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Discussione: Il tempo

  1. #46
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    ciao Alessandra,
    Cosa intendi dicendo che il tempo storico è ricorsivo? Che si ripete?
    Stiamo parlando di "tempo storico" tipo quello che leggiamo nei libri o che vediamo fra i telegiornali, giusto?
    In un certo senso, secondo me, la storia si ripete, però in forma differenziata, più complessa.
    "Possiamo concepire la ricorsività pensando alla creatura mitica Uroboros, il serpente che si mangia la coda. Ogni volta che esso inghiotte se stesso possiamo parlare della creazione di un ordine di ricursione diverso. Non è necessario immaginare che la bestia diventi più grossa (o più piccola) a ogni avvolgimento su di sè, ma è importante capire che possiamo indicare una differenza ogni qual volta il cerchio gira su se stesso. Parlare di ricursione ci consente di riferirci al medesimo serpente pur indicando l' ordine del riciclaggio" (B. Keeney, L' Estetica del Cambiamento, Astrolabio, Roma 1985, pag. 44). Ecco come vedo la storia oggi.. un ripetersi in maniera differente.

    Se ho capito bene parli di un ciclo di vita familiare, quindi un giovane uomo o una giovane donna che scelgono la vita monacale non hanno possibilità di evolversi, in quanto il ciclo si riferisce alla vita familiare. Questo per dire che forse l'esempio non è molto calzante non potendosi riferire a tutti.
    Perfetto Alessandra! E' questa l' idea che ho di "salto" temporale. Una donna che sceglie la vita monacale cambia l' idea del modo di evolversi. Prima magari pensava che "evolversi" significava sposarsi, fare figli, ecc., adesso pensa al termine "evolversi" in altri termini, tipo spiritualmente, con la castità, ecc.; non è un "salto" dell' idea che si ha sul tempo?
    Prendiamo in considerazione adesso un possibile punto di vista dei genitori sull' idea di evolversi nel caso il figlio scelga un percorso altro.
    C'è una coppia che ha un' idea del loro tempo: sposarsi, fare figli e crescerli il meglio possibile ed infine diventare dei bravi nonnini che si prendono cura dei nipoti. Passano gli anni e tutto procede bene fin quanto ad un certo punto il figlio diciottenne dice ai suoi genitori che si vuole fare prete. Cosa può succedere? L' idea che i genitori avevano del tempo "sballa", entra in crisi, sono loro che possono non vedere la possibilità di evolversi. Devono fare una scelta: iniziare a pensare ad un tempo differente (fare un "salto"), oppure cercare di convincere il figlio che la loro idea di tempo è migliore ( sposarsi, fare figli, ecc. ).
    Se questo "benedetto" figlio non vuole cambiare idea (quindi non accetta la proposta dei genitori di pensare come al loro tempo), come si può evolvere questa famiglia?

    Secondo te come serebbe il mondo e la nostra vita senza tempo?
    mizzica ... secondo me, se non c'è il tempo non può esserci lo spazio.. quindi niente mondo e niente vita. Se proprio voglio fare il fantascientifico, mi immagino un luogo (spazio) perennemente immobile.. però non arrivo ad immaginarmi a cosa possa servire (bohhhh?!)
    e secondo te?
    ciaociao

  2. #47
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    43
    Ciao Accadueo,
    Perfetto, io però vedo piuttosto la storia come un susseguirsi di azioni che si avvicendano lungo un percorso temporale. Quello che mi sembra ripetersi sono le azioni, come se l'uomo non riesca ad imparare dal suo passato, non riesca a leggerlo in chiave diversa e cercare stade alternative. Bello l'esempio che hai fatto!!
    Però allo stesso tempo un pò mi terrorizza l'idea che comunque non ci sia via di scampo che vi è una determinazione degli eventi, che sta bestia non può che mangiarsi la coda!!


    Originariamente postato da Accadueo
    Perfetto Alessandra! E' questa l' idea che ho di "salto" temporale. Una donna che sceglie la vita monacale cambia l' idea del modo di evolversi. Prima magari pensava che "evolversi" significava sposarsi, fare figli, ecc., adesso pensa al termine "evolversi" in altri termini, tipo spiritualmente, con la castità, ecc.; non è un "salto" dell' idea che si ha sul tempo?

