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  1. #511
    Partecipante Assiduo
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    15-09-2009
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    le specializzazioni in psicologia sono differenti da quelle dell'ingegneria (che hai citato), per via della natura stessa della psicologia. Mettiamo che una persona ha problemi sul lavoro ad esempio è vittima di mobbing; questi problemi se li porta anche a casa e influisce sulle relazioni con gli altri, di conseguenza tutta la sua vita ne risente. Dopo qualche mese di ansia va in depressione e inizia a bere, diventando violento con la famiglia. Come vedi, non c'è distinzionetra psicologia del lavoro e psicologia clinica. Questo era solo un esempio, per dire che la psicologia è trasversale e vedere le specializzazioni come dei compartimenti stagni non è adeguato all'ambito della psicologia perché la psiche non è parcellizzata, ma è un tutto unico che si manifesta nei contesti di vita
    In questo caso che fa lo psicologo del lavoro: tratta il soggetto attraverso il contratto aziendale, lo tratta nel proprio studio individualmente oppure lo invia ad uno psicologo clinico ?

    Approfitto inoltre del caso per rifare una domanda posta qualche giorno fa.

    Ammettiamo che questa azienda abbia un contratto con un counselor (e non con uno psicologo) e che questi attraverso un intervento sulle relazioni aziendali risolva il caso di mobbing.
    Se in conseguenza di ciò il soggetto smette di bere e di essere violento, il counselor ha commesso un abuso ?

  2. #512
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Ammettiamo che questa azienda abbia un contratto con un counselor (e non con uno psicologo) e che questi attraverso un intervento sulle relazioni aziendali risolva il caso di mobbing.
    Se in conseguenza di ciò il soggetto smette di bere e di essere violento, il counselor ha commesso un abuso ?
    Beh, il modo in cui poni l'esempio, in termini di causa-effetto, la dice lunga. Forse più che dell'esercizio abusivo della professione (non se ne esce)potremmo parlare di questo: in che modo opera l'intervento di counselling? Come produce un cambiamento? E a quale livello questo è avvenuto? Io credo che per essere credibili, bisognerebbe incominciare a rispondere a questi temi, non basta nascondersi dietro al mito dell'efficacia. "Una pratica non ha bisogno di essere illuminata, per operare", ma se non è illuminata, se non sappiamo come opera, è come andare a Lourdes.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 12-10-2009 alle ore 23.01.07

  3. #513
    Partecipante Assiduo
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    15-09-2009
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Beh, il modo in cui poni l'esempio, in termini di causa-effetto, la dice lunga. Forse più che dell'esercizio abusivo della professione (non se ne esce)potremmo parlare di questo: in che modo opera l'intervento di counselling? Come produce un cambiamento? E a quale livello questo è avvenuto? Io credo che per essere credibili, bisognerebbe incominciare a rispondere a questi temi, non basta nascondersi dietro al mito dell'efficacia. "Una pratica non ha bisogno di essere illuminata, per operare", ma se non è illuminata, se non sappiamo come opera, è come andare a Lourdes.
    L'esempio mi era stato posto in termini di causa-effetto e quindi l'ho riproposto negli stessi termini.
    Comunque dovresti approfondire il concetto di "strutture" e di "livelli" prima di parlare di cambiamento.


    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    ...
    Preferisco tornare su questioni di sostanza e mi piacerebbe intavolare una discussione su queste con chi ne ha voglia.
    Affermate giustamente che non sono le tecniche a differenziare l'intervento di counselling da quello di sostegno psicologico, ma le finalità. Ma è su queste finalità che sono profondamente perplesso. Mi pare che si possano riassumere, in base a quanto avete detto o scritto, nell'obbiettivo di sostenere le risorse presenti nel soggetto, magari in una determinata area (lavorativa, affettiva...).
    Il grosso problema che si presenta, l'ho già scritto, è che questa finalità si scontra con diverse problematiche: la continuità della vita psichica, e quindi la pervasività della struttura del soggetto; le resistenze; la collusione; l'inconscio. Anche non considerando un punto di vista psicoanalitico, altri orientamenti (cognitivismo contemporaneo, teoria sistemica) contemplano seppure in chiave differente, la necessità di operare ad un livello che genericamente possiamo definire "strutturale".
    Vorrei delle risposte su come viene affrontato il problema dell'operare sull'area delle risorse quando queste non sono disponibili per struttura. Vorrei capire se la questione viene elusa o trattata, e se sì in che modo. L'applicazione di criteri esterni (presenza/assenza di patologia) oltre a rimandare ad una visione medica che tanto viene stigmatizzata, non tiene conto del fatto che a livello psichico vanno considerate configurazioni strutturali, che possono esprimersi anche - apparentemente - senza manifestazioni sintomatiche eclatanti. "Vorrei migliorare la mia posizione lavorativa" è già un'asserzione sintomatica, che rimanda ad una struttura che dà problema, altrimenti non ci sarebbe domanda di aiuto.
    Concludo solo dicendo che rivolgo quest'osservazione non solo al counselling ma anche al sostegno psicologico e a tutte quelle forme di terapia che intervengono sul solo sintomo.
    Poichè ti riferisci spesso ai sistemi dinamici non lineari, per strutture intendi parlare di relazioni tra i vari componenti di un sistema complesso che determinano configurazioni costanti nel "comportamento" del sistema o di trasposizioni reificate della psicoanalisi classica cambiandone semplicemente i termini ?

