• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 4 di 17 PrimoPrimo ... 2345614 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 46 fino 60 di 250

Discussione: terapia personale

  1. #46
    squirrel
    Ospite non registrato
    Questa del bisogna buttarsi (con un occhio al portafoglio) mi è piaciuta troppo!!!
    Concordo con te, TheGathering, l'empatia, l'intuito, la creatività, la sensibilità e, non ultimo, l'intelligenza, non si imparano dai libri e nessuno te li può insegnare...! Sono doti che... o si hanno o non si hanno! Per questo motivo io sostengo che molti, forse sin troppi, fanno gli psicologi ma ben pochi lo sono realmente!
    Un'altra dote che deficita parecchio è l'umiltà: non ci si può presentare ad un paziente con l'arroganza di un tuttologo! Io non lo accetto, nella maniera più assoluta! Come pure ritenersi e ritenere il proprio approccio la panacea di tutti i mali: ci sono pazienti che funzionano meglio con un tipo di terapeuta e con un determinato approccio e meno con altri, professionalità, a mio avviso, è anche questo: indirizzare a colleghi più idonei pazienti che non siamo in grado di gestire in maniera ottimale.
    Bisogna informare il paziente sul tipo di terapia che si conduce e spiegargli come lavoriamo, io, poi, propongo sempre un due-tre incontri di prova per capire se possiamo lavorare efficacemente e come tipo di approccio e come tipo di persona, perchè è importante riuscire ad entrare in sintonia con l'altro e, se non ci si riesce, vuol dire che ci sono caratteristiche di personalità incompatibili che potrebbero compromettere gli esiti futuri... se, invece, ci sono problemi del paziente che entrano in collisione con i nostri, allora c'è la supervisione perchè, in questo caso, quel determinato paziente ha fatto riemergere nostre difficoltà, magari ignorate sino a quel momento, e senza supervisione si finirebbe in empasse e la terapia non andrebbe nè avanti nè indietro!

  2. #47
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
    Data registrazione
    26-04-2005
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    487
    Cara squirrol, ho visto adesso che hai solo 2 anni meno di mia madre! :o
    Ma non sei come lei...
    Mi piace il tuo modo di ragionare...molto "clinico", sono sicura che tu sia una brava psicoterapeuta!
    Controlling my feelings for too long..
    They make me....
    make me scream your screams...
    (MUSE- "Showbiz")
    Just so you'll be scared of me
    behind my power
    I will hide all my fears..
    ("Locked away"- The gathering)

  3. #48
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da TheGathering
    Cara squirrol, ho visto adesso che hai solo 2 anni meno di mia madre! :o
    Ma non sei come lei...
    Mi piace il tuo modo di ragionare...molto "clinico", sono sicura che tu sia una brava psicoterapeuta!

  4. #49
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    E' anche grazie a voi che ho deciso di intraprendere nuovamente un percorso di terapia personale.
    E' una di quelle cose che fino a ieri dicevo che avrei fatto senza sentirmi però troppo convinto.
    Oggi posso affermare invece che ricercherò un terapeuta ed inizierò un percorso con sicurezza assoluta e senza timore che dirlo porti sfortuna e possa gufarmi contro.
    Il problema principale rimane trovare il terapeuta giusto.
    Non so decisamente come orientarmi. Al limite prenderò l' elenco del telefono ed inizierò dei gran primi colloqui nella speranza di trovare quello giusto!.

    Abbiamo detto che il terapeuta 'giusto' si capisce subito...quanti colloqui secondo voi è bene concedere prima di valutare un' alternativa ?

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  5. #50
    squirrel
    Ospite non registrato
    Ciao wrubens, io sono un pò tarda ed ho impiegato alcuni mesi ma tu mi sembri un tipo sveglio... vedrai che a te occorrerà molto ma moooolto meno...!

    Per TheGathering:
    ti ringrazio per le parole di stima che hai voluto generosamente rivolgermi... diciamo che ci provo! Quanto ci riesca o meno lo potranno confermare o disconfermare solo i miei pazienti!

