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  1. #46
    no la differenza è che io parlo di psicologia, tu parli di una biologia fantascientifica che esiste solo nei tuoi tristi studi... se tu ritieni la psicologia = all'astrologia non è un problema mio... il codice binario perr quanto mi riguarda è una tua speculazione e chi si sta dimostrando veramente nudo sei tu perchè non hai nemmeno una minima conoscenza della psicologia...
    poi ognuno può dire la sua ma venire in un forum di psicologia a dire che facciamo astrologia non merita che una risposta... ignorare la tua infinita ignoranza! Io credo di avere perso anche troppo tempo nel rispondere alle tue stupidaggini... e penso che non sia corretto che mi fracassi i coglioni con le tue stronzate in ogni discussione che apro a meno che tu non voglia rimanere nell'oggetto della discussione che son temi psicologici e non il vangelo secondo gianluca...
    anche perchè ottieni l'effetto di spegnere dei dibattiti interessanti con le tue teorie da psicoanalista-neurologo anni '20 imbruttito dall'abuso di cocaina!

  2. #47
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    La psicologia di cui si parla è branca della scienza medica ovvero astronomia per rimanere nella metafora, la psicologia che invece trovo rappresentata nei tuoi reportage è manipolata e truccata:assomiglia al medico della mutua di Sordi, o peggio a ciò che ha scritto Giorgio Blandino nel bellissimo testo "Il parere dello psicologo" Edit. Cortina del 2000, in sintesi:astrologia per rimanere nella metafora. Eppure ho analizzato la tua visione del DAG: ho analizzato il tutto pezzo per pezzo, e non mi sembra che di fronte ad osservazioni così precise tu abbia sospirato alcunchè. Caro fratellino Vincentvang ho deciso di intervenire dopo che la signorina Y di 20 anni si è buttata dal 19° Piano di un grattacielo di Milano di fronte alla Clinica dove era in cura strategica, sistemica, comportamentale, spero tanto che tu lo ricordi. Parlo di vicende drammatiche che ultimamente stanno riempiendo la cronaca. Visto l'ambaradam di scuole e parrocchie varie esistente ho preso la decisioone di intervenire: e i risultati si vedono. Pressapochismo, superficialità, specialisti che inciampano su una richiesta di dibattito semplice, semplice: cos'è il sintomo. Ti rispondono che l'ansia/paura è un' emozione. Bè allora i sintomi cosa sono emozioni o segnali?: bene c'è dell'altro? ditelo così siamo tranquilli. sappiamo con chi abbiamo a che fare. Il tema "sintomo" è prioritario della psicologia scientifica e i coglioni vedi di fracassarteli insieme a chi ti permette tale frasario: io non ho tempo da perdere. Ti ringrazio per il complimento: "con le tue teorie da psicoanalista-neurologo anni '20 imbruttito dall'abuso di cocaina!" lo riporterò sul mio diario, una frase così elegante non l'avevo mai sentita. Bravo, fatti dare il chachet da qualcuno, non la puoi fare gratis...sei grande, onnipotente...ma nudo.

  3. #48
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da gianluca mattio
    Qui non serve vedere soluzioni, non siamo in un ambiente astrologico, qui siamo in un forum e ci si confronta sulle teorie e sulle ipotesi: le pettinature fatele dal parrucchiere, sempre di capoccia si tratta...ma non è una pelucheria questa è un forum....
    non mi sembra che qualcuno ti abbia proposto come moderatore
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  4. #49
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Certo ci vuole un moderatore che stabilisca che questa non è una sala di parruchieria, dove la capoccia conta perchè ci sono i peli, pardon, i capelli e la pettinatura, io non sono il moderatore ma certamente sono interessato all'argomento capoccia, non per la pettinatura ma per altri motivi...se a lei non interessa dibattere sul contenuto dell'involucro capoccia vada LEI in parruchieria, mi consenta...non c'è trippa per gatti.....wrubens sollecita l'intervento del moderatore sulla parruchieria.....prego...

