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  1. #46
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da neuromancer
    [...]
    specie non ancorandoci a certe sclerotiche appartenenze alle ortodossie del passato e a certi fumosi comportamenti filosofici. ...]
    [...]insomma vorrei ancora una volta sottolineare che molto spesso i veri responsabili del leggero spessore scientifico (teorico-pratico) siamo noi psicologi. [...]
    anche riferendomi al post precedente di neuromancer

    ... l'impostazione dipende molto dalle facoltà, ci sono facoltà di psicologia in cui il cognitivismo, il comportamentismo e il costruttivismo sono insegnate anche in psicologia clinica e nell'ambito clinico. ci sono facoltà in cui l'insegnamento della metodologia e l'uo dei test sono elementi fondamentali della preparazione dello studente, per cui chi esce da queste facoltà intende e pratica la psicologia come una scienza del benessere e della conoscenza della mente e del comportamento ... prima che come una scienza che cura la patologia. ... concordo sul fatto che per questo aspetto si debba intervenire prima di tutto sull'università che ha un grosso ruolo in questo moso di pensare.

    ... infatti questo modo di pensare molti se lo portano dietro e non vedono più la psicologia come scienza del benessere, ma solo come diagnostica e/o curante della psicopatologia.
    far riemergere la psicologia in toto, facendo valere anche i moltissimi ambiti in cui si pone come scienza del benessere e non solo dellla cura, ci permetterebbe anche di riappropriarci di spazi di lavoro e professionali che non avendo a che fare con la cura non sarebbero presi di mira dai medici ... questa almeno è la mia opinione ...

    grazie saperessere per aver illuminato la dimensione storico- politica della psicologia ... troppo spesso mi dimentico che non è solo una scienza, ma anche una professione che come tale si è evoluta in un determinato contesto socio-politico-culturale ... lo dimostra anche il fatto che certe cose accadono solo da noi, in Italia intendo. ti invito (e invito anche gli a ltri colleghi più "anziani") a continuare ad essere la nostra memoria storica ... forse siamo troppo giovani per conoscere certe cose, che però sono importanti perchè ci fanno capire come siamo arrivati a questo punto! "chi dimentica il passato è costretto a ripeterlo" non ricordo chi lo abbia detto, ma la ritengo una massima saggia!

    ciao a tutti

  2. #47
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    Grazie Del,
    spero che, ordinandolo, in qualche magazzino riescano a trovare il testo.

    Naturalmente va riconosciuto a Nico l'avere colto un bisogno nel popolo dei neo-psicologi e di avere proposto una discussione di grande utilità al fine di venire a conoscenza della realtà e, quindi, di incamminarsi su una strada più consapevolmente scelta.
    Ciò nulla toglie ai successivi interventi che, sono sì una sorta di 'messa in pratica' del concetto generale, ma sottolineano anche l'esistenza di vari aspetti che lo riguardano. Operazione, quest'ultima, che per chi è indietro nel percorso (deve ancora abilitarsi) apre la porta sulla inimmaginata e complessa realtà che lo aspetta. Poi ciascuno elaborerà la questione con i propri strumenti tenendo conto di sè: capacità, aspirazioni ecc. e del contesto in cui opererà.

  3. #48
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da australia
    Naturalmente va riconosciuto a Nico l'avere colto un bisogno nel popolo dei neo-psicologi e di avere proposto una discussione di grande utilità al fine di venire a conoscenza della realtà e, quindi, di incamminarsi su una strada più consapevolmente scelta.
    ti ringrazio e mi scuso con voi se ultimamente non ho partecipato al dibattito, ma impegni di lavoro mi hanno tenuto lontano

    in questi giorni voglio leggermi tutto con attenzione
    grazie per l'interesse mostrato verso questa discussione

    un complimento anche a psicosarix per la firma che promuove la psy del benessere e ci spinge a fare gruppo
    ha ragione: cominciamo tutti noi a coinvolgere i colleghi, perché siamo noi tutti che - nel nostro piccolo - andremo a costruire la psicologia dei prossimi anni

    buona giornata,
    nicola piccinini

  4. #49
    psicosarix
    Ospite non registrato
    grazie nico ,
    grazie a tutti voi che partecipate a questa discussione ... perchè a volte ci si sente davvero soli come psicologi ... circondati da un mondo in cui sembrano esistere solo patologie.
    alcuni esempi che mi hanno confermato ancora una volta che la Psicologia è, prima di ogni altra cosa, davvero una scienza del benessere.