  6. #51
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
    Data registrazione
    05-03-2005
    Messaggi
    552
    ciao non ho letto tutti i messaggi, sono sincera, però chiedevo mi sapete dire, se qualcuno ci è mai stato, com'è l'orientamento ossia un terapeuta junghiano?come si svolge il corso della terapia? ok considerando il personale per ogni persona.
    altra cosa leggevo dove si parlava del sognare troppo o poco e ricordarseli...è un bene sognare tanto o cosa?
    Un ultima cosa che vi chiedo, vi è mai capitato, lavorando su di sè, di avere momenti in cui si pensa al come si era e non ci si trova più....e momenti di regressione, in cui ci si sente come dire più piccoli dell'età anagrafica.Quindi non non adulti in generale, ma non adulti per quel specifico "argomento" che si è mosso e su cui poi bisogna lavorare.
    Non sò se mi sono spiegata,non è semplicissimo,comunque spero di si e aspetto una vostra opinione,grazie ciao
    Ah io ho fatto terapia x 4anni,poi interrotta perchè ho iniziato gli studi e o pagavo questi o la dott.ssa,e proposte non me ne sono state fatte se non che per ora è sospesa.
    Ora da un anno sono da una dott.ssa, molto valida,che è anche psicologa e lavoriamo sulle parti che man mano emergono,in un contesto più completo quindi sia fisico che psichico, mente-corpo..e con tempi non settimanali.ma ugualmente utile,proprio per la sua capacità di lavoro..e certo anche per il mio star meglio ovviamente.quindi non in stato di emergenza.
    fatemi sapere grazie a tutti/e

  7. #52
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
    Data registrazione
    04-03-2002
    Residenza
    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
    Messaggi
    2,719
    Originariamente postato da wrubens
    E' anche grazie a voi che ho deciso di intraprendere nuovamente un percorso di terapia personale.
    E' una di quelle cose che fino a ieri dicevo che avrei fatto senza sentirmi però troppo convinto.
    Oggi posso affermare invece che ricercherò un terapeuta ed inizierò un percorso con sicurezza assoluta e senza timore che dirlo porti sfortuna e possa gufarmi contro.
    Il problema principale rimane trovare il terapeuta giusto.
    Non so decisamente come orientarmi. Al limite prenderò l' elenco del telefono ed inizierò dei gran primi colloqui nella speranza di trovare quello giusto!.

    Abbiamo detto che il terapeuta 'giusto' si capisce subito...quanti colloqui secondo voi è bene concedere prima di valutare un' alternativa ?

    Rubens


    Secondo me la scelta potresti farla per prima cosa individuando l'approccio terapeutico che ti sembra più adatto a te.Oltre a questo dipende molto dal tipo di personalità e dall'atteggiamento del terapeuta;in questo senso è difficile dare consigli però posso dirti come di solito si realizza,nel paziente,la preferenza per un terapeuta piuttosto che per un altro.Di solito si sente come più affine alle proprie esigenze un terapeuta che si avvicini maggiormente al tipo di personalità della propria figura di attacccamento;inizialmente è così,poi le cose cambiano un po' nel corso della terapia

  8. #53
    squirrel
    Ospite non registrato
    Per nicole:
    quanto tu descrivi, riguardo ai momenti di regressione e al non ritrovarsi più, a me è capitato svariatissime volte... a volte si pensa al processo di crescita come una lunga linea retta che cresce sempre, in verticale, tanto per usare una metafora, ma il processo di crescita è qualcosa di più complesso... ci sono momenti di stasi, di regressione, di confusione, di disperazione, di dolore ma anche di gioia e di soddisfazione quando si raggiungono i risultati sperati, l'importante, a mio avviso, è non restare fermi e far si che le situazioni e gli atteggiamenti non stagnino.
    Riguardo al sognare tanto o poco e non ricordare i sogni, niente è male o bene in assoluto. Io ho notato che, se in terapia si lavora anche sui sogni, il paziente tende a ricordarli di più, a prestarci più attenzione e sembra anche che sogni di più ma è solo un'impressione: tutti noi sogniamo solo che c'è chi li ricorda di più e chi di meno e per i motivi più svariati, uno dei quali è quello che ti accennavo poc'anzi.
    L'approccio psicoanalitico junghiano è quello che conosco meno... ai tempi dell'università ero una freudiana convinta ed anche molti dei miei docenti lo erano... così al povero Jung hanno dedicato, quasi tutti, molto poco spazio, peccato! Ciò che ricordo è che Jung contestasse a Freud che il materiale rimosso fosse soltanto di natura sessuale poichè oltre all'inconscio individuale, Jung individua anche un inconscio collettivo, ancentrale, della cui presenza si avrebbero delle indubbie mnaifestazioni nei sogni.

