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  1. #496
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    scusate se resuscito questo intervento, ma mi pare interessante, in quanto si pone in chiave critica, e propone una valutazione che non andrebbe svalutata.

    Perche' nel rapporto terapeuta- paziente il rapporto scivola sempre sul piano del rapporto genitore/figlio, medico/paziente, Io sono ok e tu non sei ok?

    Di per se questa e' una svalutazione del paziente, fruente, che, se puo' essere utile nella chirurgia, non so quanto lo sia in una psicoterapia.

    L'analisi transazionale e' meglio...
    ... di cosa? E perché?

    Non so si tu abbia una qualche esperienza analitica, ma nel rapporto terapeuta/paziente entrano padri, madri, figli, nonni e nipoti... oltre che terapeuti e pazienti, ovviamente. E da quando in qua il paziente "non è ok" quando il percorso analitico è un percorso verso l'autonomia, un "diventare ciò che si è"?

    Detto fuori dai denti, quanta quota di proiezione esiste nello svalutare l'esperienza psicoanalitica? Perché "di per se", considerare sofferente un sofferente non mi pare proprio una svalutazione. Semmai è un riconoscimento. Che, proprio in quanto tale, ha spesso effetti terapeutici ben più importanti degli automatismi in chiave "io sono ok- tu sei ok". Mi pare.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Forse si puo cominciare col non considerare questa persona una malato, un disturbato, un nevrotico, ma semplicemente una persona in cerca di un senso.

    Ci sono aspetti della propria persona e desideri inconsci che attendono di essere scoperti, apprezzati e vissuti.

    Si tratta di scoprire quali sono, e per far questo ogni stimolo puo' essere la miccia di una nuova esplosiaone dell'essere.

    Ma ci sono anche le persone che si accontentano, che gettano la spugna, che illanguidiscono per motivi genetici o scelte di mortificazione.
    A costoro basta anche semplicemente il potersi lamentare, ma si guardano bene dal cambiare la loro situazione.

    Queste persone hanno bisogno di un ascoltatore, ed e' giusto che costui ottenga il suo compenso, perche non c'e' tedio piu doloroso dell'ascoltare una persona lamentosa che non ha nessuna intenzione di cambiare lo stato delle cose.
    Di ascoltatori, in effetti, non ce n'è molti in giro. Ma, se consenti, perché mai il pagare una persona che ti ascolta dovrebbe modificare le cose? E, se non modfica le cose, perché pagarla?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #497
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Perche' nel rapporto terapeuta- paziente il rapporto scivola sempre sul piano del rapporto genitore/figlio, medico/paziente, Io sono ok e tu non sei ok?
    Ma chi lo dice che "scivola nel rapporto padre-figlio"? Prima di fare simili generalizzazioni, che ad esempio non tengono nemmeno conto di quanto ci siano spesso modalità del paziente più che dell'analista che spingono verso questa direzione, mi informerei meglio sulla teoria e la tecnica psicoanalitica.

    Comunque interessante che ci sia così tanta gente che, con poche o nulle conoscenze di psicoanalisi, esprime giudizi così netti...

    Saluti
    gieko

  3. #498
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Queste persone hanno bisogno di un ascoltatore, ed e' giusto che costui ottenga il suo compenso, perche non c'e' tedio piu doloroso dell'ascoltare una persona lamentosa che non ha nessuna intenzione di cambiare lo stato delle cose.
    Vedo che mi ha già anticipato willy di poco.
    Aggiungo solo che forse non ci si rende neanche conto della gravità e della mancanza di etica che comporta un affermazione del genere. Allora meglio i preti: al massimo spendevi tempo a dire 10 padre nostro e 10 ave maria...
    gieko

  4. #499
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    scusate se resuscito questo intervento, ma mi pare interessante, in quanto si pone in chiave critica, e propone una valutazione che non andrebbe svalutata.

    Perche' nel rapporto terapeuta- paziente il rapporto scivola sempre sul piano del rapporto genitore/figlio, medico/paziente, Io sono ok e tu non sei ok?

    Di per se questa e' una svalutazione del paziente, fruente, che, se puo' essere utile nella chirurgia, non so quanto lo sia in una psicoterapia.

