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  1. #451
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Distillers
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Hey Giupeppe, sono finalmente a riuscita a svolgere il caso che hai postato ieri del consulente finanziario e a leggere come lo hai svolto tu. Da profana a me sembra che il tuo sia molto ben fatto e abbiamo raggiunto anche le stesse conclusioni diagnostiche (tranne per l'ansioso-depressivo che io non ho messo). Per il trattamento io ho messo la cognitivo-comportamentale, ma solo perché dal protocollo emergeva che Andrea voleva risolvere in tempi corti il problema. Però è solo un dettaglio, per il resto lo abbiamo fatto molto simile *_*
    «O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
    Ernesto Guevara de la Sierna


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  2. #452
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Distillers Visualizza messaggio
    Hey Giupeppe, sono finalmente a riuscita a svolgere il caso che hai postato ieri del consulente finanziario e a leggere come lo hai svolto tu. Da profana a me sembra che il tuo sia molto ben fatto e abbiamo raggiunto anche le stesse conclusioni diagnostiche (tranne per l'ansioso-depressivo che io non ho messo). Per il trattamento io ho messo la cognitivo-comportamentale, ma solo perché dal protocollo emergeva che Andrea voleva risolvere in tempi corti il problema. Però è solo un dettaglio, per il resto lo abbiamo fatto molto simile *_*
    Pierfetto...mi piacerebbe avere un tuo parere sul nuovo caso che ho postato oggi se è possibile

  3. #453
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Distillers
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    E brava sovrappensiero!
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  4. #454

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Distillers Visualizza messaggio
    E brava sovrappensiero!
    ma dici davvero? L'ho postato per avere un vostro parere. Vi ho seguiti molto in questi giorni e per motivi di lentezza personale non postavo mai le mie ipotesi svolgimento dei casi da voi proposti. Distillers, potrai notare che nella forma verbale non sempre c'è coerenza e che soprattutto mancano cenni alla diagnosi differenziale...bo????!?! io non sono per niente soddisfatta..cmq spero che uno svoglimento di questo tipo possa farmi arrivare all'orale...
    Ultima modifica di sovrappensiero : 14-07-2010 alle ore 19.01.32

  5. #455
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Distillers
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Be', di certo io non sono una professoressa o una competente in materia, quindi il mio è un parere da "studentessa" secondo me non è male, e poi tra i punti indicati non c'era la diagnosi differenziale, quindi non mi cruccerei più di tanto. Ti auguro di cuore che sia andata bene
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  6. #456
    Partecipante Super Figo L'avatar di skarlet82
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Secondo me andava fatta la diagnosi col disturbo distimico. La paziente è già da un anno che assume farmaci, il che vuol dire che la sintomatologia è precedente all'allontanamento della sorella (9 mesi prima) e non si dice nemmeno che da questo momento si sia acutizzata. Anzi dice che da un paio d'anni risulta irritabile a casa e ha conflitti coi parenti ecc. ecc. Non essendoci informazioni specifiche sulla durata io farei diagnosi differenziale tra i due (depressivo maggiore e distimico), anche valutanto il fatto che la ragazza è cupa, ma continua a svolgere alcune attività come andare al cinema e leggere. Direi la compromissione non è elevatissima, in quanto prova ancora piacere in qualche attività. Cià mi fa propendere per il distimico. Voi che ne pensate?

  7. #457

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da skarlet82 Visualizza messaggio
    Secondo me andava fatta la diagnosi col disturbo distimico. La paziente è già da un anno che assume farmaci, il che vuol dire che la sintomatologia è precedente all'allontanamento della sorella (9 mesi prima) e non si dice nemmeno che da questo momento si sia acutizzata. Anzi dice che da un paio d'anni risulta irritabile a casa e ha conflitti coi parenti ecc. ecc. Non essendoci informazioni specifiche sulla durata io farei diagnosi differenziale tra i due (depressivo maggiore e distimico), anche valutanto il fatto che la ragazza è cupa, ma continua a svolgere alcune attività come andare al cinema e leggere. Direi la compromissione non è elevatissima, in quanto prova ancora piacere in qualche attività. Cià mi fa propendere per il distimico. Voi che ne pensate?
    mmm in effetti i miei dubbi sulla diagnosi differenziale erano proprio relativi a questo... ... bo?!!?!