    Anche il sintomo, come manifestazione di relazioni all'interno del sistema, fa parte del sistema, e come tale la sostituzione o eliminazione del sintomo produce dei cambiamenti che si propagano all'indietro producendo a sua volta ulteriori effetti sul sistema.
    Poi si sa che in un sistema dinamico il cambiamento non è esattamente predicibile, e specialmente in un sistema particolarmente complesso come quello "bio-mentale" è basato non tanto sull'applicazione di riferimenti teorici, quanto piuttosto su euristiche ed intuizioni in cui vale solo l'esperienza e la partecipazione organizzata delle risorse del "professionista" in interazione costante con quelle del soggetto.

  4. #514
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Il problema può diventare il rimanere all'interno della specificità professionale.
    La questione che pone ad es. gieko, sulla rilevanza della "struttura" sul problema, è valida per tutti i tipi di intervento sulla vita psichica del soggetto.
    "Vorrei migliorare la mia vita lavorativa" o ancor peggio "non riesco a trovare un lavoro", sono asserzioni sintomatiche che rimandano necessariamente ad una struttura che dà problemi ?
    Il secondo esempio ad es. è tipico nel vostro lavoro. Quando il vostro intervento non è solo economico, ma di sostegno, come fate a sapere di non sconfinare nel sostegno psicologico, o come fate a sapere se il soggetto presenti problemi strutturali che richiedono l'invio ad uno specialista, se la diagnosi la può fare solo uno psicologo abilitato?
    Ti ricordo Daimon, che l'assistente sociale come recita la legge che definisce la nostra professione lavora in totale autonomia.

    Chi ha fatto le leggi, nel 1988 la ossicini e nel 1993 la nostra avrà trovato delle differenze tra le due professioni, altrimenti non avrebbe creato due ordini professionali, due albi, due percorsi di studi diversi.

    Questo significa che la nostra disciplina professionale non ha, quando lavora con un utente nel processo d'aiuto, il bisogno di diversificarsi dalla psicologia poichè il servizio sociale è una disciplina propria, con un proprio percorso di studi universitari molto vicino alla sociologia (io sono laureata in indirizzo servizio sociale ma presso una facoltà di sociologia per es.)
    una propria storia ( gli AS sono in Italia dagli anni 20 e il primo grande convegno di assitenti sociali Italiani c'è stato a Tremezzo nel 1946) e un proprio personale apparato teorico/pratico/metodologico.

    Al di là del sostegno pratico che non tutti gli assitenti sociali danno (dipende dal ruolo all'interno dell'istituzione, se si lavora in una ASL o in una cooperativa è chiaro che non si danno sussidi e anche nei comuni dipende dal settore dove lavori) è parte integrante del nostro compito anche il colloquio.

    Come faccio a sapere che non sconfino nella psicologia?
    Ovviamente non ci penso, perchè non è quello il mio lavoro. Io penso a fare bene il mio lavoro che mi è stato insegnato prima all'università, poi con il tirocinio e poi imparato con l'esperienza.

    Mi attengo scrupolosamente al mio codice deontologico, mi ispiro agli studi fatti, ai convegni e seminari di servizio sociale seguiti, alle riviste specializzate di servizio sociale, alla mia comunità scientifica e a tutto quello che il mio ordine ritiene sia il compito di una assistente sociale.

    quanto al discorso della struttura non saprei, non mi riguarda.

