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  1. #481
    Partecipante Assiduo
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    12-04-2007
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    [QUOTE=Zuccherina;2023808]ma per favore.....!!!!
    L'utente capisce quando il suo problema è "strutturale"(non intendo che sa qual'è il problema)e necessita l'intervento di uno psicologo e quando è un problema che non ha a che fare con la struttura e si orienta diversamente!!!Quindi è lui in primis a decidere cosa è meglio per lui tranne se ci troviamo di fronte una persona incapace di intendere e di volere che è stata "costretta" a rivolgersi ad un determ. professionista.
    QUOTE]

    Zuccherina te lo chiedo in ginocchio, ho letto che anche su altri forum fai di questi interventi e altri colleghi cercano di arginarti ma senza successo. Ti prego fermati. L'utente non sa neanche la differenza tra psicologo e psichiatra. figuraiamo quello che dici"Quindi è lui in primis a decidere cosa è meglio per lui tranne se ci troviamo di fronte una persona incapace di intendere e di volere che è stata "costretta" a rivolgersi ad un determ. professionista."


    sei una studentessa che per tesi universitaria cerca di tastare la pazienza degli Psicolgi x caso? Sarei curioso di leggere le tue ricerche

  2. #482
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    le persone...i politici...insomma la società in generale ha capito che oltre la figura dello psicologo è necessario avere altre figure come i counsellor i quali vedono il problema da un altro punto di vista non prettamente psicologico ma che allargano gli orizzonti ad un sistema più ampio nel suo complesso non fermandosi al personale ma andando oltre!!!!Quando parlo di sistema parlo della rete sociale nel suo complesso!Sicuramente ci sono elementi psicologici ma questi vanno "rielaborati" secondo la propria visione e teoria di riferimento!!!!
    Vi siete dimenticati il percorso che avete fatto per rendere la vostra professione autonoma????non vedo perchè non devono farlo le altre!!

  3. #483
    Partecipante Figo
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    30-11-2008
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    773

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    sei una studentessa che per tesi universitaria cerca di tastare la pazienza degli psicologi per caso????
    sei troppo forte!!!!!!

  4. #484
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    le persone...i politici...insomma la società in generale ha capito che oltre la figura dello psicologo è necessario avere altre figure come i counsellor i quali vedono il problema da un altro punto di vista non prettamente psicologico ma che allargano gli orizzonti ad un sistema più ampio nel suo complesso non fermandosi al personale ma andando oltre!!!!Quando parlo di sistema parlo della rete sociale nel suo complesso!Sicuramente ci sono elementi psicologici ma questi vanno "rielaborati" secondo la propria visione e teoria di riferimento!!!!
    Vi siete dimenticati il percorso che avete fatto per rendere la vostra professione autonoma????non vedo perchè non devono farlo le altre!!

    Non ho veramente parole. Al tuo intervento aggiungerei : non ci sono più le mezze stagioni.

  5. #485
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Peterpan1977 Visualizza messaggio
    Non ho veramente parole. Al tuo intervento aggiungerei : non ci sono più le mezze stagioni.
    Non servono, é questo il problema, perché o sono prese in un certo modo o sono rifiutate a priori, senza vie di mezzo, manca lo spazio nelle sue varie dimensioni.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  6. #486
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Le parole che hai scritto mi portano a chiedere ancora una volta: come è possibile giustificare il distinguo tra "disagio temporaneo" e "disagio strutturale"? I criteri adottati mi paiono insufficienti, tanto più che tu stesso ammetti che è difficilmente comprensibile se si tratti di prodromi o meno. Parimenti il criterio della "presenza di risorse" cui ti richiami appare dal punto di vista teorico fragile.
    In ciò risiede, secondo il mio modesto parere, la debolezza epistemica del counselling e del sostegno psicologico.
    Spero si possa riprendere la discussione a questo livello
    Anche altre colleghe hanno già risposto, oltre a me, alla domanda di cui abbiamo discusso per diverse pagg. con conclusione il "giudizio" ripetuto di "insufficienti".
    A parte che già all'inizio di questo 3d risposi con una domanda chiarificatrice:
    "Criteri insufficienti" per fare cosa?
    Per fare lo psicoterapeuta (abusivo) sono sicuramente insufficienti!
    In ogni caso: ho risposto a Rosa...per quanto riguarda i prodromi, intesi in senso negativo, ma, grazie alla preparazione e formazione rogersiana, che proprio con Rosa abbiamo citato in altri 3d, voglio e posso affrontare anche i prodromi positivi (le Risorse che si mettono o ri-mettono in moto) e io su queste ultime lavoro. E riesco a valutare molto bene i progressi "in fieri".
    Purtroppo non ho effettuato nessuna analisi epistemologica del Modello e Gieko stesso ha affermato che non può essere svolta su un 3d, ambiente di per sé limitato, per di più a me come a Carl Rogers (anche questo già detto, mi sembra da Q/stracci) non interessa, mi interessano le testimonianze delle persone che si sono rivolte a me (anche quelli sono fatti).

