Consiglio su progetto per Prevenzione Gioco d'Azzardo
Ho pensato ad un progetto del genere, ve lo scrivo riassunto:
- Piccola introduzione con riferimento alla patologia e qualche percentuale di incidenza
- Ente organizzatore: cooperativa onlus con il patrocinio della regione
obiettivo generale: conoscenza e prevenzione gioco d'azzardo patologico
- obiettivi specifici:
promuovere la conoscenza del gioco d'azzardo patologico e informare sui rischi correlati
informare sulle modalità di recupero
diffondere strumenti informativi (opuscoli, siti internet, centri specializzati)
Metodologia:
unico incontro preso i locali della scuola media. L'incontro sarà suddiviso in 4 momenti
1) presentazione del problema e dei rischi
2)testimonianza
3)principali modalità per il recupero e diffusione strumenti informativi
4) domande
Tempi
2 ore circa. l'incontro avrà luogo nel pomeriggio di un fine settimana
Mezzi e risorse
unici strumenti saranno quelli per la proiezione a carico della cooperativa
Valutazione
Questionario a fine incontro, in forma anonima
I miei dubbi:
I costi
Un unico incontro? Orario dell'incontro? (dura troppo? nel fine settimana?)
Mezzi e risorse: devo dire chi interverrà? (esempio: psicologo, assistente sociale....?)
Grazie![]()
[QUOTE=bluemind;2660126]in alto a dx c'è il tuo nick e a fianco 'notification'. clicca lì[/QUO
Bluemind, non sai che favore mi faresti nel rendermi partecipe dei tuoi argomenti...potresti mandare anche a me una notification?te ne sarei molto grata!
Bluemind, scusa per la richiesta..non vorrei sembrarti sfacciata..ma non sai che favore mi faresti nel rendermi partecipe dei tuoi argomenti...potresti mandare anche a me una notification?te ne sarei molto grata!
qualcuno ha per caso provato a utilizzare il modello dell'assessment per la valutazione psicologica del paziente (presupposti, apertura, specificazione del problema, analisi funzionale ecc)?
io c'ho provato
Ambito clinico
Paolo è un ragazzo di 23 anni che frequenta il 4° anno di Università. Viene al Servizio
socio-sanitario per una consulenza psicologica richiesta urgentemente dalla madre, che lo
descrive come un ragazzo che attualmente presenta gravi problemi personali. Al colloquio
Paolo si presenta da solo e riferisce allo psicologo di avere un problema importante
riguardante il sonno: da qualche mese ha invertito il ritmo sonno-veglia e concentra lo
studio durante la notte, mentre il mattino e il pomeriggio dorme.
Ha ridotto la frequenza degli amici e dell’università. I risultati di studio sono stati molto
brillanti fino a sei mesi fa circa, attualmente invece non riesce ad affrontare gli esami
perché non si sente adeguatamente preparato. Riferisce difficoltà di concentrazione, di
motivazione e fatica nell’apprendimento. È molto preoccupato e teme di non recuperare la
sua capacità di studio e di non riuscire a laurearsi nei tempi programmati. Si sente spesso
triste e inquieto e non riesce a capire il perché.
Da circa 7 mesi si è interrotta una relazione affettiva con una ragazza dopo 2 anni di
fidanzamento e Paolo continua a soffrirne molto. Ha due fratelli, non emergono particolari
problematiche in famiglia, anche se nei colloqui evita di parlare dei genitori. Il padre ha
avuto importanti problemi psichici quando il ragazzo aveva 12 anni e la madre soffre di
disturbi d’ansia. Paolo si descrive come un ragazzo responsabile e autonomo, attualmente
si sente confuso e non riesce a comprendere cosa gli stia succedendo.
Il candidato delinei l’indagine psicodiagnostica e l’eventuale trattamento della presa in
carico psicologica
Per l’indagine diagnostica richiesta si farà riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quarta versione.
Le informazioni riportate nel caso non sono sufficientemente complete per fornire un quadro generale esauriente e sarebbe necessario approfondire varie tematiche.
Potrebbe rivelarsi utile avere ulteriori informazioni sulle modalità di invio dell’utente, avvenuto tramite la madre, per capire il livello di motivazione del paziente a un percorso di aiuto, il livello di consapevolezza dei problemi lamentati o il ruolo stesso della madre.
La specificazione dei problemi riportati dall’utente riguardano: difficoltà del sonno, riduzione relazioni interpersonali, difficoltà di concentrazione, motivazione e fatica nell’apprendimento, ansia per il futuro universitario, tristezza e irrequietezza.
Sarebbe utile approfondire, per ciascuna delle tematiche riportate, un approfondimento generale, come l’esordio, la gravità e la persistenza. Potrebbe essere utile inoltre capire la motivazione sottostante l’inversione del ritmo sonno-veglia, se questa è dovuta ad uno stato ansioso oppure umore depresso; se la riduzione della frequenza all’università è dovuta a mancanza d’energia o interesse; come si declina l’ansia per il futuro universitario (esempio pensieri intrusivi); specificare le caratteristiche dello stato di irrequietezza.