    Ho un profondo rispetto per il mondo della psicanalisi tanto che io stessa ho alle spalle 4 anni di psicanalisi fatta quando ero molto giovane, ma questo non c'entra con la mia professione.
    E' un qualcosa di totalmente diverso che non sparei definire perchè non conosco nemmeno bene.

    Io opero per il cambiamento con i mezzi propri della mia professione, che mi sono stati regolarmente insegnati in un percorso pubblico e riconosciuto dal MIUR e che sono TOTALMENTE all'interno di una definizione legislativa.

    Questo fa una grandissima differenza con il counseling che non è definito da niente e da nessuno e prende un pò di quà e un pò di là, senza gli obblighi che le professioni riconosciute hanno.
    Ultima modifica di monicadal : 13-10-2009 alle ore 09.17.10

  5. #515
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Ancora un po' di orrori ed errori

    Counseling, Psicologia e Psicoterapia.


    A leggere la seconda parte dell'articolo, quella che parla del sociale mi viene una rabbia...quante falsità....

    tutte le cose di cui parlano sono LE STESSE che fanno parte del lavoro di Ass. soc. e alcune sono contenute nel nostro codice deontologico!!!! Loro parlano del counselor come uno che fa interventi nel sociale fondandosi sulla centralità della persona e guardate cosa dice il ns codice deontologico?

    art 7
    L´assistente sociale riconosce la centralità della persona in ogni intervento. Considera e accoglie ogni persona portatrice di una domanda, di un bisogno, di un problema come unica e distinta da altre in analoghe situazioni e la colloca entro il suo contesto di vita, di relazione e di ambiente, inteso sia in senso antropologico-culturale che fisico
    Ultima modifica di monicadal : 13-10-2009 alle ore 10.08.17

  6. #516
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    siamo sulla stessa lunghezza d'onda

    E chiedo: se è vero (come ha detto Quattrostracci) che la psicologia si sta "piegando" al modello medico (essendo diventata una professione sanitaria), chiedo: non è soltanto la Psicologia Clinica che è diventata professione sanitaria? Non esistono migliaia di psicologi (del lavoro, scolastici, sociali, ecc....) che non hanno NIENTE a che fare con la sanità, e che quindi mantengono la natura originaria e "non medica" della psicologia e che quindi non giustificano la presenza di figure altre dallo psicologo per fare il counseling?
    Dalla Carta di Ottawa della Organizzazione Mondiale della sanità 1986

    "La promozione della salute

    La promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, un individuo o un gruppo deve essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di cambiare l’ambiente circostante o di farvi fronte. La salute è quindi vista come una risorsa per la vita quotidiana, non è l’obiettivo del vivere. La salute è un concetto positivo che valorizza le risorse personali e sociali, come pure le capacità fisiche. Quindi la promozione della salute non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario, ma va al di là degli stili di vita e punta al benessere.
    "

    La definizione della salute contenuta nella carta di ottawa è alla base delle più recenti riforme sanitarie, è citata sui siti internet di molte ASL ( io l'ho scaricata dal sito della mia ASL) ed è chiato che se i sistemi sanitari moderni si ispirano a questa definizione e progettano i piani sanitari e sociali in questo senso ( la sanità Toscana per esempio ha questo indirizzo) anche coloro che fanno una professione sanitaria e e lavorano nelle ASL ( come psicologi e assistenti sociali) non si limiteranno a una visione medica tradizonale diagnosi cura ma saranno operatori del benessere e della prevenzione totale, come ci viene detto in tutti gli incontri e i ocnvegni organizzati dalla ASL.

    E allora ha senso quello che dicono i counselor che hanno la ptretenziosità di definire professioni " altre" dalla propria????
    Ultima modifica di monicadal : 13-10-2009 alle ore 10.09.26

  7. #517
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    In questo caso che fa lo psicologo del lavoro: tratta il soggetto attraverso il contratto aziendale, lo tratta nel proprio studio individualmente oppure lo invia ad uno psicologo clinico ?

    Approfitto inoltre del caso per rifare una domanda posta qualche giorno fa.

    Ammettiamo che questa azienda abbia un contratto con un counselor (e non con uno psicologo) e che questi attraverso un intervento sulle relazioni aziendali risolva il caso di mobbing.
    Se in conseguenza di ciò il soggetto smette di bere e di essere violento, il counselor ha commesso un abuso ?
    Ma secondo voi alla base delle problematiche dell'alcolismo e della violenza ci pò essere solo il mobbing???

    Le cause dei problemi sociali sono sempre complesse e il dualismo causa/effetto è ampiamente superato

  8. #518
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Ma secondo voi alla base delle problematiche dell'alcolismo e della violenza ci pò essere solo il mobbing???