  5. #50
    io mordo
    Ospite non registrato
    Io sono sicuramente il più "pressapochista" di tutti, è vero, dovrò leggermi quel libro di cui ho sentito parlare: costruttivismo e psicoterapie.
    Io non riesco ad abbracciare un'unica visione psicologica, vedo continuità tra un approccio a l'altro e non contrapposizione (anche tra psicoanalisi e cognitivismo per intenderci).
    Trovo che le sue teorie, Gianluca, siano interessanti e continuo ad elaborarle, ci penso... nonostante ciò credo che lei dovrebbe viverle con un po' più di distacco, LA MAPPA NON é IL TERRITORIO, sono solo spiegazioni che si danno per avere metodo, secondo me; lei non può andare in giro predicando quello che pensa come fosse l'unica verità... anche se ne è fermamente convinto... la convinzione non è direttamente proporzionale alla verità, mi sembra più che altro un bisogno... può proporre la sua visione, anche perchè ha una concezione di scientificità piuttosto elastica mi sembra, questo dovrebbe premetterlo almeno.

    La signorina y non fa testo... qual'è il rapporto tra psicoanalisti suicidi e terapeuti cognitivisti suicidi??
    E quanti pazienti di psicoanalisti si sono suicidati?
    Cosa può fare lei per uno schizofrenico cronico??? Perchè non buttarsi dal 19° piano anzichè vivere una vita con il cervello spappolato e l'anima a pezzettini piccoli piccoli???????????????????????????
    Domanda da tutti i soldi del mondo!

  6. #51
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Se fossi titolare della verità non starei qui a confrontarmi con voi, mi sembra ovvio, infine se io sostengo che la paura e l'ansia sono sinto,mi e mi si risponde che sono emzoioni, insomma uno che ha lavorato per trenta anni sulle emzoioni cosa deve dire? Sono d'accordo? No dico spiegatemi perchè, io vi propongo il codice binario e mi rispndono che scasso i coglioni, oppure la pelucheria!!! La signorina Y si è buttata dall finestra perchè era stata chiusa per trenta giorni in una stanza per dimagrire, non poteva uscire perchè "doveva dimagrire" bene: è dimagrita. Ma appena esce si ammaza. Chi dirigeva il reparto che aveva in cura la Y aveva da poco prodotto un testa sulla biologia delle emozioni in cui scriveva una marea di stupidaggini e fandonie proprio in sintonia con l'ansia e la paura sono emozioni, dunque l'argomento mi sembra delicato o nò??? Per me la signorina Y fa testo invece e sono stufo di leggere:
    " qual'è il rapporto tra psicoanalisti suicidi e terapeuti cognitivisti suicidi?? E quanti pazienti di psicoanalisti si sono suicidati?Cosa può fare lei per uno schizofrenico cronico??? Perchè non buttarsi dal 19° piano anzichè vivere una vita con il cervello spappolato e l'anima a pezzettini piccoli piccoli???????????????????????????Domanda da tutti i soldi del mondo!"
    Ho chiesto di parteciapre a un dibattito sul metodo, sulla scientificità di una spicoterapia che considera ansia e paura come "emozione", Mi trovo in una stanza di un forum di psicoterapie e cosa si viene a delineare? Me lo descriva lei "io mordo"...cosa c'è???

    __________________

    re dired

  7. #52
    io mordo
    Ospite non registrato
    Lei non è titolare della verità però se ne esce con frasi come "il sogno è un segnale di pericolo nei confronti di un desiderio rimosso punto".


    Mi trovo in una stanza di un forum di psicoterapie e cosa si viene a delineare? Me lo descriva lei "io mordo"...cosa c'è???

