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  1. #46
    goccedigiadaa
    Ospite non registrato
    Paole, parole, parole....

    da quando ho iniziato l'università....

    ora mi sono stancata, lavoro in una società come psicologa del lavoro e ho rinunciato al mio "sogno" della clinica....

    mi sento soddisfatta e appagata, e mi vengono i brividi al pensiero che tanta gente rincorra ancora tali sogni che sempre più diventano atteggiamenti masochistici...

    mi sono data da fare tanto, ho perfino le cosiddette "conoscenze" nel campo, ma è tutto fumo, non si guadagna, ogni giorno ci si deve inventare qualcosa di nuovo...
    come minimo l'impegno richiesto è dedicarsi 24 ore su 24 a qualcosa che sì...però..chissà..ma...se....

    basta! la vita è una sola. non facciamocela fregare.

  2. #47
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
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    3,834
    Originariamente postato da goccedigiadaa
    basta! la vita è una sola. non facciamocela fregare.
    ciao goccia,

    con simpatia - ed empatia - ti dico che questa è la sola frase che mi sento di condividere

    Il tuo "non facciamocela fregare" è stato (correggimi se sbaglio) abbandonare una strada divenuta oramai insostenibile (economicamente ed emotivamente), in favore di un nuovo ambito professionale che dici appagante e gratificante... sono contento per te

    Il "non facciamocela fregare" che vorrei proporre è invece quello di prendere coscienza della nostra ignoranza (coloro che ignorano), di smettere di delegare, di favorire la pro-attività e non la passività o la re-attività...

    Tu dici parole, parole, parole... posso capire la tua rabbia, la tua disillusione... si vede
    Io invece credo che già discutere di questa sofferenza è FARE, è cominciare a lavorare sul nostro progetto professionale senza delega... se poi ci sarà un numero di persone sufficiente che comincia a condividere questo pensiero, allora il fare potrà magari spostarsi anche a livello gruppale...

    Mi rendo conto di poter essere ad oggi fumoso, ma sono anche Psicologo ed i miei strumenti sono la parola ed il pensiero
    Per dare credibilità e concretezza alle mie parole, parole, parole... ti dico che OPs nasce dalla mia testa e dalle mie braccia ( e di altri 3 miei colleghi), quindi ti assicuro che c'è anche l'arrosto oltre al fumo

    un saluto e buon weekend,
    nicola

  3. #48
    goccedigiadaa
    Ospite non registrato
    Ciao Nicola,
    mi scuso se non mi sono nemmeno presentata e mi sono "fiondata" a parlare subito del nocciolo della questione.
    Ti ringrazio, in ritardo, del benvenuto.
    Capisco quello che vuoi dire, effettivamente questo forum è una realtà e se l'hai realizzata tu, ti faccio i complimenti.
    E' importantissimo questo confronto fra gente che si è fatta freg...ehm..colleghi.
    Ed è proprio per questo, che ho parlato senza vie di mezzo.
    Io per anni sono stata un'idealista convinta, ho fatto volontariato, lavorato in comunità, al Cps, ho formato gruppi di lavoro, conosco persone che....ma ho visto cose davvero raccapricciati e credo di far cosa utile riportando la mia esperienza.
    Mi fanno tenerezza quelli che chiedono che scuola fare, quando non hanno ancora un lavoro.
    Non sono più scemi di me, sono io qualche anno fa, se posso essere "avvisati" in tempo - ammesso e non concesso che lo vogliano davvero - secondo me è cosa utile.
    Io personalmente ai tempi non volevo sentire ragioni, vedevo colleghi che abbandonavano la clinica per altri lidi, e pensavo che io invece ce l'avrei fatta, che a loro mancava volontà, bravura o quant'altro.
    Un giorno il direttore del Cps mi disse che nemmeno se fossi stata sua figlia avrebbe potuto introdurmi in un mondo non solo saturo, ma in cui la figura dello psicologo sta sparendo.
    E tu dici, come pensavo io allora "dobbiamo toglierci dalla testa l'idea che sia qualcuno a fornirci lavoro, ma siamo noi a doverlo proporre!!"
    ragazzi, ma dove si è visto?
    non siamo nel medioevo, ai tempi di romeo e giulietta che non sapendo come passare il tempo si inventavano come trascorrerlo...
    ..mentre noi riflettiamo e ci inventiamo come dimostrare alla società che siamo dei "piccoli Freud", la società va avanti...ed è crudele..spietata, se non ti svegli in tempo ti lascia a piedi.
    Per questo io do questo consiglio: distinguere il piano lavorativo-economico da quello degli interessi personali.
    Se una persona ci tiene a fare lo psicologo clinico, potrebbe guadagnarsi il pane facendo un lavoro qualsiasi e poi fare il volontario in Cps o all'Asl o dove vuole come hobby, a tempo perso.
    O ancora rimandare a un futuro la realizzazione del proprio sogno lavorativo, quando si spera che la situazione migliorerà.
    Ti pongo una domanda: Se tutti ragionassero come me, non credi che le varie scuole e master dovrebbero per forza abbassare i loro costi ? Non ti insospettisce questo aumento vertiginoso dei costi? Non pensi che anche loro abbiano capito che e fino a che punto siamo polli da spennare?
    Ultima modifica di goccedigiadaa : 13-11-2004 alle ore 11.34.26