    Le cause dei problemi sociali sono sempre complesse e il dualismo causa/effetto è ampiamente superato
    Non capisco perchè cerchi il sostegno degli altri. Potresti semplicemente approfondire direttamente tu il tuo punto di vista, e comunque non è questo il punto.
    Tra l'altro avevo già risposto a ikaro ...
    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    L'esempio mi era stato posto in termini di causa-effetto e quindi l'ho riproposto negli stessi termini.

  9. #519
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    ...
    Chi ha fatto le leggi, nel 1988 la ossicini e nel 1993 la nostra avrà trovato delle differenze tra le due professioni, altrimenti non avrebbe creato due ordini professionali, due albi, due percorsi di studi diversi.
    ...
    Come faccio a sapere che non sconfino nella psicologia?
    Ovviamente non ci penso, perchè non è quello il mio lavoro. Io penso a fare bene il mio lavoro che mi è stato insegnato prima all'università, poi con il tirocinio e poi imparato con l'esperienza.

    Mi attengo scrupolosamente al mio codice deontologico, mi ispiro agli studi fatti, ai convegni e seminari di servizio sociale seguiti, alle riviste specializzate di servizio sociale, alla mia comunità scientifica e a tutto quello che il mio ordine ritiene sia il compito di una assistente sociale.
    ...
    Certo che sono due professioni diverse, con competenze diverse, lo dice la legge! e proprio per questo chiedevo
    poichè spesso può capitare che nel vostro lavoro vi imbattiate in persone "problematiche", mi chiedevo come fate a capire se inviarlo o no ad uno psicologo. Lo intuite per esperienza? Perchè è evidente e tutti se ne accorgerebbero? Perchè fa parte del vostro percorso di studi?

    Ma mi hai risposto, fa parte del tuo lavoro.

    ...
    quanto al discorso della struttura non saprei, non mi riguarda.
    Ho un profondo rispetto per il mondo della psicanalisi ...
    Beh, si sta solo discutendo per approfondire dei concetti.
    E anche se si dicessero delle sciocchezze, c'è sempre qualcuno che può intervenire per approfondire il concetto posto in termini errati.
    Fa parte dello scambio di idee chiamato cultura.
    Se non ci confrontassimo sulle idee, rimarremmo sempre con i nostri pregiudizi

  10. #520
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Molto rapidamente perchè il tempo è quel che è...

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Poichè ti riferisci spesso ai sistemi dinamici non lineari, per strutture intendi parlare di relazioni tra i vari componenti di un sistema complesso che determinano configurazioni costanti nel "comportamento" del sistema o di trasposizioni reificate della psicoanalisi classica cambiandone semplicemente i termini ?
    Ovviamente non mi riferirei ai termini della psicoanalisi classica con parole differenti, non ne vedrei senso alcuno.

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Anche il sintomo, come manifestazione di relazioni all'interno del sistema, fa parte del sistema, e come tale la sostituzione o eliminazione del sintomo produce dei cambiamenti che si propagano all'indietro producendo a sua volta ulteriori effetti sul sistema.
    Stando alla prima cibernetica dovrebbe essere così. In realtà si vede che le cose stanno in maniera diversa: i sistemi si auto-organizzano, resistono al cambiamento. Per questo motivo è imprescindibile secondo me il lavoro a livello strutturale, ed in questo trovo un grande limite negli approcci che esulano da questo tipo di intervento (couselling, sostegno psicologico, terapie sintomatiche).

