[i]Per nicole:
quanto tu descrivi, riguardo ai momenti di regressione e al non ritrovarsi più, a me è capitato svariatissime volte... a volte si pensa al processo di crescita come una lunga linea retta che cresce sempre, in verticale, tanto per usare una metafora, ma il processo di crescita è qualcosa di più complesso... ci sono momenti di stasi, di regressione, di confusione, di disperazione, di dolore ma anche di gioia e di soddisfazione quando si raggiungono i risultati sperati, l'importante, a mio avviso, è non restare fermi e far si che le situazioni e gli atteggiamenti non stagnino.
Riguardo al sognare tanto o poco e non ricordare i sogni, niente è male o bene in assoluto. Io ho notato che, se in terapia si lavora anche sui sogni, il paziente tende a ricordarli di più, a prestarci più attenzione e sembra anche che sogni di più ma è solo un'impressione: tutti noi sogniamo solo che c'è chi li ricorda di più e chi di meno e per i motivi più svariati, uno dei quali è quello che ti accennavo poc'anzi.
L'approccio psicoanalitico junghiano è quello che conosco meno...
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