
Originalmente inviato da
bluesriver
Marcella D., 34 anni
Possiamo mettere come diagnosi provvisoria “Disturbo borderline di personalità”, questo risulta ipotizzabile innanzi tutto da una forte aggressività rivolta verso se stessa [infatti il medico di famiglia consiglia una consultazione psicologica proprio in riferimento ai numerosi tagli che la ragazza riporta sulle braccia e sulle gambe, che in relazione con alterazioni umorali]. Inoltre sembra incapace di poter elaborare un “lutto” sentimentale legato alla perdita dell'oggetto amato [il suo fidanzato la lascia e lei è incapace di crearsi una rappresentazione più articolata della relazione di coppia], il periodo di due anni, in cui lei è stata malissimo potrebbe anche risultare funzionale per l'elaborazione del lutto, ma non in questo caso. Infatti lei non riesce a maturare i sentimenti legati alla perdita e questo è dimostrato dal fatto che ha numerose relazioni sentimentali con altri ragazzi che in un certo senso usa per determinare il suo potere ed esorcizzare in questo modo la sua paura in riferimento alla perdita [la possibilità di creare una relazione più stabile implica un mettersi in gioco a livello emotivo e di conseguenza una maggiore vulnerabilità emotiva]. La ragazza sembra avere un'immagine scissa di se [scissione] dove a volte si percepisce come desiderabile e simpatica e a volte come brutta odiosa e cattiva [auto-svalutazione]. L'aggressività viene rivolta anche verso l'oggetto esterno [colleghe di lavoro] che insieme alle automutilazioni indicano uno scarso controllo degli impulsi. Troviamo impulsività legata sia alla sfera sessuale che alla guida della macchina. Vanno comunque approfonditi i sentimenti legati all'abbandono e all'immagine di se. Viene inoltre riportato un evento che può essere collegato ad una ideazione paranoide “quando le colleghe di lavoro escono tutte insieme dalla stanza del direttore” [che comunque rientrerebbe nella nostra ipotesi principale]. La ragazza riferisce di essere stata una ragazza modello fino agli ultimi anni delle superiori ossia fino a quando il suo ragazzo non l'ha lasciata [tipico dei alcuni borderline]. Durante l'adolescenza si ripresenta quella che viene definita la seconda fase di separazione-individuazione nel nostro caso andrebbe approfondita insieme al legame con la madre che sembra avere degli aspetti di fusionalità [la bambina modello che asseconda i desideri della madre piuttosto che i suoi]. In un certo senso la rottura della relazione con il ragazzo potrebbe essere stato l'evento traumatico da quale emerge una personalità al limite che prima rimaneva silente. Per quanto riguarda la diagnosi differenziale secondo me non ci sono elementi sufficienti per per argomentarla sono d'accordo con te nella distinzione che fai tra disturbo borderline e dipendente di personalità infatti la personalità dipendente avrebbe cercato di ristabilire lo stesso rapporto perduto con altre persone mettendo in atto le stesse modalita all'interno della relazione inoltre non abbiamo diffusione dell'identità e pratiche di automutilazione. Possiamo usare un Rorschach per avvalorare la nostra ipotesi sul disturbo bordeline di personalità, [controllo degli impulsi, percezione delle relazioni di coppia e delle figure genitoriali interiorizzate, eventuali complessi relativi alla perdita, disturbi dell'umore]. Anche il disegno della figura umana potrebbe essere utile per analizzare l'immagine di se stessa in relazione a come si percepisce [disegno 1] e come vorrebbe essere [disegno2], passando poi ad un confronto tra i due disegni. Per quanto riguarda la scid II va bene per discriminare i disturbi di personalità e quindi avvalorare l'ipotesi di partenza però poi non ci dice altro... invece il Rorschach indaga un po' tutte le aree dei disturbi [anche un eventuale deterioramento da danno organico o demenza per es.], senza pensare alle immagini genitoriali interiorizzate e la sessualità ecc. Secondo me Kernberg va bene forse è l'autore che si è occupato di più dei disturbi della personalità integrando gli aspetti della fenomenologia e della psicodinamica. Secondo Kernberg ogni disturbo di personalità ha dei meccanismi di difesa tipici, diversi livelli di forza dell'io e della struttura dell'identità... sono d'accordo anche sull'intervento terapeutico, il nucleo centrale è quello che descrivi sopra...
per il resto non mi viene in mente niente di più...