    ... in breve ... grazie a quello che ho studiato ho aiutato una ragazza a superare il "panico da discorso pubblico". dopo mi ha detto "non credevo che la psicologia potesse servirmi nella vita quotidiana: funziona!!! " ... allora sono partita a dirle che la psicologia è una scienza del benessere ... ecc.

    ... oggi pomeriggio ho parlato con una mamma preoccupata per la figlia diciottenne che non sa cosa fare dopo le superiori, "ma sa mia figlia non ha dei problemi psicologici ... solo che è una ragazza sempre insoddisfatta e non trova la sua strada e si innervosisce e si chiude in se stessa!" benissimo chi meglio di una mia collega del campo dell'orientamento e formazione? per fare una serena "chiacchierata" con la ragazza ... "perchè vede signora lo psicologo fa interventi di orientamento per i giovani, per aiutarli a capire le loro potenzialità ... potrebbe aiutare sua figlia ad orientarsi secondo le sue capacità e a capire cosa vuole fare." ... "che bello!!! è quello che ci vuole, mica una cura sa ... mi dà l'indirizzo della collega?".

    ... andando su problemi di tipo diverso ... pensate alle persone che hanno un parente malato cronico e magari poi si ammalano a loro volta ... per assisterlo! li chiamano i care giver, non avrebbero bisogno di un sostegno psicologico per affrontare al meglio la loro situazione? sapete che per lo stress (che è quasi totalmente psicologico) vivono in media 7 anni in meno dei loro coetanei e pari per gruppo sociale? e questa non è psicologia del benessere?

    ... se non ci muoviamo nessuno verrà a chiamarci ... ai care giver danno gli antidepressivi ... alle ragazze ansiose che non riescono a parlare in pubblico danno gli ansiolitici ... ai ragazzi indecisi e nervosi che si mettono in agitazione pensando al loro futuro danno il lexotan e via avanti ...

  5. #50
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    mi sembra un discorso un po' eccessivamente entusiastico. scusami ma non confondiamo la pedagogia con la psicologia. alcuni anni fa ,mi pare Bertini fondò la scuola di specializzazione sulla salute. alcuni amici che l'hanno conclusa e altri che frequentano mi danno giudizi contraddittori. quello che ne ricavai parlandone a quei tempi col professore. grossi entusiasmi, generosi propositi, ma pragmaticamente dispersioni teoriche a non finire...

    quello che voglio dire è che sicuramente una "chiaccherata" è parte fondante della relazione tarapeuta utente.
    mettiamo da parte lo spot benessere vs. patologia. mica gli psicologi si occupano di patologia per capriccio. ci sono delle persone che hanno dei disagi veri, vengono a chiedere aiuto, non vanno per spendere dei soldi per farsi una chiaccherata. io rispetto immensamente la persona che va da uno psicologo per avere un aiuto.
    non credo che lo psicologo deve spiegare a una madre o al padre come educare i propri figli...o spiegare come orientarsi nel futuro in base alle loro potenzialità... allora sarebbe meglio un economista...o che ne so un astrologo...

    è chiaro che la ricerca psicologica è per sua natura poliedrica e per questo declinabile in estesti pezzi dell'utenza, ma attenzione a non dimenticarci che lo psicologo rimane sempre un esperto di disagi mentali e che lo scopo è appunto il risolverli.

    se una madre è preoccupata perchè la figlia è insoddisfatta, beh daccordo se vuole parlarne con uno psicologo nessuno lo vieta, ma nemmeno credo che lo psicologo debba trasformarsi in un supplente genitoriale... attenzione a non creare i disagi mentali... chi ti dice che dare consigli sia una buona strategia senza sapere qual è il profilo emotivo-cognitivo del tuo interlocutore e non sia invece catastrofico?
    il rischio è quello di perdere di vista le competenze specifiche di uno studio attento e differenziato, professionale e arricchito dei recenti studi interdisciplinari.

