• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 3 di 3 PrimoPrimo 123
Visualizzazione risultati 31 fino 35 di 35

Discussione: Io ce l'ho fatta!!!

  1. #31
    Matricola L'avatar di aaaaaaaa
    Data registrazione
    11-04-2005
    Residenza
    BARI
    Messaggi
    16

    Riferimento: Io ce l'ho fatta!!!

    qualcuno ha sostenuto il colloquio di selezione con l'associazione nuvola?

  2. #32
    Partecipante Figo L'avatar di klaudia82
    Data registrazione
    20-09-2007
    Residenza
    in un meraviglioso paesino del nord
    Messaggi
    862

    Riferimento: Io ce l'ho fatta!!!

    e che è sta associazione?stiamo parlando delle nostre realizzazioni, quindi se ce l'hai fatta rilascia il tuo commento

  3. #33
    Partecipante Assiduo L'avatar di andromaka87
    Data registrazione
    13-02-2008
    Residenza
    padova provincia
    Messaggi
    148

    Riferimento: Io ce l'ho fatta!!!

    Forza ragazzi...aspettiamo tutti le vostre esperienze!!!!


    Intanto io aggiungo una cosa bella che mi è capitata in questi giorni: da tre anni ogni estate lavoro nei centri estivi per bambini dell'asilo e quest'anno mi hanno affidato la gestione di tutto il centro del mio paese. Oltre all'esperienza, che è stata un ottimo biglietto da visita, tra le motivazioni c'era anche il fatto che mi sto laureando in psicologia quindi secondo loro ho le competenze giuste per gestire il progetto (che conta 70 bambini e 10 educatori per circa due mesi).
    Vi racconto questa cosa perchè mi ha fatto sentire orgogliosa di quello che sto studiando!

  4. #34
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: Io ce l'ho fatta!!!

    bravissima andromaca, in bocca al lupo per questo nuovo percorso!


  5. #35
    Partecipante Esperto L'avatar di arancia meccanica
    Data registrazione
    02-01-2008
    Residenza
    genova
    Messaggi
    240

    Riferimento: Io ce l'ho fatta!!!

    Citazione Originalmente inviato da Dadedidò Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, l'ho già raccontato così come qua, il mio è un caso un pò particolare. Ma come è nato tutto, penso sia anche la migliore dimostrazione di quanto oggi, secondo me, sia vissuta in maniera distorta la scelta fondamentale di una specializzazione in psicoterapia. Nel senso che troppo spesso, date le inevitabili pressioni economiche, di tempo, ecc..si finisce per scegliere una scuola piuttosto che un'altra sulla base dei costi, della distanza da casa, della disponibilità di tempo,ecc. Una sera, su vertici.com mi capita di leggere una mail di domande ad un famoso prof. e clinico di Parma da parte di un giovane neolaureato. Il tipo domandava "quale scuola dava più lavoro, al termine del percorso". La risposta mi piacque moltissimo. Gli veniva risposto che la scelta doveva avere ben altre basi; basi di auto-osservazione, di passione, di interesse. E lì è iniziato un mio vero e proprio "percorso", fatto di mail di richiesta di informazioni, colloqui di selezione (ne ho fatti 2), mail di chiarimenti, letture. Ho capito cosa NON E' la specializzazione. Non è una cosa che si compra, sulla base di quanto si lavorerà un domani. E' piuttosto un paio di occhiali teorici attraverso cui guardare i pazienti, per capire meglio dove cercare di portarli e in che modo. Ma soprattutto, è una visione del mondo da scegliere e maturare personalmente e attraverso il PROPRIO STILE. Ho iniziato a vedere i primi pazienti (non che oggi abbia questa grandissima esperienza); oggi ho avuto più pazienti io di colleghi che poi si sono specializzati e sono ancora lì ad aspettare con i bigliettini da visita in mano. Con questo non voglio mancare di rispetto a loro; voglio dire che è l'ora di finirla di ritenerci l'unica professioanalità in Italia che non è degna di iniziare a lavorare senza correre in preda al panico al "pezzo di carta ministeriale". La mia storia è particolare perché quel famoso prof. che rispondeva a quella mail era anche, da anni, uno dei miei "idoli", professionalmente parlando. Durante l'università mi ero appassionato ad alcuni suoi dibattitti teorici, conoscevo tutti i suoi lavori, e avevo già letto un suo libro. Sapevo che insegnava in mezza Italia, che lavorava e insegnava anche in Emilia Romagna. Era il periodo in cui l'idea di iniziare a vedere i primi pazienti in consulenza e in un'ottica psicodinamica (quella che ho sempre sentito "mia", nel mio modo di ragionare sui casi, di fare ipotesi) mi iniziava a frullare nella testa. Improvvisamente, l'idea folle. E se tentassi? In fondo, conosco tutto di lui, lo adoro. E, se non può, può certamente rifiutare. Insomma, prendo il coraggio e la tastiera a 2 mani e gli scrivo una mail, da cui penso trasparisse sia tutta la mia passione per il suo lavoro sia la mia voglia incontenibile di conoscerlo ed il sogno di averlo come supervisore ai miei primi casi. Ha detto sì. Non dimenticherò mai il mattino freddo in cui me lo sono trovato di fronte, al primo appuntamento datomi per la supervisione. Supervisione significa chiedere sedute che in genere sono un pò più lunghe di un'ora (1h e 30, ma anche oltre) in cui si và con appunti (se li si usa) o idee appuntate in seguito sui casi in carico a noi. E' un'esperienza fantastica che consente, in un'unica seduta, di: 1) ragionare ed imparare direttamente sui casi SENZA IL PERICOLO DI FARE DANNI 2) imparare il proprio modo di relazionarsi e di lavorare sui casi ed il proprio modo di ragionare 3) iniziare a CONFRONTARSI con chi ne sa molto più di noi...insomma, io ancora mi domando perché NESSUNO spiega a chi si laurea oggi che prima della famigerata legge Ossicini gli PSICOLOGI (perché il nostro ordine non aveva ancora fatto una bandiera del fatto di essere semmai riconosciuti TERAPEUTI da un certificato ministeriale) LAVORAVANO ESATTAMENTE COSI'!!

