Grazie 1000!!
Grazie 1000!!
Io l'ho letto e sinceramente ipotizzerei un disturbo borderline di personalità. Mi sembra che abbia relazioni abbastanza instabili, presenta comportamenti impulsivi come fare uso di droghe, sesso (come si evince dagli aborti). Teme l'abbandono da un uomo che tra l'altro la maltratta pure. Direi che il Borderline ci sta, ma farei una diagnosi differenziale con l'istrionico. Tutte quelle parole virgolettate, che saranno parole della pz, mi fanno pensare ad un eloquio teso ad impressionare l'altro. Inoltre anche nell'istrionico c'è paura dell'abbandono. Che ne pensi?
Personalmente appoggio quanto detto da skarlet (anche perché lo abbiamo fatto insieme qualche giorno fa). Ipotesi principale: borderline. Dd: istrionico. Scusa se non faccio tutta la discussione ma oggi manco proprio di concentrazione: c'ho messo più di due ore per fare solo un caso é_è
Ernesto Guevara de la Sierna «O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
Il mio blog di ricette
La differenziale qui è difficilotta perchè la principale è di disturbo bordeline..più che istrionico io però avrei messo dipendente..senza sottovalutare il fatto che le m odificazioni comportamentali e della personalità potrebbero essere conseguenza dell'abuso di sostanze..cmq nella tracia CHE è IMPORTANTISSIMA c'è scritto elementi differenziali quindi come al solito motivando adeguatamente possono andare entrambe!
Volevo chiedervi dell'intervento che proporreste...soprattutto per la tossicodipendenza...
Per il disturbo borderline io proporrei un intervento supportivo-espressivo ad orientamento sistemico familiare o di gruppo con le finalità di promuovere l'autostima, l'autoefficacia e il processo di separazione-individuazione. Sarebbe necessario affiancare una consultazione psichiatrica per un trattamento farmacologico e per la tossicodipendenza magari l'invio al serT.
ragazzi che ne dite di fare uno schema con i vari interventi terapeutici per ogni disturbo?
iri
si dai ragazzi...facciamo questo schema io ho trovato questa cosa ma bho....
ABUSO DI ALCOL
Terapie efficaci
• Terapia cognitivo comportamentale mirata ad aumentare l’adattamento sociale (APA, RF)
• Brevi interventi educativi, inclusa l’intervista motivante (APA, RF).
ANORESSIA E BULIMIA NERVOSA
Terapie efficaci
• Terapia cognitivo comportamentale (APA, RF; solo probabilmente efficace per CE)
• Terapia eclettica (APA, RF)
• Terapia familiare (solo per RF e solo per anoressiche giovani)
• Efficaci ma solo nel ridurre i sintomi e nel breve termine: Farmaci antidepressivi triciclici e fluoxetina
Probabilmente efficaci
• Terapia interpersonale (CE e RF e solo per bulimia)
Probabilmente inefficaci o dannosi (solo per anoressia)
• Antidepressivi triciclici (CE)
• Neurolettici che aumentano l’intervallo QT (CE)
• Ciproeptadina (CE)
• Cisapride (CE)
DEMENZA (non considerata da APA)
Efficaci
• Interventi psicosociali per i familiari (RF)
• Donezepil (sintomi neurocognitivi)
• Galantamina (sintomi neurocognitivi)
Probabilmente efficaci
• Terapia di orientamento alla realtà (su sintomi neurocognitivi e comportamentali) (CE, RF)
• Estrogeni (sintomi neurocognitivi)
• Selegilina (sintomi neurocognitivi)
• Ginko biloba (sintomi neurocognitivi)
• Risperidone (sintomi psicotici e dei disturbi del comportamento)
• Olanzapina (sintomi psicotici ed agitazione)
• Carbamazepina (disturbi comportamentali)
• Valproato di sodio (disturbi comportamentali)
Bilanciamento tra benefici e danni
• Rivastigmina (per sintomi neurocognitivi nell’Alzheimer)
• Fisostigmina (idem)
DEPRESSIONE
Efficaci
• Psicoterapia cognitivo-comportamentale (nella depressione lieve o moderata) (CE, RF, APA)
• Psicoterapia interpersonale (nella depressione lieve o moderata) (CE, RF, APA)
• Antidepressivi triciclici e tetraciclici
• Inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO)
• Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)
