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01 NOVEMBRE 2008
PAGINA 1
Lo spirito di ricerca di J. Lichtenberg
Che cosa guida lo scambio clinico perchè non degeneri nel futile tentativo di una funzione
genitoriale riparativa o vada tanto avanti nelle gratificazioni concrete da sembrare alla fine un’adozione?
Ritengo che la risposta si trovi in ciò che io definisco “spirito di ricerca”. Lo spirito di ricerca è il giroscopio del terapeuta e lo aiuta a “raddrizzare” l’impresa terapeutica quando, lottando animatamente con le pressioni del paziente che vuole risposte concrete e gratificanti, perde l’immediatezza dell’esplorazione. La capacità del terapeuta di mantenere lo spirito di ricerca durante una lunga relazione clinica piena di emozioni
dipende dalla sua profonda fiducia nell’efficacia dell’esplorazione, nelle teorie che lo guidano e nelle tecniche che impiega.
Brano tratto da: Lichtenberg J.(2005), Mestiere e ispirazione, Cortina Ed.2008, pag XVI
Le news sulla ricerca
Lo scopo di questa newsletter è di offrire informazioni sugli argomenti attinenti alla ricerca ipeppt sull’efficacia della psicoterapia e l’efficacia dei training formativi in psicoterapia. Per questa ragione metteremo brevi informazioni, recensioni d’interesse per i partecipanti alla ricerca, notizie sugli strumenti di valutazione del processo terapeutico.
Saranno brevi e concise perchè il lettore possa avere un “assaggio” e valutare se approfondire l’argomento trattato.
Brevi articoli d’interesse potranno essere inviati alla mail della ricerca:
[email protected]. Sono graditi feedback e informazioni.
Ricordiamo il sito della ricerca in lingua inglese:
IPEPPT.net :: Intro ::.
Nicoletta Cinotti
Con l’occasione del convegno per il trentennale della SIAB a Sorrento abbiamo avuto
l’opportunità di presentare il progetto di ricerca Ipeppt. Un progetto di ricerca
internazionale. Nella fase attuale stiamo lavorando per costruire una rete di psicoterapeuti bioenergetici disponibili a utilizzare un comune protocollo
di ricerca che apra la riflessione su “cos’è che funziona in analisi bioenergetica”. La ricerca intende raccogliere sia l’esperienza di psicoterapeuti esperti che dei
giovani colleghi.Questa fase prevede l’utilizzo di una scheda strutturata di autovalutazione del processo terapeutico con i pazienti. E’ una scheda pensata
per riflettere. Uno strumento di riflessione e non di giudizio. Per questa ragione la partecipazione alla ricerca sarà valutata ai fini del conseguimento dei crediti
necessari per diventare CBT. Varrà 1 credito. Un segno del valore che la SIAB dà alla ricerca e alla formazione di una comunità di psicoterapeuti in rete.
NC
“L’amore, il lavoro e la conoscenza sono le fonti della nostra vita. Dovrebbero anche governarla”. W. Reich
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01 NOVEMBRE 2008
PAGINA 2
LA RICERCA IN LOWEN:TEORIA ,TECNICHE E METODO
Nel 1977 Lowen pubblicava un articolo sulla rivista “Pulsazioni” dell’Istituto di Bio-
Energetica W. Reich. In questo articolo descriveva sinteticamente che cosa
contraddistingue la teoria, il metodo e la tecnica della bioenergetica. Malgrado sia un
articolo “trentennale” affronta con modernità gli argomenti di interesse attuale, sia dal punto di vista scientifico che della riflessione sulle caratteristiche peculiari dell’analisi
bioenergetica. Lowen riprende l’impostazione classica della riflessione teorica in psicoterapia: definisce gli elementi base della teoria, il metodo e l’obiettivo terapeutico. ”Dare una definizione dell’analisi bioenergetica significa specificare
i principi fondamentali sui quali si basano sia la teoria che la tecnica.Penso che questa
premessa sia indispensabile perchè si tende a confondere le tecniche specifiche, di cui si fa uso, con la conoscenza che tali tecniche giustifica. Io non ho mai seguito un procedimento standardizzato nel trattamento di un mio qualsiasi paziente.(...)
