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  1. #436
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
    Data registrazione
    05-05-2005
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    1,718
    Originariamente postato da Agony
    Egon Schiele - Bosco di abeti

    Entro nel duomo rossonero del fitto bosco d'abeti, che
    vive senza strepito e mimicamente si osserva.
    Gli occhi dei tronchi, che folti si afferrano ed espirano,
    visibile, umido fiato.
    Come si sta bene!-Tutto è vivo e morto


    I corpi bruciano
    Essi consumano la propria luce vivendo.

    Egon Shiele

  2. #437
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
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    Far away from Earth
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    16,004
    Federico Garcia Lorca (1898-1936)
    Desiderio

    Solo il tuo cuore ardente
    e niente più.

    Il mio paradiso un campo
    senza usignolo
    né lire,
    con un fiume discreto
    e una fontanella.

    Senza lo sprone del vento
    sopra le fronde
    né la stella che vuole
    essere foglia.

    Una grandissima luce
    che fosse
    lucciola
    di un'altra,
    in un campo di
    sguardi viziosi.

    Un riposo chiaro
    e lì i nostri baci,
    nèi sonori
    dell'eco,
    si aprirebbero molto lontano.

    Il tuo cuore ardente,
    niente più.

  3. #438
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
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    05-05-2005
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    1,718
    Mi alzo con le palpebre infuocate.
    La fanciullezza smorta nella barba
    cresciuta nel sonno, nella carne
    smagrita, si fissa con la luce
    fusa nei miei occhi riarsi.
    Finisco così nel buio incendio
    di una giovinezza frastornata
    dall'eternità; così mi brucio, è inutile
    - pensando - essere altrimenti, imporre
    limite al disordine: mi trascina
    sempre più frusto, con un viso secco
    nella sua infanzia, verso un quieto e folle
    ordine, il peso del mio giorno perso
    in mute ore di gaiezza, in muti
    istanti di terrore....

    "Mi alzo co le palpebre infuocate..."
    Pier Paolo Pasolini

  4. #439
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    02-11-2004
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    1,509
    Fragilità - Mario Luzi

    Le creature s'immergono nei campi
    ebbre di quella forza che li infiora
    tra i dolci pesi che oscillano
    al colpo della primavera.

    Le fanciulle con le fronti pensose
    cuciono tra le siepi ove traluce
    in aperte ghirlande
    il frutto che rapisce la bellezza,

    e la verginità profuma ancora
    quest'anno con quei fiori che ritornano
    e il vento preme il cuore
    col suo passo uguale ora e sempre.

    Le barche scendon lungo i fiumi rosa
    tiepide ed offuscate di stanchezza
    e nel silenzio che le avvolge
    portano quella loro povertà.

  5. #440
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
    Residenza
    Far away from Earth
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    16,004
    L’addio-Nazim Hikmet

    L’uomo dice alla donna
    t’amo
    e come:
    come se stringessi tra le palme
    il mio cuore, simile a scheggia di vetro
    che m’insanguina i diti
    quando lo spezzo
    follemente.

    L’uomo dice alla donna
    t’amo
    e come:
    con la profondità dei chilometri
    con l’immensità dei chilometri
    cento per cento
    mille per cento
    cento volte l’infinitamente cento.

    La donna dice all’uomo
    ho guardato

    con le mie labbra
    con la mia testa col mio cuore
    con amore con terrore, curvandomi
    sulle tue labbra
    sul tuo cuore
    sulla tua testa.
    E quello che dico adesso
    l’ho imparato da te
    come un mormorio nelle tenebre
    e oggi so
    che la terra
    come una madre
    dal viso di sole
    allatta la sua creatura più bella.
    Ma che fare?
    I miei capelli sono impigliati ai diti di ciò che muore
    non posso strapparne la testa
    devi partire
    guardando gli occhi del nuovo nato
    devi abbandonarmi.

    La donna ha taciuto
    si sono baciati
    un libro è caduto sul pavimento
    una finestra si è chiusa.

    È così che si sono lasciati

  6. #441
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
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    05-05-2005
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    1,718
    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.

    "Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale.." Eugenio Montale

  7. #442
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    21-12-2004
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    seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino
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    Rientrando i remi - Pasternak

    Pulsa la barca nell'assonnato petto,
    spiovono i salici, baciano sulle calvicole,
    sui gomiti, sugli scalmi - oh, aspetta,
    questo può accadere a chiunque!

    Tutti di questo canto gioiscono.
    Questo vuol dire cenere di lillà,
    dovizia di matricaria disseminata nella guazza,
    labbra e labbra scambiare con stelle!

    Questo vuol dire abbracciare il firmamento,
    il gigantesco Eracle serrare tra le braccia,
    vuol dire, per secoli interi
    dissipare le notti per un trillo di allodole!

  8. #443
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    21-12-2004
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    seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino
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    Dichiarazione - Pasternak

    la vita e tornata così senza motivo
    come s'interruppe un tempo in modo strano.
    Sto in quella stessa strada antica,
    in quel giorno e in quell'ora d'estate.

    Stessa gente e gli affanni gli stessi
    e l'incendio del tramonto non s'è spento,
    come allora al muro del Maneggio
    la sera di morte l'aveva in fretta inchiodato.

    In abito modesto, liso le donne
    come allora la notte strascicano le scarpe.
    Le soffitte poi le crocifiggono
    come allora su lamiere.

    Ecco sola con l'incedere stanco
    esce sulla soglia lentamente
    e, salita dal seminterrato,
    in diagonale attraversa il cortile.

