed esigente che gli avrebbe assicurato felicità e successo se lo avesse servito fedelmente, ma che lo avrebbe punito se non avesse seguito i suoi ordini.
    Egli sembra essere molto esigente verso se stesso riguardo allo studio e temere soprattutto il giudizio paterno. A. si era sempre rifiutato di farsi curare in passato e aveva subito interrotto una cura a base di tranquillanti che gli aveva prescritto il medico di famiglia nei momenti di maggior agitazione.
    CARPE DIEM!!!!

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  14. #44
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    bimbe, ma l'adolescenza dove rimane??nell'infanzia o nel clinico

  15. #45
    Partecipante Affezionato L'avatar di kliketta
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    Riferimento: CASI CLINICI-proviamo a risolverli insieme!!!eds gennaio 2009

    credo sia una cosa a metà... nel senso che alcuni disturbi insorgono nell'infanzia e adolescenza altri in adolescenza e prima età adulta....

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