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Discussione: Verso la professione?

  1. #46
    Amistade
    Ospite non registrato

    Re: Re: Per il Dott. Sirri

    >Ma forse il punto e' proprio questo: sono abituato a contare >solo sulle mie gambe, ad essere concreto e a fare i conti con >tutti i limiti ed i muri che ci sono.

    Bene. Scommetto però nel tup discorso è incluso che hai avuto un'ottima formazione, probabilmente un ottimo tirocinio che ti ha permesso di essere in qualche modo competitivo. Torno a ripetere che non si diventa competitivi nel mondo della psicologia dando "corsetti" preparati in una settimana per giovani casalinghe, o per donne in maternità. Lo si diventa imparando a trattare coi pazienti, maneggiando test, "spaventandosi quando il paziente batte i pugni sul tavolo" (tnx). Un conto è il discorso del "farsi conoscere", e sta bene; un altro è saper lavorare. Non confondiamo le due cose.
    Se queste cose non le impari col tirocinio, come le impari? Dove le impari?
    a) andando da qualche psicologo e lavorando gratis pur di imparare
    b) ti svegli una mattina dopo un sogno indimenticabile e di colpo sai già tutto
    c) fai dei corsi a pagamento dove qualcuno ti insegna come si somministra un test o si fa una terapia di supporto
    d) bevi la pozione della scienza infusa e sei uno psicologo "questionario alla mano".

    Scherzo su questo aspetto, ma mi sembra che su quest'argomento non mi abbia ancora risposto: se non fai un tirocinio BUONO, come pretendi di saper gestire un gruppo di aiuto-aiuto? Leggendoti un libro? Se hai sempre letto sui testi dell'MMPI, come pensi di poterlo somministrare se te lo vedi per la prima volta davanti?
    Peggio ancora: come pensi di poter diagnosticare una nevrosi se non hai mai visto un paziente?

    >Forse questo e' stato anche perche' non potevo permettermi di >lavorare gratis.......

    No! Tanta gente non ha soldi per andare avanti, ma lavora di notte in un locale perchè non ha I MEZZI per lavorare con la laurea. Non avere mezzi = non si sa fare un tubo.
    E non venirmi a dire che basta studiare una settimana per un "corsetto", perchè replico subito che se speri di farti più di uno stipendio da 800 euro con i corsetti fai prima a leggere i tarocchi = muori di fame.

    >E' comodo lavorare gratis se ti puoi permettere di stare ad >aspettare....

    Non è questo il discorso, e torno sempre lì, può essere difficile mettersi in gioco come psicologo, ma bisogna avere le conoscenze tecniche, pratiche, oltre che teoriche (un minimo, almeno!). Se non le hai o non le ottieni col tirocinio, o paghi perchè qualcuno te lo insegni, oppure vai GRATIS, o non c'è niente da fare.
    E' comodo dire "non è giusto lavorare gratis" quando si ha la fortuna di aver trovato un buon posto per il tirocinio e aver imparato molte cose.
    Ero al telefono con una collega poco fa (110 e lode con dignità di stampa), a breve l'esame di stato. Nel panico più assoluto per il caso clinico. Non sa da dove iniziare. ***Questa*** è la situazione. 1 anno buttato facendo fesserie, e mai visto un paziente. Chi la paga una così? Chi la vuole come lavoratrice?Mettiamo che si autopromuova facendo corsi di orientamento, aa pagamento. Ci sono centri che fanno queste cose semi-gratis. Quanto ti entra in tasca con un corso? Ti basterebbe per vivere senza il supporto dei genitori? Se sai fare solo "corsetti" non campi, c'è bisogno delle oltre 100 voci del tariffario, che tu conosci e sfrutti. Chi non è come te per quest'ultimo aspetto cosa fa?Apriamo gli occhi, esistono anche queste realtà!


    >Non e' comodo rimboccarsi le maniche ed investire su se stessi, >costruire un progetto e sudare per attuarlo avendo pochi >strumenti e tanta voglia di fare.

    Avendo *pochi strumenti*, dici bene. E nel caso avessi solo conoscenze teoriche e zero pratica? Ti viene sempre voglia di investire su te stesso non avendo credenziali? Siamo seri, è autolesionismo!
    Non volgio dare l'impressione di essere uno che sa, ma che non si sente sicuro di sapere e/o che on ha il coraggio di buttarsi. La realtà è che neanch'io saprei manco da dove iniziare per fare una diagnosi, figuriamoci una terapia di supporto, figuramoci condurre un gruppo. Per piacere, non dirmi di andare a studiare qualche libro sull'argomento perchè un paziente va visto in faccia, non (solo) attraverso un libro.