  8. #458
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Il pz, 25 anni, si presenta nello studio accompagnato dalla madre. È riservato, timido, sensibile alla critica e al giudizio. L'esordio del quadro psicopatologico risale alla prima giovinezza con saltuario abuso di sostanze (cannabinoidi e alcool) e successivamente allucinogeni (extasy). Cinque anni fa il pz ha iniziato a manifestare una crescente insicurezza nei rapporti interpersonali e nelle situazioni sociali, accompagnata da sintomi neurovegetativi (tremore, rossore, sudorazione), ed ha sviluppato condotte di evitamento con conseguente isolamento sociale ed incremento delle condotte di abuso. Queste ultime lo hanno portato ad un ricovero in ambito specialistico da cui il pz è stato dimesso con terapia farmacologica, che però è stata abbandonata dopo la dimissione spontaneamente.
    In seguito il pz ha cominciato ad elaborare contenuti ideativi di inadeguatezza fisica con compulsioni al controllo del proprio corpo e all'esercizio fisico. Negli ultimi due anni si è presentata disforia accompagnata a sentimenti di inutilità e abulia, irritabilità e episodi di aggressività verbale e fisica eterodiretta.
    Il protocollo fornisce informazioni di certo utili per una prima comprensione della condizione del pz, ma sarebbero necessari ulteriori approfondimenti per raccogliere informazioni fondamentali per un'ipotesi diagnostica e la scelta di un adeguato intervento.
    Innanzitutto si evince che il pz sia venuto accompagnato dalla madre ma non come abbia scelto di rivolgersi ad uno psicologo: sarà, quindi, necessaria un'analisi della domanda che vada ad approfondire i motivi della richiesta, da chi essa è venuta, se sia stata una scelta del pz stesso, del medico curante, della madre o di altri familiari, cosa il pz si aspetta dallo psicologo. Di certo ciò ci sarà utile per comprendere la motivazione alla base della richiesta, che predisporrebbe il soggetto ad un percorso autoconoscitivo e di cambiamento, fondamentale per l'instaurazione di una produttiva alleanza terapeutica e che, quindi, ci darebbe un'idea delle possibilità di intervento.
    Sarà, altresì, necessario capire come mai il pz si sia rivolto solo ora allo psicologo nonostante, a quanto pare, le difficoltà persistano da lungo tempo, cosa è cambiato rispetto a prima che lo ha portato fin qui.
    Sulle relazioni all'interno del sistema familiare e su come esso abbia reagito e abbia agito nei confronti delle problematiche del pz non abbiamo informazioni, per cui sarebbero da approfondire per comprendere la natura di tale sistema, se sia funzionale o disfuzionale, se vi siano all'interno problematiche che possano aver condotto il pz verso una condizione di fragilità psicologica.
    È essenziale indagare sull'abuso di sostanze, che ha avuto inizio nella prima adolescenza e sembra persistere ancora oggi: come il pz vive l'assunzione, in quali contesti essa ha luogo (in contesti amicali, in solitudine, senza una condizione precisa), che motivazioni adduce per l'assunzione stessa (se ne fa uso per disinibizione, magari, o per colmare eventuali vuoti esistenziali). È interessante anche capire come mai abbia interrotto la terapia farmacologica che gli era stata somministrata in seguito al ricovero (avvenuto proprio a causa dell'uso di sostanze).
    Il pz riferisce di problemi legati alle interazioni sociali e all'esposizione a situazioni sociali, accompagnate da reazioni neurovegetative e che lo hanno condotto all'evitamento: sarà interessante capire da quanto tempo tale condizione persiste, per comprenderne il livello di gravità, e se ci siano delle situazioni specifiche che scatenano queste reazioni o se si tratti di una condizione che investe molteplici aree, per comprendere il grado di compromissione del funzionamento globale.
    Sarà necessario indagare sui suoi vissuti di inadeguatezza fisica, a cosa siano dovuti, quale sia la parte del corpo che ritiene inadeguata o se, piuttosto, ritiene che sia una condizione che investe l'intera corporatura. È importante, anche, valutare il grado di controllo del corpo e di esercizio fisico, se siano cioè realmente eccessivi o nei limiti della norma.
