Avevo perso di vista il topic... ma leggendo le ultime evoluzioni ho notato il sorgere di un atteggiamento propositivo generalizzato, anche se inevitabilmente di scontro a volte, e mi piace
Mi piacerebbe infatti che grazie a questo spazio si comunicassero esperienze positive per stimolare chi usa il pessimismo come alibi, chi non investe più in questo lavoro, per necessità o concretezza, insomma che si facessero esempi da seguire (senza pretendere di farsi "regalare" le strategie vincenti o spazi di lavoro creati faticosamente), ma esempi e consigli utili per creare degli atteggiamenti condivisi che diano maggior prestigio, credibilità e rispettabilità alla nostra professione. Ad esempio, l'idea del sito non è per niente sbagliata: si diffonde la cultura della psicologia e ci si fa pubblicità, stiamo attenti però ad un nuovo fenomeno: ormai i clienti si "autoaiutano" cercando nozioni e risposte su internet !! (questo è deleterio per noi e pericoloso per loro). Quindi piuttosto che scrivere trattati o consulenze online dovremmo chiarire esattamente quale è l'utilità di andare da un esperto e cosa fa uno psicologo (secondo me, eh).
Però c'è, a mio avviso, anche da fare attenzione a non liquidare le esperienze di chi ha difficoltà concrete a vivere di questo lavoro e di chi nutre perplessità, come me (che comunque investo), circa la possibilità di vivere di questo lavoro, affinchè ognuno possa valutare per tempo se se lo può permettere e affinchè si possa chiarire insieme come superare tali scogli, quali atteggiamenti adottare.
Certo, non basta lamentarsi, sarebbe troppo facile dire "è così, quindi non ci posso fare niente". Ci vuole talento, impegno, tenacia, soldi...
ma nella mia esperienza, (quasi?) tutti i colleghi che ho conosciuto nel tempo:
- più hanno investito nel loro lavoro e più hanno fiducia nella possibilità di vedere la svolta dietro l'angolo anche perchè più vai avanti e più sarebbe un fallimento abbandonare. Come a dire, "do a questo lavoro un valore molto maggiore perchè ci ho investito troppo per accettare l'idea che ho fatto male". Questi a volte non sopportano chi si pone la domanda "vale la pena o no?", perchè gli smonta tutto il loro castello di illusioni e speranze. Non parliamo di chi gli dice: "io ad un certo punto ho capito che non era un lavoro". é vero pure che più strumenti hai più hai fiducia in te stesso e sei efficace nel tuo lavoro.
- la maggior parte guadagna una media di 6-8 mila euro l'anno lordi, che a conti fatti equivalgono a zero, se ci togli la ritenuta d'acconto, l'enpap, l'iscrizione all'albo e tutte le spese che vanno sostenute per lavorare (ad esempio comprare un test

)
- la maggior parte sono ragazzi che vivono con i genitori o coniugi di un partner che fa un lavoro "vero", ovvero pagato dignitosamente. Tanti abbandonano quando gli eventi della vita gli impongono esigenze materiali, tanti altri per far fronte a queste esigenze sono costretti a spendere 8 ore al giorno in lavoro sottopagatissimo, in un circolo vizioso che li squalifica, li demotiva e non gli lascia alternative.
Quindi, secondo me, dobbiamo stare molto attenti alle illusioni come alla rassegnazione e essere onesti con noi stessi e con i nostri colleghi! Altrimenti continuiamo ad alimentare un sistema in cui gli unici che si arricchiscono sono le scuole di specializzazione e di formazione in generale. Facciamo molta attenzione a non proiettare le nostre paure su chi espone un pensiero non congruente con le nostre scelte e con i nostri schemi e soprattutto
evitiamo di analizzarci a vicenda, (cosa che sto facendo anche io in questo momento, provocatoriamente) perchè il rischio di metterci del nostro in questi casi è altissimo (ad esempio credo che Dadeidò non abbia mai attribuito la colpa della situazione ai clienti che nn vanno, ma intendesse evidenziare che non è concretamente possibile invvestire soldi, tempo ed energie su una ulteriore qualificazione professionale se questo significa
nella realtà che intanto non entrano soldi per vivere).
Con questo non faccio riferimento a nessuno di voi nello specifico perchè non vi conosco abbastanza ma ad un idea che mi sono fatto in generale e lo dico solo per capire personalmente se è corretta o meno, ma anche per dare informazioni oneste a chi altri intenda capire per regolarsi, tra un intricato labirinto di illusioni, delusioni e analisi di realtà.
Ovviamente nessuno dirà pubblicamente "io guadagno 30 mila euro" o più, però vorrei davvero capire se qualcuno esiste, perchè a conti fatti questa sarebbe la soglia per chiamarlo un lavoro da libero professionista (a conti fatti, puliti, equivalgono a poco più di mille euro netti per un dipendente).
Scusate la mancanza di emoticon ma ho scritto di getto. Ciao.