    ...TERAPIA PERSONALE, STUDIO E LETTURE E SUPERVISIONE.....

    Ecco quello di cui vorrei sentir parlare; di passione ed interessi culturali per certi autori e certe teorie e non altre. Quegli autori e quelle teorie che sentiamo più "nostre" perché ci rendiamo conto che fanno quasi da proseguimento,da "ponte" tra il nostro naturale stile di ragionamento clinico ed il paziente. Le lenti attraverso cui guardiamo i pazienti e il mondo. In quest'ottica poco dovrebbe importare dei certificati ministeriali e delle faccende burocratiche. Bisognerebbe ritornare ad attribuire importanza alla nostra autentica cultura di psicologi, alle nostre capacità umane da cui far nascere quelle tecniche, per poi costruire il nostro personale stile; quello che ci renderà unici, creativi ed originali.
    Complimenti, bello sentir parlare di passione per la materia,di una persona che approfondisce e guarda ai contenuti, al "sodo" invece di tanti discorsi sempre un po' vaghi su serio o non serio, corretto o non corretto, sull'umanità, che insomma dovrebbero essere cose date per scontate(almeno questa è la mia umile sensazione eh non ce l'ho con sessuno). Anch'io sto cercando di fare mia l'ottica psicoanalitica, in modo che venga a far parte proprio del mio modo di interpretare le cose(non solo i pazienti eventuali), anche se non so se ci riuscirò appieno, chissà. E anch'io ho il mio "mito",i cui libri(come altri d'altronde)ogni volta mi "illuminano". Devo ancora fare la magistrale in Psicologia (sto finendo la magistrale in Filosofia)quindi purtroppo non ho niente da dire a proposito dell'argomento del thread, ma volevo chiederti se praticamente senza avere contatti sostanziosi con questo professore gli hai chiesto di farti da supervisore? e, discorso a parte, come concili quest'approccio con le basi "scientifiche"(nel senso comune del termine) di cui molti sostengono l'importanza in Psico e che la psiucoanalisi per sua natura non può soddisfare pienamente?ti sei occupato di espistemologia della psicoanalisi? (scusate siamo OT, se hai voglia di discutere sull'epistemologia della psicoanalisi per PM a me fa molto piacere)
    harder, darker, faster

Pagina 3 di 3 PrimoPrimo 123

Privacy Policy