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  1. #46
    ateo
    Ospite non registrato
    Mi inserisco nel dibattito.
    A mio parere il sistema economico neoliberista, di matrice statunitense, si sta traducendo in un vero e proprio “darwininismo socio-economico”, con connotazioni naziste.
    Per lavorare devi rispondere ai seguenti criteri: devi essere di bell’aspetto, giovane, con ottime capacità fisiche e intellettuali, colto, servizievole, ecc.ecc.
    Altrimenti sei una nullità…

    L’esimio Psicoivan evidentemente trascura il fatto che la competitività elevata a paradigma è alla base dell’incremento esponenziale di casi di depressione, anche tra i più giovani.
    E di tanti altri problemi (imbarbarimento sociale, guerre di interesse, ecc.)

    Riporto uno stralcio dal libro “Non siamo capaci di ascoltarli”, di Paolo Crepet.

    “Ma è poi vero che la competizione è l’unica legge possibile per sopravvivere in questa comunità? Le persone competitive sono anche le più serene e felici? E la scuola deve per forza assecondare queste richieste da parte di una componente della nostra società per trasformare tutti i bambini in amministratori delegati? O potrebbe tentare di essere anche un luogo mite capace di insegnare a sopravvivere anche a quei bimbi che non vogliono diventare gladiatori ma persone sensibili?”



    E vi riporto anche un piccolo trattatello dialogico che ho scritto due mesi addietro.

    - Perché sei sempre così triste?
    - l’uomo, non riflettendo, si è costruito la propria schiavitù.
    - In che senso?
    - L’uomo nasce, entra nella catena di montaggio denominata in modo mistificatorio “scuola”, e in seguito comincia a lavorare. Lo fa per lunghi anni e poi finalmente va in pensione, pensione che non può essere goduta appieno, data l’età. Poi sopravviene la morte, e da lì il nulla.
    - E allora?
    - Non senti la mancanza di qualcosa?
    - Di cosa?
    - Della libertà!
    - Eh, la vita è così…
    - Ma questo l’abbiamo deciso noi, e noi possiamo cambiarlo.
    - Tu vivi di fantasia!
    - quella che tu chiami fantasia io la chiamo rivendicazione di libertà. L’uomo tende a modellare il suo comportamento sulla base di conformismi da lui creati ai quali celermente seguita a uniformarsi, perpetuandoli nel tempo.
    - Questa è la vita, nulla ti è regalato.
    - L’abbiamo deciso noi! Te l’ho già detto! L’uomo è artefice del proprio destino, non riesci a comprenderlo?
    - Ma tu cosa proponi?
    - Io ritengo che l’uomo debba cominciare a riflettere sulla propria natura e sul ruolo passivo che si è autocreato. Così facendo potrà apportare cambiamenti radicali nella propria vita.
    - Passivo? L’uomo modifica la natura.
    - Si, ma l’uomo è schiavo di se stesso.
    - Le tue idee sono utopiche.
    - Ti sembrano utopiche perché hai la mente obnubilata da un gretto conformismo masochistico.
    - Ribadisco che le tue idee sono utopiche.
    - Beh, non mi aspetto cerco che l’uomo recepisca le mie idee; l’uomo non riflette.
    - Ma perché dovremmo cambiare il nostro stile di vita?
    - Per ottenere la libertà, che però non vada a intaccare quella degli altri.
    - Ma cosa intendi per libertà?
    - Libertà significa prima di tutto…
    - Oh, è tardissimo, mi piacerebbe continuare ad ascoltarti ma devo andare al lavoro. Ciao.

    ------------

    Bene, secondo i personaggi alla Psicoivan l’uomo è un oggetto nelle mani del padrone
    L’operaio deve produrre, produrre, produrre, produrre, produrre.
    Possibilmente a velocità ultraelevata, senza imperfezioni, e con il sorriso sulle labbra.

    Psicoivan, l’operaio è un UOMO!!!!

    Una mia zia lavorava in una fabbrica. È una persona con una discreta forza fisica, che non ha POTUTO studiare dopo le scuole medie.
    Lo scorso gennaio i dirigenti della fabbrica dove lavorava hanno deciso di aumentare il numero di pezzi da produrre, e mia zia, pur mettendoci tutto l’impegno possibile, non ce la faceva più a mantenere questi ritmi.
    L’hanno licenziata, senza troppi complimenti.
    Depressione neurotica.
    Ora sta cercando lavoro, ma ovviamente si ritrova a sbattere contro porte chiuse.