  4. #49
    Partecipante Assiduo L'avatar di Snick
    Data registrazione
    20-10-2003
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    149
    Ciao Nico e tutti.... questo tread è molto interessante.
    Come pure lo sarebbe uno sulle aspirazioni e obbiettivi collegati alla scelta di studiare psicologia.
    Il realismo di goccedigiadaa è pregnante.....avvolte credo che la realtà ti frega nel modo più stupido che puoi immagginare...

    Cmq il punto è che "psicologo" s'ignifica lavorare slmeno su due piani:
    - culturale soggettivo
    - relazionale di cambiamento

    Rendere monetizzabile questi impegni (che tutti più o meno agiscono, ....si potrà dire non con pari esperienza e studio) non è facile.
    Socrate prendeva l'obolo....e non è cambiato molto.
    Non riesco ad immaginare nient'altro che un potenziamento dei mezzi di relazione, che noi avremmo la "competenza" virtuale di attuare, x avere una voce forte di gruppo(e non di ideologia).
    x idee più concrete alla proxima

    ciao

  5. #50
    Ospite non registrato
    Cara goccedigiadaa,
    mi pare di aver capito che hai un po' equivocato le mie parole.Credo che tu mi abbia accusato di essere una sognatrice infantile che crede ancora nelle favole e che preferisce chiudere gli occhi sulla drammatica realtà .
    Non voglio che la discussione prenda una impronta personale,però penso che l'argomento ti bruci talmente tanto ancora che non ti abbia permesso di capire veramente ciò che volevo dire.
    Quando ho scritto che il 3d avrebbe potuto avere toni un po' più morbidi non intendevo travisarne completamente il senso!!!A mie spese però ho imparato che essere così diretti non sempre dà effetti immediati e tantomeno produttivi.
    Comunque tu in pratica dici che siamo tutti degli illusi perchè vogliamo lavorare in campo clinico...ma a te chi te l'ha detto?
    Sei soddisfatta e gratificata dal tuo ruolo come psicologa del lavoro,ne sono contenta,ma la psicologia del lavoro non può ritenersi un ambito di applicazione della psicologia clinica?
    E poi ,se sei tanto gratificata,perchè ti scaldi tanto se gli altri continuano a pagare le scuole di specializzazione x diventare ,come dici tu,psicologi clinici?
    Io condivido la tua scelta.Anche io preferisco rimanere con i piedi a terra ben saldi ,piuttosto che sognare tutta la vita senza arrivare a nulla.Sono sempre stata più pragmatica che idealista,però mi rendo conto che non puoi nemmeno arrivare dal nulla e sparare a zero su gente che peraltro non conosci e dire:"ciao poveri scemi,continuate a dormire se vuoi ,illudetevi che tanto è solo fumo,vi farete un c..o così per niente..."
    Converrai con me che non è un atteggiamento nè giusto produttivo,nè tantomeno efficace dal punto di vista dell'obiettivo,che appunto è quello di coinvolgere più persone possibile in questa discussione(e riflessione),quindi anche matricole, studenti e laureandi.
    Saluti