• Terapia elettroconvulsivante nei pazienti con gravi forme depressive che non rispondono ai farmaci
• Trattamento continuato con antidepressivi per la riduzione del rischio di recidiva
Probabilmente efficaci
• Terapia basata sulla soluzione di problemi (nella depressione lieve o moderata) (CE, APA)
• Terapia psicodinamica strutturata breve (RF, APA)
• Combinazione di farmaci e psicoterapia (anche nella depressione grave) (CE)
• Iperico (nella depressione lieve o moderata)
DISFUNZIONI SESSUALI E TERAPIA DI COPPIA (non considerate da CE)
Efficaci
• Psicoterapia cognitivo comportamentale per impotenza e vaginismo) (APA, RF)
Probabilmente efficaci
• Tecniche comportamentali per l’eiaculazione precoce (APA, RF)
DISTURBI D’ANSIA (ANSIA GENERALIZZATA, FOBIE CON E SENZA ATTACCHI DI PANICO, DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS)
Efficaci
• Ansia generalizzata, attacchi di panico e fobie: Psicoterapia cognitivo-comportamentale (RF, APA); CE considera questo trattamento solo probabilmente efficace per l’ansia generalizzata e non lo ha ancora preso in esame per attacchi di panico e fobie
• Terapia del disturbo post-traumatico da stress: psicoterapia cognitivo comportamentale (CE,APA, RF); EMDR (CE; solo probabilmente efficace per APA)
• Prevenzione del disturbo post-traumatico da stress dopo trauma: Psicoterapia cognitivo comportamentale in più incontri nelle persone con disturbo acuto da stress (CE)
• Attacchi di panico: Antidepressivi triciclici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
• Disturbo post-traumatico da stress: sertralina; paroxetina
Probabilmente efficaci
• Fobia del sangue: Applicazione di tensione ed esposizione (RF)
• Terapia del disturbo post-traumatico da stress: terapia psicodinamica strutturata (RF)
• Ansia generalizzata: Buspirone; alcuni antidepressivi
Bilancio benefici e danni da valutare individualmente
• Benzodiazepine (comunque per breve durata)
• Kava
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO
Efficaci
• Psicoterapia cognitivo-comportamentale (CE, APA, RF)
• Inibitori della ricaptazione della serotonina
• Farmaci (fluvoxamina) più terapia comportamentale
Probabilmente efficaci
• Antipsicotici aggiuntivi in pazienti che non rispondono ai soli inibitori della ricaptazione della serotonina
DISTURBI DI PERSONALITÀ
Efficaci
• Addestramento alle abilità sociale (solo per il disturbo di personalità evitante) (APA, RF)
• Psicoterapia comportamentale dialettica (APA, RF)
Probabilmente efficaci
• Psicoterapia psicodinamica (RF)
SINDROME DA FATICA CRONICA (solo CE)
Efficaci
Esercizio aerobico graduale (CE)
Psicoterapia cognitivo comportamentale (CE)
Probabilmente inefficaci
Riposo prolungato (CE)
Immunoterapia (CE)
SCHIZOFRENIA
Efficaci
• Interventi familiari psicoeducativi-comportamentali, anche di gruppo, per ridurre le recidive
(CE, APA, RF)
• Interventi psicoeducativo-comportamentali coi pazienti, anche di gruppo, per ridurre le recidive
• Terapia di mantenimento con farmaci per 6-9 mesi dopo episodio acuto
• Clozapina nei pazienti resistenti ai farmaci tradizionali
Probabilmente efficaci
• Psicoterapia cognitivo-comportamentale dei sintomi psicotici resistenti ai farmaci (CE, APA, RF)
• Addestramento alle abilità sociali (RF, APA)
• Inserimento lavorativo con sostengo (APA)
Bilancio benefici e danni da valutare individualmente
• Vari antipsicotici (aloperidolo, aloperidolo decanoatao depot, clorpromazina, loxapina, molindone, pimozide, pipotiazina palmitato depot, olanzapina, quetiapina, risperidone, ziprasidone, zotepina, sulpiride, tioridazina, clozapina)
Probabilmente inefficaci
• Intervento familiare solo informativo per migliorare l’adesione al trattamento
ragazze allora cognitivo-comportamentale possiamo mettere terapia supportivaespressiva....aiuto
ragazze leggendo su i casi clinici passati: Delinei sinteticamente il modello teorico che ispira il protocollo di intervento oppure le ipotesi e le procedure sperimentali della ricerca.....