    E'hh.. ci sono pochi terapeuti ecco tutto.
    Per quanto riguarda le emozioni, io ho sempre letto sui miei libri che quelle fondamentali sono più di due, perciò mi capisca se sono restio ad accogliere da subito la sua opinione.
    Adesso vi saluto perchè comincio a non capire più cosa ci faccio qua dentro

    Può chiamarmi Marco e darmi del tu se preferisce, io mi sentirei più a mio agio.

  8. #53
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    Ridi, Vincent, ridi...

    Te lo immagini, tu lo psicologo nudo e io pettinata come Leyla...

    Non ci sono più gli psicologi di una volta...

    A presto

  9. #54
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Mi spiace essermi perso questa interessante discussione.

    Qui mi preme solo rispondere all'articolo del dottor Migoni.
    E'interessante che il tale professionista in realtà non critichi la teoria sistemica, ma in realtà non fa altro che riportare le acquisizioni di quest'ultima alla psicoanalisi, almeno per alcuni dei 5 concetti che si è proposto di discutere.

    L'attenzione al contesto dato dalla psicoanalisi è un "tantino" differente da quella data dalla terapia sistemica.
    Specie perchè il setting non equivale al contesto. E specie perchè i setting che propongono i due filoni di studio sono alquanto diversi, come le teorie della conoscenza su cui si fondano.
    Un esempio fra tutti è la presenza dello specchio unidirezionale, dietro il quale è presente un'equipe di terapeuti, e della telecamera.
    Questa "terza" presenza corrisponde al'abbandono dell'onnipotenza terapeutica, che contraddistingue, epistemologicamente, tutte le altre correnti terapeutiche.
    In tal modo il movimento familiare ha abbandonato uno dei crucci della nostra futura professione, l'onnipotenza, che attenzione, non è una qualificazione personologica, quanto una componente contestuale (metaindividuale) ineliminabile della relazione psicoterapica caratterizzata da una posizione down, occupata dal paziente che richiede aiuto, e da una posizione up, occupata dal terapeuta che fornisce aiuto.
    La telecamera e l'equipe, di fatto, supervisionano il terapista, "controllando", tra le altre cose, proprio la falla insita nel rapporto.
    Potrei andare oltre sulle questione del contesto, ma forse può bastare.

    Che la terapia sistemica contrapponga l'individuo alla relazione dicotomizzandola è una conclusione a cui è giunto il dottor Migoni. Una conclusione decisamente opinabile.
    Moltissimi clini sistemici sono andati oltre la scatola nera da moltissimo tempo come è testimoniato dal movimento clinico epistemologico del costruzionismo sociale. E gli interventi psicoterapici sono mutati di conseguenza. Personalmente anche io ritengo le prescrizioni, una tecnologia di stampo comportamentista, fondamentalmente scorretta.

    L'assunto sistemico vede l'individuo come sistema, ma anche come sottoparte di un sistema, che è la famiglia di origine, la quale a sua volta è parte di un sistema più grande, la famiglia allargata....
    Il punto di vista sistemico si rivolge a come una parte si connette e si relaziona al tutto (totalità) e alle altre parti (interdipendenza). E questo non è proprio della terapia psicoanatica (ad eccezione del filone relazionale) e non è proprio delle terapie cognitive - comportamentali, che rispettivamente analizzano le dinamiche intrapsichiche i cui "conflitti" o i cui "deficit" determinano la psicopatologia (Gabbard,1999) che dunque sembra considerare il soggetto isolatamente dal contesto in cui è sommerso attivamente.
    Ma non è proprio nemmeno delle terapie cognitive, come sostenevo sopra, dato che il loro intento è quello di mutare consapevolmente gli assetti cognitivi e comportamentali, e conseguentemente emotivi (che viaggiano però maggiormente su binari impliciti o inconsci o analogici (LeDoux, ma anche Bateson)del soggetto, non considerando le emozioni come prodotto delle relazioni, la qual acquisizione porterebbe alla logica conseguenza di analizzare il cosiddetto ""emotiona field".
    E con questo credo di aver risposto anche al punto inerente alla teoria dei sistemi, a cui la psicoanalisi (tranne quella relazionale) si sottrae, consisderando solo i sistemi dell'individuo e non quelli di cui fa parte (e non è la stessa cosa!)