  6. #51
    goccedigiadaa
    Ospite non registrato
    Non ho intenzione di farne nè una questione personale, nè di imbattermi in rappresaglie linguistiche in cui le due parti tentano di volta in volta di dedire cose sempre più intelligenti (?) per impressionare gli altri.
    Ho intenzione di andare avanti in questa cosa, e coinvolgere tutti i personaggi coinvolti: dall'Università, agli enti di tirocinio, alle Scuole...
    Ciò che chiedo a voi, se volete aiutarmi, è avere dati concreti su cosa fate, dove lavorate, quante ore al giorno, se siete soddisfatti, etc.
    Per rispondere alla collega, che mi chiede perchè mi scaldo nonostante sia soddisfatta, rispondo che l'ingiustizia non mi è mai piaciuta e continuerà a non piacermi sia da psicologa clinica che da psicologa del lavoro.

  7. #52
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da goccedigiadaa
    rispondo che l'ingiustizia non mi è mai piaciuta e continuerà a non piacermi sia da psicologa clinica che da psicologa del lavoro.
    ed aggiungerei anche da "cittadino di questo mondo"

    Originariamente postato da goccedigiadaa
    Ho intenzione di andare avanti in questa cosa, e coinvolgere tutti i personaggi coinvolti: dall'Università, agli enti di tirocinio, alle Scuole...
    Ciò che chiedo a voi, se volete aiutarmi, è avere dati concreti su cosa fate, dove lavorate, quante ore al giorno, se siete soddisfatti, etc.
    parlaci di più di questa tua idea
    sicuramente sarebbe molto utile avere una visione reale sulla situazione dei giovani psicologi!

    e se ne esce un progetto di indagine fatto bene, possiamo utilizzare con piacere la visibilità a nostra disposizione (di ops) per invitare gli iscritti di ops a darci info sulla loro condizione lavorativa e professionale!
    se ti va, sarebbe magari utile aprire una nuova discussione ad hoc in questa stanza, piuttosto che mischiarla con questo thread

    ciauz,
    nicola

  8. #53
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    15-11-2004
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    nell'orbita di Anarres
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    carissimi colleghi tutti (laureati v.o. triennalisti studenti amanti di psi e via discorrendo...)
    forse essendo da poco approdata all'uso tecnologico comunicativo avrò perso dei passaggi ma avendo questo argomento suscitato la mia collera vi sottopongo le mie impressioni in merito:

    condivido on nico l'idea di contrastare una rappresentanza legale che tale non si palesa ( vedi ordine,,,)

    con gocciedigiada la collera di chi anni fa (sono laureata dal 98) iscrivendosi ad una facoltà non aveva la più pallida idea e nemmeno il modo di informarsi sui REALI sbocchi lavorativi risultato fu che mi sono laureata a 30 anni (in 5 anni poichè la vita non è per tutti una passeggiata sui conti di papà e mamma ) con in mente l'idea che quella sudatissima laurea potesse aprirmi sbocchi lavorativi diversi da babysitteraggio o dalla cameriera stagionale che mi servivano a sopravvivere. e così è stato nel senso che all'ennesimo concorso per insegnante superato, i titoli della laurea mi hanno permesso un salto in graduatoria che mi ha consentito a 34 anni un passaggio dal precariato al lavoro fisso. MA e qua sorgono i problemi questo agonato stipendio non permette di vivere a roma e dintorni e al tempo stesso di pagare 4000 euro annui di specializzazione per cui fatto un profondo respiro sono andata avanti senza.
    quest'anno , dopo anni di stop, con 3000 euro risparmiati ho avuto la pessima idea di iscrivermi ad un master alla SAPIENZA soldi persi buttati, corso mal fatto pessimamente gestito con contenuti banali lezioni inutili, lascio a voi l'idea di come ci si senta ad aver rinunciato a cinema e pizza e vacanze per anni sia servito solo ad arricchire vecchi baroni universitari (per inteso tutti medici!) tam tam gente

    allora la domanda è: quali altre possibilità fattive intravedete voi più inseriti che siano realmente praticabili e conciliabili con l'andarea lavorare e pagare le relative bollette senza dover rinunciare all'idea di non dover sopravvivere in eterno con 1100 euro al mese? quali inventive, nicchie di mercato, lavoro all'estero, per chi come me vede la soglia dei 40 avvicinarsi a grandi balzi?

