E il dolore assomiglia sempre alla paura. Forse, piu' esattamente, alla tensione. O all'attesa: andare su e giù in attesa che succeda qualcosa. Dà alla vita una sensazione di perenne provvisorietà. A che scopo cominciare qualcosa? Non ne vale la pena. Mi e' impossibile star fermo. Sbadiglio, cincischio, fumo troppo. Prima avevo sempre troppo poco tempo. Adesso non c'e' altro che tempo. Tempo quasi allo stato puro, vuota sequenzialità.
Diario di un dolore di C.S. Lewis









"Non sono cattiva.. è che mi disegnano così"
ha scritto anche altro
grazie per la dritta
)