    Per Parsifal:
    condivido appieno le tue affermazioni, inizialmente ci si trova meglio con un terapeuta che abbia caratteristiche di personalità più simili alle nostre, ci si sente subito a proprio agio, ci si apre di più e si lavora meglio perchè ci si sente compresi e non giudicati, poi, nel corso della terapia, se funziona, si cresce, si migliora e, alla fine, saremmo in grado di affrontare anche un terapeuta con caratteristiche di personalità dissimili dalle nostre, anzi, per me questa sarebbe proprio una bella sfida!
    Io, per esempio, non ho mai sopportato le persone arroganti e prepotenti ed ho cercato sempre di evitarle e, quando ciò non è stato possibile, è stato scontro all'ultimo sangue! Per questo mi sono trovata molto bene con la mia terapeuta che era molto comprensiva ed accettante. Adesso so confrontarmi meglio con le persone autoritarie, non le evito più e se c'è da confrontarsi il mio confronto è più positivo e meno impulsivo ed aggressivo di una volta... anche se... non le "reggo" ugualmente! Stimo molto, invece, le persone autorevoli.

  9. #54
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da Parsifal
    Di solito si sente come più affine alle proprie esigenze un terapeuta che si avvicini maggiormente al tipo di personalità della propria figura di attacccamento;
    Che teoria è questa?...da ciò che è stato detto sembrava che vi fossero caratteristiche per così dire universali che potessero competere ad un bravo terapeuta.
    Così l' idea di un terapeuta accogliente e non giudicante...

    Ma secondo questa teoria sarebbe utile considerare la personalità della propria figura di attaccamento?...
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  10. #55
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
    Data registrazione
    05-03-2005
    Messaggi
    552
    [i]Per nicole:
    quanto tu descrivi, riguardo ai momenti di regressione e al non ritrovarsi più, a me è capitato svariatissime volte... a volte si pensa al processo di crescita come una lunga linea retta che cresce sempre, in verticale, tanto per usare una metafora, ma il processo di crescita è qualcosa di più complesso... ci sono momenti di stasi, di regressione, di confusione, di disperazione, di dolore ma anche di gioia e di soddisfazione quando si raggiungono i risultati sperati, l'importante, a mio avviso, è non restare fermi e far si che le situazioni e gli atteggiamenti non stagnino.
    Riguardo al sognare tanto o poco e non ricordare i sogni, niente è male o bene in assoluto. Io ho notato che, se in terapia si lavora anche sui sogni, il paziente tende a ricordarli di più, a prestarci più attenzione e sembra anche che sogni di più ma è solo un'impressione: tutti noi sogniamo solo che c'è chi li ricorda di più e chi di meno e per i motivi più svariati, uno dei quali è quello che ti accennavo poc'anzi.
    L'approccio psicoanalitico junghiano è quello che conosco meno...
    [/B]
    Grazie di cuora della risposta, ed è vero ciò che dici riguardo ai sogni,si cerca effettivamente di ricordarli il più possibile,seppur alcuni sfumano se non subito,nell'arco di poco o poche ore...ritornando come dice la teoria successivamente in altri sogni e in altre "vesti".
    una cosa che mi capita spesso,nei sogni, è che quando vengo toccata mi allontano subito,se non che mi sveglio proprio. sia con una bella sensazione di voler proseguire il sogno,sia agitatissima...e però non vedo mai i volti. sembrano il tale,ma non vedo il viso.generalmente pensendoci tutti maschili.
    riguardo a Jung esatto non se ne parla,non si tratta se non nelle sfumature che accennavi tu,e almeno per una conoscenza generale questo mi dispiace molto,perchè non poso dirne mi piace o no.
    quello che comunque posso notare è che prevalentemente sono per l'analitico.