    Ma non è forse un modo in cui una donna decide di vivere il proprio tempo?
    La storia, l'evoluzione dell'uomo si è sviluppata lungo un percorso temporale e non vice versa.
    E se anche la si riferisce ad un tempo soggettivo il termine di paragone su cui basi l'evoluzione è un ciclo familiare. Se anche questo era la forma più comune di vivere nel passato, anche nel passato c'erano donne che si facevano suore, magari non per evolversi, ma perchè l'unica scelta possibile e allora come farlo rientrare nel ragionamento?

    Per quanto riguarda l'esempio del figlio che si vuol far prete mi sembra che quello che si scardina nei genitori siano le aspettative riposte sul figlio. Certo questo è sinonimo di come si aspettano che sia il loro futuro e il futuro del figlio, ma più di tempo soggettivo mi da l'idea di come venga percepita la propria esistenza. Metti per esempio che il figlio prima di prendere i voti abbia avuto un figlio. L'idea del tempo dei genitori non salta più perchè sono comunque nonni. Credi che in questo caso la scelta del figlio venga accettata con minor difficoltà? Secondo me no, ma perchè è l'aspettativa in sè che viene dissuasa.

    Per quanto riguarda un mondo senza tempo, lo immagino senza una suddivisione notte-giorno, senza orologi e quindi tutto quello che ne consegue: non ci sarebbero orari di lavoro, orari nei mezzi di trasporti, le olimpiadi tanto per fare un esempio attuale sarebbero completamente diverse (vincerebbe solo il primo senza record mondiali di velocità) e via dicendo ... e poi non avremmo più età, non potremmo rimandare le cose a domani, non avremmo speranze per il futuro ..... ...Visto il quadro che ne esce forse è meglio fermarsi...


  3. #48
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Originariamente postato da alessandra

    Però allo stesso tempo un pò mi terrorizza l'idea che comunque non ci sia via di scampo che vi è una determinazione degli eventi, che sta bestia non può che mangiarsi la coda!!
    No tranquilla. Non ci può essere determinazione, causalità lineare perchè non si conoscono gli effetti delle azioni; sono sempre differenti. Per quanto riguarda le metafora del serpente che non può che mangiarsi la coda, quest' ultima parte è riferita al fatto che la storia è fatta da "uomini" e non può che continuare così.


    La storia, l'evoluzione dell'uomo si è sviluppata lungo un percorso temporale e non vice versa.
    quindi per te non è corretto affermare che un percorso temporale si è sviluppato lungo la storia e l' evoluzione dell' uomo?

    E se anche la si riferisce ad un tempo soggettivo il termine di paragone su cui basi l'evoluzione è un ciclo familiare. Se anche questo era la forma più comune di vivere nel passato, anche nel passato c'erano donne che si facevano suore, magari non per evolversi, ma perchè l'unica scelta possibile e allora come farlo rientrare nel ragionamento?
    sono anche io confuso e penso che sia dovuto al fatto che diamo definizioni differenti di "evoluzione". La cosa bella è che siamo "dentro" al "salto temporale" che consiste proprio nel cambiare la definizione di come si intende una cosa. Faccio un esempio assurdo. Io vivo in un isola assieme ai miei genitori e abbiamo una barca. I miei genitori hanno sempre usato questa barca per farsi le remate a mare per sfago. Conoscono solo questo modo di utilizzare la barca e lo insegnano anche a me figlio. Un bel giorno, mentre giro con la barca mi cade un sacchetto bianco a mare e mentre vado per prenderlo noto che un polipo ci si attacca, così prendo il sacchetto e il polipo. Posso continuare i miei giorni futuri come se niente fosse successo, ma posso anche iniziare a pensare all' utilità della barca e del sacchetto bianco in modo differente. Racconterò contentissimo ai miei genitori della scoperta, di come può essere utilizzata diversamente la barca e vedrò come risponderanno i miei circa questa proposta. Potranno prendermi per "pazzo" e vietarmi assolutamente di prendere la barca in futuro o al massimo utilizzarla per sfago (come si è sempre fatto) oppure, potranno accogliere la mia idea e vedere quindi la barca con altri occhi.. adesso il loro tempo in barca potrà essere speso sia per svago, sia per pescare. La barca ha acquistato un altro significato. Per tornare all' esempio del ciclo di vita familiare, questo (il ciclo di vita familiare) è un modo di vedere come evolversi. Se uno ha in testa come idea che si deve sposare, che deve fare figli, che avrà nipotini, ma poi ad un certo punto succede qualcosa (chessò.. una apparizione) per cui inizia a vedere un altro modo di evolversi, cambia il suo tempo, fa un "salto". Forse anche il termine "salto" a questo punto lo intendiamo in termini differenti. Per me il "salto" è un osservare in modo diverso da prima. Non significa per me andare avanti o indietro, piuttosto va in obliquo o in parallelo.