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Sembra a questo riguardo che resti molto difficile comprendere che le risorse vanno considerate sempre in relazione alla globalità della persona, in particolare se in presenza di prodomi che non si sanno distinguere.
    In tale campo, non dubito delle tue competenze essendo il tuo da tempo, né della tua personale serietà in generale, tanto che stavi frequentando psicologia, in Italia, pur avendo già un titolo in PNL (dove il coach si insinua purtroppo facilmente in modo improprio, soprattutto in ambito aziendale, costituendo per le persone serie e preparate, un serio problema).
    Però il problema clinico permane così come l'incapacità di molti di coglierlo, inventando per "gestirlo", termini fantasiosi oppure un nuovo vestito da mettere sopra lo stesso corpo; il problema molto serio é che però da tale vestito cucito addosso per "forza" senza che lui lo sappia, il Cliente spesso, può riportare conseguenze serie
    C'è in ciò che ho riportato una contraddizione: Ti ringrazio della stima e dell'apprezzamento per la mia formazione...infatti ricordi bene i dettagli.
    La formazione rogersiana l'ho scelta, perchè più vicina al mio carattere e alla mia formazione di base (sì, PNL, ricordi bene). E ho già spiegato quale fu la mia prima motivazione e convinzione dell'efficacia del metodo di Counseling rogersiano (l'efficacia degli psicologi che me l'hanno dimostrata e l'apprendimento e approfondimento dai libri e filmati di Carl Rogers). E anche Laurea in Psicologia che ho scelto, ricordi bene, Gaia, anche questo.
    Ma se tutto ciò mi avesse portato a scimmiottare la psicoterapia rogersiana e a introdurmi abusivamente nell'ambito clinico...sarebbe davvero un fallimento!
    Per i motivi che Voi stessi sostenete: il fatto che ci siano altri che fanno lo stesso con un Corso (di Coaching) di 10 gg., spendendo meno, capendo meno, evitando il percorso personale e fregandosene di qualsiasi codice etico!
    Non è stata questa la mia scelta e quella di molti altri Counselor, compresi quelli a cui insegno e i dirigenti delle Associazioni di garanzia in Italia.
    Il Counseling vero esiste e può essere svolto realmente, come sta succedendo in Italia.
    Il Counseling è nato molto prima della Psicologia di Comunità, negli Stati Uniti.
    Non c'è bisogno (e non ne ho bisogno) di nessuna teoria fantasiosa, ciò che ho appreso l'ho imparato da Psicologi e psicoterapeuti, come Virginia Satir, che lavoravano anche nel sociale, non solo nella psicoterapia. E insegnavano a coloro che hanno insegnato a me, esattamente come quelli che insegnano all'Università italiana. E, non ultimo, si apprende molto lavorando fianco a fianco anche con docenti universitari e professionisti europei che lavorano nelle aziende con professionalità e rigore etico (e con successo).
    Tutto è occasione di apprendimento se c'è vera volontà, voglia di apprendere e di non sentire concluso il proprio apprendimento (Laurea in Psicologia) e etica, tanta etica da farne il pavimento in comune su cui incontrare chi si rivolge a noi, senza quella per me è come stare su un "ponte tibetano"...
    psi_net