    >Benissimo, dopo 1 settimana (non sei mesi, un anno, o piu' >ancora), potresti tenere un semplice corsetto per utenti ed >iniziare a guadagnare, a farti conoscere, ecc.

    In una settimana, ponendo che studi 8 ore al giorno coi ritmi pieni di un tempo (ergo impossibile), puoi riuscire a mangiarti qualche centinaio di pagine esclusi i lucidi. Nessuno si è mai preparato un esame serio in una settimana. Un corso, anche se per bambini ritardati, lo prendo comunque seriamente e non sottogamba dando un'occhiata al programma una settimana prima. Un relatore ben preparato si riconosce da uno che ha le cose attaccate a sputo. Siamo realisti. Un conto è lanciarsi sapendo a cosa si va incontro, altro paio di maniche è lanciarsi nel vuoto quando non si ha il paracadute.


    >Se invece viene un medico e ti obietta qualcosa a livello >organico che fai?
    >E se viene un avvocato divorzista che ti parla della sua >esperienza?
    >Se viene l'assistente sociale specializzata in mogli maltrattate?

    Appunto, rischi figuracce se sei preparato poco e male. Se invece sai il fatto tuo, sicuro come il fuoco che non dici cose che fanno a cazzotti con le conoscenze altrui. Specie perchè dopo il corso dovrai pur lasciare uno spazio per le domande, e devi saper rispondere in maniera competente, non da "uomo della strada".

    >Quello che voglio dire e' che NESSUN partecipante si aspetta >che tu sappia tutto, per il semplice motivo che e' impossibile >saper tutto!

    Differenza tra sapere tutto ed essere ben preparato e preciso nell'esposizione. Una buona preparazione non la si ottiene in una settimana. Nemmeno in un anno. Se ragioniamo nell'ordine di un mese-un mese e mezzo, si può ragionare.

    >La figuraccia la fai solo se hai questa pretesa,

    Non penso. La figuraccia la fai se qualcuno ti corregge perchè è più aggiornato di te. Per questo bisogna essere a un livello buono di preparazione, cosa che non si ottiene di certo in 7 giorni.

    >Poi, miracolo, prendi in mano le bacchette e nel giro di >pochissimo sai suonare.


    Lo so, ma qui il punto cruciale è che spesso nessuno ti mette in mano le bacchette. O vai e le compri, o le prendi in prestito. E' inutile organizzare una serata per far conoscere il tuo gruppo se non sai manco come si fanno i 4/4 bacchette alla mano.

    Spero di aver chiarito un po' il mio punto di vista.

    --
    Amistade

  2. #47
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Per il Dott. Sirri

    Originariamente postato da Amistade
    Torno a ripetere che non si diventa competitivi nel mondo della psicologia dando "corsetti" preparati in una settimana per giovani casalinghe, o per donne in maternità. Lo si diventa imparando a trattare coi pazienti, maneggiando test, "spaventandosi quando il paziente batte i pugni sul tavolo" (tnx).
    Non concordo per due motivi:

    1)
    Le cose da sapere per poter fare bene la nostra professione sono tante.... praticamente infinite.
    Non puoi pensare di conoscerle tutte prima di iniziare, oppure di scindere l'aspetto "apprendimento", dall'aspetto "lavoro", perche' le due cose sono nei fatti fuse tra di loro.

    2)
    Un professionista diventa veramente bravo in un solo modo: con l'esperienza diretta.
    Io posso dire di saper fare una cosa solo dopo averla fatta, prima posso solo reputarmi in grado, o meno, di farla.

    Questa e' in soldoni la differenza tra il sapere ed il saper fare.
    Se io guardo il collega anziano fare una cosa, imparo il sapere, e questo puo' darmi sicurezza in me stesso e farmi pensare: "credo di essere in grado di farlo", non "sono capace di farlo".

    Il saper fare lo imparo solo facendo in prima persona una cosa, perche' nel saper fare c'e' anche (e non solo) l'aspetto emotivo, l'eccitazione della prima volta, ecc.

    E' come guidare una macchina: molte cose le imparo sicuramente guardando qualcuno che guida, oppure utilizzando un simulatore di guida...... ma permettimi di dire che guidare un'automobile, su una strada ed in mezzo al traffico, e' un'altra cosa.