    Per quanto riguarda l'esempio del figlio che si vuol far prete mi sembra che quello che si scardina nei genitori siano le aspettative riposte sul figlio. Certo questo è sinonimo di come si aspettano che sia il loro futuro e il futuro del figlio, ma più di tempo soggettivo mi da l'idea di come venga percepita la propria esistenza.
    è giusto quello che dici solo che per me il tempo soggettivo e la percezione della propria esistenza sono inscindibili. Per fare un esempio, tutti gli studi che abbiamo trovato in psicologia generale che parlano di percezione non possono non parlare anche del tempo (oggettivo o soggettivo che sia) nel percepire. Io percepisco nel tempo, il tempo mi fa percepire.

    Metti per esempio che il figlio prima di prendere i voti abbia avuto un figlio. L'idea del tempo dei genitori non salta più perchè sono comunque nonni. Credi che in questo caso la scelta del figlio venga accettata con minor difficoltà? Secondo me no, ma perchè è l'aspettativa in sè che viene dissuasa.
    io qui ci vedo un "salto" grandioso .. già immagino 'sti genitori che devono pensarsi come genitori di un figlio prete e allo stesso tempo padre.. se vogliono continuare a stare bene devono cambiare la loro idea del tempo (tipo quando si dice: "siamo genitori moderni, a passo con i tempi), perchè nella loro (e in quella culturale) non era ancora inclusa la possibilità che un figlio sia padre e prete. Se decidono di non cambiare idea iniziano a stare male e possono decidere di entrare in conflitto pesante (anche ai livelli di disconoscimento .. pensiamo ai casi di genitori che non accettano il figlio omosessuale) con il figlio.

    ciaociao

  4. #49
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    Ciao Accadueo,

    anch'io penso che diamo diverse definizioni di evoluzione e non solo. Secondo me si ha evoluzione quando di fronte a una condizione imprevista o inaspettata si ha un comportamento adattivo che determinerà un cambiamento generalizzato nel nostro modo di porci di fronte alla medesima situazione. L'esempio che hai fatto del ragazzo che pesca per caso un pesce mi sembra che possa in un certo senso entrare in quest'ottica.
    A proposito ma dove trovi sempre dei così belli esempi?

    Per me il "salto" è un osservare in modo diverso da prima. Non significa per me andare avanti o indietro, piuttosto va in obliquo o in parallelo.
    In obliquo o in parallelo rispetto a cosa?
    Io non sono d'accordo nel ritenere che il ragazzo del tuo esempio compia un salto. Secondo me il processo di sviluppo individuale è presente in tutto l'arco della nostra vita, ma solo in casi eccezionali parlerei di salti.
    Per farti meglio capire la mia concezione di salto nell'evoluzione dell'uomo, riprendo una frase non mia (ma presente nel "Nome della Rosa" se non sbaglio), che se non ricordo male dovrebbe essere: "noi (gli uomini) non siamo altro che nani sulle spalle di giganti". I giganti della storia (Einstein, Copernico ecc) sono quelli che compiono un salto. I nani sotto i giganti non riescono a vedere dove vedono i giganti, quelli sopra le loro spalle coglieranno gli stessi orizzonti riuscendo a vedere un pò piu in là. Tutto questo è avvenuto all'interno di un percorso temporale, nel quale il processo evolutivo si è evoluto in modo lineare quando c'era la presenza dei nani e attraverso salti quando nel percorso vi erano i giganti.