    Oggigiorno l’uomo è un burattino dominato dal Dio Profitto, che egli stesso ha creato.

    Libertà, anticonformismo, giustizia sociale sono concetti che alle persone con mentalità imprenditoriale entrano da un’orecchia ed escono dall’altra…

    Meglio piegarsi alla mentalità dominante, accettare supinamente tutti i suoi dogmi…

    Non si da un peso alla propria vita!
    Sono all’ultimo anno di ragioneria (e penso sia chiaro anche a voi che ho sbagliato scuola, ma me ne sono accorto troppo tardi…), e se dovessi seguire i consigli dei soggetti massificati dovrei cercare impiego in banca… Un lauto stipendio, non ci si ammazza di lavoro…
    Mi è capitato anche di discutere su un forum con un professore partenopeo, il quale mi consigliava di studiare ingegneria, che ha sbocchi sicuri e ben pagati.

    E invece no! Io non pianifico la mia vita in funzione del profitto. La pianifico in funzione del piacere personale!
    E quindi sceglierò una facoltà a me congeniale, ma con sbocchi incerti, come psicologia, o filosofia, o sociologia….
    E se non troverò lavoro in qualche modo mi arrangerò…

    Preferirei vivere sotto un ponte piuttosto che mettermi alla dipendenza di un personaggio alla Psicoivan o trasformarmi in uno Psicoivan.

    (Psicoivan, non prenderla come critica unilaterale nei tuoi confronti, ma dai tuoi post emerge con precisione chirurgica il tipo di uomo che non vorrei mai diventare…)

    A proposito di ricchezza. Berlusconi, multimiliardario, se la gode la sua ricchezza?
    Non ha molto tempo per farlo…
    Che senso ha arricchirsi senza godere appieno della propria ricchezza? Liberisti, rispondete!

    Bertrand Russel nella sua opera “Un’etica per la politica” afferma che la società migliore è quella produce il minor numero di scontenti.
    Ebbene, siamo lontani anni luce da questo traguardo.

    Marco

  2. #47
    OK, ateo...e ora??? Ora che affermi che non lavoreresti mai alle dipendenze di un futuro, tra l'altro, Psicologo del Lavoro (magari orientatore professionale!!! ) che non ha la minima intenzione di diventare un imprenditore, ma che sa COME TUTTO IL MONDO SA che se si aprisse un'azienda PRIVATA i propri dipendenti dovrebbero sottostare al regolamento interno e non li farebbe di certo stare a scaldare la poltrona come gli impiegati statali che hanno la certezza del posto fisso, cosa vuoi fare, impiccarmi???

    Io ho fatto 2 volte part-time in Ateneo ed ho visto farlo ad un mare di amici...tu non hai idea di quanta gente SCALDA SOLO LE SEDIE perchè sono impiegati statali...

    Se fosse una struttura privata e ci fosse il rischio di licenziamento, vedresti come girerebbe tutto meglio...

    fidati di me: con l'accomodamento l'economia non va avanti... ...mi dispiace per tua zia, ma è il mondo del lavoro... ...non puoi nemmeno parlare di mobbing perchè, appunto, si assunta una motivazione che per quelli che sono I FINI dell'azienda sono più che accettabili! E credimi se ti dico che non si licenzia per simpatia e antipatia se un impiegato rende ciò che l'azienda vuole... ...ne parlammo in quel bel laboratorio da 5 crediti di Gestione delle Risorse Umane l'anno scorso con 2 imprenditori come professori!


