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Discussione: Eutanasia

  1. #46
    Serendipity
    Ospite non registrato
    lo psicologo dovrebbe,come in tutti i casi, rispettare le scelte di chi ha di fronte. nè dare consigli,nè fare la morale sull'immenso valore della vita(è un valore personale,oltretutto),piuttosto penso sostenere il malato e la sua famiglia, qualunque sia la scelta che fanno.
    scusa md, ma se tu avessi come paziente un malato terminale che sceglie l'eutanasia che fai?gli dici di non farlo, che la vita è bella?
    io penserei piuttosto a rispettare la sua scelta, e ad accompagnare lui e i suoi,come un piccolo sciamano, in questo viaggio.

  2. #47
    samy
    Ospite non registrato
    io sono d'accordo con chi dice che noi non possiamo dare giudizi,il nostro compito è aiutare il paziente a scegliere la cosa giusta per lui.L'unico caso in cui va dissuaso un paziente è nel caso del suicidio perchè è cmq un'atto che non porta a risolvere un conflitto,ma è un modo per fuggire....invece nel caso di un paziente terminale è ben diverso,l'eutanasia potrebbe essere un modo per non soffrire ed è solo l'interessato che può decidere cosa fare,non certo noi.

  3. #48
    Ospite non registrato
    posso capire cosa vuol dire quella situazione per un malato terminale, ma fatemi capire una cosa allora molti di noi agevolerebbe la via dell'eutanasia per il bene del paziente?

  4. #49
    ma scusa, secondo te rispettare una scelta e non interferire con quella scelta equivale ad agevolare?
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  5. #50
    samy
    Ospite non registrato
    infatti,io personalmente sono d'accordo con l'eutanasia,ma non andrei mai a dire a un mio paziente di farla,ciò che farei è fargli capire cosa vuole lui realmente,noi non siamo dei giudici o consiglieri,ripeto il nostro compito è accompagnare le persone nella ricerca della loro verità,del loro modo giusto per loro di risolvere i problemi che li affligono,e se per loro il modo giusto è l'eutanasia non posso impendirlo,così come non posso impedire se invece non vogliono applicarla

  6. #51
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
    Messaggi
    3,501
    Originariamente postato da Serendipity
    .
    scusa md, ma se tu avessi come paziente un malato terminale che sceglie l'eutanasia che fai?gli dici di non farlo, che la vita è bella?
    Io francamente farei proprio così: non mi rendo facilitatrice delle morti altrui. Chi sceglie la morte vuol dire che non ha più nessun motivo di vivere, il mio impegno è di far ritrovare al paziente questa motivazione, fare in modo che veda l'eutanasia come una scelta inutile, come una fuga dal mondo.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  7. #52
    Malkavian
    Ospite non registrato
    Vedo con piacere che l'argomento interessa molti, ma vorrei sottolineare una cosa:

    si sta parlando di cosa si consiglierebbe e come ci si comporterebbe nel caso di un paziente malato terminale, dando per scontato che questi abbia una scelta che non ha: non può scegliere l'eutanasia, la sua scelta è limitata al "godersi" un'agonia IMPOSTAGLI per legge.
    Se altri possono decidere di rifiutare l'eutanasia e vivere gli ultimi mesi restanti, il nostro ipotetico paziente NON PUO' rifiutarli: "se li becca tutti così come verranno" buoni o cattivi.

    Che abbia un tumore, la cirrosi epatica, ecc. non può scegliere di morire, ma solo di imbottirsi di morfina e antidolorifici; [sarcastico] suppongo che una persona imbottita di morfina possa condurre gli ultimi mesi che gli restano come qualunque altra persona normale: andare al lavoro, girare in bicicletta, fare jogging, uscire col proprio partner la sera... altro che passare tre/quattro mesi in un letto d'ospedale con la flebo al braccio e il respiratore a spegnersi lentamente nella coscienza/incoscienza drogata degli antidolorifici e dei medicinali vari!

