Quando, tempo fa, ho compiuto 40 anni mi è capitato per caso, proprio pochi giorni prima del mio compleanno, di leggere un articolo dove c'erano delle tabelle con le quali si poteva calcolare la propria speranza di vita presunta: l'età, cioè, fino alla quale, statisticamente parlando, si sarebbe arrivati.
Per me la tabella indicava 80 anni.
Ora, io fino a quel momento pensavo di essere immortale.... Naturalmente sapevo bene che la morte esisteva, l'avevo vista in faccia più e più volte... Però... come dire... ero convinto che la cosa non mi avrebbe mai riguardato...
Che, per me, la morte avrebbe fatto eccezione.
Curiosamente quel l'episodio insignificante, la lettura di un articoletto da niente, mi diede da pensare...
No, non ero immortale... Anzi, di fatto ero arrivato già a metà della mia vita, mi restava grosso modo lo stesso numero di giorni che avevo già vissuto...
Questa considerazione, per certi versi scioccante, però, era anche in qualche modo consolatoria...
Fino a quel momento potevo dirmi soddisfatto della mia vita: certo, avevo avuto momenti felici e momenti tristi, come tutti, ma potevo dire di aver vissuto una vita piena... Piena di sensazioni, emozioni, colori, suoni... di cose nuove, progetti, sogni, anche momenti esaltanti, che si erano stampati indelebilmente nella mia mente.... L'idea che avevo a disposizione altrettanti anni per viverne ancora... beh, tutto sommato non mi sembrava una prospettiva così desolante...
Mi ci sono voluti un bel po' di anni per rendermi conto di quanto mi fossi sbagliato...
Non si può neanche lontanamente paragonare la prima metà della vita alla seconda... È nella seconda che si concentrano implacabilmente tutti gli aspetti più tristi e dolorosi dell'esistenza.... Le separazioni, la fine dei grandi amori... E poi gli abbandoni, le malattie ed i dolorosi distacchi dalle persone care, la Signora vestita di nero con la falce in mano che comincia lentamente a farti il deserto intorno...
Ed neanche tu sei esente dall'inesorabile declino: i piccoli acciacchi sempre più frequenti, che ci mettono sempre più tempo a passare... Finché ad un certo punto non passano più, ma si sovrappongono al prossimo che verrà...
Ma soprattutto ti cambia completamente la prospettiva: nella prima metà della tua vita, vivi entusiasticamente nel presente progettando il futuro, nella seconda vivi tristemente il presente pensando con nostalgia al passato.
A venti, trenta od anche quaranta anni, pensi di avere tutte le strade aperte davanti a te, che spetti solo a te scegliere quale percorrere.... Spesso è solo una speranza, o, se vogliamo, una illusione, ma non importa, il pensiero di poter essere tu l'artefice del tuo destino, ti tiene in piedi e ti sprona ad andare avanti.
Più procedi nella seconda metà della tua vita, più ti rendi conto che non sei padrone proprio di nulla: la tua via è tracciata, puoi solo percorrerla senza fermarti... Un treno con un binario solo davanti a sè...
Certo, a volte per incoscienza, coraggio o disperazione puoi anche provare a scartare, ad uscire dagli schemi... Ma è solo questione di tempo, i treni che deragliano, si sa, fanno prima o poi una brutta fine e vanno a sbattere contro un muro. Ed allora ritorni, più o meno ammaccato, sul tuo binario, a percorrerlo lentamente e mestamente fino alla implacabile destinazione finale.
Cari amici/amiche che ancora vi trovate nella prima parte della vita: non importa quanto siano gravi i problemi che dovete affrontare, non importa quanto alti gli ostacoli che dovete superare: godete di tutto ciò che la vita può darvi, prendetevelo ADESSO.
La seconda metà della vita sarà peggio.







Styrofoam Crown

non più a lezione di canto, ma nella sala prove che ora riesco a sentire anche un po' mia. sarò sempre grata al mio maestro di canto, artista e amico, perché quando canto sono davvero, davvero felice!