    Infine, sarà necessario indagare sulla disforia che sembra persistere negli ultimi due anni, sui sentimenti di inutilità, sull'abulia e sulle aggressioni eterodirette, capire se tutto ciò possa essere conseguente ad un evento in particolare, che possa aver compromesso l'equilibrio psichico del pz, se influisce significativamente sul funzionamento globale e come vive tale condizione.
    Basandoci semplicemente sui dati forniti dal protocollo non è certamente possibile formulare una diagnosi, mancando le informazioni necessarie di cui sopra ed essendo necessario un contatto diretto con il pz che possa permetterci di osservare altri aspetti salienti (cura di sé, abbigliamento, eloquio, comportamento non verbale). Sarebbero, dunque, necessari ulteriori colloqui ed eventualmente la somministrazione di test psicodiagnostici che potrebbero orientarci verso un quadro più completo e quindi una diagnosi corretta. Tuttavia, possiamo formulare delle ipotesi che hanno, ribadisco, un carattere di incertezza e che devono essere confermate o confutate come già detto.
    Nel formulare ipotesi diagnostiche facciamo riferimento al sistema di classificazione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-IV TR) e partiamo dal presupposto che sia esclusa l'esistenza di condizioni mediche generali o uso di sostanze che potrebbero essere la causa dei sintomi descritti. I sentimenti di insicurezza nei rapporti interpersonali e nelle situazioni sociali, accompagnati da sintomi neurovegetativi, possono far pensare ad un Disturbo d'Ansia (asse I), in particolare la Fobia sociale, che però potrebbe essersi successivamente espressa e consolidata come Disturbo Evitante di Personalità (Asse II), come indicherebbero l'evitamento, l'isolamento sociale e l'ipersensibilità alla critica e al giudizio. Probabilmente a ciò può essere legata l'insoddisfazione per il corpo e le attenzioni ad esso rivolte. Perciò è importante approfondire la gravità di tali comportamenti, in modo da escludere ad esempio un Disturbo di Dismorfismo Corporeo. Si potrebbe pensare, come diagnosi differenziale, ad un Disturbo Schizoide di Personalità, che tuttavia sembra improbabile dal momento che il pz sembra comunque desiderare relazioni interpersonali che però sfugge perché non se ne ritiene all'altezza. Il fatto che negli ultimi due anni si siano palesati disforia, senso di inutilità, abulia, aggressività eterodiretta, potrebbe far pensare ad un Disturbo dell'Umore, in particolare, vista la durata, ad un Disturbo Distimico che potrebbe essere associato al Disturbo Evitante di Personalità. Bisogna, però, accertare innanzitutto quanto la sintomatologia incida effettivamente sul funzionamento quotidiano e indagare sulla durata e sulla presenza o assenza di altri sintomi che potrebbero portare a confermarla o confutarla.
    Come detto più sopra, sono necessari altri colloqui con il pz ai fini della raccolta delle informazioni che possano aiutare ad averne un quadro più completo. A tale scopo proporrei anche la somministrazione di MMPI2, per la valutazione dei tratti psicopatologici, SCID-2, per la valutazione dei disturbi di asse II, e la CBA che potrebbe fornire suggerimenti su ulteriori aree su cui indagare.
    Nel caso in cui la suddetta ipotesi dovesse trovare conferma proporrei, come intervento, una terapia supportivo-espressiva inizialmente individuale e poi di gruppo, a carattere psicodinamico. Tale proposta è dovuta al fatto che potrebbe essere necessario un iniziale supporto all'Io, per una ricostruzione, ristrutturazione ed integrazione, per abbassare le quote d'angoscia e per favorire, nel pz, un adeguato contatto con la realtà e una ristrutturazione dell'immagine di Sé. Successivamente, si darà spazio ad una rielaborazione dei termini del confitto. La scelta del gruppo è fondamentale per favorire lo sviluppo delle capacità di integrazione e comunicazione dei vissuti e per incoraggiare all'esposizione alle situazioni temute.