    ciaz

  6. #51
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da neuromancer
    non credo che lo psicologo deve spiegare a una madre o al padre come educare i propri figli...o spiegare come orientarsi nel futuro in base alle loro potenzialità... allora sarebbe meglio un economista...o che ne so un astrologo...
    non mi sembra che nessuno abbia definito lo psicologo come "dispensare di buone ricette"
    piuttosto può restituire nuova conoscenza e punti di vista ad uso e consumo dell'interlocutore... che io sappia, supportare e/o promuovere non significa "indirizzare"

    Originariamente postato da neuromancer
    ma attenzione a non dimenticarci che lo psicologo rimane sempre un esperto di disagi mentali e che lo scopo è appunto il risolverli.
    Il termine psicologia deriva dal greco psyche (ψυχή) = spirito, anima e logos (λόγος) = discorso, studio.
    La Psicologia quindi si occupa di "funzionamento della mente"

    Il termine psicoterapia deriva dal greco psyche (ψυχή) = spirito, anima e θεραπεία (therapeia): cura, guarigione.
    La Psicoterapia quindi presuppone che vi sia un "danno" su cui intervenire

    Quindi la Psicologia è capace di intervenire su alcune disfunzionalità per modificarle, ma anche su alcune funzionalità per sostenerle e svilupparle.

    La Psicoterapia si posiziona invece sulla cura. Punto.

    Questo cerchiamo di non dimenticare

  7. #52
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da nico
    [...] Quindi la Psicologia è capace di intervenire su alcune disfunzionalità per modificarle, ma anche su alcune funzionalità per sostenerle e svilupparle.
    La Psicoterapia si posiziona invece sulla cura. Punto. [...]
    grazie nico! mi hai tolto le parole di bocca.

    ... secondo me abbiamo studiato troppa psicodianamica e psicopatologia all'università. me ne convinco sempre di più. non riusciamo ad uscire dalla fissità dello schema psicopatologico.
    nessuno quì vuole negare l'importanza della psicoterapia , però non vedo altrettanta solerzia nel difendere la natura della psicologia come scienza del benessere ... perchè???!!!
    perchè non ci siamo abituati!!!

    ... vorrei fare un ragionamento insieme ... per continuare sulla strada aperta da nico ...

    la psicologia "nasce come scienza quando, nella seconda metà del secolo scorso, nelle università di alcuni paesi occidentali vennero fondati dei "laboratori di psicologia", in cui si iniziò a studiare la psicologia umana secondo i metodi delle scienze naturali. Come data di nascita della psicologia scientifica viene considerato l’anno 1879, nel quale W. Wundt fondò il primo di questi laboratori presso l’università di Lipsia" riprendo, riassumendo, dal libro di storia della psicologia.

    sul piano teorico, la psicologia nasce con intenti conoscitivi della mente e del comportamento ... sul piano pratico tutto questo si traduce in strumenti e strategie per il benessere della persona , allora come dice nico può agire sulle disfunzionalità (come nel caso della psicoterapia -psicodinamica, cognitivista, comportamentista, costruttivista ecc.) e sulle funzionalità.

    non si tratta di contrapporre la psicologia come scienza del benessere alla psicoterapia ... asolutamente ... secondo me la psicoterapia è una parte della psicologia, la parte della psicologia che cura (e alla fine porta benessere anche lei!), il resto della psicologia porta benessere (in senso più stretto).
    io non credo che orientare una ragazza facendole comprendere quali sono le sue potenzialità sia meno nobile che curare con la psicoterapia. aiutare una persona a scoprire le sue potenzialità e indirizzarla verso campi di studio e/o lavorativi in cui possa riuscire e dunque trovare soddisfazione è psicologia del benessere ... per esempio potrebbe protegge la persona da fallimenti che potrebbero minare a tal punto la fiducia in se stessa da scatenare problemi più seri ... facciamo una depressione? ... che verrebbe curata prima coi farmaci e solo dopo con la psicoterapia ... perchè le persone quando si sentono insoddisfatte e frustrate dalla vita e cominciano ad avere problemi vanno dal medico di famiglia (non dallo psicologo) ... che come primo intervento gli prescrive uno psicofarmaco ... (ed è normale che sia così, è il loro lavoro!)
    Ultima modifica di psicosarix : 15-03-2006 alle ore 12.14.48