    L'analisi transazionale e' meglio...
    I rapporti simbolici che emergono nel transfert ripropongono ciò di cui l'inconscio dispone. Tutte le figure ad 'intonazione affettiva' e quindi i complessi. Cionondimeno la relazione attuale assume sempre caratteri di unicità. La risposta alla tua domanda l'hai data tu stesso: io (terapeuta) sono ok, tu (paziente) non sei ok...se il paziente è ok non capisco perchè spendere tempo e danaro in una relazione che si può benissimo instaurare con un parente o amico. Il paziente è svalutato di per sè stesso (molto prima di rivolgersi al terapeuta) ed è proprio grazie ad una certa verticalità del rapporto che il contratto si può stipulare: si immagini un terapeuta che alla prima seduta dice 'io non sono ok,sono uguale a te,ne so giusto quanto te riguardo ai tuoi problemi,siamo alla pari'...se hai un ansioso davanti taglierà la corda in un batter d'occhio con il cuore in gola proprio perchè non si è sentito 'com-preso' in una dimensione più ampia nella quale il suo male si stempera o può relativizzarsi lasciando spazio ad una serie di piccoli 'movimenti' che già disegnano una possibile via di uscita.Per come la vedo io ci sono molti modi per rendere la relazione vivibile e umanamente (tanti accorgimenti che 'distendono' il campo analitico) degna ma mai paritaria: qui vedo uno scivolamento pericoloso da realtà sperimentata ad una virtualità del desiderio che può portare il paziente a peccare di hybris,a credere di potersi sostituire,ad intellettualizzare...è un peccato che questo accada se la relazione sta già portando buoni frutti.

    Saluti,
    Luigi

  5. #500
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    ....................................
    Ultima modifica di francesca63 : 12-11-2008 alle ore 00.43.42

  6. #501
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    psicologia=escatologia?.... ehm....!?

  7. #502
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    il paziente pecca di "hybris"...!?... ehm...!?

  8. #503
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Forse si puo cominciare col non considerare questa persona una malato, un disturbato, un nevrotico, ma semplicemente una persona in cerca di un senso.

    Ci sono aspetti della propria persona e desideri inconsci che attendono di essere scoperti, apprezzati e vissuti.

    Si tratta di scoprire quali sono, e per far questo ogni stimolo puo' essere la miccia di una nuova esplosiaone dell'essere.

    Ma ci sono anche le persone che si accontentano, che gettano la spugna, che illanguidiscono per motivi genetici o scelte di mortificazione.
    A costoro basta anche semplicemente il potersi lamentare, ma si guardano bene dal cambiare la loro situazione.

    Queste persone hanno bisogno di un ascoltatore, ed e' giusto che costui ottenga il suo compenso, perche non c'e' tedio piu doloroso dell'ascoltare una persona lamentosa che non ha nessuna intenzione di cambiare lo stato delle cose.
    puro spregiudicato realismo. non male oscarmoreno. su cui sarebbe interessante approfondire.

  9. #504
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    psicologia=escatologia?.... ehm....!?
    Non eri tu quello che criticava la confusa accozzaglia di concetti poco chiari e privi di fondamenta. "ESCATOLOGIA" ? Cosa ci azzecca?


    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    il paziente pecca di "hybris"...!?... ehm...!?
    Hai un vocabolario?
    Ultima modifica di francesca63 : 11-11-2008 alle ore 23.49.14
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  10. #505
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ma ci sono anche le persone che si accontentano, che gettano la spugna, che illanguidiscono per motivi genetici o scelte di mortificazione.
    A costoro basta anche semplicemente il potersi lamentare, ma si guardano bene dal cambiare la loro situazione.
    Questo aspetto è stato individuato e teorizzato da Freud molto presto (dicesi "reazione terapeutica negativa"), a partire da questo Lacan ha individuato un tempo logico nella cura (il lavoro preliminare all'analisi) finalizzati proprio alla "rettifica soggettiva" attraverso la quale il soggetto può passare dal lamento al riconoscimento della propria parte di responsabilità nel malessere su cui ama crogiolarsi e di qui al cambiamento. Insomma, quello che dici è il nostro pane quotidiano...

    Saluti,
    ikaro

  11. #506
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Forse si puo cominciare col non considerare questa persona una malato, un disturbato, un nevrotico, ma semplicemente una persona in cerca di un senso.

    Ci sono aspetti della propria persona e desideri inconsci che attendono di essere scoperti, apprezzati e vissuti.

    Si tratta di scoprire quali sono, e per far questo ogni stimolo puo' essere la miccia di una nuova esplosiaone dell'essere.

    Ma ci sono anche le persone che si accontentano, che gettano la spugna, che illanguidiscono per motivi genetici o scelte di mortificazione.
    A costoro basta anche semplicemente il potersi lamentare, ma si guardano bene dal cambiare la loro situazione.

    Queste persone hanno bisogno di un ascoltatore, ed e' giusto che costui ottenga il suo compenso, perche non c'e' tedio piu doloroso dell'ascoltare una persona lamentosa che non ha nessuna intenzione di cambiare lo stato delle cose.
    Se mi rivolgo ad un analista, qualunque sia la mia esigenza e lo pago, è perche mi fido e mi affido. Chiaro che se non avvertissi fortemente un malessere e il bisogno di cambiare qualcosa che mi crea disagio, non sprecherei nè tempo nè denaro.
    Tanti ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  12. #507
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Nietzsche scrisse un'opera fondamentale dal titolo 'ecce homo-come si diventa ciò che si è':qui ovviamente cade ogni vincolo e possibilità di 'temporalizzazione'. In un certo senso si tratta di recuperare una parola che oggi è ormai desueta e che pure tu hai utilizzato:'destino'.Il destino implica la soppressione di ogni giogo temporale:destino significa 'destino di ciò che eternamente già è,è stato e sarà'.Quindi l'autonomia dell'attimo e, dice Nietzsche, 'l'eterno ritorno dell'uguale'. Jung (in sintonia con Nietzsche) dice 'essere psichicamente in grado di lasciar accadere' a proposito dell'individuazione e cioè dell'assenza totale di contraddizioni perchè esse sono già da sempre risolte in quel destino che 'ci contiene' (come è d'altro canto espresso dalla funzione simbolica di congiunzione degli opposti):come vedi quel 'diventare chi eravamo' non funziona più ma è l'attimo 'eternamente libero' che dischiude la possibilità di 'accorgerci' che le contraddizioni sono già da sempre risolte: 'diventa ciò che sei' è infatti il monito...'ciò che sei già da sempre' per l'appunto.