  7. #487
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Anche altre colleghe hanno già risposto, oltre a me, alla domanda di cui abbiamo discusso per diverse pagg. con conclusione il "giudizio" ripetuto di "insufficienti".
    A parte che già all'inizio di questo 3d risposi con una domanda chiarificatrice:
    "Criteri insufficienti" per fare cosa?
    Per fare lo psicoterapeuta (abusivo) sono sicuramente insufficienti!
    In ogni caso: ho risposto a Rosa...per quanto riguarda i prodromi, intesi in senso negativo, ma, grazie alla preparazione e formazione rogersiana, che proprio con Rosa abbiamo citato in altri 3d, voglio e posso affrontare anche i prodromi positivi (le Risorse che si mettono o ri-mettono in moto) e io su queste ultime lavoro. E riesco a valutare molto bene i progressi "in fieri".
    Purtroppo non ho effettuato nessuna analisi epistemologica del Modello e Gieko stesso ha affermato che non può essere svolta su un 3d, ambiente di per sé limitato, per di più a me come a Carl Rogers (anche questo già detto, mi sembra da Q/stracci) non interessa, mi interessano le testimonianze delle persone che si sono rivolte a me (anche quelli sono fatti).



    C'è in ciò che ho riportato una contraddizione: Ti ringrazio della stima e dell'apprezzamento per la mia formazione...infatti ricordi bene i dettagli.
    La formazione rogersiana l'ho scelta, perchè più vicina al mio carattere e alla mia formazione di base (sì, PNL, ricordi bene). E ho già spiegato quale fu la mia prima motivazione e convinzione dell'efficacia del metodo di Counseling rogersiano (l'efficacia degli psicologi che me l'hanno dimostrata e l'apprendimento e approfondimento dai libri e filmati di Carl Rogers). E anche Laurea in Psicologia che ho scelto, ricordi bene, Gaia, anche questo.
    Ma se tutto ciò mi avesse portato a scimmiottare la psicoterapia rogersiana e a introdurmi abusivamente nell'ambito clinico...sarebbe davvero un fallimento!
    Per i motivi che Voi stessi sostenete: il fatto che ci siano altri che fanno lo stesso con un Corso (di Coaching) di 10 gg., spendendo meno, capendo meno, evitando il percorso personale e fregandosene di qualsiasi codice etico!
    Non è stata questa la mia scelta e quella di molti altri Counselor, compresi quelli a cui insegno e i dirigenti delle Associazioni di garanzia in Italia.
    Il Counseling vero esiste e può essere svolto realmente, come sta succedendo in Italia.
    Il Counseling è nato molto prima della Psicologia di Comunità, negli Stati Uniti.
    Non c'è bisogno (e non ne ho bisogno) di nessuna teoria fantasiosa, ciò che ho appreso l'ho imparato da Psicologi e psicoterapeuti, come Virginia Satir, che lavoravano anche nel sociale, non solo nella psicoterapia. E insegnavano a coloro che hanno insegnato a me, esattamente come quelli che insegnano all'Università italiana. E, non ultimo, si apprende molto lavorando fianco a fianco anche con docenti universitari e professionisti europei che lavorano nelle aziende con professionalità e rigore etico (e con successo).
    Tutto è occasione di apprendimento se c'è vera volontà, voglia di apprendere e di non sentire concluso il proprio apprendimento (Laurea in Psicologia) e etica, tanta etica da farne il pavimento in comune su cui incontrare chi si rivolge a noi, senza quella per me è come stare su un "ponte tibetano"...
    It_Modeler, il tema dell'etica, della necessaria tanta Etica, non era rivolto a te, così come quello della presenza spesso inconsapevole, già dalle premesse (e qui sono chiamati in causa i docenti che aprono queste porte impropriamente ) dell'abusivismo; le teorie fantasiose sono molte di quelle che ho potuto leggere, che utilizzano solo vuote parole ed esclamazioni spesso urlate. Seppure in modo scritto. Sul coaching, mi riferisco al fatto che spesso la PNL, é utilizzata a sproposito in questo settore ed in modo inappriopiato, svendendola, infatti ho aggiunto, alla mia frase "purtroppo" - entra molto in gioco perché sappiamo tutti come fanno alcuni. Basta anche fare un giro per internet o leggere i messaggi promozionali che arrivano per email. Anche sul Counseling. Purtroppo, il Counseling, in Italia, molte volte, non é organizzato sempre con criteri logici e ne abbiamo ed abbiamo avuto in questo forum, diverse dimostrazioni.
    Negli Usa, dove la stessa Virginia Satir, oltre che terapeuta familiare era anche assistente sociale e fondatrice di Modelli PNL, non vi é stata e non vi é questa separazione, (né spesso un certo necessario rigore, tant'é che anche il coaching di tipo falso ma vero come problema é importato da lì) ma in genere terapeuti americani che fanno anche counseling che considerano, avendo conoscenze in entrambi i settori, più "direttamente" fruibile in certi casi (io ne conosco uno di orientamento base cbt, ) sanno capire quando utilizzare l'uno o l'altro.
    Del resto, vedo che nel thread da parte dei counselor ed aspiranti tali, in altri settori disciplinari rispetto alla psicologia (disciplinari é una parola forte per un certo tipo di "sottobosco") é in generale, molto difficile comprendere il senso reale di ciò che uno scrive e a cosa si riferisce e in quale direzione é orientato, cosa che lascia me ed altre persone piuttosto perplessi circa le capacità reali di ascolto e di decifrazione di ciò che viene detto e ciò che non viene detto. Con le successive capacità basilari di orientamento.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 18-05-2009 alle ore 19.36.45
    Gaia