  8. #53
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    Se accettiamo che la salute è fisica, psichica e sociale, dobbiamo e possiamo parlare di prevenzione.
    Facciamo qualcosa, oggi, per la salute fisica? Sicuramente sì: molta terapia, a volte funziona, a volte no; facciamo prevenzione in termini di vaccinazioni, educazione alla salute(poco), campagne di informazione.
    Facciamo qualcosa per la salute sociale? Forse in certi casi sì: cerchiamo di creare spazi sociali fruibili, che mettano in moto un processo di raggiungimento del benessere condiviso nella comunità, intesa come luogo sociale di vita; molto c'è ancora da fare.
    Cosa facciamo di prevenzione della salute psichica? E' un aspetto della salute che ha gli stessi diritti di quella fisica e di quella sociale. Molto c'è molto da fare in materia di educazione alla salute psichica, di informazione, per prevenire ciò che giustamente qualcuno ha sapientemente descritto nel post precedente.
    Quindi campi di azione per la psicologia, come scienza del comportamento, prima di arrivare alla malattia, prima di arrivare alla psicoterapia, ce ne sono da stancarci. Non proibirò mai a nessuno di occuparsi di psicoterapia, a patto che i pazienti non vengano mercificati e che non venga mercificata la preparazione degli psicoterapeuti.
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  9. #54
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    io eviterei di definire la psicologia e la psicoterapia in termini etimologici, che sono sempre interessanti ma spesso ci si dimentica che una lettura sincronica è diversa da una lettura diacronica dei termini.

    "la psicologia nasce con intenti conoscitivi della mente e del comportamento "

    certamente, ma tuttavia nell'ottica via via di risolvere dei problemi. perchè il rischio è molto serio. non abbiamo appunto tuttora delle vere ricette sul benessere. è una condizione strettamente soggettiva, sociale, storica.

    "io non credo che orientare una ragazza facendole comprendere quali sono le sue potenzialità sia meno nobile che curare con la psicoterapia. aiutare una persona a scoprire le sue potenzialità e indirizzarla verso campi di studio e/o lavorativi in cui possa riuscire e dunque trovare soddisfazione è psicologia del benessere "
    si la puoi chiamare pure così ed eventualmente la puoi inserire alla fine del tuo percorso con il paziente giovane che è venuto a chiederti un aiuto per un problema che certamente non è riconducibile alle sole perplessità di come sarà il futuro (tutti allora andrebbero dallo psicologo! diamo la possibilità alle persone di scegliere anche sbagliando... questa è la vita!)

    ma non è strettamente parlando il mio lavoro. la persona che si siede di fronte a me, non è che vuole sapere come orientarsi specificatamente nella vita. te lo assicuro. il tossicodipendente ti chiede come fare di smettere. cosa gli rispondi? che la droga fa male e vediamo quali potenzialità c'hai? (lo so sto semplificando, ma è un esempio)
    è un esempio per dire che le persone che ti chiedono degli incontri, vogliono risolvere dei disagi che vanno ad intaccare la loro vita sociale ed intima.
    non è che desiderino la formula magica. vogliono essere ascoltati.

    vogliono essere ascoltati. quasi tutte le persone che ho visto chiedono soprattutto questo.

    poi. non confondiamo teorie della conoscenza con teorie della clinica e con teorie della cura.
    le prime sono sempre relative, dipendenti dai paradigmi vigenti (kuhn).
    le seconde sono quasi spesso concorrenziali, è la storia della psicologia.
    le ultime sono irriducibili, specificate ogniqualvolta da paziente a paziente.

    noi non sappiamo come funziona la mente dell'uomo. proviamo a farne delle congetture e i controlli interdisciplinari le confermano o smentiscono.

    non sono contrario alla prevenzione, chi nega che nella nostra società dello strapotere dei mezzi di comunicazione di massa la prevenzione non sia assolutamente indispensabile. ma si tratta di consigli che si possono dare, indicazioni, in equipe di ricerca, di studio, di lavoro lungo e mai definitivo.
    weber che fondava su basi scientifiche la sociologia avvertiva tuttavia che il sociologo pur essendo uno scienziato non doveva sostituirsi al politico. semmai poteva suggerire, dare consigli.

