Ciao Megiston, sono più o meno tornata operativa
Personalmente la storia di Pinocchio non mi è mai piaciuta. La trovo troppo lineare e buonista e penso che sia proprio per questo che la sua metafora sia così accattivante. Sta nel pensiero infantile dividere i "buoni" dai "cattivi", e Pinocchio quando diventa bambino sarà inevitabilmente "buono".
E' in questo moralismo (non troppo sottile, per dir la verità) che non riesco a riconoscere la complessità dell'essere umano e non vedo come il "libero arbitrio" si possa esercitare quando si debba per forza aderire alle ingiunzioni adulte su ciò che è bene e ciò che è male.
Il libero arbitrio e l'autodeterminazione, se ci sono, devono potersi esercitare in tutte le direzioni, e certamente fa parte della natura umana (e anche di quella animale) cercare di ottenere dei vantaggi ad esempio imbrogliando.
Credo che l'autodeterminazione abbia a che fare con i processi della vita, con qualcosa di misterioso che non conosciamo e che non potremo mai penetrare completamente, qualcosa che ci spinge in una determinata direzione al di là delle "spinte" più o meno gentili che riceviamo dall'esterno. Arrivano dei momenti in cui si prendono decisioni o si dicono parole che non ci saremmo mai aspettati da noi stessi, e in quei momenti sono presenti contemporaneamente una sensazione di stupore e verità. Non sono fughe, siamo perfettamente centrati anche se un attimo prima non lo sapevamo. Non saprei dire, viceversa, quanti siano i gradi di libertà di cui disponiamo nelle situazioni in cui crediamo di autodeterminarci in modo consapevole, perchè a guardar bene sotto l'apparente libertà c'è sempre una motivazione che non si sa quanto sia libera a sua volta.
Non credo che la possibilità di autodeterminazione ci provenga dal passato: dalla genetica, dall'ambiente, dalla storia personale, quelle semmai pongono dei limiti più o meno stringenti (e che provocano più o meno sofferenza all'individuo). Penso piuttosto che possa situarsi in qualcosa che non conosciamo, e cioè nel futuro. Quando accogliamo il paziente "senza memoria nè desiderio" è questo che gli offriamo.
Un caro saluto