    Per fare un esempio, tutti gli studi che abbiamo trovato in psicologia generale che parlano di percezione non possono non parlare anche del tempo (oggettivo o soggettivo che sia) nel percepire. Io percepisco nel tempo, il tempo mi fa percepire.
    Lungi da me il ritenere che il tempo non abbia un ruolo essenziale nei processi cognitivi, ma ritengo che non sia l'unico aspetto, ma uno degli elementi che li caratterizzano. Con questo intendo dire che non credo che parlando di percezione possa usare come sinonimo il tempo. Esiste in letteratura un argomento estremante correlato al tempo: le intenzioni. Ora se io devo ricordarmi che devo fare qualcosa nel futuro, il tempo gioca un ruolo estremamente rilevante, nonostante questo non basta ricordarsi quando, ma anche dove, che cosa, come devo fare una determinata cosa. Se viene a mancare uno di questi elementi l'intenzione fallisce. Che il tempo sia essenziale per l'uomo me lo fa pensare anche il fatto che nel nostro organismo ci sono degli orologi interni quali per esempio quelli per la regolazione circadiana. In tutti i processi cognitivi l'aspetto temporale ha un ruolo più o meno rilevante. Quando per esempio parliamo di costanze o principi organizzativi gestaltici mi sembra che il tempo sia meno rilevante ed invece lo sia di più il concetto di spazio. Se poi parliamo di danni legati alla sfera percettiva mi sembra che il tempo di cui abbiamo parlato fino ad adesso abbia un ruolo ancor più marginale.
    A differenza di come sostieni tu inoltre io ritengo che sì io percepisco nel tempo, ma non è tanto il tempo che mi fa percepire, quanto l'ambiente (di cui il tempo fa parte) in cui sono immerso che mi fa percepire.


  5. #50
    crmlcrml
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    salve a tutti,

    scusate se mi intrometto improvvisamente, ma il concetto del Tempo mi ha sempre affascinato e per puro caso sono finito in questa pagina.così vorrei approfittarne per partecipare a questa discussione.
    (man mano leggerò tutta la discussione dagli inizi)
    partirò dunque dall'ultimissimo intervento che mi ha fatto riflettere un po'.

    "Che il tempo sia essenziale per l'uomo me lo fa pensare anche il fatto che nel nostro organismo ci sono degli orologi interni quali per esempio quelli per la regolazione circadiana"

    beh, non è proprio così. i ritmi termoregolatori rientrano nei generali meccanismi di regolazione omeostatica. tutto ben impiantato e replicato dal dna.

    per quanto mi riguarda il tempo è un concetto che ha a che fare essenzialmente con due ordini di cose: la coscienza e la memoria. la prima è un prodotto principalmente delle interazioni umane, la seconda ha a che fare con certi circuiti anatomo fisiologici.

    ben inteso, ci sono molti altri tipi di "tempi", interessantissime proliferazioni metaforiche. il tempo è impregnato di Metafora.

    alla prossima.

    ciaz

  6. #51
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    Ciao crmlcrml,

    che bello un altro che dice la sua sul concetto di tempo!!
    Hai visto Accadueo non siamo solo più noi due a confrontarci...

    Però penso che hai frainteso le mie parole.
    Certo che i ritmi termoregolatori rientrano nei meccanismi di regolazione omeostatica e che sono impiantati e replicati dal dna, ma se esistono è perchè l'evoluzione li ha mantenuti in quanto importanti per l'organismo.

    Benvenuto nella discussione


  7. #52
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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  8. #53
    crmlcrml
    Ospite non registrato
    l'idea di vecchiaia, di sviluppo, di cambiamento, di storia, sono concetti equivalenti da un punto di vista organizzativo a quello di tempo. nel fare delle descrizioni non dobbiamo dimenticare che esse appartengono a colui che descrive piuttosto che a chi sta fuori il dominio della descrizione. la descrizione di tempo delimita un dominio di conoscenza autosufficiente che non dice nulla sull'oggetto descritto quanto piuttosto su colui che descrive.
    in un'ottica epistemologica il tempo appartiene a chi lo formula in ragione della sua organizzazione dei significati personali.

    fatta questa premessa ci sono innumerevoli tempi, ciascuno che delimita un dominio conoscitivo appropriato con specifiche leggi autoorganizzative che permettono di mantenere in vita il medesimo dominio.

