Io credo che la "selezione" -perdonatemi, ma questo termine a mio avviso è completamente fuori luogo in questo contesto- sia una cosa automatica: già dopo il primo semestre del primo anno si capisce subito chi ha le capacità e la voglia di andare avanti e chi no. Il test d'ingresso, invece, è soltanto un modo legale per rubare denaro agli studenti.
Gli esami scritti sono meno meritocratici rispetto agli orali e spesso invogliano la gente a presentarsi senza l'adeguata preparazione. Io ormai ho perduto il conto di tutte le volte che ho sentito dire: "Provo psicometria", "Provo genetica, tanto è a crocette", "Provo per vedere come l'è il compito" ecc. Con tutto rispetto, ma secondo me chi vuol affrontare le cose seriamente dovrebbe avere un approccio completamente diverso.
Per cui, a pensarci bene, credo sia questo uno dei motivi principali della regola del salto d'appello...







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