  3. #48
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    Originariamente postato da ateo
    E invece no! Io non pianifico la mia vita in funzione del profitto. La pianifico in funzione del piacere personale!
    E quindi sceglierò una facoltà a me congeniale, ma con sbocchi incerti, come psicologia, o filosofia, o sociologia….
    E se non troverò lavoro in qualche modo mi arrangerò…
    Bellissimo, bellissimo, bellissimo post
    Nn ho letto una riga di quello prima, nè con questo do o meno ragione a te o a Psicoivan.
    Ma volevo farti i complimenti per quello che hai scritto: lo condivido al 200%

    {poi con calma leggerò tutto, prometto !}

  4. #49
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Ateo complimenti!
    Negli ultimi anni raramente ho sentito un ragionamento così intelligente e al tempo stesso pieno di passione e immaginazione;mantieni queste capacità perchè tristemente mi sembra che dopo i vent'anni comincino ad atrofizzarsi.

    Questo passaggio poi è estremamente interessante:

    "quella che tu chiami fantasia io la chiamo rivendicazione di libertà. L’uomo tende a modellare il suo comportamento sulla base di conformismi da lui creati ai quali celermente seguita a uniformarsi, perpetuandoli nel tempo"

    E' esattamente quello che succede e credo sia una delle basi di molti comportamenti indivuiduali e sociali:sia che tu l'abbia intuito da solo,sia che tu ci sia arrivato con lo studio è veramente un pensiero notevole!
    Fai benissimo a studiare all'università quello che ti appassiona di più,se coltivi questo tipo di capacità puoi fare qualcosa di valido sia per te che per gli altri.

    Non so come oggi la società possa diventare un luogo più giusto e libero;il primo problema è che gli uomoini ora raramente hanno la capacità di immaginare un modo di vivere diverso, e inoltre sono covinti di essere liberi perchè vivono in una democrazia,ma non si rendono conto che la maggior parte di ciò che fanno è inevitabile,non è scelto;nel passato per i filosofi il pensiero utopico era qualcosa di importante,era la possibilità di immaginare qualcosa di nuovo;oggi non abbiamo più utopie perchè ci bastano i tre pensieri in croce che abbiamo e tutto il resto ci sembra poco pratico,poco spendibile.

    Oggi,paradossalmente,un cambiamento verso una forma di vita più libera e giusta potrebbe realizzarsi solo se guidata da qualcuno,in un certo senso imposta,e questa è una contraddizione triste.
    Ad esempio una delle ultime utopie fu quella di Marx:il mondo che immaginava era davvero un mondo giusto e libero,ma per arrivare a questo occorreva che il cambiamento fosse imposto da qualcuno che distruggesse le forme sociali che già esistevano;perchè gli uomini siano liberi occorre che si vada contro la volontà di alcuni di essi;e questo è triste

  5. #50
    ateo
    Ospite non registrato
    Caro Psicoivan, io sono solito mettere tutto in discussione. Teorizzo le soluzioni che reputo migliori (a mio parere) e cerco di trovare loro un appiglio per agganciarle e cementarle sulla realtà “effettuale”.

    Le mie riflessioni partono dal principio che l’uomo, imperfetto, non può creare cose perfette.
    Questo ovviamente vale anche per le politiche del lavoro…

    Io solitamente mi schiero dalla parte dei più deboli, di quelli che hanno il coltello dalla parte della lama.

    Forse ignori l’esistenza di una profonda ingiustizia sociale.

    E la privatizzazione non è una panacea.
    Vuoi dei riscontri? Analizza la società statunitense.
    Il divario tra i ricchi e i poveri non fa che aumentare…
    Inoltre la competitività sta lasciando i segni sulla psiche dei cittadini americani.
    Considerato che l’American Way of Life va espandendosi democraticamente e non, la situazione si fa preoccupante.

    Perché si è giunti a questo?
    Perché l’uomo ha prodotto questo?
    Perché è quasi impossibile sfuggire a queste logiche?

    La competitività è assolutamente inconciliabile con la libertà.
    Rileggiti il mio trattatello…

    Secondo i modelli che ci vengono propinati dovremmo essere iperproduttivi, consumisti, manipolabili, fans di Costantino, non dovremmo perderci le trasmissioni di Maurizio Costanzo e della De Filippi, dovremmo viaggiare con Il Sole 24 Ore sotto braccio (con dentro Gente, Oggi, Novella Duemila, ecc. ecc.), dovremmo andare a votare col sorriso sulle labbra, sottostare a qualsiasi nefandezza, e via dicendo.
    Tutti uguali, eterodiretti dai media, cioè la voce dei poteri costituiti.

