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  1. #571
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Giupeppe Visualizza messaggio
    COMMENTO AL CASO DI IRENESOTGIA (anch'io sardo):

    Il paziente, 48 anni, coniugato (moglie casalinga), 2 figli (17 e 20 anni), caporeparto presso una ditta di servizi della stazione locale, si rivolge allo psicologo su suggerimento del proprio medico di base conseguentemente ad una infiammazione ai tendini del braccio destro trattata con farmaci e laser-terapia con scarsi risultati.
    Ai fini diagnosici del caso qui proposto si farà riferimento al manuale DSM IV-TR. Il ricco corollario sintomatologico riportato nel presente caso potrebbe prestarsi a diverse interpretazioni diagnostiche: la sudorazione, il panico, le condotte evitanti specie in conseguenza di uscite di casa, e specie quando deve sostare in luoghi affollati o quando sa che deve relazionarsi con persone che lo possono giudicare potrebbero condurre ad una diagnosi, del tutto ipotetica e provvisoria, ad un disturbo d'ansia. Le manifestazioni cliniche precedentemente riportate sembrerebbero suggerire, più nello specifico, un disturbo di panico con agorafobia o una fobia sociale. Ad ogni modo le informazioni al momento in possesso, non sono tali da poter giustificare una propensione verso una ipotesi diagnostica specifica, almeno fino a quando non verranno condotte ulteriori e più chiaritrici indagini sul caso.
    Il dolore al braccio potrebbe invece condurre il clinico ad ipotizzare una ulteriore diagnosi di disturbo somatoforme ma, ancora una volta, tale diagnosi rimane sospesa su un piano puramente ipotetico e provvisorio così come, sempre del tutto ipotetica e provvisoria sarebbe una eventuale diagnosi di disturbo dell'umore riconducibile a quanto affermato dal paziente il quale in certi casi si sente "aggressivo, iroso, pieno di energia, incapace di star fermo" mentre in altri "pauroso e titubante".
    Le possibili diagnosi fin qui ipotizzate dovrebbero trovare un maggiore riscontro in una serie di colloqui successivi che consentirebbero così di rilevare e avere un ulteriore conferma dello stato sintomatologico del paziente. Tali colloqui sarebbero molto utili al fine di comprendere quali siano le aspettative del paziente nei confronti del clinico (riordiamoci che la consultazione dello psicologo da parte del paziente non è spontanea) e quali siano le sue richieste implicite. Si dovrebbe indagare sulla storia dei sintomi, quando sono comparsi la prima volta, con quale frequenza tendono a ripetersi e con quale intensità, in che modo vengono vissuti ed elaborati dal paziente. Si dovrebbe indagare circa eventuali disturbi precedenti a quelli attuali (il paziente riporta di aver intrapreso, 11 anni prima, una cura di psicofarmaci per un "esaurimento nervoso" risolto in breve tempo. Non si dovrebbe neanche trascurare la dimensione familiare e lavorativa del paziente.
    Nel condurre le indagini del caso lo pscologo potrebbe servirsi di appositi e utili strumenti come lo SCID I e II, 2 interviste semi strutturate, rispettivamente impiegate nella rilevazione di disturbi di Asse I e II del DSM IV, o il MMPI-II, batteria di scale con le quali rilevare diverse componenti di peronalità del paziente.
    Sempre che le ipotesi diagnostiche precedentemente espresse dovessero poi trovare un certo riscontro si potrebbe suggerire un trattamento supportivo (qualora il clinico ritenga che l'Io del paziente necessiti di sostegno) ed espressivo ad oreintamento psicodinamico in modo da favorire una rielaborazione dei termini conflittuali. Prima ancora di qualsiasi trattamento sarebbe opportuno consigliare una visita psichiatrica in modo tale che il paziente intraprenda un eventuale trattamento farmacologico utile a stabilizzare il livello dell'ansia o il tono dell'umore.

    OK E ANCHE QUESTO E' FATTO....PARERI? SUGGERIEMNTI? CORREZIONI?
    Io sono perplessa sulla diagnosi di fobia sociale perchè il soggetto afferma che, se si espone alle situazioni temute, i sintomi ansiosi invece di aumentare e di fagli tollerare tutto con estremo disagio, diminuiscono fiono a scomparire....
    Magari è un disturbo d'ansia non meglio specificato associato a un disturbo algico che mette "in crisi" l'immagine "energica" che il paziente ha di se stesso come di una persona che "fa tutto da solo" e grazie alla sua forza fisica e di volntà... Quì egli non può far appello nè all'una nè all'altra e questo potrebbe far vacillare la sua autostima e il suo senso di sicurezza nell'affrontare le situazioni sociali e lavorative... Sulle circostanze in concomitanza delle quali è esordita la presunta infiammazione al braccio sarebbero necessari ulteriori approfonsìdimenti... bho!