Oltre alla specificazione delle caratteristiche delle problematiche evidenziate, potrebbe essere utile cercare di evidenziare se vi sono antecedenti che possano avere un ruolo nella loro manifestazione. In questo caso l’utente riporta la rottura di un fidanzamento e per cui ne continua a soffrire. Sarebbe perciò utile poter ottenere ulteriori informazioni sulla qualità e il valore di questa relazione e che cosa può comportare nel presente, per il paziente, il fatto di essere solo. Si potrebbe di conseguenza indagare il suo rapporto con la famiglia e la sua storia personale, per evidenziare ulteriori eventi critici, magari inerenti la separazione, eventuale presenza di altra sintomatologia, le caratteristiche delle problematiche del padre e come queste possono avere influito sulla vita familiare. Il fatto che il soggetto eviti di parlare dei genitori potrebbe essere un elemento da approfondire in quanto fattore significativo; questo tuttavia potrebbe risultare utile svolgerlo più tardi nei colloqui in quanto elemento di forte disagio.
Le informazioni riportate, ulteriormente da approfondire per garantire una comprensione più completa, evidenziano comunque un quadro di disagio significativo. Lo spettro dei disturbi, nei quali i sintomi riportati potrebbero rientrare, riguardano la macrocategoria dei disturbi dell’umore e di ansia. Per escludere un eventuale ruolo di altri fattori non psicologici, sarebbe utile indagare il possibile utilizzo di sostanze (visto anche l’evento stressante vissuto dal soggetto) o condizioni mediche rilevanti.
Nel caso riguardante la categoria dei disturbi dell’umore si potrebbe ipotizzare un disturbo depressivo maggiore, in quanto sembrano risultare soddisfatti vari criteri diagnostici. Questo disturbo è infatti definito da: 5 o più dei seguenti sintomi sono stati presenti per almeno 2 settimana, quasi ogni giorno: umore depresso, mancanza di piacere, insonnia o ipersonnia, ipofagia o iperfagia, difficoltà a concentrarsi, agitazione o rallentamento psicomotoria, senso di colpa, pensieri di morte, affaticabilità.
Sembrerebbe possibile escludere un disturbo dell’adattamento poiché la sintomatologia del soggetto persiste per più di 6 mesi dalla presentazione dell’evento stressante.
Vista la giovane età del soggetto, non è possibile escludere un disturbo di personalità; elementi utili in questo senso potrebbero essere reperiti dall’analisi di eventuale sintomatologia precedente al cambiamento di funzionamento del soggetto. Ugualmente, non è possibile escludere che la sintomatologia presentata possa essere prodromica di una crisi psicotica, visto anche il passato psicologico del padre che non è ancora a completa disposizione; anche in questo caso sarebbe utile un’attenta valutazione.
Per la valutazione diagnostica potrebbe risultare utile somministrare la SCID (CV e, nel caso risultasse giustificata, la 2). Potrebbe risultare inoltre appropriata la somministrazione dell’MMPI, in modo da ottenere informazioni sulla personalità globale del paziente e di varie scale sintomatologiche, che potrebbero ulteriormente indicare un tipo di disturbo. Per ottenere una valutazione dimensionale dei sintomi ansiosi e depressivi, nel caso questi fossero confermati, potrebbe essere utile l’utilizzo del BAI, capace di discriminare tra sintomatologia ansiosa e depressiva o del Hamilton depression rating scale, per la sola valutazione dei sintomi depressivi.
Per quanto riguarda le ipotesi di presa in carico per un eventuale trattamento sarebbe utile indagare le aspettative del paziente a riguardo e determinare gli obiettivi a medio o lungo termine. Nel caso risultasse probabile un disturbo depressivo o dello spettro ansioso potrebbe risultare utile un intervento individuale supportivo-espressivo, finalizzato al rafforzamento della personalità del soggetto, probabilmente andata in crisi dopo l’evento stressante, oltrechè la risoluzione di conflitti interiori. Sarebbe opportuno inoltre ipotizzare come valida una strategia di tipo sistemico-familiare, nel caso venissero evidenziate problematiche familiari non risolte o disfunzionali; in quest’ultimo caso sarebbe necessario convocare la famiglia per avere ulteriori informazioni a riguardo ed un eventuale consenso. Nel caso risultasse utile la presa in carico per il trattamento, verrebbe predisposto l’invio a psicoterapeuta qualificato.
Psicologia clinica
Dallo psicologo si presenta una ragazza di 18 anni, Elisa, accompagnata dalla madre. Elisa vive con i genitori e un fratello di 22 anni. Attualmente frequenta l’ultimo anno delle scuole superiori. La madre chiede di parlare con lo psicologo per riferire lo stato di salute della figlia. Da circa sei mesi Elisa soffre di tensione muscolare, capogiri, nervosismo persistente, palpitazioni e sensazioni di testa vuota, sudorazione e paure varie, tra cui quella che uno dei familiari possa ammalarsi. Il candidato/la candidata formuli una ipotesi diagnostica e indichi le procedure e gli strumenti che ritiene adatti per una diagnosi più approfondita precisando le finalità specifiche dell’uso degli strumenti.
diagnosi? GAD?
inoltre, visto che non lo chiede, voi mettereste il possibile trattamento?
uhm la tensione muscolare e il nervosismo rientrano tra i sintomi del gad, e anche la paura per i familiari può rientrare nella gamma di preoccupazioni inerenti la vita quotidiana, così come il tempo di 6 mesi.
però gli altri sintomi sembrano più da attacco di panico.. e anche le altre paure di cui si parla non vengono specificate.
io proporrei di indagare ulteriormente su quando si presentano questi sintomi, e quali siano gli altri oggetti della paura, mettendo come diagnosi differenziale appunto il disturbo di panico e le fobie specifiche. dopo le ulteriori indagini, potrebbero anche essere presenti entrambe le condizioni.
sarebbe sbagliato?