    Io cerco di percorrere altre strade, sicuramente più tortuose, ma con la consapevolezza di non essere una pecora del gregge, e questo mi lusinga…

    Mi permetto di anticipare una critica che mi rivolgeresti: “Sei scollegato dal mondo!”.
    No, caro mio.
    Per forza di cose mi tocca operare nel presente contesto, al quale però non mi incollo saldamente.
    Perché mi pongo dei dubbi. Rifletto. Non accetto il tutto supinamente.

    Tornando al tema meritocrazia, voglio sottoporti una riflessione sul contesto scolastico.
    Secondo te il voto è il modo migliore per valutare lo studente?

    La mia vicina di banco, una Testimone di Geova, ha la media del 9. Studia tutto il giorno. Ma è un automa. Creatività sottozero. Senso critico sottozero. Capacità di elaborare un pensiero indipendente, sottozero.

    Io ho la media del 7. Ho due insufficienze, in matematica ed economia aziendale. Studio un sacco di argomenti, dalla psicologia alla politica, dalla religione alla scienza in senso stretto, passando per la filosofia.
    Scrivo poesie, battute umoristiche, compongo musica elettronica, facevo attività politica (e prossimamente ricomincerò), collaboro con una associazione laicista.
    Trascuro le materie che non mi piacciono, sono l’unico ad adirarsi quando i diritti di noi studenti vengono calpestati.

    Il 9 della mia vicina di banco farebbe la gioia degli imprenditori.
    il mio 7 fa la gioia di me stesso. E basta.

    Ai professori fondamentalmente non-gliene-frega-un-cazzo se tu sei creativo, se hai senso critico, se non ti limiti al sapere scolastico.
    Se hai 9 sei bravo, se hai 5 sei una nullità.
    Eppure le cose non stanno così, ci sono un sacco di eccezioni.

    Tornando al tema lavoro, sicuramente ci sono un sacco di pelandroni, ma se l’alternativa è quella di creare un esercito di robottini tutti lavoro e lavoro, mi spiace, ma io non ci sto.

    Marco

    PS. Aristotele, ironicamente, diceva: “Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero”

  6. #51
    Originariamente postato da ateo
    Io cerco di percorrere altre strade, sicuramente più tortuose, ma con la consapevolezza di non essere una pecora del gregge, e questo mi lusinga…
    Beh, se proprio vuoi saperlo, è una delle mie frasi preferite di Guccini:

    "...scusate non mi lego a questa schiera
    morrò pecora nera..."

    E se proprio vuoi saperlo, io sono esattamente la descrizione che hai fatto: "il 5 creativo"! Insomma, non mi è mai piaciuto studiare, ho quasi sempre studiato solo ciò che mi interessava e per fortuna ho beccato la Facoltà giusta, ovvero dove mi piace più o meno tutto! Ma sono consapevole che il VOTO è importante per andare avanti! E allora che faccio? mi impegno anche nelle materie che meno mi piacciono, e proprio Martedì è arrivato un 30 a Metodologia e Tecniche di Analisi dei Dati nella Ricerca Psicologica! Eppure io e la statistica non andiamo d'accordissimo... Ma so che, se voglio prendere più di 105 (voto della triennale), devo mantenere alta la media! Se sono creativo sono anche intelligente, e se sono intellingente ho la capacità di prendere un buon voto, se mi i metto d'impegno!

    Quindi, se mi viene il tizio super creativo che però ha preso un voto basso alla mia prova di selezione, a meno che io non voglia assumere SOLO creativi, riscontrerò nel soggetto in questione SCARSA VOLONTA', poca voglia di impegnarsi in lavori "noiosi"! Da futuro Psicologo del Lavoro ti dico che è facile e divertente somministrare magari un BFQ o una SDS e sapere tutto su questi test, ma è sicuramente una palla fare un report sui comportamenti organizzativi del settore X dell'azienda Y... I oprenderò la persona che sa fare entrambe le cose, e non fa solo una perchè si scoccia di fare l'altra...

    Ateo, non è nè produttivo nè furbo e nè GIUSTO premiare chi è bravo solo in ciò che gli piace fare! Questa è MERITOCRAZIA ed io la condivido! Che poi non sempre il voto rispecchi la prestazione dell'individuo è un problema al quale si potrà porre rimedio facilmente: ho assunto una persona che non è capace, ho fatto un errore, pazienza: si licenzia la persona e se ne assume un'altra!