    Un conto è il discorso del "farsi conoscere", e sta bene; un altro è saper lavorare. Non confondiamo le due cose.
    Quello che invece ti sto dicendo e' che i due piani non sono completamente separati, ma anzi, in buona parte si sovrappongono.

    Farsi conoscere non significa mettere la pubblicita' in tutte le buchette della posta con scritto "psicologo bravissimo cura di tutto e di piu'".
    Significa andare a mirare la tipologia di persone che ti interessa, significa proporre alcune cose e non altre, significa sostalzialmente avere un programma dettagliato da seguire, costituito da step successivi da affrontare uno alla volta, quando si e' pronti.

    Se il mio obiettivo finale e' fare il terapeuta, posso aspettare di essermi specializzato prima di aprire uno studio, ed intanto fare dei lavoretti, o fare qualsiasi altra cosa.
    Oppure posso iniziare subito, senza fare terapia, ma aprendo uno studio in cui per ora gestisco situazioni molto piu' semplici.
    E, guardacaso, e' quello che ti consigliano quasi tutte le scuole di psicoterapia.


    mi sembra che su quest'argomento non mi abbia ancora risposto: se non fai un tirocinio BUONO, come pretendi di saper gestire un gruppo di aiuto-aiuto? Leggendoti un libro? Se hai sempre letto sui testi dell'MMPI, come pensi di poterlo somministrare se te lo vedi per la prima volta davanti?
    Peggio ancora: come pensi di poter diagnosticare una nevrosi se non hai mai visto un paziente?
    Invece stai perdendo il grosso di quello che ho detto.
    Sto parlando di partire subito, e' vero, ma solo con alcune cose: le piu' semplici e quelle che conosci meglio.
    Se per caso non c'e' nulla che conosci a sufficienza, ti basta un buon corso di massimo una settimana per imparare quell'unica cosa.

    Iniziando a lavorare acquisisci competenze sul campo (il saper fare), che ti permettono di crescere, e di capire molto meglio gli eventuali corsi che farai dopo (perche' li inquadri dentro le tue esperienze, che sono reali, non fantasie o simulazioni).

    Con questo schema hai altri due vantaggi:
    - inizi a farti conoscere, a crearti un giro che poi, quando saprai fare bene piu' cose, potrai sfruttare appieno;
    - puoi incamerare da subito, non 1000-2000 euro al mese, ma i soldi sufficienti per pagarti una formazione successiva, magari proprio su quello che tu vuoi fare.
    Cosi' crei un circolo virtuoso: guadagni, quindi puoi spendere e ti formi; guadagni, quindi puoi spendere e ti formi; ecc..

    Un abbraccio,

    Stefano.

  3. #48
    Peccato....sembra che la discussione stia rivolgendosi su se stessa e non trovi una via di fuga...e' solo una mia impressione?
    Caro Stefano e caro Amistade, forse vi e' sfuggita la mia mail precedente o forse semplicemente non mi sono fatto capire a dovere...ma mi sembra che la domanda implicita di Amistade (posso sbagliare naturalmente) sia: "Come faccio a prepararmi a "dovere" (nel senso piu legale del termine) e soprattutto quando so di essere pronto per iniziare? (molto vicino a quanto io chiedevo)"
    E' vero Amistade che spesso (o quasi sempre) l'università e il tirocinio non danno le conoscenze che tanto sognavamo al primo anno; e' anche vero quanto dice Stefano che prima o poi si deve pur provare a buttarsi. Ma in mezzo ci sta il paziente, che non e' una cover musicale per una serata che al massimo, se non ti sei preparato bene, viene male e ti prendi quattro fischi (io canto...se vogliamo fare un gruppo....)
    Credo che per sentirsi pronti a dovere si debba intanto decidere su cosa (area specifica) e poi darsi da fare a leggere ok, fare corsi ok, ma soprattutto confrontarsi e fermarsi a riflettere su se stessi e sulle proprie capacita'.
    E' importante considerare pero' che la formazione non ha una fine...un diploma che dice...ok..."ora sai confrontarti sicuramente con tutto quello che puo' accadere", perche' lavoriamo con la vita e nella vita puo' accadere di tutto. Possiamo sentirci il piu' pronti possibili e il giorno in cui iniziamo confrontarci con una situazione che non era capitata a nessuno prima di noi e che quindi nessuno avrebbe potuto insegnarci...che facciamo?
    Ma....prima di incasinarmi anche io in questa discussione, vorrei porre una domanda fondamentale per una risoluzione, o meglio per un proseguo del discorso... :
    Amistade, in che campo specifico vorresti lavorare? e cosi forse andiamo avanti e non ci perdiamo...