    per quanto riguarda le intenzioni esse hanno più a che fare con teorie che ci facciamo del mondo, della cultura, della mente nostra e di quella degli altri. le intenzioni sono negoziazioni interattive che permettono e facilitano la maggiorparte dei comportamenti sociali (sono veicolati da contratti culturali socialmente orientati e simbolicamente resi pubblici).

    trovo temerario indicare in uno scienziato il ruolo di un cambiamento storico. (la relatività generale è effettivamente conosciuta e messa in pratica da una percentuale di persone troppo esigua per definirsi volano di un cambiamento culturale).

    ciaz

  9. #54
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    Ciao ragazzi,

    vorrei partire dicendo che forse avete frainteso o non conoscete il concetto di intenzione:

    Originariamente postato da crmlcrml
    per quanto riguarda le intenzioni esse hanno più a che fare con teorie che ci facciamo del mondo, della cultura, della mente nostra e di quella degli altri. le intenzioni sono negoziazioni interattive che permettono e facilitano la maggiorparte dei comportamenti sociali (sono veicolati da contratti culturali socialmente orientati e simbolicamente resi pubblici).
    Accadueo: Esempio universitario. Ho intenzione di provare (cosa fare) Psicologia Generale a maggio (quando). Il prof. ha detto (tempo) che l' esame si terrà (tempo) nell' aula magna (dove) a fine del mese (tempo) (L' aula magna diventa luogo d' esami in certi tempi, in altri luogo di insegnamento, conferenze, spettacoli, ecc.). Durante le lezioni (tempo), il prof. ha detto (tempo) che dobbiamo studiare tutto il libro (che cosa fare). Oggi è il primo marzo (tempo) e ancora (tempo) non ho fatto (tempo) niente (che cosa fare). Studierò da domani (tempo) per sei ore (tempo) un capitolo (che cosa fare) al giorno (tempo). Una mia amica (conosciuta nel tempo) mi disse (tempo) come studiare psicologia generale (come fare). Secondo lei (conoscenza nel tempo), conviene prima (tempo) studiare la percezione e la memoria (cosa fare e come fare) e poi (tempo) passare al linguaggio e ai processi cognitivi (cosa fare e come fare). E così fin quando l' intenzione di fare esame si traduce in comportamento, cioè che mi seggo di fronte al professore e firmo.
    Le intenzioni sono i ricordi della memoria prospettica. Un classico esempio (esperimento di Ceci & Bronfenbrenner, 1985) di intenzione è il ricordarsi di togliere la torta dal forno. Questo implica informazioni circa l'azione da compiere e quando questa deve essere compiuta. Meglio non fallire nessuno di questi due elementi se si vuole che la torta sia almeno commestibile!!

    crmlcrml trovo temerario indicare in uno scienziato il ruolo di un cambiamento storico. (la relatività generale è effettivamente conosciuta e messa in pratica da una percentuale di persone troppo esigua per definirsi volano di un cambiamento culturale).
    Se non sbaglio una delle maggiori conseguenze delle teorie di Einstein è stata la scoperta dell'energia nucleare?
    Ritieni che questa non abbia modificato la vita degli uomini e la nostra storia?

    Accadueo rispetto ad un nuovo "apprendimento" .. qualcuno ai tempi dell' università mi insegnò che l' apprendimento procede in avanti o indietro, mentre oggi credo che l' apprendimento o una nuova consoscenza, si affianca a quello "vecchio" non per sostituirlo (quindi andare avanti o essere più evoluti) ma per creare una differenza.
    Sinceramente io all'università ho studiato che l'apprendimento è l'elaborazione della conoscenza di base con una conoscenza progressiva che determina una riorganizzazione delle conoscenze che non è una semplice somma, ma una vera e propria modificazione (cognitivismo).