    Questo, però, ribadisco, non sarà il mio caso perchè non sarò un imprenditore...ma condivido questa linea di pensiero!

    non si può metter su un'azienda pensado al dopo, ma hai mai sentito parlare di HIC ET NUNC??? Devi dimostrarmi di essere bravo ora, subito, in tutto ciò che ti metto davanti! Se poi hai delle COMPETENZE TRASVERSALI che mi interessano, benvenga: magari non avrai brillato nel colloquio/test di selezione, ma potrai tornarmi utile per altri settori!

    Questo è ciò che penso, e sulla base della meritocrazie continuerò a perseguire il mio obiettivo: il dottorato di ricerca!!!

    PS: fai parte di un'associazione laicista??? Io sono Rappresentante degli Studenti (Facoltà e Corso di Laurea) dell'associazione "Studenti per L'Università", ovvero CP (Cattolici Popolari! ).


  7. #52
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Originariamente postato da psicoivan83
    non si può metter su un'azienda pensado al dopo, ma hai mai sentito parlare di HIC ET NUNC??? Devi dimostrarmi di essere bravo ora, subito, in tutto ciò che ti metto davanti! Se poi hai delle COMPETENZE TRASVERSALI che mi interessano, benvenga: magari non avrai brillato nel colloquio/test di selezione, ma potrai tornarmi utile per altri settori!
    Ed infatti è così
    E' inutile fare demagogia.
    Anche io sono per la tutela dei diritti di chi è svantaggiato. Ossia di quelli che - per un motivo o per l'altro - non vengono poi ritenuti idonei a lavorare in una determinata Azienda...
    ... ma questa è la situazione.
    Come hai detto tu Ivan, Stavolta sono pienamente in sintonia con te
    La verità è che, nonostante polemiche e/o dibattimenti di sorta, le Aziende seguiteranno a selezionare il personale a loro discrezione.
    E' una logica spietata probabilmente, ma alcun imprenditore imposterà l'organigramma della propria Azienda su belle ed utopistiche parole. La retorica resterà sempre e comunque fuori dalle stanze di "colloquio e selezione"... e verrà premiato (haymé) il merito.
    Per quanto riguarda il discorso del "creativo"... Bé... riportiamolo nel contesto lavorativo, e non nel contesto di "aule di scuole superiori" per cortesia
    Infatti, nel contesto lavorativo... il "creativo" da 5 o da 4 e via dicendo... è anche più pagato di un valido dirigente da 10
    I "creativi" per eccellenza sono ad esempio i Pubblicitari, gli stilisti eccetera...
    Ma ad un dirigente d'Azienda che necessiti solo degli impiegati, la valenza creativa non interesserà assolutamente...
    ... Di contro, l'Amministratore Delegato di una Società Pubblicitaria se ne fregherà della "valenza 10" del potenziale impiegato e cercherà il "4" del Creativo (ed in automatico quel 4 diverrà per lui un 10)...
    Si fa presto a parlare. Se fossimo noi i Proprietari di un'Azienda? E dovessimo rendere conto ai nostri migliori azionisti? Che criteri adotteremmo in quel caso?
    Questo poi - beninteso! - varia da persona a persona! Magari noi saremmo anche tra quei Dirigenti che assumono non usando parametri meritocratici... o forse diverremmo a nostra volta dei cinici, spietati ed esigenti selezionatori... chissà.
    Sarebbe molto bello poter impostare la Società su discorsi filosofici e demagogici, così come sarebbe bello che l'utopia potesse sfociare nel "reale" e nell'affrontabile, e magari attendersi che un Aristotele o un Platone possano interagire e mediare a tutela del lavoratore...
    ... ma purtroppo i discorsi stanno a zero di fronte alle intransigenti leggi del mercato del lavoro e, che piaccia o no, questi sono i fatti, e le belle parole Purtroppo non potranno cambiare le cose.