    Ripropongo infine il quesito implicito della mia passata mail, rivolto a coloro i quali hanno iniziato a lavorare privatamente: In che momento e cosa vi ha fatto sentire pronti?

    Ciao
    Alberto

  4. #49
    Amistade
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da albtorre

    >dovere...ma mi sembra che la domanda implicita di Amistade >(posso sbagliare naturalmente) sia: "Come faccio a prepararmi >a "dovere" (nel senso piu legale del termine) e soprattutto >quando so di essere pronto per iniziare? (molto vicino a quanto >io chiedevo)"

    Come fare a prepararmi a dovere si sa, faccio un paio di corsi di una settimana come dice il Dott. Sirri, oppure mi appiccico a uno che mi insegni come fare, in un modo o nell'altro... possibilmente mi attivo nell'anno di tirocinio. Sapere di essere pronto è una questione personale, e il Dott. Sirri ha fatto un bel post sulle tipologie di psicologo alle prime armi, che di sicuro ti sei letto. Quando "sai fare" qualcosa, basta solo che ti ci butti. Non penso proprio che servano mesi per imparare a somministrare un test dell'intelligenza, o un test di Lusher. Lo fai un paio di volte, e se hai la testa ben piantata sulle spalle il gioco è fatto.
    Il problema sta semmai nel sentirsi sempre "inadatti" anche se hai i mezzi per iniziare lo start up.


    > Ma in mezzo ci sta il paziente, che non e' una cover musicale >per una serata che al massimo, se non ti sei preparato bene, >viene male e ti prendi quattro fischi (io canto...se vogliamo fare >un gruppo....)

    Sì, ma col paziente mica ci devi improvvisare una psicoterapia selvaggia! Somministri qualche test, un colloquio clinico...roba molto "soft", nessuna psicoterapia. Difficile che rovini qualcuno per tutta la vita, tranquillo ;-) Poi se dovessi fare questo per la prima volta, di sicuro c'è qualcuno che ti segue, non sei allo sbaraglio.

    >Credo che per sentirsi pronti a dovere si debba intanto decidere >su cosa (area specifica) e poi darsi da fare a leggere ok, fare >corsi ok, ma soprattutto confrontarsi e fermarsi a riflettere su se >stessi e sulle proprie capacita'.

    Buonanotte! :-P
    Formazione (ad ampio raggio), superare la fatidica "prima volta", poi buttarsi. Sembra quasi che tu debba riflettere sui problemi esistenziali dell'umanità prima di capire se sei in grado o no di buttarti nel mondo del lavoro...suvvia! Io se apprendo una cosa e la metto in pratica una volta poi non vedo perchè dovrei mettermi problemi per applicarla una seconda... o una millesima. L'importante è saperlo fare.

    >E' importante considerare pero' che la formazione non ha una >fine...un diploma che dice...ok

    Ha fini a breve termine: es: imparare a somministrare l'mmpi; imparare a fare un colloqui clinco; imparare a mettere le zampe sul Rorshack etc. Questo, e moltissimo altro, rientra nella grande casa della Formazione.

    >pronti possibili e il giorno in cui iniziamo confrontarci con una >situazione che non era capitata a nessuno prima di noi e che >quindi nessuno avrebbe potuto insegnarci...che facciamo?

