I primi periodi della terapia, mi capitava di addormentarmi e di ritardare. Una volta per un ritardo di circa 15 minuti, l'analista si è rifiutato di ricevermi e mi ha fatto saltare la seduta. Ero furiosa, lui serafico. Devo ammettere che dopo non ho più ritardato e quel mio "dormire" è stato analizzato in modo molto approfondito.








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Scherzi a parte, è chiaro che ci sia una certa asimmetria nel rapporto tra analista e paziente e che l'uno decide le regole della cura, ma il punto è che l'altro può anche decidere di non stare a certe regole, può violarle, può stravolgerle e strapazzarle, può dire tutto quello che vuole (comprese cose... non proprio piacevoli, diciamo...
), senza che questo comporti una rottura del rapporto stesso, anzi... Ora mi spieghi "generalmente" se questo può accadere anche con un altro professionista? Possibile che ancora non hai capito che questa non è una relazione cliente-professionista tra le altre??