  2. #572
    Partecipante Super Figo L'avatar di skarlet82
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Ma dice che DOPO aver affrontato la situazione la paura scompare, non MENTRE la affronta. Secondo me potrebbe essere anche evitante, perchè teme di essere giudicato. Ma la metterei come diagnosi differenziale, perchè la fobia sociale spiega l'ansia, quello evitante no.

  3. #573

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da ntegnomo Visualizza messaggio
    Si lo credo anch'io..quindi poi in base al modello teorico cambiano gli aspetti da ingadare..ad esempio in quello psicodinamico conflitti, relazioni oggettuali, strutturazione del sè e l'ipotesi d'intervento deve essere coerente con il modello teorico..
    credo sia proprio così
    ---------------------------------------------

    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

  4. #574
    Partecipante Super Esperto L'avatar di roberta80
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    scusate e per quello cognitivo-comportamentale aspetti da indagare???

  5. #575
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da roberta80 Visualizza messaggio
    scusate e per quello cognitivo-comportamentale aspetti da indagare???
    ad esempio le esperienze precoci che hanno determinato credenze errate su di sè, gli altri e il mondo esterno e che a loro volta causano l'apprendimento di comportamenti disfunzionali..il modello è A-B-C..A è l'antecedente il fattore precipitante che determina B (behaviour), C è il conseguente l'effetto che determina B e il suo mantenimento pur se disfunzionale.

  6. #576
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Distillers
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ve ne posto uno che mi ha messo un po' in crisi stamane (sarà che sono ormai stanca):

    Un giovane adulto (R., 23 anni), si rivolge ad un professionista, a causa di ripetuti episodi di malessere. L'ultimo è occorso circa venti giorni prima: stava raggiungendo il mare, dove era prevista una cena con la sua fidanzata e i genitori di entrambi. Guidava la sua nuova e prima automobile personale in autostrada, la sua ragazza era con lui e i genitori seguivano, quando ha sentito sopraggiungere un malessere crescente, con accelerazione del ritmo cardiaco, contrazioni muscolari, difficoltà respiratorie, sudorazione copiosa. R. ha pensato che poteva morire, ha accostato la macchina, è stato assistito dai suoi cari che lo hanno trovato assolutamente spaventato e molto provato. La compagnia è rientrata nella città di partenza: una volta arrivati, R. si sentiva bene e non è stato necessario ricorrere al Pronto Soccorso. Gli accertamenti sanitari organizzati successivamente dal Medico di Base hanno escluso la presenza di patologie collegabili alla crisi.
    Dopo l'ultima crisi ha dovuto però rinunciare a una missione di lavoro a Modena, perché avrebbe dovuto prendere l'autostrada.
    R. ammette di essere una persona ansiosa, che tende ad allarmarsi quando qualcosa non va. È assunto in modo stabile come elettricista in una ditta che fa impianti industriali: è arrivato al lavoro un po' avanti negli anni perché è stato respinto due volte alle scuole superiori. Il lavoro gli piace e si sente competente, anche se spesso ha bisogno dì conferme ed è molto vulnerabile alle critiche.
    Nella storia personale non emergono aspetti particolari: è figlio unico ed ha una relazione stretta con i genitori. A parte gli insuccessi scolastici rammenta una crisi di somatizzazione a sedici anni, durante il campionato di calcio giovanile. Da piccolo, era difficile staccarsi da casa per andare a scuola. La relazione con la ragazza è attualmente in crisi: lei lo accusa di essere troppo possessivo, gli chiede di avere più spazio per sé e di dimostrarle più fiducia. In effetti R., da quando frequenta questa ragazza, ha lasciato la compagnia, lo sport ecc. e tende a passare tutto il tempo libero con lei.

    vediamo voi cosa dite poi vi dico la mia (non lo posto perché è lunghissimo).
    «O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
    Ernesto Guevara de la Sierna


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  7. #577
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Distillers Visualizza messaggio
    ve ne posto uno che mi ha messo un po' in crisi stamane (sarà che sono ormai stanca):