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  8. #488
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    A parte che già all'inizio di questo 3d risposi con una domanda chiarificatrice:
    "Criteri insufficienti" per fare cosa?
    Per trattare con l'utenza. Secondo me almeno, ma è di questo che mi sarebbe piaciuto discutere...

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Purtroppo non ho effettuato nessuna analisi epistemologica del Modello e Gieko stesso ha affermato che non può essere svolta su un 3d, ambiente di per sé limitato, per di più a me come a Carl Rogers (anche questo già detto, mi sembra da Q/stracci) non interessa, mi interessano le testimonianze delle persone che si sono rivolte a me (anche quelli sono fatti).
    I fatti sono utili, ma possono anche divenire la conferma di ciò che si cerca. Per questo credo che la riflessione epistemologica sia utile. Ma tant'è...

    Saluti
    gieko

  9. #489
    Johnny
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    L'utente capisce quando il suo problema è "strutturale"(non intendo che sa qual'è il problema)e necessita l'intervento di uno psicologo e quando è un problema che non ha a che fare con la struttura e si orienta diversamente!!!
    senza addentrarci nello specifico (immagino che tu sia esperta in materia e sappia esattamente cosa significa "struttura" in psicoanalisi), intuitivamente potrei dire che più il problema è "strutturale" e meno il soggetto ne è consapevole.
    (ad esempio uno psicotico non è cosciente che i suoi deliri sono frutto di fantasia...o ancora, un narcisista che a 50 anni ha brevi episodi di angoscia acuta non è cosciente che tale angoscia è causata dal vedere la sua immagine fisica che deteriora a causa dell'età - la cosiddetta "crisi della senescenza" di cui parla Bergeret)) .

  10. #490
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Personalmente mi preme soprattutto la teoria alla base dell'intervento di counselling.
    Le parole che hai scritto mi portano a chiedere ancora una volta: come è possibile giustificare il distinguo tra "disagio temporaneo" e "disagio strutturale"?Parimenti il criterio della "presenza di risorse" cui ti richiami appare dal punto di vista teorico fragile.