    Spirito di adattamento. In qualsiasi professione non troverai mai nessuno che ti insegnerà a saper gestire qualsiasi situazione, nel senso che l'imprevisto è sempre dietro l'angolo, proprio perchè siamo tutti persone diverse.
    Ti racconto qualche vicessitudine del mio lavoro part-time, ossia insegnante di chitarra a casa mia, perchè penso potrà esserti utile, e spero sia per te una lettura gradevole.
    Nella mia pratica clinica di insegnante di chitarra (:-D) ho a che fare con molta gente durante la settimana: qualche volta qualche ragazzo nuovo che viene per vedere come suono, o "i soliti" 8 per prendere lezioni. All'inizio, anni fa, pensavo di trovare solo gente al mio livello, o più brava; ero tesissimo, mi sentivo costantemente sotto esame, e temevo che l'allievo nuovo che sarebbe venuto la settimana successiva, mi avrebbe umiliato suonando. Poi, pian piano, entrando nel ruolo dell'insegnante, ho realizzato che l'unica cosa che mi creava disagio, non erano i ragazzi in sè, ma le mie paure esagerate nei loro riguardi. Ma si sà, una volta che fai una cosa, acquisisci maggiore sicurezza nel farla, ed è così che ho superato i timori e incertezze iniziali, e ho accettato serenamente che, non essendo un professionista, sono libero anch'io a volte di sbagliare (N.B: non è una giustificazione per prendere il mio lavoro alla leggera e suonare male!) senza avere il patema d'animo che non verrà mai più nessuno da me = accettare oltre che i pregi, anche i propri limiti.
    Me ne son capitate molte in questi 5 anni di lezioni quotidiane, situazioni a volte più da "psicologo" che da insegnante di chitarra a dire il vero. Il ragazzino timido che non parla, quello che si vergogna a suonare davanti a me, quella che viene in abito da sera che chissà perchè, siccome ha una chitarra, la vuole suonare... e vabeh... quella che odia il rock... , quello che parte in 4° convinto di essere molto bravo quando invece... ti voglio dire che basta un po' di flessibilità per saper gestire situazioni difficili, senza temere che nessuno ti dica come devi fare. Come la risolvi se ti trovi di fronte quella che ti dice che odia il metal "perchè è solo chiasso e basta", quando io invece suono (e AMO) proprio quella roba lì? Con un sorriso innanzitutto, che scioglie qualsiasi nodo interiore. In questi casi è vivamente sconsigliato fare braccio di ferro con l'allievo/a, potrebbe nascerne un incidente diplomatico Se riesci a fare stare a suo agio una persona, puoi metterla in grado di vedere le cose sotto un punto di vista diverso, anche con simpatia. C'è un allievo sulla 40ina che si arrabbia un sacco perchè quando fa un esercizio sbaglia. Io ogni tanto gli racconto un aneddoto, come quello di un amico che aveva lanciato la chitarra dalla finestra perchè non riusciva a fare un assolo. Ci facciamo una risata e si continua più tranquillamente, senza prenderci troppo sul serio.
    Voglio solo dirti che nessuno ti dirà mai come gestire uno che diventa furente se stecca, o che si irrita proprio perchè stecca *davanti a te*.
    Abbi fiducia nelle tue risorse, sono cose che vale la pena vivere, dammi retta!


    >Amistade, in che campo specifico vorresti lavorare? e cosi forse >andiamo avanti e non ci perdiamo...

    Ancora presto per dirlo. Ti risponderei "dove c'è più richiesta". Prima metto il naso in diversi ambienti poi ti dico quello che mi piacerà di più (o di meno).

    >Ripropongo infine il quesito implicito della mia passata mail, >rivolto a coloro i quali hanno iniziato a lavorare privatamente: In >che momento e cosa vi ha fatto sentire pronti?

    Ti rispondo anche se faccio "libera professione" diversa. Sapevo che potevo farcela, un giorno mi son buttato e a 5 anni di distanza non me ne sono mai pentito. Se fossi stato a ripensare che forse potevo essere più pronto, o più colto in teoria musicale, non avrei mai iniziato. Sai fare qualcosa? Se sì, falla. Ricordati che chi va da uno psicologo è una persona che ha bisogno di qualcosa, possibilmente di un aiuto.
    Se non sei tabula rasa (e intendo *sul serio* tabula rasa), trai un respiro profondo e buttati.

    Ciao

  5. #50
    Amistade
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Re: Per il Dott. Sirri

    [QUOTE]Originariamente postato da HT Sirri

    >Iniziando a lavorare acquisisci competenze sul campo (il saper >fare), che ti permettono di crescere, e di capire molto meglio gli >eventuali corsi che farai dopo (perche' li inquadri dentro le tue >esperienze, che sono reali, non fantasie o simulazioni).

    Sta bene, anzi, *benissimo*! Era a questo che volevo arrivare.
    Chi organizza questi corsi? Università, scuole di specializzazione? Dove si possono fare? Costo? E' necessario l'esame di Stato? Dove si possono comprare i test tipo MMPI?

    --
    Amistade

  6. #51
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Re: Re: Per il Dott. Sirri

    Originariamente postato da Amistade

    Sta bene, anzi, *benissimo*! Era a questo che volevo arrivare.
    Chi organizza questi corsi? Università, scuole di specializzazione? Dove si possono fare? Costo? E' necessario l'esame di Stato? Dove si possono comprare i test tipo MMPI?