    Accadueo Se parliamo dei principi della Gestalt anche a me a prima vista appare il concetto di spazio come più rilevante rispetto al tempo. Poi inizio a farmi domande del tipo: A cosa potrebbe servirmi il principio della vicinanza, della similitudine, della chiusura o della differenza? Quando, nel tempo, questi principi sono in "funzione" nell' uomo? Come mai ancora il mio amico non riesce a vedere anche il vaso e vede solo i visi?
    Se nell' '800 non usciva fuori la teoria degli insiemi, oggi avremmo parlato di principi della Gestalt? Come mai, mi viene più facile pensare ad un tempo senza lo spazio, rispetto allo spazio senza il tempo?
    I principi della vicinanza, simmetria, somiglianza, chiusura e continuità sono alla base dell'organizzazione percettiva e permettono di creare dei contorni anche quando questi non sono fisicamente presenti (per esempio i tre punti che ci fanno percepire il triangolo).
    Non sò forse perchè la tendenza naturale a cogliere la relazione figura-sfondo è molto forte e per questo il tuo amico essendo abituato a vedere la figura visi non riesce ad invertire tale relazione.
    Non ho la più pallida idea di cosa avremmo parlato se non ci fossero i principi della Gestalt, ma questo vale per tutte le teorie!



    Accadue Se tu dovessi dare una definizione di ambiente, che ruolo avrebbe per te il tempo?
    Fondamentale, fa parte della definizione stessa.


  10. #55
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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  11. #56
    crmlcrml
    Ospite non registrato
    "Le intenzioni sono i ricordi della memoria prospettica"

    scusami ma così hai perso il valore concettuale delle intenzioni e accadueo ironicamente te lo mette in evidenza!

    invece le intenzioni denotano una capacità cognitiva fondamentale dell'uomo di costruire una teoria di se stesso degli altri e del mondo per interagirvi in modo coerente.

    inoltre la mia intenzionalità si forma qualora vi siano le premesse neocorticali che permettano di organizzare ed integrare la mia coscienza con quella degli altri, soltanto così posso agire con intenzione e coscienza.

    la programmazione, che prende spunto dalla memoria che sia prospettica o episodica, che sia uno stimolo skinneriano... o automatico... o culturale risale ad un apparato di conoscenze che ci facciamo del mondo definite dalle nostre credenze e dai nostri scopi, regolati infine da una pragmatica razionale, cioè ho uno scopo e se lo raggiungo a prescindere da una corretta procedura razionale ho raggiunto il mio scopo "razionalmente".

    "Se non sbaglio una delle maggiori conseguenze delle teorie di Einstein è stata la scoperta dell'energia nucleare?
    Ritieni che questa non abbia modificato la vita degli uomini e la nostra storia"

    l'utilizzo dell'energia nucleare è purtroppo ancora molto irrilevante rispetto all'uso dei combustibilli carbone e petrolio.
    nel corso delle interazioni storiche e politiche sicuramente ha avuto un forte impatto,vedi bombe atomiche in giappone (interazione spettacolare, ma questo è un altro interessante capitolo). quindi è un discorso in cui coinvolgerei uno storico, uno scienziato politico. ma tirerei in ballo anche storici della scienza che ci mostrerebbero che l'energia nucleare molto prima di einstein è stata coltivata teoricamente a partire dai mitici leucippo e democrito e poeticamente dallo straordinario lucrezio.

    insomma viviamo ancora in una società industrializzata che va avanti con il carbone come in quella settecentesca inglese....
    sto un po' esagerando ma non mi allontano di molto. l'energia nucleare che importiamo in forma elettrica dalla francia è una parte dei problemi che gestiamo ma non sono i nostri principali problemi. per molti il fatto di non avere centrali nucleari in italia è qualcosa di meraviglioso (quindi siamo esenti dal cambiamento?:-))

    "Sinceramente io all'università ho studiato che l'apprendimento è l'elaborazione della conoscenza di base con una conoscenza progressiva che determina una riorganizzazione delle conoscenze che non è una semplice somma, ma una vera e propria modificazione (cognitivismo"

    facciamo un patto...:-) lasciamo perdere le stupidaggini che abbiamo "appreso" all'università.... forse il dibattito diventa più interessante e serio.

    accadueo, l'epistemologia a cui faccio riferimento è quella delle scienze che si occupano della complessità, soprattutto prendo spunto dall'opera di maturana e varela sui sistemi viventi autopoietici, ma anche dal lavoro di kaufmann e ai suoi tentativi di trovare una terza legge della termodinamica partendo dalla ipotesi che esistono dei sistemi molecolari collettivamente autocatalitici (lui è un biologo molecolare, se non sbaglio)