    Saluti
    Dobbiamo tenere presente la dimensione temporale nel counselling.
    In genere non si va oltre le 10 sedute.
    Entro questo termine il cliente deve aver imparato a far leva sulle proprie risorse personali e questo lo puoi constatare...non alla 10 seduta ma molto prima.
    Questo è uno spazio ristretto per approfondire il tema ma, detto in parole povere, se il cliente ha delle difficoltà più profonde che hanno a che fare con il livello di struttura, intrapsichiche, non riuscirà di certo a far leva sulle proprie risorse interne e sarà necessario l'invio a un professionista diverso (psicologo-psicoterapeuta).

    Nel counselling vi è un contratto con un obiettivo concreto che viene stabilito tra cliente e counsellor (anche ad es. nell'A.T e nelle terapie ad approccio umanistico integrato) in ogni seduta e questo va verificato.
    Alla fine di ogni seduta il cliente è in grado di stabilire se l'obiettivo è stato raggiunto o meno.

    E' il cliente che decide su cosa vuol stare, il consellor ad es. lo aiuta a stabilire meglio i termini della richiesta.
    In ogni momento sai dove sei e dove stai andando e lo sa anche il cliente.
    Ultima modifica di rosablu77 : 18-05-2009 alle ore 20.32.16

    Il credere in se stessi, ma dubitando continuamente di quelle verità che riteniamo di possedere o di aver raggiunto, è forse l'atteggiamento che ogni scienziato dovrebbe assumere nei confronti del proprio ricercare e dei proprio interagire con gli altri. (Carl Rogers)

  11. #491
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    It_Modeler, il tema dell'etica, della necessaria tanta Etica, non era rivolto a te,
    Sì Gaia, ho capito che non era rivolto a me, ma sono stato tra i primi a porre il problema e sento di doverlo porre ancora...ho riferito anche di Psicologi triennalisti che lavorano tranquillamente in Centri di Ascolto, senza nessunissima formazione e di ipnoterapeuti che in aula aziendale hanno tentato di mandare in trance una partecipante, anche questi casi reclamano un'etica, oltre ai Counselor o sedicenti tali, ciarlatani improvvisatori.
    Anche quelle persone (persone umane) rivoltesi a loro meritavano un trattamento diverso...davvero più umano e, forse, più umanistico.

    Sul coaching, mi riferisco al fatto che spesso la PNL, é utilizzata a sproposito in questo settore ed in modo inappriopiato, svendendola, infatti ho aggiunto, alla mia frase "purtroppo" - entra molto in gioco perché sappiamo tutti come fanno alcuni. Basta anche fare un giro per internet o leggere i messaggi promozionali che arrivano per email.
    Sono perfettamente d'accordo con Te e puoi capirlo benissimo, perchè ne abbiamo trattato su un altro 3d...quella non è neppure PNL...è venduta per PNL, non ha il sapore di base della PNL, non è nulla: ha solo la dicitura PNL...quella davvero è illusione, esattamente come disse Virginia Satir negli anni Ottanta.
    Ma alcune persone si sono rivolte a me dopo aver letto quei msg pubblicitari, allora li ringrazio: i loro messaggi pubblicitari hanno avuto un effetto contrario...all'anima della formazione alla vendita, in realtà il marketing è stato molto pesante (forse un po' troppo)!

    Negli Usa, dove la stessa Virginia Satir, oltre che terapeuta familiare era anche assistente sociale e fondatrice di Modelli PNL
    E' stata il primo Modello PNL. Richard Bandler ha chiesto di studiarla e da lì sono nati i Modelli PNL.
    I co-"fondatori" (sviluppatori) di Modelli PNL sono stati Richard & John Grinder.


    ma in genere terapeuti americani che fanno anche counseling considerano, avendo conoscenze in entrambi i settori, più "direttamente" fruibile in certi casi (io ne conosco uno di orientamento base cbt, ) sanno capire quando utilizzare l'uno o l'altro.
    E' esatto: esistono sia quelli (terapeuti e counselor allo stesso tempo) di cui Tu parli e sia, addirittura, docenti universitari di Counseling, magari con trentennale esperienza, ma non terapeuti...ma se li vedi in azione allora hai lo stesso effetto che probabilmente ha fatto Virginia a Richard Bandler quando l'ha vista in azione...rimani a bocca aperta, perchè utilizzano tutto ciò che abbiamo scritto (accoglienza, ristrutturazione, evocazione ed elicitazione di Risorse, ecc.), ma in modo talmente naturale...che se non fai attenzione attimo per attimo, neppure Te ne accorgi.