    --
    Amistade
    La stragrande maggioranza dei test li puoi trovare dalle Organizzazioni Speciali.
    Non riscuotono la mia simpatia, ma penso siano i piu' forniti in assoluto.

    Il mondo della psicologia e' pienissimo di corsi.
    Come prima cosa scegli cosa vuoi fare, poi prova a cercare su internet, o su OPs, o dovunque tu voglia.
    I costi ed i requisiti di ingresso dipendono da corso a corso.

    Un buon metro per capire la validita' di un corso, se non conosci gia' il docente, e' parlare con chi gia' l'ha fatto. Il web e' eccezzionale per questo!
    ;-))

    Ovvio e' che per capire il peso da dare ad una valutazione bisogna chiedere anche le aspettative che aveva quella persona nel momento in cui si e' iscritta.


    Originariamente postato da albtorre
    Caro Stefano e caro Amistade, forse vi e' sfuggita la mia mail precedente o forse semplicemente non mi sono fatto capire a dovere...ma mi sembra che la domanda implicita di Amistade (posso sbagliare naturalmente) sia: "Come faccio a prepararmi a "dovere" (nel senso piu legale del termine) e soprattutto quando so di essere pronto per iniziare? (molto vicino a quanto io chiedevo)"
    [CUT]
    Ripropongo infine il quesito implicito della mia passata mail, rivolto a coloro i quali hanno iniziato a lavorare privatamente: In che momento e cosa vi ha fatto sentire pronti?

    Ciao
    Alberto
    Il punto di vista legale e' in assoluto il piu' semplice: per fare psicoterapia devi essere specializzato come tale, per tutto il resto devi essere psicologo (cioe' iscritto all'albo).
    Da un punto di vista legale esistono solo queste due categorie, quindi essere del lavoro, sviluppo, clinico, sperimentale, o altro e' per la legge italiana completamente indifferente.

    Sul pronto ad iniziare le cose si fanno piu' complesse, perche' intervengono una serie di variabili, anche soggettive.
    Devi saper fare una determinata cosa, ma devi anche credere di saperla fare..... perche' se non ci credi tu per primo.... come potranno crederci gli altri?

    Un abbraccio,

    Stefano

  7. #52
    Bene, Amistade....hai risposto a me, ma hai risposto anche e soprattutto a te, o sbaglio? abbiamo passato l'empasse assieme e condivido pienamente i tuoi pensieri che sono davvero vicinissimi ai miei, alle risposte che mi sono dato.
    Vorrei poi sottolineare che ho trovato abbastanza vicini gli esempi che fai riguardo i tuoi alunni di chitarra e le loro domande off topic...e quelle domande di medici e filosofi a cui ti riferivi precedentemente.

    Una sola cosa non condivido, o meglio su una cosa mi diferenzio dal tuo pensiero.... secondo me un campo nel quale buttarti non lo devi scegliere in base alla "richiesta" del mercato, bensi' alle tue capacità e ai tuoi interessi personali. Se sei uno che ci sa fare con gli adolescenti ma la richiesta del mercato e' grande nel campo degli anziani penso sia inutile e anche deleterio per te, la tua professione e gli utenti stessi che tu ti dia a quest'ultimo settore. E' come se tu ti mettessi a dare lezioni di basso perche te lo chiedono in 16 anziche in 8.....no?
    Per questo dico che e' importante scegliere un territorio, ovvio, prima i deve provare un po' per capire quale e' il proprio campo, io per esempio ho fatto 6 mesi al sert per poi capire che non mi piace lavorare con i tossicodipendenti (anche se avevo ottenuto buoni risultati).
    Ma capire quale e' il proprio campo e' fondamentale proprio per programmare una propria formazione post laurea, fatta di corsi ecc.

    da: Sirri
    >La stragrande maggioranza dei test li puoi trovare dalle Organizzazioni Speciali.
    >Non riscuotono la mia simpatia, ma penso siano i piu' forniti in assoluto.

    Condivido pienamente
    Per quano riguarda i corsi credo che oltre andare a cercare corsi su internet i migliori siano qua
    http://www.ministerosalute.it/ecm/ecm.jsp danno l'ECM ma bisogna avere tempo e voglia di muoversi.