    "Affermare una prima volta che la terra si muove attorno al sole ha generato degli effetti straordinari"
    ma anche alcuni astronomi egiziani lo presupponevano, oppure i greci aristarco o filolao o perchè no eraclito col suo fuoco perenne al centro dell'universo...

    finchè non si verificarono le necessarie modificazioni al paradigma scientifico il sole poteva rimanere laddove tolomeo lo aveva relegato (vedi kuhn). fu molto più sconvolgente sapere quello che stava per conoscere in una giornata qualunque del primo seicento il dottor Tulp in un dipinto di Rembrandt....

    ma a proposito... che fine ha fatto il tempo?

    ciaz

  12. #57
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    Leggo solo ora questo 3d. Ho scorso velocemente tutte le pagine. Forse dirò cose già dette da qualcuno. Perdonatemi.
    John Lennon diceva "..immagina che la gente viva per il presente" è sicuramente il tempo delle emozioni, che quando sono molto forti non si vogliono preoccupare del futuro, cioè delle conseguenze. Purtroppo la società in cui viviamo ha preso alla lettera il peggio che si poteva trovare nel povero John. La trasgressione fine a se stessa che caratterizza i giovani di oggi, lo dicono loro, ci sono le ricerche, è il modo peggiore di vivere il presente.

    crmlcrml:"ma a proposito che fine ha fatto il tempo".

    Bella domanda. Il fine credo sia irrobustire le nostre personali concezioni teoriche, con l'aiuto del passato, di ciò il passato ha prodotto, per poi tradurre il tutto in strumenti operativi.

    Comincerei a prendere consapevolezza di un passato sociale, culturale in senso antropologico, non solo individuale, come matrice dei comportamenti del presente e forse del futuro.

    Se qualcuno non avesse inventato la ruota, la nostra vita quotidiana sarebbe profondamente diversa. Non avremmo i mezzi di trasporto così come li conosciamo. Forse ci sarebbe un altro concetto di automobile. La nostra vita sarebbe un'altra cosa.

    Penso che sia importante lavorare per trovare strumenti di analisi del nostro e dell'altrui passato, per decodificare i comportamenti e "armi" per determinare il nostro futuro se ciò che il nostro passato può produrre non ci soddisfa.

    E' bello poter pensare di cominciare o continuare ad essere padroni consapevoli di un "qui ed ora" che ci consenta di vivere pienamente una serie infinita di soddisfacienti emozioni
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  13. #58
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    Originariamente postato da crmlcrml
    scusami ma così hai perso il valore concettuale delle intenzioni e accadueo ironicamente te lo mette in evidenza!
    invece le intenzioni denotano una capacità cognitiva fondamentale dell'uomo di costruire una teoria di se stesso degli altri e del mondo per interagirvi in modo coerente.
    inoltre la mia intenzionalità si forma qualora vi siano le premesse neocorticali che permettano di organizzare ed integrare la mia coscienza con quella degli altri, soltanto così posso agire con intenzione e coscienza.
    Quando parlo di intenzioni non parlo di intenzionalità. Sono d'accordissimo che l'intenzionalità denoti una capacità cognitiva. Le intenzioni invece sono il modo in cui sono definiti i ricordi della memoria prospettica e ti assicuro che non è il modo in cui le definisco io (sono chiamate così, ne son certa perchè ci ho fatto la tesi sull'argomento).
    Il tuo esempio Accadueo era sull'intenzionalità tutt'altra cosa.
    Comunque visto che è un argomento un pò oscuro mi scuso per averlo preso come esempio, ma l'attinenza col tempo era forte.


    crmlcrml: facciamo un patto...:-) lasciamo perdere le stupidaggini che abbiamo "appreso" all'università.... forse il dibattito diventa più interessante e serio.
    Personalmente non ritengo di aver appreso delle stupidaggini. Quando parli di premesse neocorticali, stimolo skinneriano ecc parli di informazioni apprese in modo autodidattico? Beh se è così tanto di cappello....


    Accadueo:. Nel momento in cui io dicessi al mio amico che quell' immagine contiene visi e vasi, o mi prende per pazzo (ed ha tutte le ragioni perchè tipo nell' immagine che ho quotato i visi non esistono) oppure accetta la mia suggestione.
    Come non ci sono i visi!!
    Io li vedo, non è che sono io da prendere per pazza?!


  14. #59
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
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  15. #60
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