    Passiamo quindi alla cibernetica. Il maggior influsso da questa disciplina è giunto alla psicoterapia sistemica. Il dottor Migoni afferma che il concetto di circolarità non è estraneo alla psicoanalisi, e probabilmente è proprio così. D'altra parte lo stesso omette che che l'impianto psicoanlitico, (quello freudiano specialmente) è completamente permeato dalla causalità lineare, che in qualunque definizione di psicodinamica (che per Gabbard è dirsi equivalente a psicoanalisi) appare come qualificazione caratterizzante (Galimberti, 2000; Laplanche e Pontalis,1996).
    Sul quinto punto il dottor Migoni non dice niente, che per me, risulti interessante sviluppare....

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  10. #55
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Ho riletto l'articolo di Migone e debbo dire che grossolanamente concordo con le sue argomentazioni, essendomi sempre occupato della scatola nera (del cervello) non posso che essere diffidente nei confronti di chi utilizza altri contesti e altri codici. Non ho esperienza di specchi unidirezionali ( a parte esperienze di studio del paradigma della Ainsworth e delle risposte paradossali) e dunque neanche di terapie relazionali sistemiche, familiari. All'università La Sapienza di Roma (periodo di permanenza in Psichiatria durato cinque anni) c'era una struttura con specchio cineprese ecc. ma mi accorsi che era tutta una finzione legata all'arte magica degli operatori. Dunque di male in peggio. Ma credo che non tenere conto della scatola nera provoca confusione e disorientamento perchè viene meno uno strumento di conoscenza fondamentale e insostituibile. Sono intervenuto quando ho letto lo svillaneggiamento fatto nei confronti dei contributi della Klein: mi sono deciso ad intervenire in difesa degli studi sulla scatola nera e del fatto che oggi sono proprio i contributi riguardanti l'applicazione del codice binario (di cui la Klein ne è stata anticipatrice) rappresentano un grande contributo. Fra questi emergono i signifcati che si possono avere dallo studio del sintomo e del sogno. Mi si rimprovera che descrivo il "sogno come un segnale di pericolo di un desiderio rimosso , punto". Ma nessuno confuta l'assunto di base, come è possibile dire che sono titolare della verità, non mi sembra utile: cosa dovrei dire "forse", "sembrerebbe", forse la mente è nel diaframma? o nel cervello? Dubitiamo? Per me una mela cade dall'albero e aggiungo: punto. Utilizzo il codice binario e raggiungo una convinzione e dico "punto". Ma non mi fermo là: continuo a discutere a portare informazioni, dati, modelli , esempi, su quel punto, è il mio lavoro e non è la verità, e cerco un confronto costruttivo non un giudizio divino. Mi sono permesso di criticare, argomentando, che l'ansia e la paura sono sintomi e non emozioni solo perchè quando si dice che le emozioni sono primarie e secondarie non si parla di meccanismi di base o d' azione, nè di modelli, ma si fanno solo sterili classificazioni che in quanto tali lasciano il tempo che trovano, le emozioni invece appartengono a pieno titolo al codice binario della biologia e rispettano le sue leggi. Ed è proprio dal modello del funzionamento della scatola nera che oggi si hanno importanti informazioni...nessuno vuole essere la verità qui dentro, figurarsi chi scrive.......

  11. #56
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Ti sei svegliato bene oggi Gianluca?...
    cos' è te l' ha finalmente data ieri sera?

    Il tuo è un punto di osservazione interessante, mi riprometto di riprendere in mano l' articolo ed il tuo commento...

    come hai osservato la verità è interpretazione, a volte però tendiamo ad assolutizzare il nostro punto di vista. A rirpova di ciò una serie di esperimenti anche sulla percezione.

    Credo si renda necessario, e lo dico anche a me stesso, un atteggiamento di rispetto.

