>Ma forse il punto e' proprio questo: sono abituato a contare >solo sulle mie gambe, ad essere concreto e a fare i conti con >tutti i limiti ed i muri che ci sono.
Bene. Scommetto però nel tup discorso è incluso che hai avuto un'ottima formazione, probabilmente un ottimo tirocinio che ti ha permesso di essere in qualche modo competitivo. Torno a ripetere che non si diventa competitivi nel mondo della psicologia dando "corsetti" preparati in una settimana per giovani casalinghe, o per donne in maternità. Lo si diventa imparando a trattare coi pazienti, maneggiando test, "spaventandosi quando il paziente batte i pugni sul tavolo" (tnx). Un conto è il discorso del "farsi conoscere", e sta bene; un altro è saper lavorare. Non confondiamo le due cose.
Se queste cose non le impari col tirocinio, come le impari? Dove le impari?
a) andando da qualche psicologo e lavorando gratis pur di imparare
b) ti svegli una mattina dopo un sogno indimenticabile e di colpo sai già tutto
c) fai dei corsi a pagamento dove qualcuno ti insegna come si somministra un test o si fa una terapia di supporto
d) bevi la pozione della scienza infusa e sei uno psicologo "questionario alla mano".
Scherzo su questo aspetto, ma mi sembra che su quest'argomento non mi abbia ancora risposto: se non fai un tirocinio BUONO, come pretendi di saper gestire un gruppo di aiuto-aiuto? Leggendoti un libro? Se hai sempre letto sui testi dell'MMPI, come pensi di poterlo somministrare se te lo vedi per la prima volta davanti?
Peggio ancora: come pensi di poter diagnosticare una nevrosi se non hai mai visto un paziente?
>Forse questo e' stato anche perche' non potevo permettermi di >lavorare gratis.......
No! Tanta gente non ha soldi per andare avanti, ma lavora di notte in un locale perchè non ha I MEZZI per lavorare con la laurea. Non avere mezzi = non si sa fare un tubo.
E non venirmi a dire che basta studiare una settimana per un "corsetto", perchè replico subito che se speri di farti più di uno stipendio da 800 euro con i corsetti fai prima a leggere i tarocchi = muori di fame.
>E' comodo lavorare gratis se ti puoi permettere di stare ad >aspettare....
Non è questo il discorso, e torno sempre lì, può essere difficile mettersi in gioco come psicologo, ma bisogna avere le conoscenze tecniche, pratiche, oltre che teoriche (un minimo, almeno!). Se non le hai o non le ottieni col tirocinio, o paghi perchè qualcuno te lo insegni, oppure vai GRATIS, o non c'è niente da fare.
E' comodo dire "non è giusto lavorare gratis" quando si ha la fortuna di aver trovato un buon posto per il tirocinio e aver imparato molte cose.
Ero al telefono con una collega poco fa (110 e lode con dignità di stampa), a breve l'esame di stato. Nel panico più assoluto per il caso clinico. Non sa da dove iniziare. ***Questa*** è la situazione. 1 anno buttato facendo fesserie, e mai visto un paziente. Chi la paga una così? Chi la vuole come lavoratrice?Mettiamo che si autopromuova facendo corsi di orientamento, aa pagamento. Ci sono centri che fanno queste cose semi-gratis. Quanto ti entra in tasca con un corso? Ti basterebbe per vivere senza il supporto dei genitori? Se sai fare solo "corsetti" non campi, c'è bisogno delle oltre 100 voci del tariffario, che tu conosci e sfrutti. Chi non è come te per quest'ultimo aspetto cosa fa?Apriamo gli occhi, esistono anche queste realtà!
>Non e' comodo rimboccarsi le maniche ed investire su se stessi, >costruire un progetto e sudare per attuarlo avendo pochi >strumenti e tanta voglia di fare.
Avendo *pochi strumenti*, dici bene. E nel caso avessi solo conoscenze teoriche e zero pratica? Ti viene sempre voglia di investire su te stesso non avendo credenziali? Siamo seri, è autolesionismo!
Non volgio dare l'impressione di essere uno che sa, ma che non si sente sicuro di sapere e/o che on ha il coraggio di buttarsi. La realtà è che neanch'io saprei manco da dove iniziare per fare una diagnosi, figuriamoci una terapia di supporto, figuramoci condurre un gruppo. Per piacere, non dirmi di andare a studiare qualche libro sull'argomento perchè un paziente va visto in faccia, non (solo) attraverso un libro.
>Benissimo, dopo 1 settimana (non sei mesi, un anno, o piu' >ancora), potresti tenere un semplice corsetto per utenti ed >iniziare a guadagnare, a farti conoscere, ecc.
In una settimana, ponendo che studi 8 ore al giorno coi ritmi pieni di un tempo (ergo impossibile), puoi riuscire a mangiarti qualche centinaio di pagine esclusi i lucidi. Nessuno si è mai preparato un esame serio in una settimana. Un corso, anche se per bambini ritardati, lo prendo comunque seriamente e non sottogamba dando un'occhiata al programma una settimana prima. Un relatore ben preparato si riconosce da uno che ha le cose attaccate a sputo. Siamo realisti. Un conto è lanciarsi sapendo a cosa si va incontro, altro paio di maniche è lanciarsi nel vuoto quando non si ha il paracadute.
>Se invece viene un medico e ti obietta qualcosa a livello >organico che fai?
>E se viene un avvocato divorzista che ti parla della sua >esperienza?
>Se viene l'assistente sociale specializzata in mogli maltrattate?
Appunto, rischi figuracce se sei preparato poco e male. Se invece sai il fatto tuo, sicuro come il fuoco che non dici cose che fanno a cazzotti con le conoscenze altrui. Specie perchè dopo il corso dovrai pur lasciare uno spazio per le domande, e devi saper rispondere in maniera competente, non da "uomo della strada".
>Quello che voglio dire e' che NESSUN partecipante si aspetta >che tu sappia tutto, per il semplice motivo che e' impossibile >saper tutto!
Differenza tra sapere tutto ed essere ben preparato e preciso nell'esposizione. Una buona preparazione non la si ottiene in una settimana. Nemmeno in un anno. Se ragioniamo nell'ordine di un mese-un mese e mezzo, si può ragionare.
>La figuraccia la fai solo se hai questa pretesa,
Non penso. La figuraccia la fai se qualcuno ti corregge perchè è più aggiornato di te. Per questo bisogna essere a un livello buono di preparazione, cosa che non si ottiene di certo in 7 giorni.
>Poi, miracolo, prendi in mano le bacchette e nel giro di >pochissimo sai suonare.
Lo so, ma qui il punto cruciale è che spesso nessuno ti mette in mano le bacchette. O vai e le compri, o le prendi in prestito. E' inutile organizzare una serata per far conoscere il tuo gruppo se non sai manco come si fanno i 4/4 bacchette alla mano.
Spero di aver chiarito un po' il mio punto di vista.
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Amistade







Rispondi citando
Se riesci a fare stare a suo agio una persona, puoi metterla in grado di vedere le cose sotto un punto di vista diverso, anche con simpatia. C'è un allievo sulla 40ina che si arrabbia un sacco perchè quando fa un esercizio sbaglia. Io ogni tanto gli racconto un aneddoto, come quello di un amico che aveva lanciato la chitarra dalla finestra perchè non riusciva a fare un assolo. Ci facciamo una risata e si continua più tranquillamente, senza prenderci troppo sul serio.