    "Non proibirò mai a nessuno di occuparsi di psicoterapia, a patto che i pazienti non vengano mercificati e che non venga mercificata la preparazione degli psicoterapeuti"

    la mia preparazione è eccome mercificata! io pago soldi sonanti per la formazione specialistica...
    tuttavia non per questo non studio e mi impegno per non prendere in giro la gente. l'umiltà è sempre una virtù difficile da riconoscere, specie se ci si allontana dai fatti. quelli ragionati, scientificamente e dal buon senso.

    ciaz

  10. #55
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Concordo completamente con questo punto di vista (quello espresso da tutti voi tranne quello espresso da neuromancer nel suo ultimo post di cui parlo in fondo)! Tanto più che più ci si avvicina alla psicopatologia e tanto più ci si ritrova a muovere concorrenza all'ambito medico-psichiatrico.

    Come sostenuto in altri miei post, oltre che aborrire il prediminio psicodinamico (la psicodinamica è SOLO psicopatologia visto che se qualsiasi comportamento normale viene equiparato a un modello patologico: starnutisco e in realtà pensavo di uccidere mio padre... ma ho sublimato... ), direi che la psicoterapia è semplicemente una tecnica e che non è un caso se Freud, UN MEDICO, o JUNG, UN MEDICO o tanti altri, per la maggior parte medici... abbiano costituito un sapere che è la distorsione psicologica dei modelli di nosografici e di trattamento che si usano in medicina.

    L'attenzione per gli aspetti positivi e costruttivi dell'esistenza sociale e della vita delle persone è semplicemente assente dal momento che l'attenzione è focalizzata sugli aspetti patologici salvo aggiungere una curiosa postilla - indubbiamente utile per 'rimorchiare clienti' - che però in fondo siamo tutti un po' patologici (e quindi tutti potenziali vacche da mungere... ).
    Gli aspetti costruttivi e non patologici dell'essere umano sono semplicemente ignoti a molti psicoterapeuti non soltanto per lacune culturali e accademiche (a cui fortunatamente stanno ponendo rimedio molti approcci psicoterapeutici più moderni, scientificamente più plausibili e aggiornati...) ma soprattutto xl'altissima frequenza con cui, specie in psicoanalisi, gli analisti sono generalmente ex pazienti psichiatrici o cmq hanno sofferto di una qualche psicopatologia... in primis Freud notissimo nevrotico.... ora... non so voi che idea avete della scienza del benessere ma a me sempre che la psicologia, nel suo desiderio di promuovere la salute degli individui (agendo attraverso reti sociali di supporto, counseling attitudinale, supporto psicologico; se volete un paradigma pensate alla positive psychology o all'approccio fenomenologico-esistenzialista) non solo sia ben diversa dalla psicoterapia (che come dice giustamente nico presuppone un DANNO all'individuo, sulla scorta del modello medico con cui tutti noi abbiamo famigliarità) ma possa benissimo anche farne a meno!

    Giustamente psicosarix si lamenta che mentre i meriti dell'una, la psicoterapia, sono riconosciuti da tutti gli psicologi, i meriti della seconda non vengono presi in considerazione!!! Eppure io penso che chiunque abbia avuto a che fare con almeno un paziente psichiatrico, che ne abbia letto la storia personale, si sia reso conto come l'assenza di benessere psicologico è il comun denominatore che precede l'insorgenza di qualsiasi disturbo psichiatrico dal momento che lo stato dell'arte dela ricerca in psicopatologia ci dice che i fattori genetici di per sè sono assolutamente insufficienti per produrre la psicopatologia? E allora? Che aspettiamo per studiare e specializzarsi nelle scienze del benessere che vengono continuamente ridicolizzate a colpi di fiori di bach e di shiatsu (e quindi barattati per un più comodo e quasi meccanico benessere psico-fisico quando magari si sta divorziando, il figlio inizia a battere la testa al muro e ad andare male a scuola, ci si è fatti un/a amante o in fondo si pensa di non meritare meglio dalla vita ) invece di accatastarci nelle scuole di psicoterapia? Ai posteri l'ardua sentenza...