quando parla di modello teorico a cosa dobbiamo far riferimento: analisi della domanda?dsm??
Elena, una studentessa universitaria di 24 anni, si presenta dallo psicologo del consultorio inviata dal
medico di base. La sua famiglia, che “non ha mai vissuto particolari momenti di tensione”, è composta dal
padre di 55 anni, imprenditore, descritta come una persona “rigida e distante” nei pochi momenti in cui è a
casa; dalla madre di 50 anni, segretaria part-time; e dal fratello minore, di 20 anni, anch’egli studente
universitario, che la accompagna alla visita.
Per gran parte del giorno, da almeno 6 mesi, Elena presenta una notevole difficoltà a concentrarsi e vuoti di
memoria, e questo le crea forte irritabilità e irrequietezza e forti crisi di agitazione: “ho spesso i nervi a fior
di pelle”. Ha inoltre difficoltà ad addormentarsi e continui risvegli. Da quando tali disturbi si sono
manifestati, ha iniziato ad uscire di meno, ad avere una vita sociale poco soddisfacente ed ad ottenere uno
scarso rendimento nello studio. Lamenta un’eccessiva preoccupazione rispetto al suo calo di prestazione
universitaria e una forte agitazione .che le rende le giornate “impossibili” e non le permette di continuare a
svolgere le sue attività quotidiane (“la mia vita non è più la stessa”). Quando l’agitazione raggiunge il suo
picco massimo, Elena avverte forte mal di testa, vertigine ed alcune volte perdita di equilibrio. Questi ultimi
sintomi sono sopraggiunti successivamente all’interruzione dell’assunzione di sostanze.
La ragazza riferisce infatti che nell’ultimo anno ha iniziato a bere alcolici e a fumare marijuana, inizialmente
solamente nei week end, ma in seguito “quasi tutte le sere”, in compagnia di amici. Ha inoltre fatto uso di
anfetamine, sotto consiglio delle sue amiche più intime, per perdere peso in previsione dell’estate, ed ha
effettivamente perso qualche chilo. Quando i genitori hanno scoperto che la figlia faceva uso di “qualche
cosa”, Elena ha deciso di interrompere drasticamente il consumo di alcolici, di marijuana e di anfetamine. I
genitori hanno insistito affinché andasse dal medico, il quale, dopo aver escluso qualsiasi disturbo organico,
la ha inviata al consultorio. La paziente lamenta tali disturbi la prima volta.
Sulla base di quanto sopra esposto, il/la candidato/a indichi:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi che ritiene
fondamentali nel determinare la sua scelta;
b) quali aspetti meriterebbero approfondimenti ulteriori e quali strumenti potrebbero essere usati per
tali approfondimenti;
c) se sia necessario avvalersi di consulenze specifiche o specialistiche ed, eventualmente, di quali;
d) quali indicazioni di intervento proporrebbe alla paziente, chiarendo le motivazioni della scelta fatta,
gli obiettivi e la metodologia dell’intervento, gli strumenti da utilizzare e le persone da coinvolgere;
e) quali servizi territoriali e/o altre figure professionali potrebbero essere eventualmente coinvolti
nell’intervento.
Può essere che prima fossero dovuti ad un disturbo da intossicazione e in seguito all'astinenza da sostenze.