    Per sua fortuna qualcuno gli ha impedito attivamente di decidere per la propria esistenza come meglio credeva, di modo che ora, invece di morire serenamente, potrà godersi qualche altro mese o magari un annetto se ha fortuna! E poi che egoista sarebbe stato a lasciare amici e parenti da soli?

    Mi raccomando, continuiamo a fare del proibizionismo: la nostra libertà non finisce dove inizia quella degli altri, un po' più in là casomai, verso quella zona che include le decisioni circa vita/morte altrui.

    State allegri! Se sarò io il vostro medico, piuttosto che lasciarvi morire in pace vi terrò su questa terra fino alla mia morte (che avverrà molto tardi), e per farvi ancora più contenti, dato che il dolore non è una cosa da rifiutare, ma casomai da sopportare eroicamente con la massima dignità e da accettare con gioia e serenità (come Giovanni Paolo II ci ha insegnato), niente antidolorifici! Così potrete godervi fino in fondo la gioia degli ultimi mesi di nonvita che vi rimarranno. [/sarcastico]

    Ribadisco: che diritto ha di decidere per la mia vita qualcuno che non sia io stesso? Chi da' il diritto allo Stato e quindi ai cittadini che lo compongono di PROIBIRMI di morire, IMPONENDOMI una LENTA AGONIA di MESI e forse ANNI (viva la tortura) anzichè di lasciarmi decidere serenamente quale debba essere la MIA fine?

    Il problema mi pare sia solo uno: per chi ha una visione religiosa dell'esistenza, accettare che sia l'uomo e non un dio a decidere quando, come e in quanto tempo morire è una impensabile "invasione di campo" a scapito del volere divino/naturale; e dato che non si sta parlando di uccidere terze persone o di spingerle al suicidio, né tantomeno di dare il permesso ai medici di ammazzare la gente anziché curarla, ma di disporre della PROPRIA esistenza come meglio si crede, non vedo altri problemi al di fuori di quello religioso.

    Il nocciolo della questione perciò mi pare questo: qualcuno che ha una concezione religiosa della vita che io rispetto ma non condivido sta limitando la mia libertà impedendomi attivamente di decidere per la MIA vita, o meglio, la MIA morte. Suppongo che sia qualche dio a dare a questa persona il diritto di disporre della mia esistenza al posto mio. Ditemi voi se questo è accettabile in uno Stato che non sia un regime di talebani, mullah e Grandi Guardiani della Religione.

    Quando sarò in un letto d'ospedale da mesi, rincoglionito da antidolorifici e ridotto a un'ameba incapace di andare autonomamente al wc, con un miliardo di fili e sonde sparse per tutto il corpo, e magari usato come cavia da qualche dottore privo di scrupoli (nuove scoperte o più ordinazioni di antidolorifici e quindi più bustarelle dalle ditte farmaceutiche) ringrazierò sinceramente di cuore tutti coloro che mi avranno impedito di morire serenamente il giorno che capii che per me era finita... dato che NON POTRO' DECIDERE DELLA MIA VITA (non quella di un'altro, SIA CHIARO: la mia) grazie a qualche Papa Boy che farebbe meglio a tenere a mente che

    LA STRADA PER L'INFERNO E' LASTRICATA DI BUONE INTENZIONI


    Comunque sia sono ottimista: 500 anni fa mettevano gli ebrei nei ghetti perchè fare i banchieri, prestare soldi a interesse, "guadagnare col Tempo che è di Dio", era immorale, inaccettabile e proibito. Ora siamo pieni di banche e perfino il Vaticano ne ha una.

    Forse tra 500 anni in Italia la gente potrà decidere di morire quando lo vorrà, e non quando il dio di qualcun'altro si degnerà di dare il permesso (Deo Gratias!).