    x Neuromancer: non ho capito se hai scelto l'indirizzo sperimentale o clinico? Mi pare che i tuoi timori verso il ruolo di psicologo come counselor nei diversi ambiti siano un po' una critica da 'esterno' ... magari è una semplice impressione. Il giudizio su una scuola privata (ci risiamo!!! ) è un po' pochino per capire come vanno le cose. Secondo me i problemi sono due:
    1) Le basi scientifiche delle procedure messe in atto dallo psicologo. La letteratura sulla prevenzione dei disturbi psichiatrici e sulla positive psychology nonchè le esperienze con le reti di supporto sociale credo siano un ottimo punto di partenza per documentarsi e, a chi interessa, per approfondire e portare avanti la conoscenza in questo ambito.
    2) L'acquisizione dell'esperienza professionale in questo campo. Il fondamento della pratica del counseling di questo tipo così come di altri interventi incentrati sulla salute dovrebbe essere organizzato in modo tale che gli psicologi counselor possano avere accesso con facilità agli strumenti e alla formazione necessaria per l'uso di questi strumenti e possano infine avere un punto di scambio ufficiale, quale ad esempio un'ipotetica rivista italiana del tipo dell'americano 'Journal of Counseling' o 'Journal of Consultant Psychology'. Con una buona organizzazione (facilitata da internet!!! GRAZIE OPSONLINEEE! ) le cose dovrebbero essere migliorate stabilendo i limiti e le competenze e aiutando i giovani counselor a capire che fare e come farlo a seconda delle diverse circostanze

    Spero di essere stato UTILE (e anche un po' noioso lo so!!! )

    A presto,

    Fabri


    Originariamente postato da neuromancer
    mi sembra un discorso un po' eccessivamente entusiastico. scusami ma non confondiamo la pedagogia con la psicologia. alcuni anni fa ,mi pare Bertini fondò la scuola di specializzazione sulla salute. alcuni amici che l'hanno conclusa e altri che frequentano mi danno giudizi contraddittori. quello che ne ricavai parlandone a quei tempi col professore. grossi entusiasmi, generosi propositi, ma pragmaticamente dispersioni teoriche a non finire...

    quello che voglio dire è che sicuramente una "chiaccherata" è parte fondante della relazione tarapeuta utente.
    mettiamo da parte lo spot benessere vs. patologia. mica gli psicologi si occupano di patologia per capriccio. ci sono delle persone che hanno dei disagi veri, vengono a chiedere aiuto, non vanno per spendere dei soldi per farsi una chiaccherata. io rispetto immensamente la persona che va da uno psicologo per avere un aiuto.
    non credo che lo psicologo deve spiegare a una madre o al padre come educare i propri figli...o spiegare come orientarsi nel futuro in base alle loro potenzialità... allora sarebbe meglio un economista...o che ne so un astrologo...

    è chiaro che la ricerca psicologica è per sua natura poliedrica e per questo declinabile in estesti pezzi dell'utenza, ma attenzione a non dimenticarci che lo psicologo rimane sempre un esperto di disagi mentali e che lo scopo è appunto il risolverli.

    se una madre è preoccupata perchè la figlia è insoddisfatta, beh daccordo se vuole parlarne con uno psicologo nessuno lo vieta, ma nemmeno credo che lo psicologo debba trasformarsi in un supplente genitoriale... attenzione a non creare i disagi mentali... chi ti dice che dare consigli sia una buona strategia senza sapere qual è il profilo emotivo-cognitivo del tuo interlocutore e non sia invece catastrofico?
    il rischio è quello di perdere di vista le competenze specifiche di uno studio attento e differenziato, professionale e arricchito dei recenti studi interdisciplinari.

    ciaz

  11. #56
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Cosa intendete per "benessere" ?
    Non mi sembra 1 costrutto "scientifico" e, soprattutto, non mi sembra un costrutto dal significato univoco.