    Si può dare l' impressione di entrare nella sede del wwf con un fucile e difendere i diritti dei cacciatori... .

    Indipendentemente dall' essere cacciatori o ecologisti credo sia importante il rispetto delle idee e posizioni altrui...

    visto che la realtà è solo interpretabile...

    L' emozione creata dall' ultimo intervento ha suscitato in me queste parole...non voglio scrivere per dare un esempio..

    anch' io pecco come tutti..

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  12. #57
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    Buongiorno, Gianluca.

    "cerco un confronto costruttivo non un giudizio divino."

    Visto che la modalità di risposta mi pare un po' più civile, per quanto mi riguarda sono disponibile a spiegazioni.

    "Non ho esperienza di specchi unidirezionali ( a parte esperienze di studio del paradigma della Ainsworth e delle risposte paradossali) e dunque neanche di terapie relazionali sistemiche, familiari. All'università La Sapienza di Roma (periodo di permanenza in Psichiatria durato cinque anni) c'era una struttura con specchio cineprese ecc. ma mi accorsi che era tutta una finzione legata all'arte magica degli operatori."

    Ho già detto della funzione di opposizione agli spunti di narcisismo terapeutico dello specchio. Tu hai presentato il caso della signora suicida, e non credo che nessuno di noi non sia spaventato da un fallimento terapeutico, considerato che si agisce sulla pelle del cliente. Per me lavorare con altri è un ottimo strumento per non perdere di vista gli obiettivi della terapia, ma anche per vedere quali siano le rispondenze (risonanze) tra la storia familiare personale e quella che presenta il cliente, per considerare quali errori genererebbero in seduta.
    Tu usi consultarti con colleghi o supervisori?

    "Sono intervenuto quando ho letto lo svillaneggiamento fatto nei confronti dei contributi della Klein"

    Non mi sono mai permessa: anzi ho detto meno male che la psicoanalisi ha proseguito il suo cammino dopo Freud.

    "Mi sono permesso di criticare, argomentando, che l'ansia e la paura sono sintomi e non emozioni ..."

    Ritengo che siano emozioni. Tuttavia queste due emozioni possono essere un epifenomeno, una manifestazione di altro (in altre parole un sintomo, inteso come segnale).
    Nel mio modello teorico di relazioni malfunzionanti.
    Nel tuo, (se non ho capito male) di un intervento del sistema di emergenza, che in qualche modo interviene sulla ricerca del un piacere paradossale a tutela dell'intero psichismo del cliente.

    Riguardo al sogno: continuo a non usarlo.
    Nel mio modello teorico non si ricorre all'analisi dei sogni, ho già detto altre volte che usiamo la funzione "vicariante" che le relazioni possono avere nel sostenere e sviluppare la simbolizzazione.
    Un'altra cosa: i sogni non si interpretano per giocarli al lotto. Per questo io preferisco che se qualcuno deve lavorare con i sogni del mio cliente, questo non sia io, ma magari chi ha alle spalle oltre alla teoria una esperienza di lavoro personale che comprenda l'uso di quella tecnica.
    Sarebbe come fare il mago... Meglio un buon invio.

    "nessuno vuole essere la verità qui dentro, figurarsi chi scrive......."

    Bene allora prescindiamo dal valore di ciò che non conosciamo, entrambi.
    Ho sempre criticato l'atteggiamento di chi scrive, non la teoria. Vediamo se con un grado maggiore di civiltà reciproca il confronto può continuare.