    infine a lavoro ti si chiedono opinioni quando si tratta di "utilizzare" la tua professionalità salvo poi tacciarti per inesperienza o gioventù laddove il tuo titolo di studio risulti "ingombrante" a chi non ne ha uno tuo pari.....


    esito vivo nella terra di nessuno

    MA per fortuna ci sono il mare la nutella gli amici i libri e anche qualche macchiseneffregga della psicologia!
    Baci

  9. #54
    Vertigo
    Ospite non registrato
    Sinceramente io credo che uno dei problemi nella psicologia è che ci sono campi dove si dovrebbe lavorare molto ed invece (per le ragioni più diverse) si lavora poco o nulla (vedi le scuole ... ) altri invece dove la disponibilità è satura oltre ogni limite e dove spesso si lavora con una superficialità ed una incmpetenza inaudite (vedi l'area della consulenza sul lavoro)

    i progetti psicosociali sono da sempre considerati un lavoro da sfigati e psicologi di serie B (a torto) questo nonostante la complessità del lavoro implicato e quindi le competenze altamente professionali e culturali implicate ... di fondi ce ne sono pochi o nulla e, con i governi di centrodestra, ce ne saranno sempre di meno ...

    dall'altra parte, settori come quello della psicologia del lavoro sono strasaturi e spesso si compete con una categoria di professionisti che si vendono più per politica ed immagine che per quello che effettivamente sanno e sanno fare ... chiunque può facilmente constatare la cosa ...

    chiaro poi che molti finiscono per vivere (o cercare di vivere) facendo i formatori per altri psicologi ... in un settore dove l'oggettività non esiste ed il metodo è un lusso per intellettuali e ricercatori si finisce per rendere attuale la favola del cacciatore di draghi che, dopo anni di formazione, non trovando draghi in giro da uccidere, per vivere alla fine decide di aprire una scuola per ... cacciatori di draghi

    Salute a tutti

    V3rt

  10. #55
    Vertigo
    Ospite non registrato
    ... vorrei aggiungere inoltre che bisognerebbe combattere duramente e senza paura la nuova lobby dell'ordine e la vergogna dell'esame di stato ... tutti si lamentano ma nessuno fa nulla (soprattutto tra coloro che già fanno parte dell'ordine) e questo contribuisce a identificare la categoria professionale degli psicologi come una categoria con poca dignità ... pretendere di lavorare spartendosi mafiosamente un territorio (come di fatto sta accadendo) servirà solo a peggiorare le cose e a rendere insostenibile e senza alcuna dignità una categoria professionale da sempre poco credibile ... e questo a discapito della complessità e della nobiltà della psicologia come disciplina scientifica ed applicativa ...

    scusate il pessimismo (o forse il realismo) ma credo francamente che di questo passo gli psicologi si meriteranno un destino veramente duro e sempre più difficile ... non si può da una parte sostenere le assurdità che abbiamo sotto gli occhi, sperando semplicemente di arrivare a far parte dei "protetti" dall'ordine, come delle prostitute ... e dall'altra parte pretendere o sperare in qualcosa di diverso rispetto a quello che abbiamo sotto gli occhi oggi ...