    Saluti,
    ikaro

  12. #57
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    forse è proprio questo il punto. cosa si intende per benessere?
    io ho fatto indirizzo sperimentale.
    mi sto specializzando in cognitivo comportamentale e ciò che continuamente ripetono è che non esiste distinzione tra malattia mentale e normalità.

    benessere, salute fisica e mentale, disagio mentale, psicopatologia, sono tutti termini strettamente dipendenti dal contesto sociale, dalla storia, dal linguaggio, dalle epistemologie intraprese. non abbiamo tuttora degli strumenti e delle teorie che confermino cosa sia giusto e cosa non lo sia per il benessere di una persona.

    il benessere di una persona non è definito da nessun professionista del nostro settore. ma solo dalla persona che chiede aiuto psicologico.

    per il resto, non voglio essere un istruttore da palestra psicologica, nè tanto meno mi tiro indietro se mi chiedono un consiglio disinteressato. ma non è il mio lavoro. la realtà non è mai definita in modo assoluto, per questo la costruiamo continuamente e secondo leggi parziali. all'interno di una relazione, di un paradigma scientifico interdisciplinare, possiamo capire cosa significano i termini benessere e star male di una persona.

    infine, quali sono le scienze per il benessere?

    infine
    "L'attenzione per gli aspetti positivi e costruttivi dell'esistenza sociale e della vita delle persone è semplicemente assente dal momento che l'attenzione è focalizzata sugli aspetti patologici salvo aggiungere una curiosa postilla - indubbiamente utile per 'rimorchiare clienti' - che però in fondo siamo tutti un po' patologici (e quindi tutti potenziali vacche da mungere."

    quali sono gli aspetti positivi e costruttivi dell'esistenza sociali?
    e quelli patologici? non credi che i termini patologico e benessere alla fin fine non siano che degli ancoraggi ad una certa cultura medico psichiatrica, di cui te stesso ti ritrovi impigliato?

    ciaz

  13. #58
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    Originariamente postato da neuromancer
    la realtà non è mai definita in modo assoluto, per questo la costruiamo continuamente e secondo leggi parziali. all'interno di una relazione,
    difatti, penso che "benessere" sia la capacità di abitare adeguatamente un ambiente interno e/o esterno... di agire relazioni (interne e/o esterne) in modo funzionale...

    chi è che stabilisce cosa è adeguato e cosa è efficace?
    non ci sono canoni assoluti, ma solo percezioni individuali che potranno - eventualmente - portare a:
    - senso di inadeguatezza e richiesta di supporto
    - voglia di sistematizzazione, chiarimento, crescita, sviluppo

    d'altro canto chi stabilisce cosa è "patologico" e cosa no?
    forse le farmaceutiche per vendere farmaci, ma non certo la psicoterapia...
    ed a proposito di "scientificità" la psicologia rispetto alla psicoterapia non ha nulla da temere, anzi... mai sentito parlare di evidence-based?!?

    comunque sia, proprio in questi giorni ho pubblicato un articoletto - forse - interessante...
    http://www.opsonline.it/?m=show&id=5231

    dite che lo psicologo proprio non potrebbe essere utile?
    intendo sia in fase di prevenzione che anche di supporto nel qui ed ora...


    nicola piccinini

  14. #59
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Originariamente postato da nico
    [B]difatti, penso che "benessere" sia la capacità di abitare adeguatamente un ambiente interno e/o esterno... di agire relazioni (interne e/o esterne) in modo funzionale...
    Quindi "benessere" = " buon adattamento" ?
    Spero di no!

  15. #60
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    Originariamente postato da ikaro78
    Quindi "benessere" = " buon adattamento" ?
    Spero di no!
    Fermo restando che qui si scende nelle "personali visioni" e che quindi tutti possono reclamare il loro "pezzo di verità" e che tutti dobbiamo accettarlo serenamente... fatta questa doverosa ed utile premessa...

    A mio avviso "anche" buon adattamento.

    Benessere = Stare bene con...

    E "stare bene con..." mi fa pensare ad un individuo, ad un ambiente e ad una relazione...
    All'interno di questo contesto, ognuno avrà un proprio vissuto di ciò che esperisce ed uno "stato d'animo" che potrà sentire come più o meno positivo

    Stare bene con il partner, con la famiglia, con/tra i colleghi di lavoro, con/tra i compagni di scuola, con una pistola, con la patente di guida, con un'attività sportiva, con me stesso, con una comunità on line...

    In tutti questi casi posso sentire che "sto bene", oppure posso sentire di "non stare bene"...
    Che sia la persona che viene da noi, o noi che ci proponiamo con progetti e/o servizi... beh... ci vedo psicologia e non psicoterapia


    Piuttosto non capisco allora, secondo voi, che senso ha la psicologia ed in quale rapporto si trova con la psicoterapia


    nicola piccinini

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