    Un giovane adulto (R., 23 anni), si rivolge ad un professionista, a causa di ripetuti episodi di malessere. L'ultimo è occorso circa venti giorni prima: stava raggiungendo il mare, dove era prevista una cena con la sua fidanzata e i genitori di entrambi. Guidava la sua nuova e prima automobile personale in autostrada, la sua ragazza era con lui e i genitori seguivano, quando ha sentito sopraggiungere un malessere crescente, con accelerazione del ritmo cardiaco, contrazioni muscolari, difficoltà respiratorie, sudorazione copiosa. R. ha pensato che poteva morire, ha accostato la macchina, è stato assistito dai suoi cari che lo hanno trovato assolutamente spaventato e molto provato. La compagnia è rientrata nella città di partenza: una volta arrivati, R. si sentiva bene e non è stato necessario ricorrere al Pronto Soccorso. Gli accertamenti sanitari organizzati successivamente dal Medico di Base hanno escluso la presenza di patologie collegabili alla crisi.
    Dopo l'ultima crisi ha dovuto però rinunciare a una missione di lavoro a Modena, perché avrebbe dovuto prendere l'autostrada.
    R. ammette di essere una persona ansiosa, che tende ad allarmarsi quando qualcosa non va. È assunto in modo stabile come elettricista in una ditta che fa impianti industriali: è arrivato al lavoro un po' avanti negli anni perché è stato respinto due volte alle scuole superiori. Il lavoro gli piace e si sente competente, anche se spesso ha bisogno dì conferme ed è molto vulnerabile alle critiche.
    Nella storia personale non emergono aspetti particolari: è figlio unico ed ha una relazione stretta con i genitori. A parte gli insuccessi scolastici rammenta una crisi di somatizzazione a sedici anni, durante il campionato di calcio giovanile. Da piccolo, era difficile staccarsi da casa per andare a scuola. La relazione con la ragazza è attualmente in crisi: lei lo accusa di essere troppo possessivo, gli chiede di avere più spazio per sé e di dimostrarle più fiducia. In effetti R., da quando frequenta questa ragazza, ha lasciato la compagnia, lo sport ecc. e tende a passare tutto il tempo libero con lei.

    vediamo voi cosa dite poi vi dico la mia (non lo posto perché è lunghissimo).
    Ammazza!ci sono sintomi per qualsiasi cosa..! Dunque metterei come principale Fobia sociale (guidava la sua prima macchina nuova e si recava ad una cena..entrambe situazioni che espongono alla critica e che hanno scatenato un attacco di panico)...come differenziale un disturbo evitante di personalità in particolare questo "Da piccolo, era difficile staccarsi da casa per andare a scuola. La relazione con la ragazza è attualmente in crisi: lei lo accusa di essere troppo possessivo, gli chiede di avere più spazio per sé e di dimostrarle più fiducia. In effetti R., da quando frequenta questa ragazza, ha lasciato la compagnia, lo sport ecc. e tende a passare tutto il tempo libero con lei" mi fa pensare ad una modalità di funzionamento tipica dell'evitante che ha relazioni solo con i parenti stretti e quando riesce ad avere una relazione sentimentale vi si attacca disperatamente. Tu come lo hai svolto? anche brevemente senza postare tutto..

  8. #578
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Distillers
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ti riporto solo la parte delle ipotesi:

    La sintomatologia riportata (sudorazione, contrazioni muscolari, accelerazione del ritmo cardiaco, difficoltà respiratorie, paura di morire) ed il suo carattere ricorrente mi farebbero ipotizzare un Disturbo d'Ansia (asse I), più specificamente un Disturbo da Attacco di Panico. Il fatto che rinunci ad un lavoro per il timore di dover prendere l'autostrada (condotte di evitamento) potrebbe far pensare ad una Fobia Specifica di Tipo Situazionale, ma per capire se ciò sia effettivamente vero bisognerebbe capire se, ad esempio, R. si renda conto dell'irragionevolezza della sua paura. Nella sua storia personale, però, sembrerebbero sussistere condizioni che rimandano ad una possibile storia di ansia di separazione, nonché somatizzazione forse connessa ad un'esposizione sociale (campionato di calcio) che lo avrebbe sottoposto al giudizio altrui e al confronto. È, dunque, possibile che si siano verificati episodi di fobia sociale che, forse, possono averlo portato a sviluppare un Disturbo Dipendente di Personalità (asse II), come farebbe pensare il suo comportamento verso la fidanzata, ma comunque dal protocollo non si evince la presenza di sintomi caratteristici come la paura di essere lasciato solo a badare a se stesso, la difficoltà a prendere decisioni da solo, la necessità che altri si assumano le responsabilità. Il fatto che sia così attaccato alla ragazza potrebbe anche far pensare ad una Agorafobia, connessa all'ipotizzato Disturbo da Attacco di Panico. Per cui bisogna approfondire se il suo comportamento nella relazione sentimentale sia improntato più ad una dipendenza dovuta ai tratti di personalità o all'ansia (paura di trovarsi da solo in preda ad un attacco di panico, paura di non riuscire ad andar via da luoghi o situazioni, ecc).