    Saluti
    gieko

  11. #521
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Johnny le specializzazioni in psicologia sono differenti da quelle dell'ingegneria (che hai citato), per via della natura stessa della psicologia. Mettiamo che una persona ha problemi sul lavoro ad esempio è vittima di mobbing; questi problemi se li porta anche a casa e influisce sulle relazioni con gli altri, di conseguenza tutta la sua vita ne risente. Dopo qualche mese di ansia va in depressione e inizia a bere, diventando violento con la famiglia. Come vedi, non c'è distinzionetra psicologia del lavoro e psicologia clinica. Questo era solo un esempio, per dire che la psicologia è trasversale e vedere le specializzazioni come dei compartimenti stagni non è adeguato all'ambito della psicologia perché la psiche non è parcellizzata, ma è un tutto unico che si manifesta nei contesti di vita
    Daimon Ammettiamo che questa azienda abbia un contratto con un counselor (e non con uno psicologo) e che questi attraverso un intervento sulle relazioni aziendali risolva il caso di mobbing.
    Se in conseguenza di ciò il soggetto smette di bere e di essere violento, il counselor ha commesso un abuso ?
    Ikaro78 Beh, il modo in cui poni l'esempio, in termini di causa-effetto, la dice lunga
    Daimon L'esempio mi era stato posto in termini di causa-effetto e quindi l'ho riproposto negli stessi termini.
    no no, precisiamo: io non ho posto la questione in termini causa-effetto, sei tu che l'hai letta così. Spiego il perché: ho detto che i problemi in un'area (quella lavorativa) possono influire su un'altra area (quella familiare) perché è sottinteso che la persona non si scinde nei vari contesti, ma è sempre la stessa (mi pare ovvio). Quindi il soggetto che ha problemi sul posto di lavoro, questi problemi se li porta in tutti gli altri contesti di vita, compresa la sfera familiare (per esempio). La mia visione era tutt'altro che deterministica, al contrario era un visione olistica.

    Non ho mai detto che "se risolvi il mobbing si risolvono anche i problemi a casa" (questo l'hai detto tu). Io ho detto esattamente il contrario: "i problemi di mobbing influiscono anche sulla vita familiare". Difatti non è detto che se risolvi il mobbing si risolvono automaticamente gli altri problemi
    Ultima modifica di Johnny : 13-10-2009 alle ore 12.08.55

  12. #522
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Ma se un cliente si presenta allo studio di un avvocato perchè vuole citare in giudizio il vicino di casa, l'avvocato può limitarsi ad analizzare la situazione dal punto di vista legislativo o deve prima accertarsi che il cliente non abbia disturbi di personalità che lo portino a litigare sempre con i vicini di casa?
    In questo caso il consulente legale deve essere laureato in psicologia e saper effettuare una diagnosi psicologica per esrcitare la sua professione? Altrimenti in che modo può valutare l'opportunità di un invio ad un altro specialista?

    Scusate la provocazione, ma mi sembrava utile toccare anche questo piccolo estremo nella riflessione.

  13. #523
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    ottimo intervento Paranorwill

  14. #524
    Partecipante
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio


    A leggere la seconda parte dell'articolo, quella che parla del sociale mi viene una rabbia...quante falsità....

    tutte le cose di cui parlano sono LE STESSE che fanno parte del lavoro di Ass. soc. e alcune sono contenute nel nostro codice deontologico!!!! Loro parlano del counselor come uno che fa interventi nel sociale fondandosi sulla centralità della persona e guardate cosa dice il ns codice deontologico?

    art 7
    L´assistente sociale riconosce la centralità della persona in ogni intervento. Considera e accoglie ogni persona portatrice di una domanda, di un bisogno, di un problema come unica e distinta da altre in analoghe situazioni e la colloca entro il suo contesto di vita, di relazione e di ambiente, inteso sia in senso antropologico-culturale che fisico
    Si, ci avevo pensato che avrebbe dato da riflettere anche agli AS. Ragazzi, queste non sono eccezioni, sono le regole purtroppo. Stiamo parlando di un generazione professionale di scriteriati, convinti di agire nel bene senza doverne rispondere a nessuno.

  15. #525
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ParanorWill Visualizza messaggio
    Ma se un cliente si presenta allo studio di un avvocato perchè vuole citare in giudizio il vicino di casa, l'avvocato può limitarsi ad analizzare la situazione dal punto di vista legislativo o deve prima accertarsi che il cliente non abbia disturbi di personalità che lo portino a litigare sempre con i vicini di casa?
    In questo caso il consulente legale deve essere laureato in psicologia e saper effettuare una diagnosi psicologica per esrcitare la sua professione? Altrimenti in che modo può valutare l'opportunità di un invio ad un altro specialista?

    Scusate la provocazione, ma mi sembrava utile toccare anche questo piccolo estremo nella riflessione.
    Al di là della facile battuta ed apparente semplicismo, non credere che queste situazioni e controversie tra "vicini" siano spesso così semplici da dirimere a livello di prassi. Prova - non solo tu - a riflettere un attimo sul senso del "sentirsi disturbato" e a tutto ciò che ci potrebbe essere in tale sentire per cui di chiede l'interrvento legislativo ( e sono molti) come contenuto. Aggiungi magari, se non é faticoso, una piccola riflessione sulla presenza di bambini, oppure "schiamazzi", ecc e poi vedi un pò tu.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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