  13. #58
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Proverò a rispondere a lealtà nascoste: "Tu usi consultarti con colleghi o supervisori?" Certo, sono supervisore, ma la consultazione migliore è quella con i pazienti che seduta dopo seduta confermano gli assunti di base. Ma sono utili anche i risultati clinici forniti non solo dai miei pazienti ma anche di chi propone la supervisione.
    "Sono intervenuto quando ho letto lo svillaneggiamento fatto nei confronti dei contributi della Klein"
    La psicoanalisi ha portato un grande contributo perchè ha introdotto nel funzionamento della scatola nera (cioè il cervello) il metodo del codice binario che originariamente era processo primario e secondario, poi la Klein ha aggiunto la PS e la PD, Bion la beta e alfa, ed io il paradossale. La psicoanalisi, inutile negarlo, è stato un percorso scientifico che ha cambiato le società ha migliorato la comprensione e svillaneggiarlo per me ha il signifcato di fare un gioco sporco: come si può pensare una psicologia, uan scala di valori senza tenere conto della scatola nera, ovvero della biologia del cervello? io curo la febbre di mio figlio che ha lo stafilococco con la musica: vuol dire che sono matto. "Mi sono permesso di criticare, argomentando, che l'ansia e la paura sono sintomi e non emozioni ..."; ribadisco le emozioni sono stati, livelli di soglia cerebrale precisi. E rispondono a leggi precise: le emozioni sono il codice binario, e dunque sono DUE, e non cinque,sei otto (secondo come si sveglia la mattina: per un ricercatore sono otto per un altro 75, un'altro ancora 89 ecc.) L'ansia e la paura sono sintomi, ovvero segnali della scatola nera, non sono segnali delle relazioni. La scatola nera comunciano con sintomi enon con le relazioni, io posso ferquentare dei boss criminali ed essere una persona perbene. La domanda diventa adesso: che sintomo ho se vado a rubare? Ma c'è un punto: i venditori di pasticche prediligono la terapia sistematica e la propagandano perchè dà importanza alle relazioni e non ai sintomi solo così si permette ampio margine al pasticcaro di vendere. Ecco la polemcia del perchè non si vuole parlare di sintomi!!!Al sintomo "ci deve" pensare il pasticcaro, non lo psicologo a lui il privilegio di ritrovarsi dietro lo specchio a fare la terapia familaire che è alla fine una specie di agenzia matrimoniale che fonda e disfa alleanze trucide fra poveri disgraziati che si rivolgono al cosidetto esperto, per le loro faide familiari, che sono sostenute dalla scatola nera bacata, non dalle relazioni, (relazioni ceh poi per certi versi vanno bene e per altri nò). Dunque le relazioni?: nò la scatola nera , le relazioni sono il risultato, l'epifenomeno della scatola nera. "Nel tuo, (se non ho capito male) di un intervento del sistema di emergenza, che in qualche modo interviene sulla ricerca del un piacere paradossale a tutela dell'intero psichismo del cliente": il sintomo nel mio modello del codice binario è un segnale di pericolo nei confronti di un piacere paradossale (che significa piacere paradossale? significa: odio, rabbia,vendetta, rivalsa, sfida...del cliente) il sintomo è come l'automatico che stacca la corrente in presenza di corto circuito. Il sintomo (depressione, ansia, paura, cefalea, vertigine, psoriasi, crisi epilettica ecc.) è tutto ciò. E infine: al di là della medicalizzazione (se necessaria) il sintomo deve essere utilizzato, come dinamica della psicoterapia, insomma la scatola nera bisogna conoscerla come funziona.
    "Riguardo al sogno: continuo a non usarlo.
    Nel mio modello teorico non si ricorre all'analisi dei sogni, ho già detto altre volte che usiamo la funzione "vicariante" che le relazioni possono avere nel sostenere e sviluppare la simbolizzazione." Per me non usare il sogno vuol dire perdere di vista il primo sintomo, o segnale di pericolo che manda il cervello, solo "dopo" il sintomo diventerà allora cefalea, vertigine e via crescendo. Quindi per prevenire i sintomi "seri" meglio saper usare il sogno: infatti più si ricorda il sogno e meno sintomi "seri" si hanno. E non è poca cosa. Lavorare con il sogno è facilissimo basta usare la definizione.
    "Bene allora prescindiamo dal valore di ciò che non conosciamo, entrambi.": io non posso prescindere di non sapere come funziona la scatola nera, ovvero quello che voi chiamate cervello, e rispetto al sogno debbo alzare la voce: bisogna imparare a usarlo. Ma debbo far presente che la vostra teoria delle relazioni è fuorviante nei confronti delle teorie che studiano il cervello e siccome abbiamo a che fare con un aumento vertiginoso di suicidi per via della scatola nera e non per via delle relazioni, anzi la maggior parte dei suicidi erano in cura con antidepressivi (per curare i sintomi, ovviamente) vediamo di farla finita con le polemiche e le furbate semantiche e cerchiamo il confronto serio e costruttivo sul tema della terapia e del signficato dei sintomi