    ma comunque continuo a pensarci e ripensarci, e anch'io avrei messo evitante.
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  9. #579
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    [QUOTE=Distillers;2383740]ti riporto solo la parte delle ipotesi:

    La sintomatologia riportata (sudorazione, contrazioni muscolari, accelerazione del ritmo cardiaco, difficoltà respiratorie, paura di morire) ed il suo carattere ricorrente mi farebbero ipotizzare un Disturbo d'Ansia (asse I), più specificamente un Disturbo da Attacco di Panico. Il fatto che rinunci ad un lavoro per il timore di dover prendere l'autostrada (condotte di evitamento) potrebbe far pensare ad una Fobia Specifica di Tipo Situazionale, ma per capire se ciò sia effettivamente vero bisognerebbe capire se, ad esempio, R. si renda conto dell'irragionevolezza della sua paura. Nella sua storia personale, però, sembrerebbero sussistere condizioni che rimandano ad una possibile storia di ansia di separazione, nonché somatizzazione forse connessa ad un'esposizione sociale (campionato di calcio) che lo avrebbe sottoposto al giudizio altrui e al confronto. È, dunque, possibile che si siano verificati episodi di fobia sociale che, forse, possono averlo portato a sviluppare un Disturbo Dipendente di Personalità (asse II), come farebbe pensare il suo comportamento verso la fidanzata, ma comunque dal protocollo non si evince la presenza di sintomi caratteristici come la paura di essere lasciato solo a badare a se stesso, la difficoltà a prendere decisioni da solo, la necessità che altri si assumano le responsabilità. Il fatto che sia così attaccato alla ragazza potrebbe anche far pensare ad una Agorafobia, connessa all'ipotizzato Disturbo da Attacco di Panico. Per cui bisogna approfondire se il suo comportamento nella relazione sentimentale sia improntato più ad una dipendenza dovuta ai tratti di personalità o all'ansia (paura di trovarsi da solo in preda ad un attacco di panico, paura di non riuscire ad andar via da luoghi o situazioni, ecc).


    ma comunque continuo a pensarci e ripensarci, e anch'io avrei messo evitante.

    secondo me la tua diagnosi è fatta cmq bene perchè hai correttamente motivato le eventuali diagnosi differenziali!!

  10. #580
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Ti ringrazio
    Comunque uff, devo esercitarmi sui somatoformi perché non mi vogliono proprio entrare!!!
    «O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
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  11. #581
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ragazze per un disturbo narcisistico di personalità che trattamento???

  12. #582
    Partecipante Super Figo L'avatar di skarlet82
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Io direi supportivo-espressivo (perchè all'inizio si deve promuovere l'esame di realtà e un'immagine di sè e degli altri realistica), magari sistemico-relazionale.

  13. #583
    Partecipante Super Esperto L'avatar di roberta80
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    è consigliata una terapia support-espress e una terapia di gruppo a orientamento psicodinamico o sistemico
    oppure è giusto scrivere è consigliata una terapia support-espress di g ad orientamento psicodinam o sistemico?

  14. #584
    Partecipante Super Esperto L'avatar di roberta80
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ragazzae mi aiutate come devo scrivere: per la depressione ho scelto una terapia supportiva e una psicoterapia interpersonale, come si deve scrivere?
    tipo è consigliabile una terapia support xchè.......e una psicoterapia interpersonale perchè....è giusto?
    oppure una psicoterapia interpersonale supportiva????

  15. #585

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da roberta80 Visualizza messaggio
    ragazzae mi aiutate come devo scrivere: per la depressione ho scelto una terapia supportiva e una psicoterapia interpersonale, come si deve scrivere?
    tipo è consigliabile una terapia support xchè.......e una psicoterapia interpersonale perchè....è giusto?
    oppure una psicoterapia interpersonale supportiva????

    spero che ti vada bene lo stesso se ti aiuta un ragazzo ;P
    devi scrivere una cosa del tipo:
    se l'ipotesi principale di disturbo depressivo maggiore venisse comprovata suggerirei una psicoterapia interpesonale a carattere supportivo al fine di... per poi dunque... così che infine... e delinei cosa ti apsetti dalla terapia
    ---------------------------------------------

    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

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