ah nono...trovato!a chi servisse si trova nella definizone di "sano"!
Ho provato a fare una sintesi di tutte le domande comparse in questo thread (anche se sulla divisione per libro non sono sicuro):
PSICOPATOLOGIA
1) Differenza fra malattia e sindrome
2) Differenza fra allucinazioni e illusioni visive
3) La depersonalizzazione e le sue 3 modalità
4) Forme di delirio nei disturbi dell'identità dell'Io
5) il raggiungimento della felicità può essere in psicopatologia un criterio per stabilire la malattia
6) La diagnosi differenziale
7) Le pseudologie
8) La norma ideale è utile in psicopatologia?
9) Come si definisce l'individuo malato?
10) Relazione tra normale e sano
11) Lo stato d'animo delirante
12) Differenze tra stato oniroide e stato crepuscolare
13) Illustrare la relazione tra il concetto di "norma individuale" e quello di "sintomo".
14) Elemento discriminante tra i vari disturbi quantitativi della coscienza
PSICOANALISI
1) Uomo colpevole o uomo tragico
2) Modello strutturale in Anna Freud
3) Metodi difensivi in Anna Freud
4) Ipnosi perché inefficace per Freud
5) Invidia in Klein vs. attacco al legame in Bion
6) Caratteristiche dell'oggetto in Freud e Fairbairn
7) Concetto di rimozione per freud e fairbairn
8) La differenza secondo Freud tra nevrosi attuali e psiconevrosi
9) La posizione depressiva di Klein
10) Separazione-individuazione di Mahler
11) La difesa maniacale della Klein
12) La differenza tra le posizioni Kleiniane e le fasi Freudiane
13) Rapporti tra i concetti espressi da Freud in merito alla formazione del sintomo nevrotico e alla formazione del sogno
14) Punti comuni nella teoria di Spitz e nelle modificazioni introdotte da Fairbarin nel concetto di libido
15) La teoria della seduzione infantile e suo abbandono
16) Uguaglianze e differenze tra normalità e sanità
17) In cosa consiste il comportamento "quasi patologico" della "madre sufficientemente buona" di Winnicott?
18) Differenza tra io libidico e io antilibidico
19) Cosa intende Freud per transfert? E per resistenza?
20) Cosa è il concetto di associazione libera?
21) Come si costituisce l'oggetto interno in Fairbairn?
22) Il concetto di coazione a ripetere in Freud e in Fairbairn
23) Empatia e legame intenzionale con l'altro
24) La rabbia come si correla all'intenzionalità
25) L'insight per Fairbairn
26) Freud e l'abbandono della teoria della seduzione infantile
27) Illustrare le analogie e le differenze tra l'oggetto interno di Fairbairn e l'oggetto intenzionale
28) Paradigma ermeneutico
MORFOGENESI
1) Legame fra linguaggio assertivo e sogno
2) Relazione tra dialogo ironico e psicologia clinica
3) Cosa intendono per sogno Freud e Foucault
4) La differenza tra linguaggio assertivo ed argomentativo ed il concetto di sensibilità critica
5) Differenza tra dialogo ordinario e dialogo ironico
6) La scrittura come operatore morfogenetico
7) L'ironia e la noia
8) L'esperienza ironica in relazione all'atteggiamento critico, al paradosso ed alla dialettica comunicativa
9) Il sogno in relazione all'alto livello di vissuto esistenziale che rende esplicito, con le tre condizioni estreme di libertà che esso offre
10) Relazione tra linguaggio e rifugio intenzionale
11) Cosa si intende per sogno guardiano della psiche
wauuu grande valerio!!!
ma...x qnt riguarda morfogenesi...io non ho idea di cosa scrivere sia su "La scrittura come operatore morfogenetico" che su "ironia e noia"...qualche idea?!