    E di nuovo appronto pretesti,
    e tutto mi è di nuovo indifferente.
    E la vicina, aggirato il cortile rertostante,
    ci lascia faccia a faccia.

    Non piangere, non increspare le labbra tumefatte,
    non concentrarvi le rughe.
    Ravviverai le squame riarse
    della febbre di primavera.

    Stacca dal mio petto il palmo
    siamo cavi sotto tensione.
    Di nuovo l'uno verso l'altro, guarda,
    ci getterà per inavvertenza.

    Passeranno gli anni, contrarrai matrimonio
    scorderai le manchevolezze.
    Essere donna è un gran passo,
    fare impazzire, eroismo.

    E io dinnanzi al miracolo di mani,
    schiena, spalle e di un collo di donna
    con devozione di servo
    la vita tutta riverisco.

    Ma per quanto la notte m'incateni
    con un anello d'angoscia,
    più forte è al mondo l'aspirazione a evadere
    e la passione attira alle rotture.

  9. #444
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Mi ama - non mi ama.
    Io mi torco le mani
    e sparpaglio le dita spezzate.
    Così si colgono,
    esprimendo un voto,
    così si gettano in maggio
    corolle di margherite sui sentieri.
    La rasatura
    e il taglio dei capelli
    svelino le canizie.
    Tintinni a profusione
    l'argento degli anni!
    Spero,
    ho fiducia
    che non verrà mai da me
    l'ignominioso bonsenso.

    Vladimir Majakovskij
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  10. #445
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    Dimmi se questo è vero amore mio...


    Dimmi se questo è vero, amore mio,
    dimmi se questo è tutto vero.
    Quando questi occhi scagliano i loro lampi
    le oscure nubi nel tuo petto
    danno risposte tempestose.
    E' vero che le mie labbra son dolci
    come il boccio del primo amore?
    Che le memorie di mesi svaniti
    di maggio indugiano nelle mie membra?
    Che la terra, come un'arpa, vibra
    di canzoni al tocco dei miei piedi?
    E' poi vero che gocce di rugiada
    cadono dagli occhi della notte
    al mio apparire e la luce del giorno
    è felice quando avvolge il mio corpo?
    E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
    per ere e mondi in cerca di me?
    Che quando finalmente mi trovasti
    il tuo secolare desiderio
    trovò una pace perfetta
    nel mio gentile parlare
    nei miei occhi e nelle mie labbra
    e nei miei capelli fluenti?
    E dimmi infine se è proprio vero
    che il mistero dell'infinito
    è scritto sulla mia piccola fronte.
    Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.

    Rabindranath Tagore

  11. #446
    Il Poeta

    Ora che batti, da me t'allontani.
    Apri in me piaghe con la tua ala.
    Ma che farò io di questa mia bocca?
    O del mio giorno? della mia notte?

    Io non ho amata, non ho dimora,
    non ho, per vivere, un luogo certo.
    Ed ogni cosa a cui mi dono
    diventa ricca e mi spende.

    R.M.Rilke
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
    ....."MORBOSOooo"
    "Amo il rigore Bauhaus...cravattina nera, camicia bianca...stailosisssima"

    "...mi disturbi esteticamente..."

    http://www.radiodd.com

  12. #447
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
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    Far away from Earth
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    Olindo Guerrini
    Nell'aria della sera

    Nell'aria della sera umida e molle
    Era l'acuto odor de' campi arati
    E noi salimmo insieme su questo colle
    Mentre il grillo stridea laggiu' nei prati.

    L'occhio tuo di colomba era levato.
    Quasi muta preghiera al ciel stellato;

    Ed io che intesi quel che non dicevi
    M'innamorai di te perche' tacevi

  13. #448
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    15-11-2004
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    nell'orbita di Anarres
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    Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
    Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
    Sei più di questa bianca testina che stringo
    come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

    A nessuno rassomigli da che ti amo.
    Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
    chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
    Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.

    Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
    Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
    Qui vengono a finire i venti, tutti.
    La pioggia si denuda.

    Passano fuggendo gli uccelli.
    Il vento. Il vento.
    Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
    Il temporale solleva in turbine foglie oscure
    e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

    Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
    Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
    Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
    Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.

    Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
    ed hai persino i seni profumati.
    Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
    io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

    Quanto ti sarà costato abituarti a me,
    alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
    Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
    e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

    Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
    Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
    Ti credo persino padrona dell'universo.
    Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
    nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
    Voglio fare con te
    ciò che la primavera fa con i ciliegi.

    Neruda


    Grazie

  14. #449
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
    Residenza
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    Non cercare mai di dire al tuo amore...

    Non cercare mai di dire al tuo amore
    amore che mai non si può dire;
    perché il vento gentile si muove
    silenzioso, invisibile.

    Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
    le ho detto tutto il mio cuore;
    tremante, gelido, in terribili paure-
    ah, se ne va via.

    Non appena se ne fu andata da me
    uno straniero passo' per caso;
    silenzioso, invisibile-
    oh, non ci fu rifiuto.

    William Blake

  15. #450
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    02-11-2004
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    Ragazze

    S'inondano di dolce sofferenza
    il cuore, dopo un amore
    nato in un tempo ignorato
    per volere che un uomo venga da forte accanto
    a loro; ne' sogni hanno toccato
    la vita serene nell'aria assopita
    spesso e il bene d'esser venute
    a morir qui come la mamma incanutita.

    Perchè tutto non sia più vero
    i corpi si spengano un giorno
    e d'intorno divinamente esser vento
    esser luna. Ma vogliono sperare
    di ritrovare questo amore come un lento
    rifugio all'errore
    nell'eternità e un dolce confine
    con la terra ove furon bambine.

    Mario Luzi

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