  14. #59
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Originariamente postato da gianluca mattio
    [B Mi si rimprovera che descrivo il "sogno come un segnale di pericolo di un desiderio rimosso , punto". Ma nessuno confuta l'assunto di base, come è possibile dire che sono titolare della verità, non mi sembra utile: cosa dovrei dire "forse", "sembrerebbe", forse la mente è nel diaframma? o nel cervello? Dubitiamo? Per me una mela cade dall'albero e aggiungo: punto. Utilizzo il codice binario e raggiungo una convinzione e dico "punto". Ma non mi fermo là: continuo a discutere a portare informazioni, dati, modelli , esempi, su quel punto, è il mio lavoro e non è la verità, e cerco un confronto costruttivo non un giudizio divino. [/B]
    Si cerca un confronto costruttivo...
    Sul codice binario di cui parli preferisco non esprimermi in termini precisi in quanto non mi sono ancora documentato a sufficienza...
    Come mi sembra hai ribadito non esiste il fenomeno ma l’interpretazione di questo. Se non ricordo male, tra l’ altro, fenomeno deriva dal greco la cui desinenza significa: sembrare.
    Quindi per te la mela che cade dall’ albero ha un significato. Per me ne ha un altro. Per un affamato un altro ancora. Per il bruco dentro la mela un altro. Per Newton che se la prende in testa un altro!. Per un marziano, osservatore esterno, che punta un cannocchiale sulla terra e nota il fenomeno uno completamente differente.

    Sui sogni : "sogno come un segnale di pericolo di un desiderio rimosso , punto". Questo è ciò che scrivi. Questo più che l’ interpretazione di un sogno sembra l’ interpretazione di un incubo. Ma ci siamo forse dimenticati i sogni come testimoni del piacere in quanto tale?.

    Un autore descrisse l’ emotività come una tastiera di un pianoforte. La parte bassa quella del dolore, la parte alta quella della gioia. (Anche qui il codice binario). In base al punto in cui si toccano i tasti si producono alcune sensazioni. Immaginiamo questa tastiera lunga 50 metri. Quando il musicista la suona da un lato, ad esempio dolore, recarsi a suonare la parte dei tasti che producono gioia costa fatica!. Sono quindi i cambiamenti di stato ciò che ci impegnano maggiormente!... Se siamo nel codice della sofferenza è meno faticoso continuare a soffrire che iniziare a gioire!...
    Applicato al sogno, in base all’ emozione sollecitata si producono determinate sensazioni. Il sogno ha il ruolo di impedire alla coscienza il riconoscimento di tale emozione...anche se si riferisce alla sensazione più bella della nostra vita e non è un segnale di pericolo...
    “Il sogno è essenzialmente il guardiano del sonno” S. Freud

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  15. #60
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    “il sintomo è come l'automatico che stacca la corrente in presenza di corto circuito”
    Questa idea è interessante. Si potrebbe anche proseguire ed asserire che il sintomo asseconda un inviluppo del cliente piuttosto che uno sviluppo?...Il sintomo che stacca l’ automatico della corrente per ricollegarsi al solito circolo vizioso mentale, comodo, conosciuto, sicuro ma anche assolutamente disturbato!...

    Rubens
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    Rubens

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