    Perdona il taglio filosofico della risposta ma spero comunque di aver dato qualche spunto.

    Saluti,
    Luigi
    Carissimo Luigi, credo che amiamo Jung perchè come lui interpretiamo il nostro sviluppo e la nostra maturità, come un progressivo emergere dall'inconscio, per acquisire la coscienza dell'io.
    Ciò comporta un percorso molto complesso che prevede la trascrizione degli effetti archetipi nella nostra storia personale.
    Non è l'eliminazione dell'oscuro, del malessere, del disagio, il fine dell'analisi , ma una integrazione che si avvale dell'apporto decisivo del paziente; si tratta allora di assecondare le sue esigenze vitali , seguendolo per i sentieri tortuosi della sua autorealizzazione.
    Siamo consci che l'analista non detiene il sapere, le magiche soluzioni o risposte ai nostri perchè; ma la tentazione di demandare a lui la responsabilità della nostra esistenza è grande; è avvertito in una dimensione mana,è come se il paziente dicesse"fa' tutto tu, aiutami!". Poi ,man mano il paziente si rende conto che nessuno lo potrà mai aiutare e comincia a ritirare le sue proiezioni e la speranza di trovare una verità universale che possa aiutarlo a superare i momenti pù dolorosi dell' esistenza. Non esiste, infatti dolore più atroce di quello cui non sappiamo dare un significato, un senso a ciò che succede.
    Vale la pena, cercare di accostarsi, almeno di intuire, il modo di concepire il significato finale della esistenza dell'analista cui ti affidi? L' inghippo della ricerca di quel senso della vita....argomento da cui tutti rifuggono ?
    Almeno discuterne... poi magari dopo si può anche dissentire.
    Tanti ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 12-11-2008 alle ore 09.10.21
    FRANCESCA

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  13. #508
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    .................................................. ........
    Ultima modifica di francesca63 : 12-11-2008 alle ore 01.04.19
    FRANCESCA

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  14. #509
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Questo aspetto è stato individuato e teorizzato da Freud molto presto (dicesi "reazione terapeutica negativa"), a partire da questo Lacan ha individuato un tempo logico nella cura (il lavoro preliminare all'analisi) finalizzati proprio alla "rettifica soggettiva" attraverso la quale il soggetto può passare dal lamento al riconoscimento della propria parte di responsabilità nel malessere su cui ama crogiolarsi e di qui al cambiamento. Insomma, quello che dici è il nostro pane quotidiano...

    Saluti,
    ikaro
    Ciao Ikaro.
    Mi risulta che in tutte le analisi, le prime fasi sono solo lamenti e invettive contro tutto e tutti quelli che ci stanno attorno. Non lo dice solo Lacan.
    Solo dopo, un bel pò dopo, ci si rende conto che se non ci rappacifichiamo noi col mondo, non potremo mai trovare un pò di equilibrio.
    Ciao
    FRANCESCA

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  15. #510
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ciao Ikaro.
    Mi risulta che in tutte le analisi, le prime fasi sono solo lamenti e invettive contro tutto e tutti quelli che ci stanno attorno. Non lo dice solo Lacan.
    Solo dopo, un bel pò dopo, ci si rende conto che se non ci rappacifichiamo noi col mondo, non potremo mai trovare un pò di equilibrio.
    Ciao
    Certamente non lo dice solo Lacan, ma il suo merito è stato quello di individuare un momento logico nella cura (il lavoro preliminare) che ha come finalità la rottura di questa posizione di "anima bella" (Hegel) in cui si trova il sofferente che si lamenta. Lacan può teorizzarlo a partire dai casi clinici freudiani (e in particolare dal Caso Dora). Non credere sia scontata questa manovra perchè non è affatto così, buona parte della psicoterapia ed anche della psicoanalisi lavora in un'altra direzione ed il fiorire di costrutti quali contenimento, accoglienza, empatia, sostegno rappresentano, in una certa misura, una collusione pericolosa con il lamento del paziente, pericolosa nel senso che il rischio è che il paziente non arrivi mai a realizzare quale sia la sua parte nel disagio di cui lamenta.

    Saluti,
    ikaro

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