    Del resto, vedo che nel thread da parte dei counselor ed aspiranti tali, in altri settori disciplinari rispetto alla psicologia (disciplinari é una parola forte per un certo tipo di "sottobosco") é in generale, molto difficile comprendere il senso reale di ciò che uno scrive
    Credo che questo mio msg l'abbiano capito. Scrivo in modo volutamente semplice e non perchè non sappia scrivere in modo più complesso. Ora "carne al fuoco" con gli studi di Psicologia ne avrei.
    Ho scelto, invece, un modo semplice...anche se "semplice non significa sempre facile".
    Ultima modifica di IT_Modeler : 25-05-2009 alle ore 23.50.37
    psi_net

  12. #492
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    le persone che richiedono aiuto NON SEMPRE hanno problemi che necessitano di interventi sulla struttura.....il professionista che sia pedagogista, antropologo, sociologo.....ha un bagaglio culturale che gli consente di capire se il problema è a livello strutturale o di relazione o altro.......(e in caso di problema strutturale invierà il cliente ad uno psicoterapeuta)....la stessa cosa avviene se il cliente va da uno psicoterapeuta il quale si accorge che il problema non richiede un intervento della struttura ed invierà il cliente verso un counsellor......

  13. #493
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Dobbiamo tenere presente la dimensione temporale nel counselling.
    In genere non si va oltre le 10 sedute.
    Entro questo termine il cliente deve aver imparato a far leva sulle proprie risorse personali e questo lo puoi constatare...non alla 10 seduta ma molto prima.
    Questo è uno spazio ristretto per approfondire il tema ma, detto in parole povere, se il cliente ha delle difficoltà più profonde che hanno a che fare con il livello di struttura, intrapsichiche, non riuscirà di certo a far leva sulle proprie risorse interne e sarà necessario l'invio a un professionista diverso (psicologo-psicoterapeuta).

    Nel counselling vi è un contratto con un obiettivo concreto che viene stabilito tra cliente e counsellor (anche ad es. nell'A.T e nelle terapie ad approccio umanistico integrato) in ogni seduta e questo va verificato.
    Alla fine di ogni seduta il cliente è in grado di stabilire se l'obiettivo è stato raggiunto o meno.

    E' il cliente che decide su cosa vuol stare, il consellor ad es. lo aiuta a stabilire meglio i termini della richiesta.
    In ogni momento sai dove sei e dove stai andando e lo sa anche il cliente.
    Bah, continuo a restare perplesso, fai una distinzione tra intrapsichico ed extrapsichico molto discutibile (nel senso che sono in continuità), in ogni caso stabilire se la questione è strutturale o no -ammesso che sia possibile il no- dal mio punto di vista è un atto diagnostico, poi fate quel che volete, almeno lo si riconosca...

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 18-05-2009 alle ore 23.50.20

  14. #494
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    I fatti sono utili, ma possono anche divenire la conferma di ciò che si cerca.
    Magari fosse sempre così, allora tutti i tipi di apprendimento, in particolar modo quello in campo psicologico sarebbero sorprendentemente facili, addirittura banali, perchè troverei sempre la conferma di ciò che cerco.
    Magari, ma la realtà è diversa e l'apprendimento è faticoso, soprattutto in campo psicologico.
    psi_net

  15. #495
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    L'apprendimento è faticoso in tutti i campi che hanno a che fare con la relazione professionista-utente.....tali campi richiedono una formazione complessa poichè complesso è il loro oggetto di studio....
    Ps: ho parlato già di diagnosi....il professionista fa una diagnosi nel momento in cui decodifica una domanda(anche implicita)......ho detto anche che il professionista sa quando inviare il cliente ad uno psicoterapeuta ed in quel momento fa una diagnosi in cui dice che c'è un problema strutturale di fondo per il cui APPROFONDIMENTO si richiede l'intervento di uno psicoterapeuta!

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