    questa è la situazione ... prendere o lasciare

    V3rt

  11. #56
    Secondo me siamo un pò vittima delle nostre conoscenze,nel senso che molti hanno scelto Psicologia proprio perchè gli ci voleva uno Psicologo.Mettiamoci in testa che il nostro non è un lavoro,ma un Arte;che in Italia le cose non vanno come nel resto del mondo,ma all'Italiana;che noi dovremmo capire meglio di tutti cosa vuole la gente!!Scolleghiamo la Psicologia dal "lavoro-che-serve-per-vivere",continuiamo a fare i panettieri,fabbri,operai e come hobby gli psicologi.Scoraggiamo i giovani aspiranti Psicologi ad aspirare,consigliamogli di iscriversi a Psicologia quando andranno in pensione(cosi risolviamo anche il problema anziano abbandonato-depresso),infine per chi proprio si è fissato
    di voler fare lo Psicologo un consiglio: svenditi,proponiti gratis,fatti conoscere,usa la tecnica del "mago di Arcella",poi quando saranno diventati "tuoi" clienti fatti pagare....


    P.S. Ci sono Maghi/Chiaroveggenti che guadagnano quanto 7 psicologi guadagnano in un anno.

    P.P.S. Ci sono molti più Bisognosi di Guida psicologica che granelli di sabbia nel deserto.

    Che dite? Ho un pò esagerato con l'ironia?

    Bast ca c'stà o'sole bast ca c'sta o'mare...si ma per quelli del nord poverini nella nebbia!!?
    tesi sugli stati di coscienza alterati

  12. #57
    Ospite non registrato
    >molti hanno scelto Psicologia proprio perchè gli ci voleva uno Psicologo

    E hai ragione; proprio di questi Colleghi si approfittano quelli che l'hanno scelta per lo stesso motivo sul versante perverso, affaristico/truffaldino, e sfruttano la situazione per far cassa.

    Ci sono delle specie di scuole di "specializzazione che prendono soldi dai Colleghi specializzandi e, contemporaneamente, fanno formazione a soggetti che Psicologi non sono: Casalinghe, Educatori Professionali, Insegnanti, Assistenti Sociali, Infermieri, Sociologi, Pedagogisti, Avvocati e Laureati in Economia e Commercio, Filosofia e Scienze Politiche. Si tratta di formazione al "counseling" e viene rilasciato tanto di "Diploma di Counsellor Professionale" che permette l'iscrizione a un fantomatico "albo dei Counsellor Professionali".
    Dove? Cerca nel web "counseling" e vedrai.
    Ma per fare il "counselor" non occorre proprio acquistare il "diploma" venduto da improvvisati fabbricatori di "pezzi di carta".

    Questo ti fa incazzare? Beh, è niente in confronto a ciò che dovresti sapere e ti viene nascosto.

    Alla prossima

  13. #58
    goccedigiadaa
    Ospite non registrato
    Trovo eccellenti gli ultimi interventi.
    Io ormai sono completamente disillusa.
    Avrò torto?
    Lo scoprirò in un'altra vita...
    ma questa me la gestisco io!

  14. #59
    Neofita L'avatar di mangu
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    15-12-2004
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    Reggio Emilia
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    3
    Ciao a tutti e soprattutto a goccedigiada!

    Questa è la prima volta che scrivo un mesaggio sul forum e
    purtroppo lo faccio associandomi alla vostra disillusione, che
    da qualche tempo ha colpito anche me.....
    Infatti mi trovo proprio nel fatidico momento del "lancio nel vuoto"
    della clinica.....Dopo qualche anno di lavoro nell'orientamento, che mi ha permesso di affrontare i costi di uun master e della scuola di specializzazione (sono al secondo anno) sto disperatamente tentando di "spiccare il volo" e nelle poche ore (notturne!) che mi restano libere dagli impegni di lavoro, formazione e tirocinio tento di cercare sbocchi lavorativi più clinici e ogni giorno che passa perdo un po' di convinzione.......Questo è il periodo della psicologia scolastica ovvero vani tentativi di riuscire ad entrare nei giri delle cooperative che si occupano di sportelli psicologici nelle scuole, tentativi di costituzione di associazioni per presentare progetti alle direzioni scolastiche, ecc..
    Mi chiedo solo quanto potrò resistere prima di arrendermi alla cruda realtà di aver forse fatto investiimenti di tempo e denaro sbagliati fin dalla scelta della facoltà........
    Tu quanta autonomia credi che avrò ancora goccedigiada?
    Mangustella

  15. #60
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    Originariamente postato da mangu
    Ciao a tutti e soprattutto a goccedigiada!