    Originariemente postato da Ateo
    La mia vicina di banco, una Testimone di Geova, ha la media del 9. Studia tutto il giorno. Ma è un automa. Creatività sottozero. Senso critico sottozero. Capacità di elaborare un pensiero indipendente, sottozero.
    Come sopra
    L'automa (come l'hai definita tu) sarà un ottima esperta di statistica un giorno, e la meritocrazia la premierà ma...
    ... la meritocrazia premierà anche te che hai "creatività e senso critico" e lavorerai in un contesto che richieda queste potenzialità e allora dov'è il problema?
    Ognuno ha il suo contesto! Diverso sarebbe il discorso se le parti si invertissero, ed è questo che va evitato. Ognuno ha un suo spazio, una sua competenza. Nessuno può fare il lavoro di un altro, salvo il caso di "tuttologhi" che non mancano mai... Berlusca docet


    Ultima modifica di marcheseblu : 04-02-2005 alle ore 12.15.46

  8. #53
    Ospite non registrato
    signori!!! abbiamo sinistra e destra a confronto!!!


    sono contento che questo mio argomento abbia suscittato tanta attenzione, io credo che in una società capitalista e comunista ci siano i pregi ed i difetti, qualsiasi cosa che facciamo qualsiasi scelta che optiamo, saranno come una moneta, cioè a due faccie, un lato buono ed uno no...

    Uscirò un pò OT, ti questo chiedo scusa.. ma mi riaggangio sempre al argomento del 3d..

    In uno stato liberal capitalista gli accozzati e solo alcuni avranno la possibilità di accedere a certe categorie...questo è contrario alla democrazia, nei paesi comunisti invece se analiziamo bene le cose... ad alcuni viene offerto dei privilegi mentre a tutti quanti no... allora.. cosa voglio dire con questo... che per fare l'operaio tra poco ci vuole il diploma, in una stato comunista un medico guadagna come un verduraio... quindi .. entrambi i sistemi non sono per lo sviluppo dell'essere umano .. ci vorrebbe uno sistema diverso che non sia capitalistico o comunista....

    ma è un utopia..

    signori... noi siamo andando incontro verso una situazione social lavorativa che è molto grave.. lo studio ed il lavoro è un diritto di tutti....

    come futuro psicologo del lavoro se ci riesco!!! ovviamente

    sento questi problemi in maniera particolare...

  9. #54
    Originariamente postato da marcheseblu
    Per quanto riguarda il discorso del "creativo"... Bé... riportiamolo nel contesto lavorativo, e non nel contesto di "aule di scuole superiori" per cortesia
    Infatti, nel contesto lavorativo... il "creativo" da 5 o da 4 e via dicendo... è anche più pagato di un valido dirigente da 10
    I "creativi" per eccellenza sono ad esempio i Pubblicitari, gli stilisti eccetera...
    Ma ad un dirigente d'Azienda che necessiti solo degli impiegati, la valenza creativa non interesserà assolutamente...
    ... Di contro, l'Amministratore Delegato di una Società Pubblicitaria se ne fregherà della "valenza 10" del potenziale impiegato e cercherà il "4" del Creativo (ed in automatico quel 4 diverrà per lui un 10)...


    Hai reso chiaramente e precisamente quello che volevo dire io!!!

    Quoto, approvo esootoscrivo ciò che hai postato!

    Ed aggiungo che anche nella compilazione di un curriculum vitae si tiene conto dell'azienda a cui fai domanda! Ad esempio, feci un colloqui per fare l'animatore, e nel curriculum ho riempito a dismisura il settore Hobby buttandoci dentro, ad esempio, che ballo Salsa da 2 anni... ...una cosa, ad esempio, che non metterei mai in un colloquio di selezione per un contesto magari più "accademico"

    Bisogna sapersi giocare le proprie carte, saper vendere la propria immagine, valorizzare quegli aspetti che servono nei vari contesti! E' un discorso di Self-Marketing ed è importante capirlo per andare avanti nel mondo del lavoro, specialmente per il "creativo" che prendeva 5 al liceo...


  10. #55
    ateo
    Ospite non registrato
    Rispondo un po’ a tutti:

    A) Come ho già scritto, ritengo che l’uomo, imperfetto, non possa produrre cose perfette.
    È una considerazione prettamente filosofica, che si ripercuote anche sulla politica.
    È impossibile realizzare una forma sociale perfetta. Però si possono effettuare cambiamenti per migliorare lo stato di cose attuale, e questo va fatto.