    Per Stefano, sapevo delle questioni "legali" riguardo specializzazione psicoterapia ecc. intendevo un "dovere" nel senso del rispetto del paziente. Quando sappiamo o capiamo di poter offrire un "prodotto" consono alle sue necessita'....ripropongo a te la domanda....quando hai capito di ....?

    Ciao
    Alberto

  8. #53
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    Originariamente postato da albtorre
    Per quano riguarda i corsi credo che oltre andare a cercare corsi su internet i migliori siano qua
    http://www.ministerosalute.it/ecm/ecm.jsp danno l'ECM ma bisogna avere tempo e voglia di muoversi.
    beh... sulla validità delle proposte ecm ci si potrebbe riempire una serata di cabaret

    innanzitutto sono obbliagatori solo per gli psicologi che lavorano in strutture sanirarie pubbliche o private (e pagati dalla stessa struttura)

    in secondo luogo, qui potete leggere cosa ne pensano gli stessi medici: http://forum.srd.it/forum/showthread...threadid=17397

    come al solito, noi psicologi siamo sempre l'ultima ruota del carro a prendere decisione e ad avere chiarezza sulla situazione... non mi sto riferendo certo a noi che ne stiamo discutendo, quanto invece ai nostri Ordini che non hanno mai fatto chiarezza... forse che ne trattano qualche vantaggio?!?

  9. #54
    Per Nico,

    lungi da me sponsorizzare gli ECM, non era questa la mia intenzione.
    Ammetto di non conoscerne le dinamiche sotterranee.
    Vero e' che credo non si possa mai fare di tutta un'erba un fascio e che gli ECM hanno una reperibilità, una organizzazione e una facilita' di consultazione elevata.
    Credo vadano giudicati singolarmente e in base al seminario e a chi presenta, io faccio cosi'.

    Purtroppo io vivo in una zona veramente depressa dal punto di vista dell'aggiornamento e del confronto, credimi (prov. di Imperia) è difficile trovare seminari e congressi i nteressanti, quelli che trovo pubblicizzati qua e la in strutture...sfortuna mia....sono gia stati fatti tipo da una settimana e pubblicizzati davvero male (opinione personalissima)....

    Nico, se hai indicazioni su dove reperire info su seminari e congressi interessanti, possibilmente non svolti nelle solite Roma, Padova, Milano....facci sapere. Sarebbe davevro una informazione utilissima...

    Grazie
    Alberto

  10. #55
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    Originariamente postato da albtorre
    Per Nico,

    lungi da me sponsorizzare gli ECM, non era questa la mia intenzione.
    caro alberto,

    ovviamente non avevo inteso che quella fosse la tua intenzione

    come dici tu, la miglior cosa è reperire informazioni sulla struttura, sui docenti, da altri corsisti, ecc...

    poi, che siano ecm o meno, poco importa rispetto alla qualità effettiva del corso ed all'utilità che questo può avere rispetto ai tuoi obiettivi professionali

    per quanto riguarda gli eventi posso dirti di visitare l'agnda eventi di ops www.opsonline.it/ba/agenda/

    un cordiale saluto,
    nicola

  11. #56
    Amistade
    Ospite non registrato

    Per il Dott. Sirri

    [QUOTE]Originariamente postato da HT Sirri

    >Il mondo della psicologia e' pienissimo di corsi.
    >Come prima cosa scegli cosa vuoi fare, poi prova a cercare su >internet, o su OPs, o dovunque tu voglia.
    >I costi ed i requisiti di ingresso dipendono da corso a corso.


    Io sono a Cagliari, per qualsiasi spostamento devo prendere l'aereo. Che tu sappia, nell'isola c'è qualcosa di simile a quello che fate a Roma? Organizzati da scuole di specializzazione, o Asl? Giusto un'informazione per cui vado e chiedo. L'ordine degli psicologi sapreanno qualcosa?

    Thank you[I][COLOR=blue][COLOR=blue][B]
    Ultima modifica di Amistade : 21-11-2004 alle ore 23.35.22

  12. #57
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da albtorre
    secondo me un campo nel quale buttarti non lo devi scegliere in base alla "richiesta" del mercato, bensi' alle tue capacità e ai tuoi interessi personali. Se sei uno che ci sa fare con gli adolescenti ma la richiesta del mercato e' grande nel campo degli anziani penso sia inutile e anche deleterio per te, la tua professione e gli utenti stessi che tu ti dia a quest'ultimo settore. E' come se tu ti mettessi a dare lezioni di basso perche te lo chiedono in 16 anziche in 8.....no?
    Esattamente, bisogna partire da noi stessi.
    Non proponiamo salumi: vendere mortadella o prosciutto poco cambia, dare un servizio psicologico e' molto diverso.
    E' per questo che io consiglio di partire da qualcosa che conosci bene.

