lasciamo perdere quello che leggi sul manifesto.
ho solo pensato allo schietto suggerimento confessatomi da un ricercatore che scrivendo articoli su riviste scientifiche non può sottrarsi all'aurea regola dello scrivere chiaro e comprensibile per la magigorparte dei lettori.
() per me è un brutto colpo quando mi leggono e non capiscono o fraintendono cose per me interessanti. mai pensare di dare per scontato quanto sappiamo noi e gli altri.
ma questo non ha poi così importanza. io mi riferivo a come e a cosa scrivevi. parzialmente, faziosamente, ritengo che quanto scrivi e come lo scrivi sia una confusa accozzaglia di concetti poco chiari e privi di fondamenta.
la chiarezza si riferisce ai discorsi che si fanno, proprio in questo thread.
anche io vi leggo, nei "ritagli" di tempo. e santo cielo, sono un lettore che pretende che mi si spiegano le cose con qualche criterio sintattico e ragionevolmente, argomentativamente plausibile. poi in fondo sono un poco preparato sulla materia, non è che sono così profano e non posso seguire i vostri ragionamenti "complessi"...
provate a scrivere, a definire, a portare esempi, dati, prove sperimentali, articoli. per carità non i medesimi autori che si vuole spiegare....
ci mancherebbe poi che i tuoi supervisori si lamentino di te...
anzi in bocca a lupo per tutto.
ritorno all'ingrato compito di leggervi e decifrarvi. quando ho "ritagli" di tempo.