    B) Le mie sembrano parole al vento, ma se qualcun altro avesse lo stesso coraggio e la stessa determinazione probabilmente qualcosa cambierebbe… Però è molto più facile coricarsi sul comodo letto della meccanica quotidianità, ne convengo.

    C) Ho una concezione apparentemente contradditoria della vita. Penso che la vita non abbia un senso, e allo stesso tempo auspico che questa vissuta nel miglior modo possibile.
    Io sono ateo, non credo in improbabili Paradisi, ecc. ecc.
    Non voglio vivere la mia unica vita piegandomi alla mentalità dominante, ai veri e propri dogmi che non condivido.
    Voglio che la mia vita, in qualche modo, sia speciale, e lo voglio anche per quella degli altri.
    Benché sia molto difficile uscire dagli schemi precostituiti, qualche tentativo si può fare, cominciando dalle piccole cose. Una casa si costruisce dalle fondamenta, non dal tetto.

    D) Mi accorgo di essere ampiamente OT ;-). Se volete smetto :-))

    E) Per Psicoivan – sono iscritto all’UAAR, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. (www.uaar.it)

    Marco

  11. #56
    kentia
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da psicoivan83
    ho assunto una persona che non è capace, ho fatto un errore, pazienza: si licenzia la persona e se ne assume un'altra!
    qua si parla di persone come di cose, di oggetti, di prodotto... cioè mi sembra tanto come quando vai a comprare la cioccolata: magari quella marca non ti piace oppure ti ha fatto venire il mal di pancia e quindi non la compri più, ne compri un'altra.
    Ma qui si parladi persone! Dio Ivan, io studio marketing quindi so benissimo quali siano le esigenze di un'azienda e gli obiettivi di produttività, ma so anche che esistono principi di salute organizzativa, e altri che vanno oltre l'ambito disciplinare, che assoltamente non tieni in conto! Un lavoratore ha una famiglia, ha una dignità e non può essere preso e sballottato da un posto di lavoro all'altro come se niente fosse, solo per uno sbaglio! Ca**o tutti hanno diritto ad una seconda chance ( Berlusconi ne è l'esempio vivente ) e non siamo automi, programmati per essere distrutti nelle mani di un dirigente.
    Non lo so perchè, mi viene in mente il film American Beauty, quando il protagonista viene licenziato perchè si libera finalmente del peso del "se faccio questo sbaglio è finita!".
    La nostra filosofia di vita dovrebbe essere "se sbaglio ho diritto a rimediare"... purtroppo ciò viene applicato solo per le classi dirigenti e per chi può "pagarsi" questo trattamento...
    Per il resto sono pienamente d'accordo con Ateo, e aggiungo pure che la competitività in azienda è producente solo se non è guidata dai principi di un solo uomo; ci vorrebbe un minimo di democrazia anche nel lavoro, soprattutto dal punto di vista sociale, etico ed UMANO!
    Per quanto riguarda poi il discorso dei voti... conosco persone laureate in economia alla Bocconi con 110 e lode che stanno in mezzo alla strada in cerca di lavoro, e persone che con la terza media fanno i dirigenti di alcune aziende in Toscana...
    Io penso di laurearmi a marzo e, se mi daranno il massimo dei punti alla tesi (6 miseri punti per una tesi sperimentale) arrivo a 95/96 su 110... altra gente, in altri atenei, con la mia stessa media è arrivata a prendere 100...
    Questo per dire che il voto non vale una pippa....

  12. #57
    L'avatar di Haruka
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    {per inciso: faccio marketing anche io }