Ah guarda io non mi sento assolutamente preparato, con le feste e tutto avrò studiato a dovere per 10 giorni scarsi, quindi vada come vada ^_^
Riguardo a quello che mi hai chiesto comunque sulla prima non so nulla neanche io (più tardi riguardo!), mentre per la seconda credo che la noia sia in un certo senso la base dalla quale l'ironia si sviluppa. I momenti di pura ironia, come sul versante opposto quelli di pura angoscia, sono in realtà rari, e la noia è un "medium" fra di essi (pag 43). Confutando una teoria che vedrebbe nella noia una sorta di fallimento dell'ironia, il professore la considera positivamente come un potente sfondo affettivo in grado di indirizzare la coscienza verso l'ironia e l'autoconsapevolezza, partendo dai vissuti negativi che si sperimentano quotidianamente.
Perdonami l'ho scritto da cani ma l'ho buttato giù velocemente più che altro per darti lo spunto e segnalarti la pagina (43-44) :-)
Ultima modifica di Valerio80 : 13-01-2011 alle ore 20.00.36
Tu invece per caso sapresti dirmi qual'è la relazione fra "norma individuale" e "sintomo"? Quella fra normalità e malattia l'ho capita andandomi a riguardare la parte che hai segnalato prima (grazie!), ma mi sfugge l'esatto legame col sintomo...
P.S.: La morfogenesi nella scrittura è a pagina 51-52... dio come odio 'sto libro, 50 pagine di "male" puro XD
Ultima modifica di Valerio80 : 13-01-2011 alle ore 20.02.55
uhm...tra sintomo e norma individuale non ci vedo nessuna relazione...boh!se lo chiede gli descrivo prima uno e poi l'altro!!
grazie mille x le tue info!!!
Ultima modifica di sinvietta : 13-01-2011 alle ore 20.25.32
Forse intende dire che il sintomo è tale solo rispetto alla norma dell'individuo, cioé a come è di solito. Come a dire che per una persona che ha sempre 37° di temperatura avere 37° non è sintomo di febbre, mentre per uno che ha sempre 36 o meno lo è. Ma sto andando a senso eh, non ricordo di aver letto niente del genere, e non riesco a trovarlo sul libro :-/
E del "paradigma ermeneutico" sai nulla? Io non neanche in che libro sta... sempre morfogenesi? Mah XD
Ma qualcuno mi sa dire qualcosa su uomo colpevole e uomo tragico?
Secondo la visione classica Freudiana la natura umana emerge come risultato di una lotta fra gli appetiti bestiali dell'Es e le norme civili di comportamento interiorizzate nel Super-Io, a partire dai modelli genitoriali. In tale contesto appare inevitabile (ed anzi anche desiderabile) che la coscienza sviluppi un doloroso senso di colpa, quale prerequisito per lo svilupparsi di un adeguato codice morale. Heinz Kohut, diversamente, non parlò di battaglie ma di isolamento, di sentimenti dolorosi e di alienazione personale. L'uomo problematico per Kohut ricorda il protagonista del racconto Kafkiano "la metamorfosi", terrorizzato dalla sua bestialità, oppure privo del gusto per la vita, o prigioniero dei suoi sbalzi emotivi. Se l'uomo freudiano è tipicamente colpevole dunque, quello di Kohut è decisamente tragico.
boh valerio quella che descrivi tu mi sembra + una relazione tra sintomo e sindrome...non tanto con la norma individuale!però non sapendola potrebbe essere tutto! =)
paradigma ermeneutico zero....mai sentito!anche cercando sul web non ho trovato niente!
Ultima modifica di sinvietta : 13-01-2011 alle ore 20.43.08
ragazzi non so se può esservi di aiuto, il paradigma ermeneutico è una delle tendenze che mette in discussione la teoria classica freudiana. secondo tale paradigma la base del trattamento analitico, ossia l'interpretazione viene messa in dubbio. non si considera piu essenziale ai fini terapeutici il fatto che l'interpretazione porti alla verità, verità che nella teoria freudiana è essenziale da portare alla luce della coscienza.
certo che ci aiuta!!!grazie mille!!!...ma dove sta scritto?!non l'ho mai sentito =p
Grazie anche da parte mia! In effetti ti ricordi dove sta questa parte? Vorrei riguardarla :-)
Ah e un dubbio, in che aula si fa l'esame? ^_^