    Posso chiederti,se lo sai, se esistono terapie o anche nel contesto stesso di una scuola di pensiero, terapie improntate al contatto del corpo?
    mi spiego niente di malizioso ecc,anzi..ma per chi non so per via di traumi al contesto ambientale dell persona,ha difficoltè nel sentire. dove per sentire sta che anche in un abbraccio,quindi anche un'amica con la A più che maiuscola, dentro di sè c'è il gelo. distacco. tutto si ferma...non so se mi sono spiegata.
    C'è qualcosa che fa superare ciò,o sta tutto sempre e solo nel dialogo terapeuto,quindi in una terapia diciamo ok in tutto?
    fatemi sapere ve ne sarei grata.
    preciso si possono avere per non so quale meccanismo,anche figli,però dopo una separazione e dopo un'analisi scoprire il "sentire",che c'è un "sentire". scoprire che quel rapporto avuto non era amore,ma dannoso e quindi qualcosa si sveglia,con tanto dolore e amarezza...però ancora si sente questo distacco dai sentimenti,dal sentire.
    pensate sia una barriera difensiva?inconscia ovviamente.
    difficile dire ciò,dentro c'è paura e tremore,penso di qualcosa che non so dell'infanzia,visto che sto qui seduta davanti a nessuno,eppure...ma volevo parlarne con qualcuno,diciamo come
    gruppo collettivo e non solo in pareti di analisi o sola con le mie teorie tra i vari libri.
    scusate se l'ho fatto qui,spero non essere fuori tema...nel caso vi chiedo scusa.
    grazie ancora a chi risponde.
    ciao

  11. #56
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da nicole
    Grazie di cuora della risposta, ed è vero ciò che dici riguardo ai sogni,si cerca effettivamente di ricordarli il più possibile,seppur alcuni sfumano se non subito,nell'arco di poco o poche ore...ritornando come dice la teoria successivamente in altri sogni e in altre "vesti".
    una cosa che mi capita spesso,nei sogni, è che quando vengo toccata mi allontano subito,se non che mi sveglio proprio. sia con una bella sensazione di voler proseguire il sogno,sia agitatissima...e però non vedo mai i volti. sembrano il tale,ma non vedo il viso.generalmente pensendoci tutti maschili.
    riguardo a Jung esatto non se ne parla,non si tratta se non nelle sfumature che accennavi tu,e almeno per una conoscenza generale questo mi dispiace molto,perchè non poso dirne mi piace o no.
    quello che comunque posso notare è che prevalentemente sono per l'analitico.

    Posso chiederti,se lo sai, se esistono terapie o anche nel contesto stesso di una scuola di pensiero, terapie improntate al contatto del corpo?
    mi spiego niente di malizioso ecc,anzi..ma per chi non so per via di traumi al contesto ambientale dell persona,ha difficoltè nel sentire. dove per sentire sta che anche in un abbraccio,quindi anche un'amica con la A più che maiuscola, dentro di sè c'è il gelo. distacco. tutto si ferma...non so se mi sono spiegata.
    C'è qualcosa che fa superare ciò,o sta tutto sempre e solo nel dialogo terapeuto,quindi in una terapia diciamo ok in tutto?
    fatemi sapere ve ne sarei grata.
    preciso si possono avere per non so quale meccanismo,anche figli,però dopo una separazione e dopo un'analisi scoprire il "sentire",che c'è un "sentire". scoprire che quel rapporto avuto non era amore,ma dannoso e quindi qualcosa si sveglia,con tanto dolore e amarezza...però ancora si sente questo distacco dai sentimenti,dal sentire.
    pensate sia una barriera difensiva?inconscia ovviamente.
    difficile dire ciò,dentro c'è paura e tremore,penso di qualcosa che non so dell'infanzia,visto che sto qui seduta davanti a nessuno,eppure...ma volevo parlarne con qualcuno,diciamo come
    gruppo collettivo e non solo in pareti di analisi o sola con le mie teorie tra i vari libri.
    scusate se l'ho fatto qui,spero non essere fuori tema...nel caso vi chiedo scusa.
    grazie ancora a chi risponde.
    ciao
    sei italiana?...non capisco proprio il tuo stile di scrittura..

    rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  12. #57
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
    Data registrazione
    05-03-2005
    Messaggi
    552
    si ,perchè? dove non è chiaro?se mi dici,posso cercare di spiegarmi meglio.
    nicole