    questo è il mio svolgimento del caso del ragazzo di 25 anni postato da Giupeppe. Sinceramente mi ha messo un po' in crisi la questione dell'uso di sostanze, non ho saputo come inquadrarla. Aspetto voi altri per un confronto
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  9. #459
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Per Distiller: PERFECT!!

  10. #460
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    Citazione Originalmente inviato da skarlet82 Visualizza messaggio
    Secondo me andava fatta la diagnosi col disturbo distimico. La paziente è già da un anno che assume farmaci, il che vuol dire che la sintomatologia è precedente all'allontanamento della sorella (9 mesi prima) e non si dice nemmeno che da questo momento si sia acutizzata. Anzi dice che da un paio d'anni risulta irritabile a casa e ha conflitti coi parenti ecc. ecc. Non essendoci informazioni specifiche sulla durata io farei diagnosi differenziale tra i due (depressivo maggiore e distimico), anche valutanto il fatto che la ragazza è cupa, ma continua a svolgere alcune attività come andare al cinema e leggere. Direi la compromissione non è elevatissima, in quanto prova ancora piacere in qualche attività. Cià mi fa propendere per il distimico. Voi che ne pensate?
    Anch'io avrei messo distimico...cmq il matrimonio della sorella è importante per una riacutizzazione del disturbo e quindi indagare i temi relativi alla dipendenza..il processo di separazione etc...la diagnosi differenziale non è richiesta nella traccia quindi perchè mettercela?

  11. #461
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da ntegnomo Visualizza messaggio
    Per Distiller: PERFECT!!
    Grazie mille ntegnomo *_*
    Spero di riuscire a far bene anche alla prova (sempre che abbia superato la seconda ).
    «O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
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  12. #462

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da ntegnomo Visualizza messaggio
    Anch'io avrei messo distimico...cmq il matrimonio della sorella è importante per una riacutizzazione del disturbo e quindi indagare i temi relativi alla dipendenza..il processo di separazione etc...la diagnosi differenziale non è richiesta nella traccia quindi perchè mettercela?
    non so...

  13. #463
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    A. è una donna di 36 anni che si presenta alla consultazione dello psicologo su indicazione di una sua amica che glielo ha
    raccomandato definendolo un professionista serio e preparato.
    Si presenta molto curata nell'aspetto ed esordisce nell'affermare la sua sfiducia nella psicologia. Vorrebbe però essere
    aiutata a risolvere il suo problema, magari sottoponendosi e delle sedute di rilassamento di cui
    l'amica le ha tanto parlato. Parla a voce bassa, quasi scandendo e selezionando con cura le parole che usa. E' molto
    esigente con sé
    stessa, da sempre preoccupata di come può apparire agli altri, da cui si sente spesso giudicata negativamente.
    Svolge il lavoro di giornalista da 10 anni ma si dichiara insoddisfatta a causa dell'ambiente del giornale. In particolare ha un
    pessimo rapporto sia con il proprio capo che con i colleghi, in quanto, a suo dire, non le riconoscono lo spazio che ritiene di
    meritare. Il motivo della consultazione psicologica sono dei frequenti mal di testa di cui soffre da nove anni. Il dolore è
    associato ad una perdita della sensibilità agli arti superiori e risulta resistente a qualsiasi trattamento farmacologico. A. si
    sente disperata per il persistere della sua "malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco
    e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività.
    A. è la seconda di tre figli, ha una sorella maggiore di due anni, con la quale riferisce di avere da sempre un pessimo
    rapporto ed un fratello più piccolo di otto anni che dice di amare moltissimo "come se fosse un figlio".
    Ha sempre avuto difficoltà di relazione con la madre che definisce "possessiva e invadente", più con lei che con i fratelli.
    Il padre definito "meraviglioso" ma purtroppo " assente e sempre concentrato sui propri problemi".
    Nel passato ha avuto tre storie affettive "importanti" ma fallite, così che non ha potuto coronare il suo sogno di avere un
    figlio.
    Sulla base dei dati forniti, il candidato indichi in maniera sintetica:
    Quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti a giustificazione
    dell'ipotesi fatta
    Di quali altri dati ha bisogno per una diagnosi differenziale
    Di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe
    Quali indagini, consulenze specialistiche o altro richiederebbe alla persona e perché
    Se ritiene necessario un trattamento psicoterapeutico o altro.
    iri

  14. #464
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    stamattina mi dedico a questo caso... poi vi posto la mia discussione..
    iri

  15. #465
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Distillers Visualizza messaggio
    Grazie mille ntegnomo *_*
    Spero di riuscire a far bene anche alla prova (sempre che abbia superato la seconda ).
    Ancora non lo sai? poveraccia...

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