  8. #53
    Serendipity
    Ospite non registrato
    certo, mi sembra la cosa migliore da fare,con uno che sta attaccato a delle macchine o che sta soffrendo delle pene atroci. scusami Luthien, ma se io fossi in una condizione del genere e il mio psicologo mi dicesse qualcosa di simile gli sputerei in un occhio....queste sono baggianate da profetini new age.se una persona desidera l'eutanasia altro non si può fare che acccompagnarla nella sua scelta.

  9. #54
    Ospite non registrato
    non posso far altro che ammettere, per molti di noi futuri psicologi tutto è lecito tutto è giusto ... chi come me è contrario all'aborto all'eutanasia al divorzio ai matrimoni gay con adozioni di bambini, alla droga libera, verrà considerato come un ago nel pagliaio.

    beh rispetto tutte le vostre idee in merito, ma sinceramente non le condivido

  10. #55
    Ospite non registrato
    Malkavian t'invito a partecipare a questo 3d da me iniziato esprimento la tua idea in merito
    ti do il link

    http://www.opsonline.it/forum/showth...threadid=24280

  11. #56
    Originariamente postato da MD^_^
    non posso far altro che ammettere, per molti di noi futuri psicologi tutto è lecito tutto è giusto ... chi come me è contrario all'aborto all'eutanasia al divorzio ai matrimoni gay con adozioni di bambini, alla droga libera, verrà considerato come un ago nel pagliaio.

    beh rispetto tutte le vostre idee in merito, ma sinceramente non le condivido
    non posso far altro che ammettere che fatichi a capire che non si sta parlando di liceità o giustizia, ma solo e semplicemente di aspirare a far si che ciascuno possa avere libertà di scelta e parità di diritti. Forse, visto che tutte le belle cose che dici non sono legali, a parte l'aborto, gli aghi nel pagliaio siamo noi che ti facciamo storcere tanto il naso...
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  12. #57
    Ospite non registrato
    hey mia ... non è che se non condivido le idee storcio il naso questa è una tua affermazione peraltro infondata...

    ognuno di noi ha una visione diversa tutto qui

  13. #58
    sarà infondata, ma se dico che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire non lo è, infondato. non capisco per quale motivo chiedi di discutere quando poi, effettivamente, non discuti. discutere vuol dire leggere tutto quello che gli altri scrivono e non solo quello che ci fa comodo. discutere vuol dire mettersi in gioco, vuol dire cercare di accantonare per un attimo i nostri pregiudizi e provare a vedere le cose da altri punti di vista. ignori sistematicamente parti importanti di quello che io o altri scriviamo, tirando sempre le solite conclusioni: questo io non lo chiamo discutere. non capisco, sinceramente. è l'ultima volta che risponderò a un tuo messaggio.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  14. #59
    Ospite non registrato
    mia se non vuoi rispondere ad un mio messaggio nessun problema..la partecipazione è facoltativa... certo però mi dispiace perdere una partecipante come te.... sei troppo toga e siamo cosi diversi nelle idee.. che rinunciarci sarebbe un vero peccato poichè i nostri post hanno sempre il fascino di una bella sfida!

    chi l'ha detto poi che non mi metto in gioco... ? sto parlando confrontandomi il fatto che rispondo significa che discuto...non ho nessun pregiudizio, ma solo opinioni..

    mettersi in gioco non vuol dire per forza rinunciare alle proprie idee e valori...

  15. #60
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LUTHIEN
    Io francamente farei proprio così: non mi rendo facilitatrice delle morti altrui. Chi sceglie la morte vuol dire che non ha più nessun motivo di vivere, il mio impegno è di far ritrovare al paziente questa motivazione, fare in modo che veda l'eutanasia come una scelta inutile, come una fuga dal mondo.
    Guarda che il lavoro di uno psicologo non è quello di comunicare dei valori: tu qui stai mettendo in tavola le tue carte, non puoi farlo, non sei un consigliere spirituale.

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