Ancora per Gianluca: ho letto la tua risposta nell'altro 3d.
Allora, con ordine.
Anche per me il sintomo è un segnale, solo che a differenza tua io credo che la disfunzionalità non stia nel cervello della persona, quanto nell'insieme delle relazioni che ha, specie quelle significative.
Una relazione non -funzionale (perchè non utile socialmente o per la persona stessa), da luogo ad una reazione (emotiva o di comportamento) che crea "disagio" alla persona.
Il disagio, in genere, è definito come ciò che non è sintonico con la persona.
Questo è un mio modo di leggere quello che mi porta un paziente, però per me c'è un'altra cosa che reputo importantissima nel contatto con un paziente, ed è l'empatia; empatia non significa collusione, significa comprensione.
Comprensione significa anche che la mia lettura delle difficoltà dell'altro non deve necessariamente essere quella giusta per lui, quindi posso anche inviarlo ad un collega che magari lavora con la tua visione della patologia. COme ho già detto, per me la specializzazione è un modo possibile di leggere i problemi, e non è certo l'ultimo.
Magari è lacunoso e fumoso; magari sarò una ciarlatana. Per quanto mi riguarda preferisco confrontarmi con la diversità e cercare di conoscerla, per quel che posso.
Ti direi che delinquenziali, in termini di autonomia dal curante, mi paiono certi trattamenti anche economicamente onerosi, che per anni non danno risultati, senza che nessun "terapeuta" si domandi come mai...







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Vedi lealtà come sei brava? io mica ci riesco ad essere così tranquillo...