  13. #58
    squirrel
    Ospite non registrato
    Ciao nicole,
    si che ci sono scuole che tengono conto anche del contatto corporeo, la terapia bioenergetica, per esempio, ne tiene conto e fa fare anche tutta una serie di esercizi a riguardo analizzando, successivamente, anche le eventuali emozioni emerse.
    Il prevalere delle tue emozioni ha forse reso un pò meno chiara la tua esposizione... comunque ho compreso ciò che intendevi dire, almeno penso...! A causa di traumi si può instaurare una reazione dissociativa nella quale la componente razionale si distacca da quella emotiva e la sensazione è, come scrivi anche tu, di distacco, di "gelo", può essere una difesa da emozioni troppo forti per essere affrontate in quel momento e la si supera con una buona psicoterapia, certamente, con una terapia che tenga conto della componente corporea e non verbale, a mio avviso, si supera anche prima!
    La tua è stata una richiesta di ascolto, correggimi se sbaglio, fatta a noi come gruppo molto probabilmente per vincere il senso di isolamento e/o solitudine che provi stando da sola, scusa la ripetizione, davanti ai tuoi libri pieni di teorie o chiusa tra le pareti di uno studio, il tuo è un bisogno di contatto, di confronto e magari ti farà piacere sapere che non sei la sola a provare determinate sensazioni, e non lo sei, e che c'è qualcuno che ha passato le tue stesse "traversie" e ne è uscito fuori... come ti "suona" tutto questo? Ho compreso il succo di quanto volevi comunicarci?

  14. #59
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
    Data registrazione
    05-03-2005
    Messaggi
    552
    Originariamente postato da squirrol
    Ciao nicole,...
    A causa di traumi si può instaurare una reazione dissociativa nella quale la componente razionale si distacca da quella emotiva e la sensazione è, come scrivi anche tu, di distacco, di "gelo", può essere una difesa da emozioni troppo forti per essere affrontate in quel momento e la si supera con una buona psicoterapia, certamente, con una terapia che tenga conto della componente corporea e non verbale, a mio avviso, si supera anche prima!
    La tua è stata una richiesta di ascolto... fatta a noi come gruppo ..., il tuo è un bisogno di contatto, di confronto e magari ti farà piacere sapere che non sei la sola a provare determinate sensazioni, e non lo sei, e che c'è qualcuno che ha passato le tue stesse "traversie" e ne è uscito fuori... come ti "suona" tutto questo? Ho compreso il succo di quanto volevi comunicarci?
    ciao hai compreso benissimo,e comunque chiedo scusa se non sono stata chiara, come ho scritto tra le righe dicevo appunto che scrivere tutto ciò,nonostante fossi qui a un pc, mi è molto difficile.
    comunque si,diciamo che è proprio il contatto corporeo che rimane estraneo,congelato alla mente. pur ripeto iniziando a provare emozioni,proprio nel corso e grazie a quei 4anni di terapia,settimanale e con in mezzo anche delle assenze...quindi un buon lavoro,molto duro...che però come dicevo sento che mancano ancora molte letture,molte cose.
    e come dicevi tu cercavo proprio un confronto x capire se fossi in qualche modo sbagliata,se non persa del tutto,e pur con grandi capacità verso altri,non adatta a questa professione.
    non so se è il posto giusto,però grazie.
    mi informerò sull'indirizzo che dicevi,non ne so x niente,purtroppo.
    sono molto per l'informazione,difficile che mi fermi esclusivamente solo in una teoria e basta.
    tu hai informazioni in merito,a grosse linee ovviamente.
    grazie ancora
    nicole

  15. #60
    squirrel
    Ospite non registrato
    proprio a grosse linee... l'analisi bioenergetica è un metodo che combina la terapia corporea e quella psicoterapeutica propriamente verbale. Il primo a descrivere quello che oggi noi definiamo il "linguaggio del corpo", fu Wilhelm Reich che iniziò a porre attenzione, per esempio, all'espressione degli occhi e del viso, alla qualità ed al tono della voce, ai vari tipi di tensioni muscolari e così via, insomma, si dedicò all'osservazione del corpo.
    Egli, mediante la pressione diretta sui muscoli costantemente tesi, sperimentò come poterli rilassare.
    Un suo allievo, Alexander Lowen, che, detto tra parentesi, è novantenne ed ancora attivo, coniò il termine di "bioenergia", cioè di energia vitale. Egli osservò che i blocchi muscolari impedivano il libero fluire dell'energia, limitando così sia la completa espressione della personalità del paziente che una parte della loro vitalità. In terapia lo scopo principale è ristabilire questo libero fluire dell'energia intervenendo sia a livello fisico che psichico che emozionale.

Pagina 4 di 17 PrimoPrimo ... 2345614 ... UltimoUltimo

Privacy Policy