  13. #58
    L'avatar di Haruka
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    Originariamente postato da marcheseblu
    Per quanto riguarda il discorso del "creativo"... Bé... riportiamolo nel contesto lavorativo, e non nel contesto di "aule di scuole superiori" per cortesia
    Infatti, nel contesto lavorativo... il "creativo" da 5 o da 4 e via dicendo... è anche più pagato di un valido dirigente da 10
    I "creativi" per eccellenza sono ad esempio i Pubblicitari, gli stilisti eccetera...
    Ma ad un dirigente d'Azienda che necessiti solo degli impiegati, la valenza creativa non interesserà assolutamente...
    ... Di contro, l'Amministratore Delegato di una Società Pubblicitaria se ne fregherà della "valenza 10" del potenziale impiegato e cercherà il "4" del Creativo (ed in automatico quel 4 diverrà per lui un 10)...
    Salve sono quella che si definirebbe "creativa"
    Faccio siti internet da 9 anni e sto studiando con la speranza di entrare in pubblicità.
    *non* sono una novella in ambito internet (anche se ho ancora parecchio da imparare) e ti assicuro che un creativo non viene pagato AFFATTO più di un valido dirigente.
    Il "creativo" che fa i soldi con la pala è l'eccezione che conferma la regola: dopo l'avvento di Internet è sembrato a tutti ovvio e proficuo buttarsi a fare siti internet.
    Per i primi 3/4 anni (quando internet è passato da pochi intimi a massa quindi sto parlando dei primi anni del 2000 <e io c'ero già da 5 anni sul mercato>) si poteva sperare di diventare ricchi facendo i grafici e i creativi.
    Ora no. C'è competitività, c'è mancanza di professionalità, c'è carenza di lavoro *anche* nel settore Internet.

    Scusate la frase poco elegante ma decisamente efficace:
    "La vita è una questione di culo: o ce l'hai, o te lo fanno"
    Così nn si può generalizzare.. se conosci qualcuno che ha fatto i soldi valendo 4 come grafico o "creativo" questo qualcuno ha solo avuto CULO.

  14. #59
    kentia
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Haruka

    "La vita è una questione di culo: o ce l'hai, o te lo fanno"
    Così nn si può generalizzare.. se conosci qualcuno che ha fatto i soldi valendo 4 come grafico o "creativo" questo qualcuno ha solo avuto CULO.
    C'è più senso in questa frase che in tutto il resto che sia stato scritto in questo thread... bella Haruka!

  15. #60
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Originariamente postato da Haruka
    Salve sono quella che si definirebbe "creativa"
    Faccio siti internet da 9 anni e sto studiando con la speranza di entrare in pubblicità.
    *non* sono una novella in ambito internet (anche se ho ancora parecchio da imparare) e ti assicuro che un creativo non viene pagato AFFATTO più di un valido dirigente.
    Il "creativo" che fa i soldi con la pala è l'eccezione che conferma la regola: dopo l'avvento di Internet è sembrato a tutti ovvio e proficuo buttarsi a fare siti internet.
    Per i primi 3/4 anni (quando internet è passato da pochi intimi a massa quindi sto parlando dei primi anni del 2000 <e io c'ero già da 5 anni sul mercato>) si poteva sperare di diventare ricchi facendo i grafici e i creativi.
    Ora no. C'è competitività, c'è mancanza di professionalità, c'è carenza di lavoro *anche* nel settore Internet.

    Scusate la frase poco elegante ma decisamente efficace:
    "La vita è una questione di culo: o ce l'hai, o te lo fanno"
    Così nn si può generalizzare.. se conosci qualcuno che ha fatto i soldi valendo 4 come grafico o "creativo" questo qualcuno ha solo avuto CULO.
    Sì ma io non parlavo di lavoro nell'ambito di attività Pubblicitaria per quel che concerne la parte grafica.
    Io intendevo proprio coloro che nei Consigli di Amministrazione delle Società Pubblicitarie null'altro fanno se non "ideare" il pezzo.
    Gente che a momenti nemmeno sa usarlo un computer. Di quelli stavo parlando io.
    Cmq la questione "culo" anche e soprattutto in questo caso è emblematica.
    Quella gente, come ad esempio i "creativi" Endemol (e nello specifico non è pubblicità ma Target televisivo) si limitano a "creare" castelli e prendono un pacco di soldi.
    Questi io intendevo come "creativi" insieme agli Stilisti.
    Che poi tutto il lavoro dovrebbero farlo i grafici (restando in ambito pubblicitario) sarebbe ideale. Ma in queste Società tendono a dare spazio ai consigli di Pseudo-creativi (diciamo così) che - ripeto - null'altro fanno se non consigliare, e prendono valanghe di euro per sedere tre minuti in consiglio di Amministrazione.

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