    Per Stefano, sapevo delle questioni "legali" riguardo specializzazione psicoterapia ecc. intendevo un "dovere" nel senso del rispetto del paziente. Quando sappiamo o capiamo di poter offrire un "prodotto" consono alle sue necessita'....ripropongo a te la domanda....quando hai capito di ....?

    Ciao
    Alberto
    Noi non affriamo un "prodotto", ma un servizio.
    ;-)

    Abbiamo un dovere morale di fare un buon lavoro, ma ancora di piu' abbiamo il dovere di essere onesti con noi stessi e con gli altri.
    Questo significa dire alle persone come stanno le cose e nessuna promessa campata per aria.
    Quello che possiamo e dobbiamo garantire alle persone e' il nostro impegno, la nostra professionalita', il dire le cose come stanno: "io non le garantisco un risultato certo, ma posso ugualmente assicurarle che sulla sua problematica si puo' lavorare, ed e' possibile ottenere dei risultati concreti" (se questo e' vero).

    Oppure possiamo porre dei tempi precisi di valutazione prima di esporci, es.: "dopo i primi 4 incontri le sapro' dire qualcosa di piu' preciso".


    Io ho capito di essere pronto guardandomi in giro, ed osservando altre persone che lavoravano.
    Per esempio, partecipando a dei corsi di ipnosi ad un certo punto mi sono reso conto che la differenza tra la mia preparazione e quella del docente era poca. Poi ho visto una conferenza sullo smettere di fumare (sempre con l'ipnosi) tenuta da un collega di 15 anni piu' anziano di me, e mi sono reso conto che conoscevo piu' cose, avrei saputo gestire meglio il discorso, ecc.
    Queste cose mi hanno convinto a proporre dei corsi.

    Comunque l'esperienza di ognuno e' un'esperienza singolare, filtrata dal proprio modo di vedere, sentire e percepire....

    Perche' invece non provi a rovesciare la domanda a te stesso.
    Ci sara' stato qualcosa verso cui, ad un certo punto della tua vita, ti sei sentito pronto.
    Ad esempio: immagino che ad un certo punto hai deciso di essere in grado di guidare l'automobile (guidare e' piu' pericoloso di una psicoterapia).
    Che cosa ti e' servito per capire di essere in grado di farlo?

    Un abbraccio,

    Stefano

  13. #58
    Serial killer
    Ospite non registrato
    scusate mi intrometto solo brevemente: qualcuno, non ricordo chi, parlava di fare test e colloqui..che tanto con quelli non si rovina nessuno..mah, chi è che va dallo psicologo perchè vuole farsi fare una diagnosi e poi eventualmente essere indirizzato da un'altra persona (psicoterapeuta)?! Altri parlano di "crescita personale"..e tutte le altre voci del tariffario?? andiamo, sveglia..siamo nel mondo reale! chi va dallo psicologo ci va perchè sta male, e non gli basta qualcuno che sappia somministrare 2 test o fare un colloquio. Quanto alla crescita personale..davvero pensate che ci sia gente che va dallo psicologo per migliorarsi come persona senza avere nessun problema?? E ce ne sono così tanti da poter permettere a uno psicologo di sopravvivere lavorando solo con loro e rifiutando chiunque abbia un vero problema? che sono quelli che vanno dagli psicologi, e che hanno bisogno di terapeuti..

  14. #59
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    Originariamente postato da Serial killer
    davvero pensate che ci sia gente che va dallo psicologo per migliorarsi come persona senza avere nessun problema??
    purtroppo la risposta è no, proprio perché lo psicologo è associato alla "malattia" ed al "malessere"

    magari vanno da un life coach, da un counselor, da un esperto in fitness e wellness... ma non da uno psicologo

    la domanda c'è... è solo che non siamo bravi (non tanto e non solo come singoli, ma come categoria e istituzione) a tirarla dalla nostra parte

  15. #60
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
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    A ME INVECE NESSUNO HA RISPOSTO, QUINDI RIFORMULO LE MIE DOMANDE:
    Ma se uno è laureato con indirizzo Lavoro, poi cosa può fare concretamente se si apre uno studio?
    Anche sostegno psicologico?
    C'è molta confusione negli ambiti secondo me...

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