    Questa è la prima volta che scrivo un mesaggio sul forum e
    purtroppo lo faccio associandomi alla vostra disillusione, che
    da qualche tempo ha colpito anche me.....
    Infatti mi trovo proprio nel fatidico momento del "lancio nel vuoto"
    della clinica.....Dopo qualche anno di lavoro nell'orientamento, che mi ha permesso di affrontare i costi di uun master e della scuola di specializzazione (sono al secondo anno) sto disperatamente tentando di "spiccare il volo" e nelle poche ore (notturne!) che mi restano libere dagli impegni di lavoro, formazione e tirocinio tento di cercare sbocchi lavorativi più clinici e ogni giorno che passa perdo un po' di convinzione.......Questo è il periodo della psicologia scolastica ovvero vani tentativi di riuscire ad entrare nei giri delle cooperative che si occupano di sportelli psicologici nelle scuole, tentativi di costituzione di associazioni per presentare progetti alle direzioni scolastiche, ecc..
    Mi chiedo solo quanto potrò resistere prima di arrendermi alla cruda realtà di aver forse fatto investiimenti di tempo e denaro sbagliati fin dalla scelta della facoltà........
    Tu quanta autonomia credi che avrò ancora goccedigiada?

    Ciao a Mangu e agli altri partecipanti alla discussione;
    oggi a Bologna c'è stato un convegno sulla psicologia scolastica,organizzato dall'Ordine dell'Emilia.
    Mi è piaciuto molto l'atteggiamento sia del presidente sia degli altri invitati.
    Si è parlato del numero alto di psicologi e della difficoltà conseguente a trovare lavoro,si è accennato,come prima soluzione,alla necessità di un lavoro coordinato dell'ordine,dei sindacati e della ricerca.
    Poi si è toccato un punto fondamentale,riferito alla psicologia a scuola ,ma che pensop si possa estendere a tutti gli ambiti della psicologia.

    Gli psicologi hanno una certa tendenza a ragionare in termini che definirei pre-Galileiani : questo è ciò che secondo me è utile fare a scuola,vediamo se trovo qualcuno disposto a pagarmi per farlo.
    La soluzione è un'altra:occorre capire quali siano le necessità degli utenti,che cosa LORO vogliano.
    Che cosa serve a una scuola?questa è la cosa che bisogna chiedersi,e in base a questo preparare dei progetti ecc
    Qualcosa di molto simile avviene nella psicoterapia:un 80% circa (è una valutazione mia,ma credo realistica) degli approcci psicoterapeutici del nostro paese se ne frega totalmente di qualsiasi tipo di valutazione dell'efficacia degli interventi terapeutici.
    Questo sarebbe assolutamente inaccettabile in campo medico:un intervento si fa se è dimostrato che funzioni,non se sembra utile a noi.
    E' questa mentalità arretrata che ancora è propria di molti settori della psicologia clinica e della psicoterapia che contribuisce a far apparire il nostro lavoro come una specie di arte magica,affascinante,ma anche poco affidabile,tranne a chi non vi ricorra per fede.

    Trovare lavoro in questi campi è difficile,ma almeno,se si pensa un po' di più a quali siano le esigenze nuove degli utenti,e si iniziano a dare delle indicazioni condivise su ciò che funziona in campo clinico e ciò che non serve se non a farci guadagnare,è più facile trovare qualcuno disposto a pagare il nostro lavoro.

    Ad esempio,se per curare un disturbo ossessivo-compulsivo vengono proposte 40 forme di psicoterapie diverse,e quasi tutti rifiutano di verificare speriementalmente se la loro terapia funziona,si fa credere agli utenti che sia tutto uguale,che un'intervento sia uguale a tutti gli altri-> effettivamente da qui al dire che gli psicoterapeuti fanno solo delle chiacchiere il passo è brevissimo

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