Procedimento e tecnica variano da terapista a terapista. Spero comunque che gli obiettivi e i concetti fondamentali, siano comuni a tutti coloro che si considerano interessati a questo lavoro”(Pulsazioni, I, 1977, pag 94). L’articolo prosegue poi
affermando i principi teorici di base, che sono:l’identità funzionale psiche - soma(1), il
fatto che ogni organismo è una unità le cui funzioni vitali sono regolate dal principio del piacere (2).
Su questo punto torneremo in uno dei prossimi numeri della newsletter quando affronteremo il tema dei processi di autoregolazione. Il terzo punto è che pensare in termini di unità significa pensare in termini energetici. Questo, afferma Lowen, significa “ che il controllo della salute e della malattia dipende dalla quantità di energia
che una persona possiede e dal modo in cui questa energia è usata nel corpo. Il concetto di energia è un concetto quantitativo. Senza questo fattore qualsiasi comprensione della personalità mancherà di fondamento. I fattori qualitativi,
da soli, sono troppo superficiali.”Illustra poi la differenza con un esempio:” La
parola “collera” descrive una emozione che non è sempre la stessa per tutti gli individui, per tutte le situazioni. Dire che un paziente è arrabbiato è una definizione solo qualitativa. Resta da vedere quanto intensa, quanto bene diretta e quanto prolungata fosse la collera espressa. Solo una concezione energetica ci permette di misurare la profondità dell’emozione” (ibidem pag 97).
Il quarto punto è che tutte le tensioni di un individuo confluiscono a formare la sua struttura caratteriale. “Energia, tensione e carattere sono interdipendenti - prosegue
Lowen - poichè il complesso totale delle tensioni controlla la quantità e l’uso dell’energia
corporea.(...)Poichè il carattere è la somma totale di tutte le forme di tensione, esso si esprime attraverso l’aspetto e la mobilità del corpo.”Il quinto principio è il grounding: “essere radicati alla terra vuol dire che l’energia e le emozioni possono liberamente fluire al suolo attraverso le gambe, assicurando all’individuo mobilità, equilibrio e stabilità. Nella misura in cui non è radicato, un individuo ha una vita irreale”(ibidem pag.99).
L’obiettivo terapeutico per Lowen non è il cambiamento della struttura caratteriale, un
obiettivo che Reich perseguì fino ad un certo punto della sua ricerca. Lowen ritiene che il
cambiamento possa essere quantitativo, legato all’avere più energia e al rimanere grounded anche di fronte a situazioni ed emozioni forti. “Poichè le tensioni non si formano da un giorno all’altro, non possono essere sciolte da un’unica esperienza terapeutica. Le
esperienze debbono accompagnarsi ad una presa di coscienza se si vuole che abbiano
un effetto positivo sulla personalità in trattamento. (...)
Mentre è relativamente facile suscitare emozioni o esperienze in una persona, è molto più
difficile aiutare quella persona ad integrare tali esperienze a livello caratteriale”.Il metodo in analisi bioenergetica spesso viene identificato con le tecniche di lavoro corporeo usate. Su questo, in realtà Lowen ha una visione ampia. Sempre nello stesso articolo afferma: “Se si tengono in mente questi cinque principi non ha importanza il modo in cui
si tratta il paziente. Nell’armamentario terapeutico c’è posto per ogni tecnica. Tutte
funzionano di volta in volta. Nessuna funziona sempre. Ciò che è importante non è quello
che facciamo ma in che modo comprendiamo la vita e i processi vitali, compresi noi stessi”. Un bel modo di concludere l’articolo e un monito a non identificare la
bioenergetica con le tecniche di lavoro corporeo.La bioenergetica è una teoria e poi anche una “tecnica”.
Nicoletta Cinotti